LEGA: O CHIUDE CON BOSSI&C. O SARA’ UNA BRUTTA AGONIA

di GIANLUCA MARCHI

Brutta storia quella in cui da ieri mattina è immersa la Lega. Comunque vada a finire è lo sputtanamento di un movimento che era nato e cresciuto fortemente su altri presupposti, che poteva sventolare il cappio in Parlamento ai tempi di Tangentopoli, intercettando in quel gesto tanto deprecato il consenso di molti più cittadini di quanti fossero disposti ad ammetterlo. Era un movimento, quello di allora, che pescato con le mani nella marmellata per via dei 200 milioni di lire versati da Carlo Sama della Montedison, non ci aveva pensano né uno né due a raccogliere una cifra analoga dai militanti e a consegnarla alla Procura di Milano. Oggi, invece, davanti alle prime notizie uscite qualche mese fa sugli investimenti in Tanzania, un illustre esponente di vertice come Roberto Castelli ha potuto permettersi di rispondere alla stampa: “Sono soldi della Lega e ne facciamo quello che vogliamo senza dover rendere conto a nessuno”. Castelli, come molti altri, ormai è obnubilato dal potere, dai troppi anni passati nella stanza dei bottoni, che pigiava in base ai suggerimenti degli uomini del Berlusca, dalla eccessiva vicinanza (anche in partite di pesca d’altura, pare) con Cesare Previti, il quale gli dettava direttamente i provvedimenti da assumere come ministro della Giustizia. Insomma, un dirigente di partito e uomo di governo che non si pone nemmeno il problema di pensare che dei soldi della Lega bisognerebbe quantomeno rendere conto ai militanti, vuol dire che ha perso il lume della ragione.

Vero è che i 200 milioni versati da Sama per conto di Raul Gardini erano di provenienza quantomeno illecita, trattandosi di un finanziamento non dichiarato, mentre i soldi di cui si parla ora sono il frutto dei rimborsi elettorali. Ma almeno ricordiamo che si tratta sempre di quattrini che arrivano da noi contribuenti e che l’infernale meccanismo dei rimborsi  in base ai voti presi e che ha riempito i partiti di palanche, al punto che non sanno più che farne, fu congegnato da un signore che si chiamava Maurizio Balocchi, tesoriere storico della Lega, coordinatore dei cassieri di tutti i partiti e padre putativo di Francesco Belsito.

Dunque fa sorridere ora che si tenti la difesa del presunto complotto contro il Carroccio, dei poteri forti che si scatenano contro Bossi e compagnia a un mese delle elezioni amministrative per fiaccarne la resistenza e la forza. Lo sanno tutti, nella Lega, che nonostante il partito ufficialmente rigurcitasse di quattrini, le sezioni sul territorio erano alla canna del gas, con i segretari spesso costretti a far colletta fra i militanti per pagare gli affitti. E’ noto e arcinoto che il giornale La Padania e gli altri media non navigassero nell’oro, che diversi giornalisti del quotidiano sono stati posti in cassa integrazione (pagati dunque dallo Stato), nonostante il finanziamento pubblico percepito ogni anno, e che di recente alla radio abbiano sospeso la fornitura dei giornali per i conti arretrati non pagati. E che Telepadania (o meglio la società controllante) è stata costretta ad accedere a una procedura concordataria. In Consiglio Federale qualcuno di tanto in tanto chiedeva spiegazioni, inveiva anche contro Belsito perché scucisse almeno un po’ di soldi per sanare le situazioni, ma poi non succedeva nulla. Il Senatur abbozzava, ma forse bisognava rivolgersi a qualcun altro di stanza a Gemonio perché si trovasse la ragione di una borsa così ricca ma tenuta rigidamente chiusa: che ci fosse la volontà di tutelare gli interessi della ditta Bossi&Figli? E non ci si venga a raccontare ora che il cattivone è solo Belsito (dimissionario) e che Bossi o chi per lui non sapesse nulla: cerchiamo di non fare torto all’intelligenza di nessuno e di non dire castronerie.

C’è un altro interrogativo che resta un po’ in sospeso: ma i cosiddetti colonnelli della Lega e in genere i componenti del Consiglio Federale in questi anni di vacche grasse si sono limitati di tanto in tanto a chiedere lumi sulla situazione patrimoniale e sull’uso dei quattrini e di fronte alle risposte evasive di Bossi e Belsito si sono comunque accontentati, oppure immaginavano un uso delle risorse non proprio a fini politici e hanno preferito voltarsi dall’altra parte (paghi delle loro belle poltrone), per non correre il rischio di essere buttati fuori a calci nel sedere e perdere così le proprie sinecure? Oppure non si sono accorti di nulla e oggi potrebbero essere presi per fessi? Perché a leggere quanto contenuto nei decreti di perquisizione con cui ieri è stata “visitata”  la sede di via Bellerio, questo Belsito ne ha combinate di cotte e di crude, intrecciando operazioni di tutte le risme, in combutta con tale Stefano Bonnet, un imprenditore veneto che le cronache recenti ricordano essere personaggio molto vicino ad Aldo Brancher, un altro amico di sempre della Lega, e in particolare di Bossi e di Calderoli, oltre a essere la longa manus di Berlusconi in via Bellerio.

E che dire ancora della Pontidafin, la finanziaria storica della Lega e che però ha come soci Bossi, la moglie e Giuseppe Leoni, quindi non è di proprietà del partito, e delle altre società con cui di recente Belsito aveva acquistato un appartamento a Milano e una cascina nel Varesotto, beni pare in uso ai figli del Segretario? E cosa pensare del SinPa, il fantomatico Sindacato Padano regno di Rosi Mauro, che fa operazioni immobiliari in Sardegna? Tutto normale, madama la marchesa? Di normale e di trasparente nella gestione dei soldi della Lega pare non ci sia poco o nulla, come d’altra parte rilevano i magistrati: è almeno dal 2004, cioè da quando le casse cominciano a gonfiarsi, che la gestione della tesoreria non è affatto chiara. E guarda un po’ quello è anche l’anno dell’inizio della malattia di Bossi: vorrà mai dire qualcosa anche tale singolare coincidenza? C’entra forse qualcosa che le redini della situazione le abbia prese in mano una tal signora Manuela Marrone?

Non addentriamoci oltre nei meandri delle indagini. Soffermiamoci invece sul dato politico: da questo tzunami rischia di emergere una Lega uguale a tutti gli altri, se non peggio degli altri. Ormai la diversità un tempo tanto sbandierata dal Carroccio è andata a farsi benedire. Questo però non dovrebbe colpire anche e soprattutto i tanti militanti onesti e impegnati –  la stragrande maggioranza – che hanno sempre creduto e ancora credono nella missione del Carroccio, nonostante tutte le giravolte politiche a cui sono stati costretti dal comportamento di Bossi. Oggi queste persone potranno anche rifugiarsi, per sostenere la botta, nei già citati complotti e addossare la responsabilità dei poteri forti. Ma a mente lucida e fredda non potranno non convenire che le cose non possono più andare avanti così e non si può far finta di non vedere che troppa Lega s’è deteriorata, come troppi episodi stanno a dimostrare da alcuni anni a questa parte. E non possono dimenticare che solo qualche settimana fa il Senatur ha difeso Belsito come un ottimo amministratore. Sì, delle finanze di famiglia probabilmente…

Come abbiamo già scritto ieri, se non si vuole che l’intero castello leghista crolli travolgendo tutto e tutti, compresi quelli che non lo meritano, non resta che la strada di andare subito al Congresso federale per nominare il successore di Bossi e per “epurare” chi si è compromesso nella gestione degli ultimi anni. Questa appare l’unica strada per cercare di evitare una triste e drammatica agonia.

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35 Comments

  1. LORENZO CANEPA says:

    Come sempre Marchi ha ragione. Ha conosciuto troppo bene la Lega e sa con chi ha avuto a che fare. BASTA BoSSI. CHE VADA IN PENSIONE DEFINITIVAMENTE. NON APPAIA PIU´IN PUBBLICO LUI E LA SUA FAMIGLIA .
    COME PURE TUTTI ILECCA CULO CHE AVEVA INTORNO. PRIMO FRA TUTTI IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI COMO CARIONI.

  2. Cell11 says:

    Titolo ed articolo azzeccato me lo sono salvato..!

    Per chiudere bisogna avere le contropalle ed essere degli Uomini

    Bossi si è rivelato un cabarrettista di paese, gli altri i Colonelli come i Bravi di napoletano..

    Il sogno è finito…!

  3. Arcadico says:

    Troppi Carrieristi!

    Troppi opportunisti!

    Troppa gente che vuole tirare a campare vivendo di prepende politiche!

    Rifondazione leghista?

    Ci avevo pensato ma sa de de gia vù!

    Il vulnus e’ comunque reale: come salvare l’enorme patrimonio di una base esautorata!

    E soprattutto quale futuro per una rappresentanza politica del NORD e del Paese SERIA!!

  4. Giacomo says:

    Gli altri sono ladri e basta. Qui c’è l’aggravante del tradimento.

  5. Diego Tagliabue says:

    Chiudete la baracca!

  6. Rodolfo Piva says:

    Ricordo che cominciai (1984), insieme a pochi altri, a lavorare nel gruppo di Milano della Lega Lombarda che si riuniva in piazza Carbonari ospiti del Dr. Sergio Pegreffi. Un grande uomo ed un ottimo medico che dette ospitalità al neonato gruppo di Milano consentendogli di avere una sede (gratis). Degli attuali aderenti alla Lega Nord quanti ricordano questa persona? Credo nessuno. Io sono lieto di aver compreso per tempo che razza di soggetto era l’elettromedico e la fauna di leccapiedi che cominciavano ad affollarsi intorno a lui e quindi insieme ad un nutrito gruppo di militanti lo mandammo, nel 1989, a quel paese. Gli anni a seguire hanno confermato la giustezza della nostra scelta vista la massa di militanti via via espulsa e ciò che è emerso, nel corso degli anni,a carico della Lega Nord

    • valter bay says:

      concordo e ricordo molto, guardando dal Piemont la questione, cominciando con Gipo e finendo con le Europee del 1989….
      quanto alle candidature elettorali (e come avvennero le varie “scelte”) nessuno ci ha ancora messo mano????
      Di Pietro sapeva e nulla fece, oppure non sapeva e nulla potè fare, oppure sapendo di sapere archiviò???
      chi erano i “manovratori”? e chi creò il “cerchio magico” nel 1991? forse Patelli? o forse Menicucci o Menicocci (o comediavolo si chiamava?)
      e ancora….le candidature venivano “offerte” o qualcuno faceva delle “offerte” per essere candidato? chi aveva il potere di firma?
      Di Pietro sapeva o non sapeva?
      ciao

  7. Miki says:

    Subito dimissioni dei barbari sognatori maroniani indagati Pini e Boni!!!!

  8. silvia garbelli says:

    Se ci fosse un minimo di serietà , la LN sarebbe da sciogliere : è troppo comodo per qualcuno accorgersi solo adesso di questa e altre iniziative degne della peggior partitocrazia.
    Se ne devono andare tutti, in malafede e corresponsabili di quest’andazzo che ha caratterizzato una solenne e ventennale presa in giro di cittadini ed elettori.

    • Milanesun says:

      non ventennale ma trentennale prima della lega nord c’èra la lega lombarda

      • valter bay says:

        chi e perchè fondò la Lega Lombarda???? qualcuno se lo ricorda? chi e perchè fu scelto il simbolo di Alberto da Giussano (simbolo della Divisione Legnano?)
        ciao

  9. Pao says:

    Bisogna andare a congresso e rimaprire da zero, fare tabula rasa di tutto, cariche e incarichi. Serve che i PM vadano fino in fondo e scavino e scavino fino dentro al nocciolo della mela marcia. Serve che si faccia chiarezza su quello che é il patrimonio perché “torni” alla militanza, non escludendo azioni legali mirate, contro società e contro singoli.

    • Milanesun says:

      E’ inutile ripartire da zero speriamo che la lega faccia in termini elettorali la fine del psi.
      Tanto come dimostra la petizione non c’è nessun bisogno della lega che alla fine della fiera ha ostacolato solo il nord

  10. Miki says:

    L’amante di un tal colonnello con quali soldi del partito veniva pagata……???

  11. Miki says:

    Io ho l’impressione che ci sia ancora molto sotto…. Nessuno ha fatto caso alle dichiarazioni di ieri di Belsito: “non ABBIAMO nulla da nascondere….” Sottolineo quell’ABBIAMO….. Se parla Belsito ho l’impressione che anche qualche nanetto con gli occhialini rossi fa brutta fine…… Chi vuol capire capisca…. Occhio, gli scheletri nell’armadio li hanno tutti…. barbari sognatori compresi…..

  12. Miki says:

    E’ ormai evidente che si tratta di un complotto di Maroni per far fuori Bossi. Se il Capo avesse cacciato a calci nel culo lui e tutti i caregari barbari maroniani fascisti democristiani mezze checche come Tosi, Pini Salvini etc… il problema non sarebbe nato.

  13. Woland says:

    Il buon Max Ferrari lo sosteneva già nel 2006, ecco un link:

    http://www3.varesenews.it/italia/articolo.php?id=44834

    Non a caso fu cacciato a calci nel sedere proprio dalla pugliese Rosy Mauro, pappa e ciccia con la siciliana Manuela Marrone e con il calabrese Belsito (un bel triumvirato PADANO, non c’è che dire).

    Inoltre Belsito ha sempre agito con la complicità di Castelli e Stiffoni, personaggi che, assieme a Calderoli e alla famiglia Bossi, erano informati dei veri rendiconti di bilancio.

    Delle due, una: o i militanti si svegliano e spazzano via Trote e pescetti vari, o la Lega può utilizzare il terreno di Pontida per scavarsi la fossa…anzi, meglio il terreno di Paternò, è geograficamente più indicato.

  14. marcopolo says:

    Voglio riproporre il commento di “mizzi” che Voi avete pubblicato il 31 gennaio 2012.
    Mai la “storia” di questi infami personaggi è stata raccontata meglio.
    1. mizzi 31 Gennaio 2012 at 9:27 am #
    I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA, se li sono bevuti questi caporioni leghisti e le loro mantenute! Mentre eravamo a montare palchi (oggi li montano le cooperative albanesi…perché di fessi non ce ne sono più) a metter su manifesti e a cucinare per loro , si facevano beffe di noi. Ci hanno rubato I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA, che tristezza ma almeno adesso la Lega è finita. Ci dicevano che eravamo l’ultimo popolo a comportarsi come i vecchi comunisti, cioè a lavorare gratis per il partito. E intanto lor signori si facevano posizioni, ville, belle auto, potere, feste sui laghi, direzioni in Rai. Ci hanno rubato I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA ma almeno adesso la notte è finita, e se li troviamo per strada li prendiamo a calci nel didietro. Scusate lo sfogo!

  15. sante says:

    i dirigenti, i tesserati, i militonti della Lega-Liga
    sono solo delle orKiti di verde vestite sin dalle origini.
    ..e …tutti assieme …. producono una sinapsi ogni 100anni.
    Ergo la LegaNord è in coma cerebrale dalla nascita,
    e non potrà morire. Mai.
    SerenissimiSaluti

    • Radimiro says:

      Ricambio i saluti. Si da il caso come ho già ripetuto una miriade di volte chei movimenti alternativi alla Lega raccolgono percentuali da prefisso telefonico e contano logicamente come il 2 di picche !

      • Luca68 says:

        Caro Radimiro staremo a vedere, soprattutto in Veneto, quanto raccoglieranno i movimenti indipendentisti prossimamente. Per ora l’unico partito ITALIANO e sottolineo ITALIANO (e chi vuol intendere intenda…) a contare come il 2 di picche per quello che NON ha mai ottenuto politicamente in 20 anni della sua storia è proprio la Lega Nord.

      • Giacomo says:

        disco rotto.

  16. malnátt says:

    dimissioni si bossi o in alternativa degli amministratori onesti sarebbe il minimo….

  17. liberopadano says:

    UN APPELLO A TUTTI I LEGHISTI ELETTI NELLE ISTITUZIONI = DIMETTETEVI IN MASSA !
    E COME MILITANTI RESTITUIAMO TUTTI LA TESSERA !
    UN SEGNALE DURO E PURO A “BRANCALEONE” BOSSI E ALLA SUA CORTE DEI MIRACOLI
    POI RIFONDIAMO UNA NUOVA LEGA NORD PARTENDO DA ZERO
    PER L’INDIPENDENZA DELLA NOSTRA TERRA
    LOS VON ROM !

    • dante says:

      Non lo faranno mai . Il marciume è esiste anche ben in basso.
      E se restituiscono la tessera della lega ne prenderanno un’altra nella speranza di fare carriera nella politica.
      Per chi ha poca voglia di lavorare, pelo sullo stomaco e fame di soldi la politica e i partiti sono la migliore scelta di vita.

    • Radimiro says:

      L’idea di ricominciare da capo non mi dispiace affatto, con una solida base di partenza ovviamente !

      • eugenio ceroni says:

        Colgo il concetto di Radimiro per aggiungere alcune idee:
        -il triumvirato,per ora al comando, ascolti e rispetti Bossi e non i cerchisti ma poi faccia quello che ritiene giusto per il movimento e nel più breve tempo.
        -si faccia una prima pulizia il più possibile in profondità allontanando le persone compromesse
        -si faccia il congresso federale al più presto annullando o rinviando tutti i risultati dei Congressi nazionali che oggi potrebbero essere ancora inquinati dai voti di molti militanti compromessi e moralmente discutibili che dovrebbero essere allontanati per tempo
        -si tolga dal simbolo della Lega il nome Bossi, che potrebbe esere compromettente e mai approvato da alcun congresso.
        -da oggi fino al congresso chi si propone come segretario federale si faccia avanti nella sua nazione ed esponga il suo programma.
        -ogni nazione sceglierà cosi il proprio candidato,se ci sarà.
        -il congresso poi sceglierà il candidato segretario fra la rosa dei prescelti.Quindi fra quattro o cinque nomi.
        -scelto il Segretario federale lo stesso congresso voterà i componenti del consiglio federale, scelti con la stessa procedura e per il periodo di transizione due o tre per nazione.
        _da questo momento si inizierà a lavorare con nuove elezioni a livello sezioni, provinciale e nazionale
        -dopo che si è rimesso il partito sui giusti binari e dopo una severa selezione di militanti e candidati per ogni tipo di incarico e con relativo curriculum si possono iniziare le lotte politiche in difesa del nord coll’affrontare le prossime elezioni del 2013.
        Occorre quindi correre senza tante chiacchiere.
        Ovviamente sono proposte e quindi criticabili e da migliorare o modificare con l’aiuto di tutti

        eugenio

  18. Giorgio Milanta says:

    L’agonia è incominciata il 14 gennaio 2000.

  19. rosanna sapori says:

    non si può andare a congresso con un partito che non possiede un simbolo….il congresso può decidere quello che vuole….poi cosa depositi per le elezioni? La sciura è interessata solo ai soldi quindi eserciterà questo potere ricattatorio contro tutti…cada Sansone con tutti fiistei…ma che cadano porca di quella putt…..

    • gianluca says:

      Su questa storia del simbolo resto poco convinto che sia in mano ad altri, anche perché il simbolo nel frattempo è cambiato e c’è finito dentro il nome di Bossi. Ma alla fine secondo me è un dettaglio
      marchi

  20. Mauro Cella says:

    Molto sospetta questa tempistica, non trovate? Di oscure manovre finanziarie la Lega Nord e le società ad essa legata nel corso degli anni ne hanno fatte più di qualcuna, ma è sempre finito tutto nel nulla (per la dirigenza del partito, di certo non per chi ha perso decine di milioni nei villaggi vacanza in Croazia o nella Credieuronord). Ci sarebbero stati i presupposti per partire con inchieste già molti anni fa, invece nulla.
    Stesso discorso per il PD, anch’esso squassato da un’inchiesta che coinvolge la tesoreria.
    Perché proprio adesso? Si vuole fare credere che prima fosse tutto regolare, tutto a posto?
    Magari sono io ad essere paranoico (come spesso sono accusato di essere) ma mi sembra di vedere ombre di Tangentopoli, e non nel senso positivo.
    Come ai tempi della celebre inchiesta milanese, anche ora la fiducia nel mondo politico e nei partiti è al minimo. Come allora c’è bisogno di fare vedere agli Italiani che qualcosa sta cambiando e, probabilmente, di rimescolare le carte in tavola.
    Tangentopoli portò alla scomparsa del Pentapartito e, di riflesso, a quella del PCI, che cogli altri movimenti aveva un rapporto quasi simbiotico e che per sovrapprezzo doveva reinventarsi dopo la scomparsa dell’URSS. Tolti però i volti che l’Italiano aveva imparato a vedere sulle copertine dei periodici e in televisione (Craxi, De Mita etc), tutto il resto è rimasto uguale. E la gente si è illusa per vent’anni che votando a favore o contro Berlusconi avrebbe cambiato le cose.
    Ora Berlusconi non c’è più: con abile mossa ha colto la palla al balzo e si è ritirato dalla vita politica. Ora si tratta di riorganizzare il resto del quadro politico per dare l’illusione alla gente che sta cambiando tutto, mentre in realtà gli ordini li danno ancora gli stessi burocrati di carriera, gli stessi professori e gli stessi banchieri.
    La Lega Nord di Umberto Bossi è il partito che da più tempo si trova in forma immutata in Parlamento. Il suo scopo di reprimere il malessere del Nord lo ha svolto magnificamente. Ma anche per i migliori cavalli da lavoro arriva il momento del “pensionamento”…

  21. mario mario says:

    La storia del verme e della Mela…
    Belsito si è girato tutta la polpa della Lega nascendo nel nocciolo. Che brutto vedere la mela apera con il vermone dentro!

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