DIFENDIAMO IL NORD! E CI SCAPPA DA RIDERE…

di GIANLUCA MARCHI

Una ‘fiaccolata per la libertà’ lungo le strade del centro di Monza riporterà in piazza la Lega Nord, sabato prossimo, in una manifestazione contro le politiche del governo Monti. Dopo la manifestazione del 22 gennaio scorso a Milano, la mobilitazione si sta spostando nelle province, come chiesto dal segretario federale Umberto Bossi ai dirigenti territoriali. E si parte da Monza, il comune più grande a guida leghista in cui si andrà al voto a maggio per le amministrative. Ma Monza è anche la città che fu per breve tempo sede degli uffici distaccati dei ministeri delle riforme e della semplificazione. «Protestiamo in uno dei territori più produttivi del paese contro un governo che non aiuta le imprese e che ha dimenticato il federalismo», dice Massimiliano Romeo, consigliere regionale brianzolo della Lega. Gli slogan del corteo di sabato 3 marzo sono infatti ‘Contro il governo delle tassè e ‘Difendiamo il Nord’. Alla testa della manifestazione ci saranno il coordinatore delle segreterie nazionali del Carroccio, Roberto Calderoli, e il sindaco di Monza, Marco Mariani. Stamattina è poi arrivata la conferma della presenza dello stesso Bossi.

Questa la notizia nuda e cruda. Certo che lo slogan al suono de “Difendiamo il Nord” fa un po’ sorridere. E per certi versi ha il sapore della presa per i fondelli. Vero è che il Carroccio in questo momento, ad eccezione di alcuni movimenti indipendentisti che hanno abbracciato subito la causa, è arrivato ad appoggiare, seppure con qualche lentezza, la battaglia dei Comuni e delle Regioni contro l’esproprio statale della tesoreria unica. I nostri lettori dovrebbero sapere di cosa si tratta, avendo noi trattato l’argomento per primi e con dovizia di particolari. In pratica a cominciare da oggi lo Stato si appropria dei soldi appartenenti agli enti locali e bloccati nelle tesorerie territoriali, dove almeno possono rendere gli interessi. Oggi i funzionari delle tesorerie (si badi bene, non i sindaci o i governatori, ma i dipendenti della banca a cui è affidato il patrimonio liquido di ciascun ente virtuoso) devono trasferire alla tesoreria unica statale il 50% delle somme disponibili al 24 gennaio. La seconda metà dovrà invece andare a Roma entro aprile. Ieri sera in via eccezionale il governo ha fatto sapere che si impegna a rivedere la norma forse già nei prossimi giorni, cercando di anticipare il limite di restituzione dei quattrini a prima della fine del 2014 e riconoscendo ai Comuni un interesse leggermente superiore a quello assicurato dalle rispettive tesorerie dove sono depositati i fondi. Inoltre avrebbe messo sul piatto circa 7 miliardi di compensazioni fiscali per andare incontro agli enti che non hanno soldi e alle aziende creditrici verso gli enti locali. Meglio di niente. Ma intanto oggi la prima metà dei quattrini prende la strada per Roma e poi si vedrà.

Dicevamo che la Lega si è mossa più di altri su questa vicenda, anche se dopo tre settimane di torpore (nel nostro piccolo abbiamo per la prima volta sollevato il problema il 6 febbraio) Regioni, Comuni e Province si sono svegliati all’ultimo momento. Tuttavia ci viene spontanea una domanda: se un’operazione del genere l’avesse fatta Tremonti quando era ministro (niente di più facile che fosse già pronto a farla e d’altra parte il Pdl non sta alzando un sopracciglio al riguardo), Bossi e i capataz leghisti allora assisi nella stanza dei bottoni come avrebbero reagito? Zitti e mosca perché lo vuole l’amico Giulietto che ci deve dare il federalismo (quale? quello in cartolina probabilmente) oppure si fa finta di votare contro nel Consiglio dei ministri, tanto la misura passa lo stesso? Se non è zuppa, è pan bagnato.

Comprensibile che adesso la Lega, relegata all’opposizione, rispolveri la funzione di partito “sindacato del Nord”. Ma, scusate, ci scappa un poco da ridere dopo che quando era al governo il partito di Bossi ha avallato le peggiori operazioni guarda caso a favore del Meridione. Vogliamo ricordare le centinaia di milioni di euro buttate nei buchi neri dei Comuni di Palermo e Catania, che non hanno risolto un grammo dei rispettivi problemi, se non dare stipendi a migliaia di dipendenti pubblici senza una reale funzione? Anzi, con una funzione ben precisa: quella di essere serbatoi di voti per il partito di Berlusconi. E tutto questo in nome del federalismo fiscale che doveva venire e del federalismo demaniale presentato come una grande conquista, quando invece tutto si è arenato e impantanato non solo perché il governo Monti non ha alcun afflato federalista, ma anche e soprattutto perché i decreti che dovevano condurre verso il sol dell’avvenire in versione federalista erano solo dei grandi “puttanai” messi insieme da incompetenti.

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13 Comments

  1. Luca68 says:

    Se Calderoli parteciperà alla serata possono risparmiarsi le fiaccole…basterà lui ad illuminare il percorso… 🙂

  2. Ric 81 says:

    Ok che la lega abbia colpe non vi sono dubbi, ma scusate ma fare gli antileghisti convinti, anche se pur credenti secessionisti a cosa porta?? allo 0,1% delle prossime votazioni?? a dire io non ho sprecato soldi pubblici in favore di messina o catania??io a roma sulle poltrone non ci vado?? io non ho votato per cosentino libero?? noi siamo duri e puri….. si sarà anche così ma fare gli antileghisti non serve a niente A) perchè pdl e pd hanno comunque più voti della lega al nord complessivo, B) perchè gli unici che portano a casa qualcosa anche se poco per il nord sono proprio loro….. comunque se la vostra rabbia la si vuole scaricare contro la lega fate pure ma mi sembra tutto molto poco fruttifero, magari è giusto che al nord grillini e pisapia inizino ad amministrare le nostre città!! dopo la secessione la chiedete a Vendola!!

    • gianluca says:

      Qualcosa per il Nord? Forse lei ha le traveggole. Comunque, contento Lei contenti tutti. Si fa per dire…
      dir

    • Rodolfo Piva says:

      Gent.mo Ric 81

      A differenza di lei io uso il mio nome e cognome (veri). A parte questo le faccio semplicemente notare che con pazienza e tenacia, e senza accoppiarsi con forze politiche “statali”, l’SNP scozzese ha raggiunto la maggioranza assoluta al parlamento di Edimburgo nell’arco di 30 anni. Ma provi a domandarsi se un vero federalista/indipendentista, come pretenderebbe di essere stato ed essere tuttora il sig. Bossi, poteva entrare in una compagine di governo con Forza Italia, il cui solo nome fa venire conati di vomito ad un indipendentista vero, e con Alleanza Nazionale il partito della rottamaglia fascista che è stato un fulgido esempio di centralismo esacerbato.

      • rosanna says:

        a volte il fine potrebbe giustificare i mezzi…in questo caso mi sa che non ci sono stati ne’ principio ne’ fine…..spero una fine…….la loro (tutti).

    • FrancescoPD says:

      …e con questo discorso, secondo te dovrei votare un mentecatto??

  3. biboppo says:

    Siete arrivati “primi”, 11 giorni dopo “la Padania”. Correva il 26 gennaio 2012. Titolo: “Stangata, è l’ora dei Comuni”. Articolo: Vi costringessero a depositare i vostri risparmi sul conto corrente di Arsenio Lupin, sareste rilassati e fiduciosi o sentireste piuttosto una forte puzza di fregatura dietro l’angolo? Ecco perché l’ultima fesseria ideata dal Governo guidato da Mario Monti sta facendo gonfiare l’ennesima protesta, perché gli enti locali, soprattutto i Comuni, subiranno presto un «furto con destrezza», definizione del senatore della Lega Nord Paolo Franco. Proteste oltremodo legittime, poiché nel decreto sulle liberalizzazioni l’Esecutivo ha introdotto una norma secondo la quale gli enti locali dovranno depositare la liquidità derivante dall’incasso dei tributi propri (che fa parte delle cosiddette entrate correnti) sul conto di tesoreria dello Stato e non più nelle posizioni aperte con le rispettive banche di riferimento. A livello nazionale si tratta di somme da capogiro, 30-35 miliardi di euro, delle quali saranno privati, oltre che i Comuni stessi, gli istituti di credito a favore di Arsenio Lupin, pardon, dello Stato. Il provvedimento governativo, in realtà, è piuttosto violento nei termini poiché, secondo quanto previsto dalla norma del dl sulle liberalizzazioni, le banche avranno tempo fino al 29 febbraio per trasferire il 50% delle somme depositate dai Comuni nei loro forzieri, il restante entro il 16 aprile. «Si tratta – conferma il senatore leghista Paolo Franco – di un vero e proprio furto con destrezza, per giunta anticostituzionale, perché la Carta garantisce agli enti locali autonomia finanziaria di entrata e di spesa». Praticamente, semplificando, la differenza tra il vecchio e il nuovo meccanismo per gli enti locali sarà più o meno questa: se il Comune ha un debito con un fornitore, di beni o di servizi, prima poteva accedere alle risorse depositate nel proprio conto corrente bancario e onorare l’impegno, ora, al contrario, dovrà segnalare alla Tesoreria dello Stato – che “custodirà” tali risorse – di provvedere al pagamento. Ma con i conti pubblici nelle condizioni attuali e una capacità operativa e organizzativa inferiore pure a molti Paesi subsahariani, è pacifico che tale meccanismo, in Italia, sia destinato ad incepparsi a ripetizione. Di più, il rischio concreto è che, in tempo di crisi, lo Stato quei soldi non li restituisca più, o nella migliore delle ipotesi, decida con un altro colpo di mano di trattenerne una parte. Alla faccia del federalismo, dell’autonomia finanziaria e a scapito dei già disastrati conti nelle mani di sindaci, presidenti di Provincia e governatori regionali. «È proprio così – conferma l’esponente leghista – lo Stato dice: i soldi sono tuoi, ma intanto li tengo io. Un po’ come succederà per l’Imu, le cui risorse in entrata saranno trasferite alla Tesoreria centrale lasciano gli enti locali senza il becco d’un quattrino». «È a tutti gli effetti una sottrazione di potestà – incalza il senatore del Carroccio, che ha denunciato la vicenda assieme ai colleghi Piergiorgio Stiffoni e Massimo Garavaglia – una negazione del federalismo e dell’autonomia finanziaria, prerogativa costituzionale degli enti locali». La soluzione? Sensibilizzare gli enti locali, far capire cosa accadrà ai loro bilanci nel brevissimo periodo, aspettare al varco di Senato e Camera il provvedimento e spedirlo direttamente alle ortiche. Su questo aspetto, la posizione del Carroccio è determinata: «Chiediamo a Comuni, Province e Regioni – è l’appello dei senatori leghisti – di insorgere contro questo violento sopruso e ai rappresentanti dei partiti che fino a ieri si dicevano federalisti – concludono i senatori della Lega – di non consentire l’approvazione parlamentare di questa rapina ai danni dei cittadini e delle autonomie locali che non avranno più il becco di un quattrino per svolgere le loro funzioni fondamentali».

    Per il resto siete bravini.

    • gianluca says:

      Va bene, secondi. Siam sempre sul podio!!! Ma mi sa che gli amministratori leghisti non leggono tanto il loro giornale, perché c’hanno messo tre settimane prima di mettersi in moto. Vabbè…
      dir

      • Luca68 says:

        Caro direttore gli amministratori leghisti non hanno tempo per leggere la Padania…leggono direttamente la Voce di Arcore…organo ufficiale del loro vero padrone che gli detta tutto, politica e contropolitica. Adesso per esempio gli ha imposto di fare i finti oppositori e di raccattare qualche voto in fuga dagli elettori “padani” del PdL… 🙂

  4. Rosanna says:

    ho appena letto questa
    Un’ipotesi clamorosa circola nei palazzi romani ma nessuno osa uscire allo scoperto: il rinvio delle elezioni politiche del 2013 adottando soluzioni tecniche per continuare col governo Monti fino al termine della crisi economica più acuta. Ma il capogruppo della Lega alla Camera (quindi finchè non saremo come la Grecia)
    dovreste creare uno spazio intitolato…cose indecenti

    • Rodolfo Piva says:

      Credo che ci siano le condizioni perchè questa ipotesi possa essere vera.
      Pensate un po’: circa 1000 parlamentari che continuano a non fare nulla e si portano a casa i loro bei quattrini. Lazzaroni di pofessione come Casini, Rutelli, Bersani, Bindi, Alfano, Cicchitto, Fini, Schifani, solo per citare alcuni esempi di gente datasi alla politica non sapendo fare nulla nella società civile, che possono continuare a mantenere le poltrone avvitate ai glutei.
      Questo è lo specchio dello stato italiota.

  5. berg says:

    Di cosa ci stupiamo? Ormai è da una vita che la Lega porta avanti pubblicamente la “politica” dello slogan urlato e della parola d’ordine. Peccato che quando hanno avuto gli strumenti per metterli in pratica si sono guardati bene dal farlo… ma non ditelo a loro, altrimenti si arrabbiano!
    Questa volta però sono fortunati, la colpa potranno darla al governo e ai partiti che ufficialmente lo sostengono.

  6. Vittore Vantini says:

    Caro Marchi, sottoscrivo anche le…virgole. Se il Pil fosse costituito solo dal legname, viste le facce di tolla dei capataz leghisti, ci sarebbero risultati strepitosi. E’ buona cosa, comunque che Lega, PDL e PD siano in condizioni di tale confusione, da segnalare una volta per tutte, le proprie posizioni stataliste, centraliste, parassitarie ed esiziali per il Nord. Noi dell’Unione Padana, pur tra mille difficoltà, proviamo ad aprire gli occhi ai cittadini. W l’Unione Padana!

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