Lega nazionale? Se si accontenta di quel che resta dell’Italia!

Un anno fa, e anche più, la svolta nazionalista del Carroccio Salviniano. Cosa è cambiato? In discussione è persino l’articolo 1 dello Statuto, quello sull’indipendenza della Padania. Bossi in questi giorni attacca Salvini proprio su questo fronte…. Siamo andati a rivedere quanto scrivevamo sul giornale un anno fa. E ci siamo accorti che siamo punto e a capo.

Ecco il pezzo della nostra Cassandra con quel che si intravedeva: la fragilità del sistema, dei programmi, insomma, una politica che non è quella che vorremmo che fosse….

CASSANDRAlega deserto – Arte e strategia di un politico che manda in pensione la secessione, l’indipendentismo, le Padanie e i Nord del mondo per concentrarsi sul tema del giorno: la fame. Matteo Salvini molla il core business della Lega Nord e annusando aria di rivoluzione civile, si prepara a raccogliere ampie messi di consenso, puntando all’identità ma a quella però nazionale. Eccolo ai microfoni di Rtl: “Cosa mi ha fatto cambiare idea sui meridionali? Sono i fatti, probabilmente il Sud lo conoscevo poco, ho fatto e abbiamo fatto degli errori”.

Poi aggiunge. “Adesso sono stra-convinto che l’Italia o si salva tutta, da Nord a Sud, o non ce n’è per nessuno. In una situazione economica come questa – prosegue – l’emergenza è nazionale, l’emergenza disoccupazione è tale a Milano come a Taranto, Lecce e Catania. Prima ci si risolleva tutti insieme dalle due emergenze, disoccupazione e immigrazione, perché checché ne dica Renzi l’immigrazione fuori controllo creerà sempre più caos sociale. Poi io continuo a esser convinto che l’autonomia e il federalismo siano le risposte che servono anche al Sud. Non l’autonomia alla Crocetta in Sicilia per intendere, l’autonomia di continuare a stemperare, però l’autogestione e la responsabilità sono quello che terrà insieme l’Italia”.

Peccato che Gilberto Oneto in un suo contributo su Limes di dicembre, avesse scritto che “morta è l’Italia, non la Padania”, sperando nella forza politica di Salvini “Se riesce ad abbozzare – aveva scritto – un progetto che garantisca all’Italia-stato una dolce eutanasia… si può davvero sperare di vincere la sfida dell’Europa”. A meno che si generi una salda alleanza tra la Padania, meglio, quel che resta, e il Sud.

Ma la questione, che non sfugge a nessuno, è che la Lega che tutti hanno conosciuto è passata dalla Padania a Prima il Nord all’Italia della Lega. Salvini parla un linguaggio chiaro e diretto, dice pane al pane, chiama i problemi col loro nome, sa che alla gente piace sentirsi dire che della legge elettorale e dell’elezione del capo dello Stato non frega a nessuno. Sa che se si parla di immigrazione, tocca il dramma delle periferie, delle famiglie superate nei diritti da chi porta a casa uno stipendio da primo dopoguerra ma avendo un asilo di figli passa davanti a tutti. E prende voti, da destra a sinistra ai movimentisti 5Stelle che volevano cancellare il reato di clandestinità. Che errore madornale di prospettiva.

Sa che l’indipendenza, l’autonomismo, i referendum per l’autodeterminazione, non portano a casa  un voto in più. Sembra roba da cantina, orpelli politici superati, superflui sulla tavola dei disoccupati. Vediamo che dice Ilvo Diamanti che, proprio di recente, aveva illustrato un sondaggio sulla fame di indipendenza in Italia: piuttosto calda in Veneto, fredda in Lombardia, ma comunque un tema che mostrava nonostante altri problemi stringenti, una certa ferma attualità. Diamanti, su Limes “Quel che resta dell’Italia”, afferma che l’elettorato è sempre più mobile, privo di appartenenze. “Partiti e movimenti politici italiani perdono contatto col territorio. E si nazionalizzano, puntando sulla popolarità del proprio leader”. E’ l’esatta fotografia del fenomeno Renzi e del fenomeno Salvini. “E’ un paesaggio popolato da soggetti politici “leggeri”, centralizzati, senza radici nella società.

Diamanti sostiene che il successo leghista sia in parte dovuto alla sua capillarità. E, su questo, occorre contraddirlo. Sezioni chiuse, militanti che non rinnovano più la tessera, politica dei commissariamenti… Il popolo della base è disperso. Non è più come prima; Diamanti si faccia un giro più che tra i ricordi tra le sezioni reali e poi se ne riparla. Ma lui stesso lo ammette. “Non è chiaro tuttavia quale sia oggi l’identità della Lega. Di certo non è più la Lega padana, che da ultimo rivendicava la macroregione del Nord…. Ha un bacino elettorale abbastanza ampio per contare ancora. Non certo per interpretare “il male del Nord”. Tanto meno per rivendicare l’indipendenza”.

Ma scorriamo più avanti, per leggere che la Lega “ha indebolito la sua impronta locale… In questa fase il partito di Salvini ha dimenticato la secessione, il federalismo. Ma anche il tam tam antiromano e antimeridionale. Ha invece agitato la bandiera della destra antieuropea e ultranazionalista. Oggi guidata da Marine Le Pen…. Per difendere il “popolo” dagli “altri” che ci assediano e invadono…; per difendere se stessa dal declino e dall’M5S che la insidia sul suo stesso terreno; per tutelare il suo nuovo mercato elettorale del Sud, la Lega è cambiata: non più padana ma “nazionale”, se non nazionalista”.

 

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4 Comments

  1. FIL DE FER says:

    Mai avrei pensato che la LEGA diventasse un camaleonte.
    Eppure lo ha fatto ed oggi non si capisce quali obbiettivi persegua.
    Fare politica cambiando maglietta di continuo lo trovo molto originale, ma inutile.
    Infatti pensare che i Veneti siano degli idioti che non capiscono il tradimento che la LEGA NORD ha riservato loro è pura stupidità. Figuriamoci tutti gli altri cittadini del Nord.
    Sono arci sicuro che il centro-destra non otterrà la maggioranza dei voti anche se tutti nello stesso paniere. Quindi ho due scelte. Non andare a votare o rendere nulla la mia scheda scrivendo ” VENETO INDIPENDENTE”.
    At salut tuti quanti e ve fasso i me auguri che l’italia la diventa un paese federal.
    Caso contrario VENETO LIBERO E INDIPENDENTE !!!!!!!!!!!!
    WSM

  2. lombardi-cerri says:

    Quando mai Salvini è diventato competente di qualcosa?
    Quando ha cominciato a lavorare ? (mai!)

  3. Ric says:

    Totem o tabù ?
    Gli indiani d’America hanno perduto l’integritá , quindi la vera forza , quando hanno subito la contaminazione psico genetica di ceppi infetti e resistenti , corrotti da tentazioni fatue ed alcoliche degli infingardi invasori.
    In prospettiva temporale le razze con aspettativa secolare assicurata saranno i microbi , per l’assoluta adattabilitá e per capacitá di antropizzare in modus sistemico la struttura portante del loro parassitismo esistenziale : perciò esisteranno e prospereranno .
    Il modello adattivo non deve però indurre all’errore di coltivare l’infezione o agevolare le concause definite accessorie di sicuro contagio .
    In tal caso la reazione di paura non deve intendersi come espressione di debolezza bensì di profilassi , avendo almeno individuato l’agente patogeno contaminatore .
    Siamo nella fase che stiamo realizzando l’assoluta necessitá di “lavarci le mani “ prima di metterle in bocca , insomma in mancanza dei Fleming e dei Pasteur , una prevenzione virtuosa ed informata che intanto imbastisca il canovaccio del ragionamento e del pensiero , almeno mondato dalle droghe ideologiche o pseudo religiose con le quali gli antropizzatori parassiti allargano i bacini d’utenza e i protettorati .
    È la dose che fa il veleno , e la percezione di quale sia il limite tossicologico rappresenta lo spartiacque tra l’esistere o il perire : la mente con le sue strutture bio dinamiche , costituisce l’essenza di pensiero e ragione , insiemistica al realizzo evolutivo .
    Il senso del bisogno e la percezione , loro diretta emanazione , sono cartina di tornasole per la calibrazione del limite che , come nell’era attuale travalicato a dismisura nei parossismi dell’imbecillitá dell’incoscienza , schizofrenia, bulimia fagocitante di un benessere deforme , di acriticitá a buon mercato di ipocrita confessionalitá .
    Per Inciso : a cosa si riferisce l’Eco di Bergamo quando titola che tra Matarella e la gente bergamasca è scoppiata subito una intesa , senza bisogno di parole ?
    Ecco per esempio , tale asserzione viene bevuta d’un fiato , ed anche con un certo compiacimento , retro pensiero dell’allocco , pure cornuto e mazziato come dicono !
    Certamente una forma creativa di imbonimento ammiccante del prezzolato scribacchino di turno sponsor manifesto di catto socialismo miliardario .
    E senza colpo ferire passa , sedimenta e si metabolizza nella sempre più indifesa e lobotomizzata incoscienza acritica .
    Non vorrei sembrar cattivo, Mattarella è certamente non una cattiva persona anzi , quanto la “ditta” che rappresenta .
    Non siamo forse sulla strada alcolica di disfacimento e delle resa dei Pellirosse ?
    È o no una manifesta evidenza di masochismo autodistruttivo ?
    Così, tanto per capirci !
    È arrivato il tempo delle terapie da cavallo ! Provate a vedere se non è vero !
    Le sociologie da strapazzo, i finti difensori di diritti del popolo come sindacati ed istituzioni di garanzia sic. , per coattivare a ripetere rendite di posizione pro domo sua , pian piano si ritirano quatto quatto a godere i loro bottini di rapina ideologica e provviste materiali ;
    al loro posto moltitudini di mafie , monatti e bravi di “servizio” ad avanzare senza neppure il bisogno di un simulacro di eleganza formale .
    L’imprimatur di “forza “ della finanza del denaro , filosofia del “pecunia non olet “ delle banche istituzione trasversale , santuari che dominano ed impauriscono più delle bombe più del degrado brutale che avanza , inquinante del tutto del bello e del sano ;
    Finisce presto la dolcezza dell ‘ umana creanza ,dell’intimitá , l’invasato fetore assolutizza tutto , omogeneizza ed imprigiona , spersonalizza e paralizza , e paradossalmente discrimina e svalorizza , da strumento a strumentale , il possesso tiranno .
    L’accellerata è stata brusca e le ragionate tranquille al ritmo del ‘ 700 tra una cavalcata ed una suonata col clavicembalo non sono contestualizzate e configurabili alla frenesia del male che incombe .
    Il Veneto ha più DNA ed ha più ragioni alla propria storia che ancora vive e chiede legittimazione , diritto espropriato che impone immediato riconoscimento con risarcimento ;
    la Lombardia è tiepida quanto” imbastardita “ e tutta ‘ sta identitá , francamente non la vedo , non la sento , attualizzata rintronata fra tradizionalismo consumistico e smania teutonica in salsa ciccillo –mericanizzata , venatura aspromontana con rigurgito da sacrestia .
    Spiegasse Bossi cosa mettere su per cena , se non il guardare almeno i sommovimenti populistici nazional qualcosa , per poterci tirar fuori una elaborazione degna da ricavarne legittimazione rappresentativa come sta tentando il buon Salvini perché , Brexit , TRUMP , Hofer , Le Pen , vorranno pur significare qualcosa !?
    Perchè , fucili pronti nelle valli bergamasche e forconi in altre parti , al momento pare se ne siano perse le tracce .

  4. Rodolfo Piva says:

    Salvini, seppur bravo a parlare alla pancia degli italioti, si è dimenticato, nel linguaggio che utilizza, che secondo lo Statuto della Lega la Nazione non coincide con lo stato italiota. Quindi il suo reiterare questo uso improprio mi fa ritenere che di tutta la sua millantatata competenza del pensierop migliano ci sia ben poco.

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