Lega, morto un papa se ne fa un altro

di STEFANIA PIAZZO

“Camera: Giunta per le Autorizzazioni: Seguito delle comunicazioni del presidente sul conflitto di attribuzione di cui all’ordinanza della Corte costituzionale; Seguito dell’esame di una domanda di autorizzazione all’utilizzo di conversazioni e comunicazioni nei confronti di Francesco Proietti Cosimi, deputato all’epoca dei fatti; esame di una domanda di deliberazione in materia d’insindacabilita’ avanzata dal deputato Gianluca Pini, nell’ambito di un procedimento civile pendente presso la corte d’appello di Bologna (Palazzo dei Gruppi, II Piano, ore 12.45)”.
La nota burocratica si ferma qui. Ma guarda che stranezza però. Ma era lo stesso  G.P. che votò per l’arresto del deputato Alfonso Papa? Forse sono coincidenze, omonimie, tra chi negò un’immunità e tra chi ora la propone per sé, certo per questioni di entità non paragonabili?Abbiamo compreso bene o male? Chissà, in ogni caso è un segno dei tempi che cambiano, non c’è dubbio. Morto un papa, se ne fa un altro.

Passiamo ad altro. Certo che non lo si sarebbe mai detto. Se prima per il Carroccio la priorità era espellere i clandestini, ora è assodato che la mission è dare il foglio di via a Bossi. E riconoscere la cittadinanza agli scolari stranieri scolarizzati. Che nuova nemesi leghista!  Vedi come si cambiano le idee nella vita… Una via di mezzo tra lo ius soli e… lo ius soli. Cambiano solo i soggetti. L’ironia serve a prendere fiato nella vana comprensione di dove stia andando la Lega, con il suo fondatore trattato da rifugiato politico senza asilo e  chi non la pensa come il capo,  meritandosi il premio dei “lumaconi bavosi”. Sarà, intanto le sezioni importanti come quella provinciale di Varese devono fare i conti con i costi importanti della campagna elettorale regionale. Molti altri responsabili di sezione del territorio erano pronti a dare le chiavi pur di uscire dall’imbarazzo. Improvvisamente i costi della politica pesano.

Via Bellerio, ex cuore di una Padanistan incompiuta, conta più quelli che se ne vanno che quelli che entrano. Eppure i diamanti sventolati a Pontida dovevano servire per aiutare le sezioni più meritevoli. Quali sono state quelle premiate in questo turbinio di tagli? Ancora mistero. Peccato, potevano essere simbolo di una rinascita.

Intanto il segretario della Lega, diffonde a tutte le segreterie una lettera in cui dà l’ultimo ultimatum dell’ultimatum. Per aprire intanto a un confronto per “azioni anche di disobbedienza civile/fiscale”.  Come quelle per l’Imu dello scorso anno? Poi, a settembre, tutti a Venezia, anzi, no, al Lido. Per parlare di macroregione. Caspita, che novità.

Ma il cuore del messaggio, pensato non si sa se dopo l’assemblea di domenica scorsa o dopo le interviste di Marco Reguzzoni sul deserto da lui descritto, è questo: “chi continuerà a polemizzare e ad insultare se ne dovrà andare.  Bossi li chiamava “lumaconi bavosi”, per me sono solo dei poveri pirla…. chi vuole distruggere la Lega sarà distrutto”.  Veramente la distruzione di consensi è già avvenuta, comunque avanti e coraggio. Poi, si può anche metterla sul revival musicale, come postato dallo stesso Reguzzoni sul proprio profilo facebook: “1988, ho 17 anni e la seconda tessera RIAA. La canzone cult è Pride degli U2, che parla di un uomo che viene “in the name of love” per fare la rivoluzione. Finisce ucciso “betrayed with a kiss” (tradito da un bacio) ma “…free at last, they took your life, they could not take your pride…”. Concetto chiaro?”. Certo, ma l’uomo c’ha messo tanto di suo per sbagliare, anche questo è chiaro.
Niente di nuovo, insomma, sotto il sole, né stupisce l’intemperanza del vecchio Capo che con due parole aveva già dettato il suo programma di lotta un anno fa rispetto all’intervista di Lerner. “Qui comando io, non Bobo Maroni”, titolava il 10 luglio 2012 il Fatto Quotidiano. Insomma, che ingenuità pensare che l’avrebbero liquidato così, mentre lui già ammoniva “Gli epurati nella Lega? Forse troppi”. Né stupisce che meno di 24 ore fa a Panorama dicesse che lui, l’Imu, la paga per la seconda casa, Gemonio… Bellerio è insomma casa sua. Provino a dargli lo sfratto.
Però, con le sedi che chiudono, i militanti espulsi, il Carroccio rischia di trasformarsi in un circolino, un ritrovarsi al bar a giocare a carte. E se la politica non arriva più dal territorio, da dove arriva?
Dalle assemblee per dirsi di nuovo come fare la protesta fiscale? O dal Lido del cinema, per parlare del nuovo Nord? Di assemblea in assemblea, di stati generali in stati generali, la vicenda del viale del tramonto appassiona un po’ tutti. L’ecatombe alle amministrative di ieri fa il paio con quelle dell’altro ieri, quando nel maggio 2012 la Lega incassò zero comuni ai ballottaggi su 7, perdendo più del 50% dei consensi. A febbraio è stato peggio. A fine maggio 2013 un bottino da lotteria tra amici, con quattro comuni ignoti ai più come premio di consolazione.
A rileggere le agenzie del gennaio scorso viene quasi tenerezza. Infatti… 2 gennaio, Italpress: Alfano, Lega accetta Berlusconi capo della coalizione.
Adkronos, 7 gennaio 2013, Stucchi: ok accordo col Pdl, Berlusconi non sarà candidato premier. E come no… Morto un premier se ne fa un altro. In quel periodo pure Maroni si mise di lena buona: voto ad aprile, spina staccata a Formigoni. Certo, poi al voto insieme. Morta una tattica, se ne fa un’altra.
Salvini: Vale la pena rischiare. Ed era il commento al sostegno del Cavaliere alla candidatura di Maroni al Pirellone. La vigilia di Natale, il sindaco di Verona aveva però stoppato affermando “Berlusconi? Non ha consenso da italiani”. Fortuna che c’ha azzeccato. Morta una previsione, se ne fa un’altra.
Ma quel che conta era ed è una promessa: Vinco per tenerci tasse e condizionare Roma. Era il 5 gennaio. Titolo secco di un’altra agenzia.
E i progetti, in tutto questo tatticismo? L’uscita dalla crisi? I 400 anni di gap tra il Nord e il Sud per recuperare lo svantaggio che separa le due aree del Paese, come certificava anche lo Svimez? Sono dati farlocchi o impongono di salvare il salvabile almeno entro una legislatura? “Ora fondiamo il partito del Nord”, parola di Piero Bassetti, quattro giorni dopo il congresso federale del luglio 2012, su Italia Oggi. “Miglio aveva ragione – dice a Luigi Chiarello – Bossi lo ha tradito. Ora è Merkel a volere l’Europa delle macroregioni”. E alla domandina clou, “Perché la Lega non riesce più a cogliere le istanze del Nord?”, Bassetti rispondeva: “Perché la Lega non interpreta più la questione settentrionale. Ne fa solo una questione di introversione, di difesa dagli immigrati…”. Morta una Lega, se ne farà un’altra? Chissà, c’è sempre l’elicicoltura.
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13 Comments

  1. stefano says:

    Cara Stefania Piazzo, qualche giorno fa l’avevo criticata perché ritenevo il suo articolo eccessivamente criptico.
    Ora invece mi rendo conto che in realtà è la situazione della cosiddetta Lega 2.0 ad essere così confusa che nemmeno il “politichese” più creativo riesce a descriverla correttamente. Da quanto scrive, capisco solo che i massimi esponenti, persi tra mille tattiche e distinguo, ormai pensano e agiscono innanzitutto per se stessi, e che sarebbe ora di iniziare un processo di rinnovamento. Un vero rinnovamento, visti i deludenti risultati della ramazza.
    Sono d’accordo con questa analisi, tuttavia la esorto a fare un ulteriore sforzo e ad essere ancora più chiara, abbiamo tanto bisogno di chiarezza. Ad esempio, sarebbe interessante sapere finalmente il nome di ciascun lumacone, magari riusciremmo a spiegarci il perché di tante stranezze del passato e del presente.

  2. Veritas says:

    Mi spiace, ma l’articolo è piu’ uno sfogo da delusione che altro.

  3. Miki says:

    Ma un diamantino per la sezione di Mestre proprio no eh?

  4. Comitato Ultimi Veri Venexiani says:

    Bossi ha tradito la causa della Liberazione del Nord consegnando il Movimento originario nelle mani di Berlusconi e di fatto rendendolo romano-centrico. Oggi i Popoli del Lombardo Veneto si stanno rendendo conto del disastro italiota e iniziano a comprendere che l’unica via d’uscita è la loro INDIPENDENZA !!!

    • elio says:

      !!!iniziano a comprendere che l’unica via d’uscita è la loro INDIPENDENZA !!!

      an bèn, se te o dizi tì e ora sarà vero…….

      ma chi sono costoro se per avere le firme siete andati a casa dei leghisti?

    • Miki says:

      Basta con ste ….
      SI SA BENISSIMO chi ha tradito e chi no,chi è il gattopardo e chi no. Ch era la rivoluzione e chi ..NO.

  5. elio says:

    ma non vi va ben niente, mettetevi d’accordo: razzismo si o no?

  6. lory says:

    perfino Zaia è del parere di dare ai bambini extracomunitari la cittadinanza italiota “quelli che parlano el Talian ” anche questo sub democristiano è stato colpito sulla via di Damasco.

    • Dan says:

      E’ la pura e semplice dimostrazione che se si vuole veramente fare l’indipendenza la si deve smettere di aspettare che qualche tizio se ne faccia portavoce perchè nella migliore delle ipotesi durerà il tempo di aver messo il culo su una cadrega dopo di che chi s’è visto, s’è visto.

    • AUVERNO says:

      Ma chissenefrega… anche se approvassero una legge per far diventare cittadini italiani tutti gli abitanti del nordafrica.

      La battaglia per la difesa dell’italianità da parte degli indipendentisti mi sembra obiettivamente fuori luogo.

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