Lega: Maroni vuole il congresso per lasciare, ma la data non c’è

di GIORGIO CALABRESI

Roberto Maroni sembra deciso a lasciare la segreteria federale della Lega Nord entro Natale, ma molti dei dirigenti leghisti non sembrano d’accordo. Il leader del Carroccio che da mesi ha auspicato un passaggio di consegne a un giovane ma ha sempre incontrato le resistenze dei colonnelli, che hanno di fatto ‘congelato’ il congresso, stavolta non vuole sentire scuse. E lo ha messo in chiaro nel corso della segreteria politica del partito nel pomeriggio, prima riunione dopo la pausa estiva. Presenti quasi tutti i dirigenti leghisti, tranne Luca Zaia – da Flavio Tosi a Matteo Salvini, a Roberto Calderoli e Umberto Bossi – il governatore ha ribadito quanto anticipato ieri alla Berghem Fest e cioe’ di volersi concentrare sul suo lavoro a Palazzo Lombardia e di voler lasciare alla generazione piu” giovane il timone del movimento. La proposta e’ stata accolta ancora una volta con scarso entusiasmo: diversi dirigenti hanno espresso “perplessita’”, raccontano fonti leghiste, in particolare sull’opportunita’ della decisione in questo momento politico. Ma il leader leghista ha preso una decisione definitiva, anche se vi sono dubbi sui tempi. L’eventualita’ di tenere il congresso entro Natale e’ infatti considerata ottimistica, anche per i tempi organizzativi dell’assise, che, in base ai conteggi di un alto dirigente leghista, richiederebbero “almeno due mesi” (si devono convocare i congressi provinciali, prima, e regionali, poi, per eleggere i delegati).

Nel corso della seduta, si spiega, e’ stato definito il programma dei lavori dell’assemblea federale, che si terra’ il 21 e il 22 settembre a Mestre: nella prima giornata saranno impegnati 8 gruppi tematici di lavoro, mentre domenica, nell’assemblea plenaria, si terra’ una discussione generale e saranno approvati i documenti definitivi con le proposte scaturite dal confronto dei vari gruppi. E’ stata poi approvata, si conferma, la data del 12 ottobre per la manifestazione federale su sicurezza, legalita’ e contrasto all’immigrazione, che si terra’ a Torino. Spariti dal calendario leghista gli Stati generali del Lingotto, iniziativa inaugurata lo scorso anno, che avrebbe dovuto essere ripetuta e che invece è finita in un cassetto.

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