Lega, Maroni verso la segreteria. Ma Chiappori spara a zero

di GIANMARCO LUCCHI

‘Io candidato alla segreteria? Il termine scade domani alle 11…”. Roberto Maroni prova a tenere alta la suspense sulla sua candidatura alla guida della Lega Nord in vista del congresso federale che si apre domani a Milano anche in occasione della conferenza stampa che si è tenuta in via Bellerio per la presentazione dell’appuntamento di domani e domenica. L’ex ministro ha ribadito quello che è il ruolo del segretario, sottolineando che se sarà eletto quello lui farà. Dunque nessun ruolo dimezzato o commissariato. Indirettamente, dunque, ha confermato che lui sarà candidato e con tutta probabilità l’unico. Poi ha sottolineato che la nuova Lega 2.0 avrà una gestione collegiale, assegnando in questo senso più importanza ai territori e rimarcando che il Carroccio da federazione in pratica si trasforma in confederazione, come previsto dalla bozza del nuovo statuto.

 “I due pilastri su cui si svilupperà il dibattito politico al Congresso saranno l’Europa e la questione settentrionale”. Maroni ha spiegato che a questi temi verranno dedicati due slogan, uno il sabato e uno la domenica, con due grandi scritte sullo sfondo del palco: il primo: “Per l’Europa dei Popoli” e il secondo: “Prima il Nord”, ha detto l’ex ministro, “perché vogliamo riprendere in mano la questione settentrionale”. A chi gli ha chiesto che consiglio darebbe al nuovo segretario federale che verrà eletto domenica, Maroni ha replicato: “Di fare il segretario federale”, che, ha spiegato, “ha il potere di decidere la linea politica assieme agli altri organi del movimento, in primo luogo il Consiglio federale e di gestire il movimento. Ovviamente – ha aggiunto – è un lavoro di squadra e non di singoli”. Nella visione di Maroni, inoltre, la Lega, dovrebbe puntare ad avere un assetto confederale e non federale. Cioè, ha spiegato, “un rapporto dinamico e meno rigido tra le varie componenti territoriali, non una somma di movimenti autonomisti”. In futuro, ha aggiunto, il territorio sarà sempre più importante nella politica della Lega e valorizzeremo per questo sempre di più le componenti territoriali e le scelte che faranno.

Secondo la nuova bozza di statuto, licenziata lunedi’ dal consiglio federale e che sara’ votato durante il congresso, il nome di Umberto Bossi non sara’ piu’ nel simbolo della Lega Nord, come avvenuto dalle elezioni del 2008 in poi. Il simbolo avra’ invece la sagoma del guerriero Alberto da Giussano sopra la scritta ‘Padania’.

Bossi, da domenica prossima, diventera’ ufficialmente il presidente, onorario, del Carroccio.  Non a caso nel nuovo statuto che, secondo quanto si apprende, sara’ composto da 40 pagine, uno dei passaggi fondamentali riguarda proprio il ruolo di chi ha guidato il movimento fino a questo momento: ”Umberto Bossi e’ il padre fondatore della Lega Nord e viene nominato Presidente federale a vita, salvo rinuncia. Il presidente e’ garante dell’unita’ del movimento e promuove, con ogni idoneo mezzo, l’idendita’ padana, in collegamento con il Parlamento della Padania e d’intesa con il consiglio federale”. Inoltre Bossi, se lo statuto rimane quello licenziato dal consiglio federale di lunedi’, avra’ un ruolo di garanzia per eventuali espulsioni e convochera’ ”il congresso ordinario del movimento e il congresso straordinario”. Insomma, si tratterebbe di un incarico con ruoli operativi limitati.

La partita nel Carroccio, oltre che sulla segretaria, il cui risultato appare ormai scontato, si gioca soprattutto sui consiglieri federali che domenica saranno eletti. E’ li’ che i ‘maroniani’ e i ‘bossiani’ si misureranno, andando a una vera e propria conta. Ogni regione votera’ i suoi e dalle dichiarazioni preventive a prevalere dovrebbero essere quelli vicino al nuovo segretario.

Sempre secondo le modifiche apportate nello statuto, la Lega Nord andra’ verso una confederazione di nazioni (ovvero le Regioni) con maggiore autonomia: pertanto un ruolo chiave lo avranno i segretari ‘nazionali’ e i consigli ‘nazionali’. E infatti nello statuto si legge: ”L’approvazione di eventuali alleanze con altre liste” alle elezioni amministrative e regionali ”e’ di competenza dei consigli ‘nazionali’ (regionali, ndr), i quali sono responsabili anche della preparazione delle liste elettorali”. I consigli ‘nazionali’ ”approvano le candidature dei sindaci, propongono le candidature per le politiche, europee, e per la carica di governatore da inviare al consiglio federale”.

‘Il governo e’ debolissimo oggi nella capacita’ di progettare l’uscita dalla crisi. L’unica proposta sul tavolo e’ l’aumento dell’Iva in autunno”. Cosi il triumviro della Lega Nord, Roberto Maroni, risponde in occasione della presentazione del Congresso federale, che si terra’ domani e domenica ad Assago, a chi gli domanda un commento su come vede l’esecutivo, mentre il premier Mario Monti e’ impegnato nel vertice Ue a Bruxelles. ”Ho letto notizie molto positive sull’esito del vertice, ma anche molti ma e molti se da chiarire. Si e’ lavorato molto sulla comunicazione a favore dei mercati. Lunedi’ si vedra”’, prosegue Maroni, che si dice ”scettico che i risultati proclamati da Monti siano utili e concretamente attuabili”. ”Anzi temo – conclude il triumviro – che dopo l’estate ci sara’ un inasprimento della crisi come prevede Confindustria. A Bruxelles ho visto -chiosa- sorrisi fuori luogo”. E circa una ripresa di alleanza con il Pdl, Maroni ha ribadito che non è possibile con chi continua a sostenere il governo dei professori.

Per quanto la Regione Lombardia Maroni ha ricordato che lunedì ci sarà il primo incontro fra il presidente Formigoni e una delegazione della Lega e subito dopo il congresso tale delegazione avrà le indicazioni su come confrontarsi con il Governatore.

Ma le ore immediata mente precedenti l’apertura del congresso sono infiammate da un intervento del bossiano di ferro Giacomo Chiappori:  ”Umberto e’ il leader carismatico e senza di lui la Lega perderebbe”. In una intervista a Panorama.it il parlamentare ligure avvisa Roberto Maroni. ”Maroni dovra’ sempre fare i conti con Bossi e sperare che Umberto ci sia sempre perche’ la Lega altrimenti sparirebbe – afferma il sindaco di Diano Marina e vicepresidente della commissione Difesa della Camera nell’intervista al settimanale online – Credo non sia giusto che ci sia un unico candidato. Il punto e’ che Maroni ora ha paura di essere sempre l’ombra di Umberto” ma ”senza Umberto non riuscirebbe a reggere la Lega, lui da solo”. ”Non dovra’ essere eletto per acclamazione, ma ripeto democraticamente, votando – conclude – Se sara’ eletto per acclamazione io non votero’. Ha portato la Lega alla grande rottura non ha ancora capito che proprio grazie a questa rottura lui sara’ tritato da quelli che oggi sono i suoi pasdaran: Falvio Tosi e Matteo Salvini, quelli sono innanzitutto uomini di loro stessi”.

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8 Comments

  1. giancarlo pagliarini says:

    Leggo che Maroni ha identificato due pilastri: ”I due pilastri su cui si svilupperà il dibattito politico al Congresso saranno l’Europa e la questione settentrionale” manca il terzo pilastro: la trasparenza. serve anche per rendere credibile la Lega e tutto quello che dice. Ma ho paura che non ci sia niente da fare: da questa orecchia in quello che rimane della vecchia lega non ci sente nessuno. Solo per la cronaca pochi giorni fa in una tv (sette gold) e poi in una radio (radio Lombardia) alla solita domanda (“…Paglia perché non ritorni in Lega”) ho risposto così: “Certo, chiederò la tessera di sostenitore della Lega se prima del congresso fanno una operazione di trasparenze e pubblicano su LaPadania la sintesi dei movimenti finanziari degli ultimi tre anni” . Così: a) Totale dei conti correnti, titoli e altra liquidità disponibile al 1 gennaio 2009, b) più tutto quello che si è incassato nel corso dell’anno , con un minimo dettaglio (rimborsi elettorali, tutto il resto), c) meno soldi spesi (con qualche dettaglio) d) uguale al totale dei conti correnti, titoli e altra liquidità disponibile al 31 Dicembre 2009. E cosi via. Niente da fare: anche la “nuova” Lega merita zero in trasparenza. Peccato.

  2. Marco says:

    Se il ruolo di Bossi sarà quello descritto in quest’articolo l’Umberto ne abuserà, continuando a fare danni e togliendo credibilità al disperato tentativo di Maroni di salvare il partito

    Si tratterebbe, infatti, di una carica con notevole potere di indirizzo e di veto…e oltretutto A VITA!

    Ora capisco quella strana uscita di Caparini che ha definito questo passaggio alla Lega 2.0 come uno stadio in cui il partito evolverà in una “Monarchia costituzionale”!

    • sciadurel says:

      infatti … presidente a vita, peggio delle satrapie mediorientali

      • Dan says:

        Sarebbe perfettamente in linea col modello standard italiano.
        Napolitano è un caro leader di stampo nord coreano mentre il senatur è destinato a diventare una suprema guida sul modello degli Ayatollah

  3. Unione Cisalpina says:

    la Lekka di Maroni:”… due grandi scritte sullo sfondo del palco:
    il primo: “Per l’Europa dei Popoli” e
    il secondo: “Prima il Nord” …”

    ankora kon la testa a roma … sono sempre i soliti ITALIANI del NORD

  4. Jesse James says:

    Chiappori ha almeno il coraggio di restare fedele a Bossi e a seguirlo fino alla fine. Sbaglia ma gli va dato l’onore delle armi. MARONI deve invece non avere pietà da quelli che fino a poche settimane fa erano cerchisti di ferro e adesso salgono sul carro del vincitore. Nella nuova lega quindi NON ci dovranno più essere i vari Cota, Castelli, Bricolo, Martini. E naturalmente via le seconde file, quelli che gestiscono l’organizzazione del movimento e prendevano ordine dai cerchisti. Il segnale va dato chiaro e forte, altrimenti caro Bobo la previsione di chiappori si verificherà. Metti gente valida e di provata fede, non leccacculi e incapaci.

  5. gigi ragagnin says:

    lo spettro di Banquo ?

  6. Dan says:

    Rullo di tamburi: in alto le scope o scope in culo ?
    Quanti saranno i leghisti pronti a tirare le scarpe ? Quanti invece disposti a mangiarsele ?

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