BOSSI SI E’ DIMESSO! CONGRESSO FEDERALE ENTRO L’AUTUNNO

Il segretario della Lega, Umberto Bossi ha rassegnato le proprie dimissioni «irrevocabili» nel corso del consiglio federale del Carroccio. Secondo indiscrezioni la guida del partito viene affidata ad un ‘triumvirato’ composto da Maroni, Calderoli e Manuela Dal Lago che manterranno l’incarico molto probabilmente fino al congresso. Approfittando dell’ingresso di un’auto nel cortile della sede della Lega Nord di via Bellerio, una trentina di militanti, al grido «Bossi, Bossi, Bossi», hanno fatto irruzione nella sede. Ora sono sotto le finestre dello stesso Bossi, chiedendogli di «non mollare».  «Chi sbaglia paga qualunque sia il cognome che eventualmente porti». Lo ha detto Umberto Bossi durante il federale della Lega, secondo quanto ha riferito l’europarlamentare Matteo Salvini a Radio Padania. Il Consiglio federale ha concesso l’onore delle armi al Senatur, nominato presidente federale al posto di Angelo Alessandri, così potrà continuare a partecipare alle riunioni dello stesso Consiglio. Durante il Consiglio Roberto Maroni ha detto rivolgendosi a Bossi: “Se ti ricandidi a segretario sarò il primo a sostenerti”.

L’ex ministro dell’interno Roberto Maroni è stato contestato dai simpatizzanti di Umberto Bossi riuniti davanti alla sede della Lega in via Bellerio. All’uscita di Maroni in auto sono partiti cori «buffone, buffone» mentre
gli venivano gettati sulla macchina dei volantini con riferimenti al bacio di Giuda. 

 

«Ancora una volta Bossi ha mostrato di essere un gigante e ha dimostrato di voler più bene alla Lega che a se stesso»: lo ha detto all’ANSA Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda, da sempre vicinissimmo al leader. «Oggi è stato molto sereno, covava la decisione dentro di sè da tempo».

Questo il comunicato ufficiale del Consiglio Federale. «Il Consiglio Federale della Lega Nord per l’Indipendenza della Padania annuncia che nel corso della riunione odierna il Segretario Federale, on. Umberto Bossi, in apertura dei lavori, ha voluto comunicare all’assemblea leghista le sue preoccupazioni alla luce degli ultimi eventi e, dopo aver espresso le sue valutazioni politiche, ha annunciato la sua decisione, definita da lui stesso irrevocabile, di rassegnare le dimissioni da Segretario Federale, per poter meglio difendere e tutelare l’immagine del Movimento, e la sua famiglia, in questo delicato frangente». «Il Consiglio Federale, all’unanimità, ha chiesto ripetutamente a Umberto Bossi di ritirare le sue dimissioni, ribadendo al contempo l’unanime stima e solidarietà al Segretario Federale, che, però, ha ribadito con fermezza di ritenere irrevocabile la sua decisione di dimettersi. A fronte di questa decisione il Consiglio Federale, sempre all’unanimità ha deliberato di nominare Umberto Bossi nuovo Presidente Federale della Lega Nord, con la richiesta di proseguire la sua attività politica con una determinazione e convinzione, se possibile, ancora maggiori». «Al contempo, lo stesso Umberto Bossi ha incaricato un comitato composto da Roberto Calderoli, Roberto Maroni e Manuela Dal Lago di occuparsi, transitoriamente e temporaneamente, della gestione politico-ordinaria del Movimento, fino alla celebrazione del Congresso Federale da svolgersi entro l’autunno». «Nel corso della riunione si sono succeduti numerosi interventi dei presenti, che hanno manifestato la loro commozione e l’unanime apprezzamento per la scelta compiuta da Umberto Bossi per tutelare al meglio il movimento, ringraziandolo per aver accettato la nomina a Presidente Federale con un lungo e sentito applauso». «Nel corso della seduta il Consiglio Federale ha inoltre deliberato la nomina dell’on. Stefano Stefani a nuovo Segretario Amministrativo Federale del movimento, in sostituzione del dimissionario Francesco Belsito, e ha nominato gli onorevoli Silvana Comaroli e Roberto Simonetti quali nuovi componenti del Comitato Amministrativo Federale, in seguito alle dimissioni dei senatori Roberto Castelli e Piergiorgio Stiffoni dal sopradetto organismo». «È stata infine deliberata la richiesta che il Comitato Amministrativo Federale sottoponga immediatamente ad una società di revisione dei conti esterna la certificazione della situazione patrimoniale della Lega Nord». 

 

di GIANLUCA MARCHI

La Lega che abbiamo conosciuto è sostanzialmente finita. Questo, in pratica, il responso emesso ieri dai commentatori dei principali quotidiani italici. E una volta tanto mi trovo d’accordo con il senso dell’analisi. Lo tzunami che in questi giorni sta scuotendo il Carroccio potrà anche lasciare in piedi l’impalcatura, ma sarà una struttura ammaccata, acciaccata, appesa più alla volontà di sopravvivere a se stessa che a una vera ragione ideale per continuare ad esistere. Le idee camminano sulle gambe degli uomini e in questo caso gli uomini, o meglio i dirigenti che avrebbero dovuto far procedere quelle idee rivoluzionarie, con tutto il contorno che ad esse si accompagnava, hanno tradito la missione. Il tradimento con tutta probabilità ha cominciato a consumarsi già da molti anni a questa parte, ma è adesso che la triste conclusione della parabola leghista si evidenzia in tutta la sua drammaticità e plasticità. Le inchieste condotte da tre Procure potranno anche concludersi con l’accertamento di fatti magari meno gravi rispetto a quelli oggi ipotizzati, ma l’immagine che ormai si consolida è quella di una Lega per nulla diversa dagli altri partiti, compresi quelli della Prima Repubblica. Ancora una volta mi sento di concordare con la valutazione espressa dall’amico Giancarlo Pagliarini: il Carroccio rischia di finire come il Psi. Bossi come Craxi probabilmente continua a girare senza quattrini in tasca, ma è tutto il contorno che si è irrimediabilmente deteriorato. E il finale è ancora più tragico e drammatico, perché la Lega delle origini aveva tratto gran parte della sua forza non solo dal sogno che era stata capace di alimentare in tanti cittadini del Nord, ma anche e soprattutto dall’immagine offerta di essere diversa ed estranea, anzi diametralmente opposta, al sistema dei partiti che combatteva. Scoprire oggi che quella diversità è coincisa spesso con una finzione è una beffa ancora più difficile da sopportare per chi ci ha creduto e ancora oggi ci crede, nonostante tutto.

La storia ci dirà quali sono stati i meriti, le genialità, i demeriti, gli errori e i torti di Umberto Bossi. Oggi la cronaca ci disegna invece un quadro triste, quello di un ormai ex leader politico il quale, complice una malattia che altrove non avrebbe consentito a nessuno di rimanere il capo di un partito così influente per la vita di un Paese, ha finito per trasformare e snaturare la sua creatura, riducendola da fiamma alimentatrice di un progetto di riscatto e di libertà per intere popolazioni, a un simulacro di se stessa riempito solo di voracità di posti e quattrini. In questo precipizio, bisogna dirlo, molto ha influito l’alleanza con Silvio Berlusconi, un tempo il nemico da abbattere, e invece divenuto l’alleato che ha finito per “inquinare” con il suo stile anche il socio più piccolo, colui che avrebbe dovuto  portare con sé il carico di idealità e di progetti che il Cavaliere non poteva avere, essendo dedito solo a promuovere se stesso.

E’ chiaro che Umberto Bossi porta la responsabilità di gran lunga maggiore di tale degenerazione. Ma come ho già detto ieri, non è che gli altri “colonnelli” leghisti siano del tutto esenti da colpe, visto che hanno floridamente pascolato nel recinto per loro disegnato dal Senatur. E inoltre, e questa potrebbe essere la colpa più grave, hanno voltato la testa dall’altra parte e sono stati comodamente silenti quando hanno cominciato a capire che la Lega procedeva in tutt’altra direzione rispetto a quella iniziale. Hanno inteso così salvare le rispettive teste? Certo che sì, ed è anche umanamente comprensibile: chi non ha il coraggio non se lo può dare. Ma aver partecipato al gioco e oggi pensare di schivare la colata di fango che si abbatte sulla Lega è una pretesa velleitaria.

Così sono convinto che chi in questi mesi ha cercato di condurre una battaglia interna per portare il movimento fuori dalle secche in cui s’era immerso – mi riferisco a Roberto Maroni, agli uomini a lui più vicini e ai molti militanti che hanno abbracciato con entusiasmo questa fase – oggi, dopo tutta quanto sta capitando, si trovi di fronte a una sfida più difficile rispetto a quella che pensava di vincere fino a pochi giorni fa: ai cosiddetti “barbari sognanti” non può più bastare di conquistare la Lega attraverso i congressi ed archiviare la vecchia classe dirigente. Adesso, o mai più, devono mandare Bossi nel Pantheon, devono epurare e ripulire il movimento al centro come alla periferia, anche guardando in casa propria. Ma soprattutto devono darsi un progetto politico chiaro, concreto e ben diverso dalle troppe panzane che sono state spacciate in questi ultimi quindici anni, e indicare a priori gli strumenti di lotta politica con cui sono disposti a perseguirlo e con chi eventualmente. E, last but non least, devono essere una casa di vetro. Saranno capaci di intraprendere una tale sfida? Lasciamo la risposta ai prossimi eventi. Ma se sarà negativa, nessuno potrà salvarsi dalle macerie.

Macerie, e qui arrivo e concludo col punto più dolente, che ahimé rischiano di travolgere anche coloro, militanti e leghisti in genere, che in tutta questa storia non hanno avuto alcuna responsabilità, se non quella di credere a un sogno che li ha fatti sperare in un Paese diverso, in un futuro migliore per i propri figli, nella libertà di decidere del proprio avvenire. La gran parte di queste persone non ha tratta alcun vantaggio nello scegliere l’appartenenza al Carroccio, anzi hanno pagato dazio, spesso hanno lavorato gratuitamente per il successo delle iniziative del movimento, se non addirittura ci hanno messo quattrini, e in alcuni casi (vedi Credieuronord) sono state coinvolte in operazioni condotte sciaguratamente da coloro nei quali avevano riposto la propria fiducia. Questa gente non meritava di essere ripagata con la moneta (mi riferisco soprattutto ai comportamenti) che oggi sta scoprendo con somma amarezza.

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40 Comments

  1. Sandi Stark says:

    Questo dovrebbe servire di lezione a chi pensa sia possibile liberarsi dell’Italia facendo un partito politico italiano.

    Non esiste, la loro corruzione è capace di raggiungere e penetrare qualsiasi organizzazione.

    C’è un solo modo onesto, pacifico e brevettato per liberarsi degli stati oppressori, è il metodo Gandhi.

    • luigi bandiera says:

      VERISSIMO.

      Ma con questa gente che uno pensa a fare un partitino, l’altro a farne uno quasi kompagno ma piu’ lungo e grosso, e staltro meglio non parlarne, che kax avrai se non la solita merrrrdddd..?

  2. pezzidanovantuno says:

    La “purificazione” comincia male. Stefani al tesoro e’ come mettere una puttana al ministero della verginita’. Se ne consideri il passato. Oscuri investmenti in Croazia, assoluzione stiracchiata per bancarotta fraudolenta e un impeccabile curriculum di arroganza e falsificazione con i soliti fessi che hanno dato il meglio a gratis per il successo del movimento.

    • luigi bandiera says:

      Ma che purificazione.

      Ma adesso serve purificare mentre sono 150 anni da lavare con l’acido muriatico..?

      Uhei, paninari…

      Wild boy

      Crete di essere forti..?

      Adesso tutti all’assalto perche’ uno sta morendo… siete come le iene kax.

      Fate un bel gruppo e LIBERATECI DALLO STRANIERO detto itallikuskus.

      Merrrrddd

      Ah, non difendo nessuno, leggo solo i fatti.

  3. luigi bandiera says:

    A me par de esar a PIASA LORETO..!!

    Stemo calmi e vedemo el proseguo.

    Che l’ocaxion fa l’omo ladro se o sa…
    pero’, vedemo i giudici cosa i ne dira’.

  4. sciadurel says:

    complimenti lega & bossi per aver preso in giro Miglio e il federalismo, sputtanato la Padania e l’onestà delle nostre genti e tradito la fiducia di quelle persone oneste che credevano in qualcosa di diverso del solito magna-magna itagliota

    grazie traditori … i nostri figli e nipoti pagheranno per sempre le conseguenze di un quarto di secolo buttato nel cesso

  5. Giacomo says:

    Che fosse una merda l’ho capito da come ha trattato Miglio. Non glielo perdonerò MAI.

  6. Pao says:

    Va benissimo che finalmente il Capo si sia dimesso (peccato che l’uscita di scena sia penosa e non come avrebbe dovuto e potuto essere se solo fosse stata fatta quando dovera essere stata fatta…). Ora devono dimettersi da TUTTE LE CARICHE tutti quelli che gli sono girati intorno come mosche sul miele e che hanno determinato e favorito con atti o omissioni questa situazione, magari gettando fumo negli occhi dei fedeli e generosi militanti.

  7. Domenico says:

    Ho già scritto più volte in questi mesi che la Lega era al de profundis. Mi dispiace, avevo sperato come tanti che in questo schifo di paese si potesse cambiare qualcosa ma gli ultimi anni sono stati una delusione dietro l’altra, con tanti arrivisti, ex socialisti, ex fascisti ed ex nazisti saliti sul carroccio e protagonisti di carriere politiche ‘sfolgoranti’, complici anche 10 anni senza congressi, a detrimento di tanti leghisti della prima ora accantonati rapidamente perchè non abbastanza leccaculo… E che tutto sia saltato con ignominia alla fine rende giustizia a chi si è allontanato schifato da certi individui. Ma una volta spazzata via la fogna (non è poca, purtroppo, neanche tra i cosiddetti giovani padani), bisogna pensare che buttare via il bambino con l’acqua sporca non è mai una buona scelta. Mi spiego meglio: la struttura della Lega sul territorio è ben distribuita e abbastanza radicata, proprio grazie ai vecchi militanti ‘tonti’ che hanno continuato a spendere la loro faccia, presentabile, nei loro comuni. Quasi tutta gente che si è sempre spesa sperando in un futuro federalista o di indipendenza (‘secessione!’ è sempre stato lo slogan più gridato in tutte le varie manifestazioni, a Pontida come a Venezia, anche quando dava fastidio ai manovratori..). Ora bisognerebbe avere l’umiltà di partecipare “inter pares” alla convention di Jesolo ed il coraggio di aprire le sezioni a tutti i movimenti autonomisti ed indipendentisti presenti sul territorio, senza preclusioni di sorta, ricostruendo dal basso quel Movimento del Nord che era stato genialmente intuito dal primo Bossi come l’unica possibilità di mettersi a discutere con l’oppressore. E’ andata come è andata ed è inutile piangere sul latte versato. Ma cerchiamo di salvare il salvabile e di non ripartire da sottozero. E’ vero che più schiavi di roma di così è quasi impossibile, ma non c’è limite al peggio… Saremo capaci, col disastro economico alle porte (fate un giro in Grecia a vedere che cosa ci aspetta!), di trovare un accordo per salvarci senza perdere tempo a litigare come i famosi capponi di Renzo (Tramaglino: cfr I promessi sposi di A.Manzoni)?

    • Giacomo says:

      Bravo Domenico. Noi abbiamo un grande vantaggio sui nostri amici del tacco: possiamo creare le premesse per capirci con un’occhiata e fidarci l’uno dell’altro. Ma basta fighe narcisiste. Uomini muniti di coraggio e di voglia di lottare insieme, dal Monviso a Gorizia. Senza tentennamenti. Un sogno nel cuore: la libertà dall’italia matrigna e puttana. Poi si deciderà dal basso se stare insieme o separarsi. Niente sciamani. Niente lecchini. Uomini veri, che hanno bruciato la loro vita nello stivale del letame e vogliono una vita diversa per i loro figli.

      Leo, da domani ricomincerò a scrivere commenti morigerati.

  8. Lucafly says:

    Bene ora ci aspettiamo le dimissioni del Co……… Trota e magari qualche giorno dalle parti di san Vittore, non me frega se era una testa di legno deve pagare e basta con il pietismo non si va da nessuna parte.

  9. sandro Migotto says:

    ben. finalmente chi ha bloccato per vent’anni la via indipendentista del Veneto e’ fuori dalle palle. Ora non abbiamo piu’ ostacoli. O venezia libera o morte WSM.

    • Luigi Cifra says:

      BRAVO!!!!! Condivido in pieno. Adesso o la lega si dà da fare per i referendum per l’indipendenza o è finita!!!
      WSM

  10. Alberto Pento says:

    Chissà se avrà il coraggio e l’onestà di dimettersi anche da parlamentare, come ha fatto il presidente tedesco poche settimane or sono e per molto meno.
    Ma credo che questo ometto da Gemonio, il fanfarone de la Padania, paredro della Marchi Vanna, si fara legare ben stretto alla “carega” romana, dalla sua badante del SIMPA.

    • luigi bandiera says:

      caixine, te a ga su a morte ko quei dea lega nodde… quindi anca co mi.

      Sbagliato… ero… da molto tempo solo proloco, non loco.

      Da tanto ormai…

      Sara’ dal 98… o prima.
      Ma io ero fedele solo alla LIGA… non alla lega.

      Sempre stato di mente ed azione venethista.

      Pero’, anche facendo il venethista ho avuto rogne.
      Gia’, con i miei presunti fratelli, e se fratelli, sono diventato GIUSEPPE…

      Proprio come la storia beoria: di Giuseppe e i suoi fratelli.

      Quando diventero’ vice re li faro’ patire..!!

      FLAGELLO SICURO KAX..!

      VORRO’ VEDERE SE HANNO SANGUE O VINO NELLE LORO VENE..!!

      I me ga fato patir e pene de l’inferno kax.

      Salam

  11. gigi ragagnin says:

    solo per mantenere anya pieroni e la sua tivvù il povero crasci (craxi in siculo si legge così) spendeva trenta milioni al mese.

  12. La Lega era così già prima di Berlusconi e per tradirlo si è fatta dare un sacco di soldi dalle coop. Ipnotizzati dal successo elettorale molti hanno preferito tenersi le fette di salame sugli occhi. E’ dura ammettere di essere andati dietro a uno come Bossi, il ciarlatano che torna a casa a dire di essersi laureato, che vende la macchina della sorella, richiede un bell’esercizio di autoflagellazione.
    C’è chi l’ha fatto per idealismo (ma allora giustifichiamo anche quei nazionalsocialisti e quei comunisti “puri” che hanno tenuto gli occhi chiusi davanti a crimini orribili), molti per le cadreghe, la visibilità, un ruolo che senza la Lega non si sarebbero mai sognati di poter avere. Non mi assolvo neppure io che ho lasciato nel 95 dicendo a un congresso della Lega (dove nessuno ascoltava) che aveva ragione il reprobo Miglio. Molti che scrivono anche in questo giornale sono usciti dopo, parecchio dopo. Però l’esercizio del “io l’ho detto prima”, “io sono uscito prima di te quando ti tenevi le tue cadreghine”. La sbarla la prendiamo tutti perché ricominciale l’è dura. E la figuraccia per i lombardi è di quelle storiche. A chiedere libertà dietro a un magliaro attorniato da un cerchio malefico familista terrone e da cerchie più ampie di rimbambiti e opportunisti. Una cosa è certa la Lega è morta, sepolta e putrefatta e ogfni tentativo di rianimarla o di riesumarla è destinato a fallire. Quella roba lì era sballata in partenza e molto del successo che ha avuto è legato al fatto che a Roma una roba così conveniva. Quando hanno voluto hanno sgonfiato la bambola gonfiabile. Niente Lega 2 la vendetta o Rifondazioni per carità. Strade nuove. Basta nazionalismi riciclati di sapore otto-novecentesco. Basta padanie (anche se poteva avere un senso oggi la Padania è sepolta con Bossi). Con umiltà guardiamo cosa fa il 5stelle che, al di là di Grillo (sempre più serio di Bossi) è ttento ai nuovi fenomeni sociali, alle nuove declinazioni della democrazia partecipativa anche in dimensione web. La muffa (nella quale non ci metto certo un identarismo intelligente) non ci serve.

  13. Mauro Cella says:

    E ora le cose si fanno interessanti.
    Berlusconi in pensione, Bossi costretto alle dimissioni, il PD in preda ad una crisi di leadership oramai cronica dai tempi della caduta del governo di Romano Prodi ed ora esacerbata dalla vicenda tesoreria.
    Di fatto si è ripetuto lo scenario di Tangentopoli, ed il prossimo anno ci sono le elezioni politiche, le prime di quella che, inevitabilmente, verrà chiamata Terza Repubblica. I “volti nuovi” che inevitabilmente compariranno daranno agli Italiani l’idea che anche stavolta si possano cambiare le cose semplicemente infilando una scheda in un’urna. Non credo ai complotti ma di certo qualcuno trarrà immenso beneficio da questo rimescolamento delle carte.

    E ora è il momento di vedere di che pasta sono fatti autonomisti ed indipendentisti. Con una Lega squassata possono approfittare della vicinanza delle elezioni amministrative per “lasciare il segno” ed ottenere qualche buon risultato, a patto di non iniziare subito a litigare ferocemente e a cedere immediatamente alla sirena del compromesso. Opposizione seria, garbata, ma feroce. Per votare contro non serve strillare insulti come Borghezio o dare spettacolo come Calderoli. Questa può essere un’occasione che non si ripeterà più in decenni, una vera e propria ultima chiamata. Non sprecatela: se vedo del buono potrei addirittura riprendere a votare dopo una decade di astensione ben motivata.

  14. Dan says:

    “una trentina di militanti, al grido «Bossi, Bossi, Bossi», hanno fatto irruzione nella sede. Ora sono sotto le finestre dello stesso Bossi, chiedendogli di «non mollare». ”

    Ma chi sono sti cog…ni ? Non l’hanno preso nel sedere abbastanza dalla premiata ditta ?

  15. marcopolo says:

    Perdonatemi, il commento non è mio e Voi lo avete già ripubblicato, ma oggi mi pare, in aggiunta proprio a questo bellissimo articolo del Direttore, il giorno più adatto per riproporlo un’ultima volta.
    E’ la sintesi più efficace dei 20anni di storia di questa Lega.
    “mizzi” ti voglio bene!

    1. mizzi 31 Gennaio 2012 at 9:27 am #

    I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA, se li sono bevuti questi caporioni leghisti e le loro mantenute! Mentre eravamo a montare palchi (oggi li montano le cooperative albanesi…perchè di fessi ce ne sono più) a metter su manifesti e a cucinare per loro , si facevano beffe di noi. Ci hanno rubato I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA, che tristezza ma almeno adesso la Lega è finita. Ci dicevano che eravamo l’ultimo popolo a comportarsi come i vecchi comunisti, cioè a lavorare gratis per il partito. E intanto lor signori si facevano posizioni, ville, belle auto, potere, feste sui laghi, direzioni in Rai. Ci hanno rubato I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA ma almeno adesso la notte è finita, e se li troviamo per strada li prendiamo a calci nel didietro. Scusate lo sfogo!

  16. fra ghe says:

    cin cin!

  17. Giuseppe D'Andrea says:

    Cari Leghisti,

    La magistratura stavolta vi ha fatto un grande favore, tutti voi che credete nei giusti valori dell’indipendenza e della responsabilità dovete abbandonare questa formazione meramente politica e smetterla di cercare nuovi ‘soggetti politici’ perchè se mai vorrete raggiungere un qualche risultato non vi serve un partito politico ma un movimento politico, che metta da parte tutte le sceneggiate e il nazionalismo-regionale (che non è meglio del nazionalismo ‘nazionale’) ed abbia le palle di dare vera voce alle vostre aspirazioni, che proponga i valori dell’autogoverno, della responsabilità della libertà in toto.

    In quel momento e solo in quel momento potrete pensare di raggiungere qualche obbiettivo e un forte seguito, non solo al nord. In questo paese c’è molta gente che ha bisogno di qualcosa del genere, la lega ne ha distolti molti e ha convinto tanti altri a alienarsi, speriamo che qualcosa cambi.

  18. luigi bandiera says:

    Proprio cosi’ Gianluca,

    il giorno e’ molto triste, e’ funesto.

    Credere, avere fede per poi scoprire che era tutto falso, e’ devastante.

    A chi credere adesso..??

    Si riapre una mia ferita… che ho subito molti anni fa. Ma si sa, si spera che qualcuno non abbia capito.
    Invece, giu’ col continuo martirio.

    Siamo proprio destinati ad andare su e giu’ per il Golgota..?

    Ma per quanto ancora andra’ avanti questa VIA KRUCIS..??

    Non me la aspettavo proprio.

    Che Dio ci aiuti..!!

    Amen

    Ah, beh, si. Aspettiamo i risultati finali che la magistratura dara’ al mondo..!

    • Alberto Pento says:

      Caro Jijo

      te sovegnito de mi, caixine?

      Gheto visto ke xe rivà el momento e ti ke te me ghè dito on mucio de parolàse parké la ghevo co la LEGA fanfarona e ladrona.

      • luigi bandiera says:

        No caro caixine,
        kax se me sovegno.
        Mi ke te davo korda, merito, parke’ te vedeo el pi brao in tee raixe venethe, te me ga fato metar in regime duro.
        Za ghe pensa l’italia e te te xonti anka ti ke te dixi de esar me fradel VENETHO..?

        A te si pexo de un talian kax; te me ga fato tratar kome se fusi un mafioxo, Alkatraz duro te me ga dato…

        Anka ju’ dovea dir, el manovrador informatego, no..!
        O ko tuti o ko nisun se dopara sto tratamento.
        Invense, soeo mi.
        Jero el pi kativo..?

        Dogni modo te kapira’, forse, ke xe inposibie seguir kealtri intarventi se mi fin jea’ poso intarvegner e podopo go da spetar l’alba. El di’ niovo.

        Ma semo deventai mati nialtri presunti dirijienti e fradei venethi..??

        Se pol mo far diaego se te me fa ea limitasion ke no xe justifegada..?

        Ko son entra’ ea’ par ea prima olta, me pareva de SOGNAR. De tornar LIBARO E NEA ME VERA PATRIA.

        VIALTRI, mone, ME GAVE’ KAVA’ EL SOGNO e de bruto. VERGOGNEVE..!

        Dognimodo o tutavia, no sta inventarte monae.

        Dimandaghe a CRISVI el Cristiano. Ju’, sensa ke mi ghe dixesi gnente el ga ciapa’ e me difexe.

        No so gnanka sel go ringrasia’.

        Tanto, ramai gaveo fato e vaixe seben de karta, e son scampa’.

        Par mi ea tragedia ke me gave’ fato ver xe pexo de quea ke me ga fato ea lega nord.

        VERGOGNEVE..!!!!!

        O go sgrafa’ no so quante olte: mi sonti LIGHISTA e no LEGHISTA.

        Podopo ver visto che se te si lighista i te maltrata, digo, voo ko i leghisti. Forse femo kalkosa.
        No..!
        Ciavada anka ko i leghisti…
        cioe’, e o go sgrafa in tel sito’: LIGARSE ALMANKO TRA DE NIALTRI de INDOE VENETHA.

        CIAPAO KARNE FRESKA E VANTI..!

        Go konstata’, ke pi meriti te davo e pi insulti o kojonae ricevevo o ciapavo.

        Beh, uno se stufa prima o podopo.

        BATI E BATI (no el Bati. Xe tanto kenol sento) e uno skanpa. O no..?

        Quindi..?

        Go verifika’ (xe fasie sastu) che jero soeo mi taja’.

        Te dira’, ma te jeri masa prasente..!
        E nialtri avendote etiketa’ leghista ghemo serka’ de limitarte..! A ghemo su ko ea lega.
        Ma mi no go nesuna tesara, soeo quea dea PROLOCO.

        DIXI ea verita’..!!

        CAIXINE, te gavesi dato kontro almanko naolta… kapiso, ma mai dato kontro e soeo eloja’..!!
        Anka DVD ghe dixeo robe o pa karikarlo o pa elojarlo..!

        SPUSA e ghe penso ankamasa ke no te sipia uno ke laora pa i VENETHI.

        SE TE I TAJI..!!!

        Remengo ki ke dopara el tajo o ea lama kadente kax.

        A go su davero ko quel fato.
        Deso, visto ke forse podea esar ea sousion, se mete anka quea. Ea lega nodde.
        E mi dovaria verla su ko ea. Se te kontasi ea me vita..?

        E so, SON SIKURO, ke se tornasi dopo de ver sera’ sto sgrafar qua in raixe venethe, ghe saria ankora quea limirtasion RAZZISTA (sgrafo in taliban pa farme kapir da tuti) dei sinque intarventi. E, soeo mi. Xe squaxi un ONOR..! Me sento un EROE. UN PATRIOTA..!

        Grasie fradei, me fe pasar par GIUSEPPE o Bepi.

        Soeo ke no deventero’ mai vice re’… ma ke vice re d’egitto…

        Ma vedo che te me ga rikognosuo…

        Brao, vedemo se sara’ del tuto.
        Cioe’ tirando via i sinque… denari o paeanke.

        Me gavi’ tradio par sinque danari.

        Skuxame: ma te davo kusi’ tanto fastidio..??

        TE ELOGIAVO CONTINUAMENTE KAX..!!

        Va ben, te maediro’ pa esar rispeta’ kome tuti i altri..??

        KAX, se te me o dixei prima..!!

        Par mi sara’ difisie, no son FARIXEO, ma posso tentar de deventarlo..!!

        Stame ben komunque e medita de pi’ su serte robe. Almanko a Pasqua.

        E a proposito:

        BONA PASQUA a ti e a tuti i letori de sto msg.

        Ghemo bixogno de RISORJAR ANKA NIALTRI. O no..??

        Mi, el peerosa su raixe venethe… iero su facebook… Luigi o B o B3 o x o Bandiera su tuti i siti web.

        Son anka i3xty. Robe de naltro mondo.

        Son limpido pi’ de na rekoaro.

        Ah, se te va su http//:i3xty.dyndns.org:8080 te vedi el lion… se el link funsiona.

        MI, MAI KANBIA’ BANDIERA.

        No poso i me ga dito… son bandiera..??

        Pensaghe a quel ke te go sgrafa’..!!

  19. sandro Migotto says:

    concordo pienamente con l’articolo del Direttore. C’e’ stato un momento(1998/1999), che la lega aveva la forza politica e morale per secedere dall’Italia. Solo Bossi e qualche suo accolito non ha voluto o peggio capito la possibilita’. Io, come tanti siamo usciti (volontariamente, mai espulsi) perche’ avevamo capito che il sogno era finito. Tutti andavano a Roma l’ebrezza del Potere, aria frizzante, belle donne e tanti Vescovi…

  20. Lorenzo says:

    La lega finalmente si è rivelata…
    Ci godo fuori da ogni logica…

    In faccia a tutte quelle persone che hanno fatto moralismo sul sud, su chi ruba i soldi in italia e sulla loro onestà.

    In 20anni non sono stati in grado di fare NULLA.
    Se non rubare.

  21. Gianpaolo Mottin says:

    Gioiamo gente, gioiamo e stappiamo le bottiglie di Prosecco che avevamo messo da parte per le grandi occasioni.
    Lo stato italiota si è finalmente suicidato. Distruggendo in questo modo la Lega Nord ha eliminato l’unica forza politica italiana e sottolineo italiana, che teneva ancora unito il nord al resto della nazione. Chiunque sia stato all’ultima Pontida ha potuto verificare di persona i meravigliosi militanti leghisti che urlavano in continuazione “Indipendenza” e l’imbarazzo di quasi tutti i dirigenti. A questo punto si aprono degli enormi spazi per i veri movimenti Indipendantisti Padani legati al territorio e completamente e fisicamente lontani da roma.
    Starà solo a noi non perdere l’occasione.
    A Jesolo dunque e con il sorriso sulle labbra.
    San Marco Libertà

  22. marcopolo says:

    Come il 9 novembre 1989, caduta del muro di Berlino e fine della grande “illusione” comunista, anche qui nessuno si salverà.
    Il ruolo di Maroni non potrà essere, eventualmente, che quello che nella morente Unione Sovietica ebbe Gorbaciov, quello del “liquidatore”.
    Mi dispiace per i tanti – come me – che con speranza e buona fede ci avavano creduto , ma i regimi che creano “mostri” come gli Stalin/Bossi meritano di scomparire.
    Poi dalla materia in putrefazione, chissà, potranno nascere nuovi fiori.

    • alberto says:

      purtroppo ci sono ancora, dopo 23 anni, dei comunisti e questo è il peggio, che continueranno ad esistere leghisti così come ci sono ancora i monarchici

  23. sante says:

    Mr. Marchi, quest’articolo gronda di necrofilia.
    la LegaNord è un cadavere sifilitico che ha contaminato anche i suoi militonti.
    E non hanno azzeccato una sola mossa sull’ Art.1.
    Anzi la “ragione sociale fondativa” è stata pure stuprata.
    Una LN annikilita, dissolta, vaporizzata libera energie caotiche
    per secessioni-indipendenze originali
    .
    Ad esempio, in Veneto, LN “pesava” per il 36%.
    oggi quei voti “sequestrati” valuteranno percorsi “accelerati” di
    secessione-indipendenza.
    SerenissimiSaluti

  24. Giorgio Milanta says:

    Chi ha creduto, e crede ancora, nell’ideale identitario padanista, ne ha già subite di tutti i colori da dodici anni e tre mesi a tutt’oggi, per sorvolare su tutto il periodo antecedente al gennaio 2000, per carità di patria.

    Prima o poi i nodi devono venire al pettine.

    Mi sembra strano che il sistema romano voglia permettere l’abbandono dello “strumento” Lega Nord che, se sepolto, potrebbe permettere la nascita di un nuovo e vero movimento politico indipendentista.

    Staremo a vedere.

    • Cesare says:

      Concordo.

    • Milanesun says:

      Quoto. La lega è sempre stata un cane che abbaia e non morde e per anni ha bloccato il nord una vera manna per Roma.
      Dalla ceneri della lega nascerà sicuramente un altro soggetto politico che sicuramente non potrà che essere migliore.
      Questi per i popoli del nord sono grandi giorni di gioia

      • Radimiro says:

        L’importante è che i sostituti non diano un inutile fiato ai polmoni come certi soggetti di mia conoscenza. Servono fatti concreti ed io da parte di certi criticoni non ne ho visto neanche uno !

      • Francesco says:

        Ora si aprono scenari finalmente interessanti. Spazio per il diffuso sentimento indipendentista di ampie fasce popolari, soprattutto in Veneto, ce ne sono, ma tre cose saranno fondamentali:

        PRIMO: non riconoscere roma e il suo potere. Atti di disubbidienza civile seri, propaganda, lotta quotidiana sul territorio, assolutamente non presentarsi alle elezioni nazionali. roma contamina tutto e tutti, è la sua natura.

        SECONDO: leader veri, trascinatori, credibili. Ne basterebbe uno.

        TERZO: tempi brevi per l’indipendenza: il nord sta morendo, le imprese chiudono, le nostre terre sono invase da altri popoli, i giovani emigrano. A qualcuno interessa? Abbiamo perso vent’anni, speriamo di essere ancora in tempo.

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