la Lega annaspa ed è al lumicino. L’indipendentismo avanza

 di ALTRE FONTI

Torno a parlare di Lega Nord e l’occasione mi viene data innanzitutto dalla lettura degli ennesimi sondaggi, questa volta dell’Istituto Piepoli, che illustrano benissimo la stasi del movimento in quanto a consensi potenziali, mai sopra il 4% nel migliore dei casi. Poi leggo un articolo di Giulio Genoino pubblicato su Affari Italiani il 24 luglio con alcune notizie non nuove, ma di stimolo alla riflessione in chiave futura.

E’ inutile nasconderselo, il consenso leghista è evaporato e da tempo, il movimento è scomparso dalla scena nazionale, vive arroccato in qualche fortino nel Lombardo-Veneto tenuto ancora insieme solo da sindaci e feste padane. Parlare di Nord è eccessivo, in Emilia Romagna, Piemonte e Liguria la Lega è a percentuali da prefisso telefonico. Sopravvive appunto nella fascia prealpina e nelle vallate alpine, nelle tradizionali ridotte leghiste, ma con percentuali che non arrivano nemmeno al 15%. Vive abbarbicata intorno a Roberto Maroni e alla sua rete di potere in Lombardia. Altrove si è praticamente dissolta.

Le due eccezioni fuori dalla Lombardia sono Flavio Tosi, sindaco di Verona, e Luca Zaia, presidente della Regione Veneto. Chi poteva incarnare ruoli ambiziosi sembra defilato. Cota è rassegnato ad una quotidianità mediocre, i gruppi parlamentari sono esigui e non brillano certo per attivismo e visibilità, qualche capetto locale quà e là si fa sentire, ma è lampante lo scarso spessore politico e culturale della maggior parte di questo personale politico, in genere a livello da strapaese. Per il resto la Lega finisce sui giornali per notizie che sarebbe meglio risparmiarsele, tipo l’insulto di Calderoli al ministro Kyenge. Un panorama alquanto triste ricordando certi “fasti” del passato e la realtà dei fatti non rappresenta pertanto il miglior viatico per pianificare il futuro. Le ragioni del declino sono arcinote, le ho raccontate tante volte in precedenti articoli a cui rimando per approfondimenti.

Tornando a Tosi e Zaia, entrambi seriamente stanno pensando di giocarsi il loro futuro politico sulla scena nazionaleTosi, a capo di un non meglio identificato “partito dei sindaci” già più volte ipotizzato, ma ora concretamente sul tavolo, e a tal fine si sta costruendo un profilo da “Renzi settentrionale”, o “Renzi di destra”. Zaia è ancora un po’ indietro nel lavoro, non ha ancora acquisito una posizione personale politico-ideologica netta riconducibile ad un impegno politico al di fuori della regione. Intanto si propone come esponente di un “buon governo possibile” prendendo spunto dalle ottime performance ottenute in Veneto a cominciare dai tagli alla spesa pubblica, il bilancio regionale è stato tagliato a un terzo dei livelli storici, senza apparenti danni per i servizi al pubblico. Insomma, il buon governo in Veneto come lasciapassare per cucirsi addosso un vestito da leader nazionale. Entrambi quindi stanno pianificando un partito personale e sullo sfondo giocano addirittura la partita per la futura leadership del centro-destra. Tutto questo mentre in Lombardia il governatore-segretario Maroni non va oltre le notizie di routine in regione e Bossi immagina scissioni per sopravvivere per lo meno mediaticamente, un mix che finisce per mantenere saldamente in mano al Pdl, o a quello che sarà, la golden share sulla futura leadership reale del centro destra in Lombardia. Qualcuno addirittura immagina a breve rivincite o vendette di certi ambienti pidiellini, ipotizzando che la giunta Maroni non arrivi a scadenza naturale.

Di fronte alla ormai probabile implosione o collasso del leghismo, tutti si organizzano e si guardano intorno. Oltre alle manovre dei suddetti leader che stanno pianificando il loro futuro altrove, va enfatizzato il particolare attivismo, in alcuni casi in ambito culturale e pre-politico, in altri in ambito politico vero e proprio, di un vasto mondo che va molto oltre la Lega e il consenso leghista così come lo abbiamo visto finora, un’area che si trova intorno a richiami nuovi, a battaglie ideali innovative anche dal punto istituzionale. Parlo dell’indipendentismo in Lombardia. Il brodo di coltura è il particolare clima che viviamo ogni giorno, un clima esacerbato dalla crisi economica, dalla delegittimazione della politica e di tante istituzioni ormai obsolete ed inefficienti. I numeri sono ancora esigui, ma colpisce la qualità della proposta e dei proponenti e l’impegno di tanti sul territorio.

di Claudio Bollentini – TRATTO DA http://www.labissa.com

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12 Comments

  1. Miki says:

    Bè insomma: a sud del rubicone abbiamo mirabili esempi di voltagabbana. Una lunga tradizione dal 1944 in poi: imparate a risolvere prima i problemi di coppola itaglia anzichè triturarci il basilico coi dissidi interni tra Bossiani e Sicil.. PARDON: Maroniani. Peraltro le percentuali,stando a quanto detto dal luminare di “labissa.com”, (che ci considera tutti mandria da pascolo considerato il tono dell’articolo) sono le stesse del 2006. Altro anno in cui la Ln era gufata non poco quanto a “esaurimento della spinta indipendentista” e altre amenità. (Ma adesso arriverà lo zelante diretùr a dirmi che oggi è tutta un’altra cosa.)
    Per conto mio urge,quello si, una rapida defenestrazione del capopolo incapace, per evitare ulteriori perdite di orgoglio identitario.

  2. arcadico says:

    Non si può pretendere di chiedere di rappresentare il Nord, per 25 e più anni, e pensare poi a monetizzare la posizione così occupata con l’assalto alla grande mangiatoia dei consigli di amministrazione delle partecipate e dividersi i comodi bonifici regionali e romani!!!

    Occorreva battere di più i pugni sui vari tavoli romani invece di difendere a spada tratta alleanze così munifiche in termini di voti per accedere ai già citati fruttiferi bonifici personali!!

    Oggi alcuni conti correnti sarebbero sicuramente meno gonfi ma la credibilità che sicuramente si avrebbe si sarebbe potuta spendere presso la base e la società civile, sempre più sofferente, perchè di tutt’altro spessore!!!

    Oggi si conta solo … l’enorme tempo perso e … il pugno di mosche che i mangiapane territoriali difendono col coltello in mezzo ai denti!!!

    • Miki says:

      Battere i pugni? Con 8% di massimo storico? Torni sul pianeta Terra.

    • Miki says:

      Anzi: torni sul pianeta Terra e vada a conquistare la libertà in prima persona anzichè sbrodolare da una tastiera. Vedrà che appena la sentiranno pronunciare la parola INDIPENDENZA (quella vera) i Boboliani la faranno subito militante,le daranno una sede tutta sua e un ufficio (a catania).

  3. pietro says:

    Si ma io Zaia l’ho votato per l’indipendenza o forte autonomia (alla catalana) del veneto. E non si è ancora una volta ottenuto niente….se adesso si fa anche lui il suo movimento nazionale (non nazionale veneto ma nazionale in senso di itagghiano) col cazz. che lo rivoto!

  4. maumi says:

    Grande il vendicatore

  5. Paolo Brembilla says:

    cosa pensano di fare dopo un quarto di secolo passato a pigliar per i fondelli i poveri ciula Padani

  6. Mah says:

    Quando mai i media hanno riportato le poche proposte positive fatte dalla Lega. Si potrbbe sapere a che percentuali viaggia l’Indipendentismo?Grazie e saluti

  7. Elio says:

    tante belle illusioni, la lega sta sparendo e con la lega sparirà ogni forma di indipendentismo il quale non solo non è al 4% ma non raggiunge il prefisso telefonico e non lo raggiungerà mai. se la lega fosse stata solo indipendentista non avrebbe anch’essa oltrepassato il prefisso telefonico, Dio Santo, ma come si fa illudersi che un popolo che non ha coscienza di se possa trovarla in un periodo di mer..a come questo. essere felici che la lega scompaia significa che si è più rancorosi che indipendentisti, o più stupidi che indipendentisti… poi continuate pure a bannarmi che non me ne fraga un cazzo!

  8. Vendicatore Libero says:

    Questi hanno tradito la propria gente, chi credeva in loro, un pò igno ma corretti, invece sono andati con il vecchio nano di arcore.
    Chi tradisce il suo popolo non è degno neanche di vivere.

  9. BRUNO DOLFINI says:

    IL VENTO DEL NORD –(Lega Nord 3.0)

    MI PARE CHE SI STIA VERIFICANDO QUANTO OSAI
    DIRE TEMPO FA : — QUEL TAL “BRUTTO MALE”
    CHIAMATO “LEGA NORD” E’ “ANDATO IN
    METASTASI (mi si consenta questo modo di
    esprimermi in modo cosi’ volgare !) : — IL
    CONTAGIO SI E’ ESTESO AL PUNTO CHE LA
    “MALATTIA LEGA NORD” HA RAGGIUNTO UN
    LIVELLO INCURABILE. SICURAMENTE ANCHE LA
    DEFINIZIONE TRADIZIONALE “LEGA NORD ”
    FORSE E’ SUPERATA,MA E’ SUPERATA PERCHE’
    I PRINCIPI FONDAMENTALI DEL MOVIMENTO
    HANNO “TRABOCCATO IL VASO ” .
    SI CHIAMI INDIPENDENTISMO OD ALTRO,MA
    IL POPOLO STA’ ADERENDO IN MASSA A
    QUEI PRINCIPI PRIMORDIALI DELLA LEGA NORD.
    Saluti.

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