LEGA, GUERRA PER LE LISTE. E CONTINUA LA BAGARRE INTERNA

di GIANLUCA MARCHI

E’ tregua nella Lega Nord dopo il faccia a faccia di ieri fra Umberto Bossi e Roberto Maroni? Beh, sicuramente una tregua armata. Al “capo” ieri Maroni avrebbe ribadito l’esigenza di tenere conto della richiesta di congressi arrivata con forza dalla base. Nessuna riunione era prevista e nessuna riunione c’è stata nel quartier generale del Carroccio, dove però tutti i big sono passati come fanno di solito all’inizio della settimana. Intanto il capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni, si è detto convinto che «la base è incazzata solo con il governo Monti», non con i vertici della Lega. Ma è ormai abbastanza chiaro che Reguzzoni e gli altri componenti del “cerchio malefico” (più conosciuto come cerchio magico, ma ormai di magico non ha più nulla se non le magie devastanti con le quali riescono a condizionare il Senatur). Tanto è vero che secondo alcune ricostruzioni c’è chi in mattinata avrebbe sentito Bossi, che solitamente parla a ruota libera davanti alla macchinetta del caffè al secondo piano, sibilare le parole “Mi dimetto”. Addirittura c’è chi ipotizza già il congresso federale in autunno con un passo indietro del “capo” e la sfida aperta per il nuovo segretario fra Reguzzioni, alfiere dei cerchisti, e Bobo Maroni. Ma c’è chi si spinge ancora più avanti e ipotizza, o spera, che il Senatur annunci le sue dimissioni già domenica in occasione della manifestazione convocata a Milano, aprendo una corsa accelerata verso il congresso. Vero, falso, probabile? Sia quel che sia, ormai la diga s’è rotta e assistiamo a una fase di contorcimento del Carroccio.

Il tentativo di lavare i panni sporchi in casa è miseramente fallito e anche ai militanti più fideisti è chiaro che gli stracci sono volati e che prima o poi dovrà arrivare la resa dei conti. Dopo l’incredibile diktat di venerdì sera che imbavagliava Maroni, le critiche anche negli ambiti vicini all’ex ministro degli Interni sono piovute addosso al segretario della Lega Lombarda, Giancarlo Giorgetti, accusato di non essersi rifiutato di assumere il provvedimento, che invece era stato “scansato” da Reguzzoni (probabilmente uno degli ispiratori). La scelta di Giorgetti, però, sarebbe stata obbligata per evitare il commissariamento, che avrebbe aperto la strada a Rosi Mauro, già “legato” in Liguria ed in Emilia. E’ sempre per evitare questo rischio che nelle ore successive Maroni l’avrebbe convinto a rinunciare alle dimissioni.

A questo punto i maroniani hanno imboccato la strada di chiedere in primo luogo lo svolgimento dei congressi nazionali, per poi arrivare all’assise federale, che non si celebra dal 2002. A quanto si apprende, una delle armi per sollecitarli viene dai direttivi provinciali a maggioranza maroniana che in questi giorni potrebbero avanzare richiesta formale di convocazione, e pare che in Lombardia 12 su 14 segreterie provinciali abbiano manifestato questa intenzione. E tuttavia la strada non sembra essere proprio in discesa perché il cerchio malefico, sempre più arroccato nella sua torre dorata, ha come unica possibilità di resistere quella di rinviare il più possibile i congressi, nella speranza di arrivare alle elezioni politiche con l’attuale legge elettorale e fare piazza pulita degli avversari interni nelle liste. Un discorso che tuttavia vale anche in senso rovesciato. La partita a poker sta tutta qua: arrivare alle elezioni con in mano le chiavi del partito. Maroni ha con sé la grande maggioranza della base, ma i cerchisti hanno il potere e, alla resa dei conti, probabilmente anche la maggioranza dei gruppi parlamentari, perché la paura fa novanta e la sola eventualità di non essere ricandidati potrebbe far cambiare idea a molti di coloro che si professano maroniani.

Intanto l’ex ministro dell’Interno annuncia di voler onorare tutti gli inviti (320 nella sola Lombardia) che sezioni e amministratori leghisti gli hanno fatto piovere addosso in poche ore per andare a parlare in lungo e in largo nelle province del nord. «Se li accetto tutti – ha scherzato arrivando in serata alla presentazione di un libro a Milano – sono impegnato per 10 anni».

Il primo appuntamento sarà quello di Varese, dove si sta preparando nel dettaglio l’incontro “Padania Libera”, che domani sera avrà appunto Maroni come ospite d’onore. I leghisti locali hanno annunciato che l’appuntamento è stato spostato in un teatro più grande «visto l’elevato numero di adesioni già arrivate». Dal Santuccio, 300 posti, all’Apollonio, 1.200. «Tutte le sezioni sono mobilitate», assicurano i promotori, i primi a mettersi in gioco poche ore dopo il divieto di parlare imposto all’ex titolare del Viminale. I Giovani Padani hanno organizzato tre pullman da Monza, Brescia e dalla Valcamonica. Altri sono attesi dall’Emilia Romagna e dal Veneto, mentre da Roma dovrebbe convergere su Varese un nutrito gruppo di parlamentari.Si era parlato della possibile intervento di Bossi, per dare un segnale di unità in vista della manifestazione di domenica a Milano, ma gli ultimi segnali sembrano negativi al riguardo, anche se non sono da escludere soprese dell’ultimo momento. Una presenza del capo, tuttavia, alimenterebbe il sospetto di chi sente puzza di gioco delle parti. Intanto il segretario provinciale di Varese, Maurilio Canton, bossiano, ha annunciato l’intenzione di essere presente. Probabilmente gli piace sfidare il lancio di pomodori. La serata si aprirà con la proiezione di un video realizzato da Telepadania, un filmato composto da immagini e foto di Bossi e Maroni insieme, tributo al legame tra i due fondatori della Lega.

Sul fronte interno intanto è tutto un fiorire di prese di posizione. «I congressi si devono fare, io sono socio ordinario militante e voterò in base alle candidature». Cosi Luca Zaia, Presidente del Veneto oggi a Venezia a margine della riunione della Giunta regionale. «Ho – ha detto Zaia – un ottimo rapporto sia con Bossi che con Maroni. Lo potete chiedere a loro che ve lo confermeranno. Maroni pone delle questioni che sono sollevate da tutti noi militanti che sono le questioni dell’autorizzazione a procedere per Cosentino, i fondi della Tanziana piuttosto che altre partite. In maniera ragionevole e democratica sono questioni poste, non ultima quella dei congressi. Fatti i congressi si vedrà anche quale sarà la nuova architettura che ne uscirà. Come sta accadendo in Veneto, dove cinque province su sette hanno già i nuovi segretari».

Ma anche le polemiche non si placano. «Il problema è che abbiamo questo capogruppo e il problema va risolto prima che sia troppo tardi. Abbiamo una vera e propria emergenza». I maroniani, questa volta per bocca del deputato Giovanni Fava, tornano all’attacco degli esponenti cerchisti sulla questione del capogruppo alla Camera. Il parlamentare mantovano sottolinea che «da quando c’è Reguzzoni, nel gruppo si sono create rotture e liti insanabili». Quindi si appella al leader della Lega: «Bossi- dice Fava- con la sua autorevolezza, intervenga».
Immediata la replica arrivata da Marco Desiderati, deputato vicino a Reguzzoni: «Mi sembra che questo Paese di emergenze ne abbia molte, ma fra queste non rientra cert0 Reguzzoni capogruppo. Se poi volete occuparvi di questo, pensare a qualche poltrona da occupare e non al governo Monti che sta massacrando la Padania, almeno abbiate il coraggio di dirlo apertamente. Il collega Fava sbaglia, e vorrei ricordargli che la guerra a Reguzzoni è iniziata ancor prima che lui occupasse questo ruolo. Mi resta difficile comprendere come si possa criticare e mettere giornalmente sotto attacco qualcuno ancor prima che abbia iniziato il suo mandato. Bossi è stato chiaro ed è l’unico titolato a scegliere a chi affidare gli incarichi».

Davanti a tutto questo marasma, molti militanti sono sconcertati e delusi: loro che spesso hanno lavorato duro e mettendoci del proprio per il bene del movimento, che hanno fatto la forza di un’esperienza politica per certi versi incredibile,  mai avrebbero pensato che la loro Lega potesse finire in questo stato, nelle mani di un gruppo di “miracolati” che non hanno alcuna preoccupazione che perseverare il proprio interesse. Mentre loro, i militanti, devono subire le offese al grido di “Tanzania libera”.
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28 Comments

  1. Jingu says:

    Caro Gianfranco,Ti trzaquillizno subito: l’ultimo incarico di partito di un modesto rilievo l’ho avuto 30 anni fa, e per gli ultimi 15 anni ho pure abitato in un altro continente. Al momento non solo non sono un funzionario ma non sono neppure iscritto ad alcun partito ed in piu’ sono pure disoccupato. Ci sono molte cose di Renzi che non mi piacciono. Se avessi votato (non sto a Firenze) non sarebbe stato il mio candidato e penso che fra lui ed Obama ci corra quanto fra il giorno e la notte. Sono abbastanza vecchio pero’ per sapere che la politica e’ fatta si dalle persone, ma che i corpi sociali contano e come: il mito dell’uomo solo al comando e’ una illusione. Chi governa una citta’ deve confrontarsi con singoli citadini, associazioni, sindacati, rappresentanze dei dipendenti, e perche’ no anche con le organizzazioni della coalizione. Di qui il mio richiamo a proporre alla coalizione idee, suggerimenti, integrazioni e modifiche al programma. Sei liberissimo di votare chi ti pare come di andare al mare. Mi sono limitato a ricordare il regolamento che ha consentito la realizzazione delle primarie. Se l’ho ricordato e’ perche’ credo che una delle novita’ che ha provato ad introdurre il PD sono state le primarie, ovvero un modo per rendere un po’ piu’ protagonista il cittadino nella vita politica. Non credo siano sufficenti, perche’ la politica richiede molto di piu’. Se vuole essere democratica richiede luoghi di elaborazione confronto e scambio aperti. Ma le primarie sono gia’ un ottimo inizio e piu’ le parti mantengono il loro impegno e meglio e’. E fra le parti c’e’ anche l’elettore. Nel caso si tratta solo di un impegno morale, ed ognuno ha la sua.Ciao

  2. sergio t. says:

    I Giovani Banani come associazione non esistono più da un sacco di anni..sono rimasti i fondatori che hanno un’età media fra i 30 e i 40 + alcuni ex giovani alleanzini arruolati in fretta e furia negli ultimi mesi per fare credere di avere forze fresche e pesare nella richiesta di poltrone

  3. luigi bandiera says:

    Ma se a comandare e’ solo una ROGNA, come mai tutto sto transbusto..??

    Uhei, qui gatta ci cova..!

    GNAM GNAM…

  4. batwoman says:

    Lo scherzo fatto dalla Zanzara al parlamentare Cosentino è interessante. Innanzi tutto, nessuno, ad intelligenza normale e abituato a vedere Umberto alla Camera, sarebbe caduto in quello scherzo, quindi non è difficile comprendere che si è trattato di una messa in scena di cui Cosentino era pienamente consapevole. Sia le domande fatte dall’attore della Zanzara, imitando malamente Umberto Bossi, sia le risposte date da Cosentino sembravano coordinate al punto da costruire una teoria, quasi come se Cosentino avesse scelto questa forma per fare delle dichiarazioni, ma senza metterci la firma, pensando così di byapassare possibili smentite e denunce.

    La cosa straordinaria è nella reazioni dei leghisti allo scherzo: la base si è ovviamente indignata per la presa per i fondelli che è stata fatta del capo e non da nessun credito alle parole di Cosentino, mettendo insieme la falsità della telefonata con la falsità delle dichiarazioni interessate del coordinatore campano del PDL.

    I componenti del cerchio magico, invece, o perlomeno alcuni componenti, sembrerebbero non dare troppo peso allo scherzo e sembra utilizzino le parole della telefonata a Cosentino come giustificazione per sè. Sembrano persino prenderle per vere, senza comprendere il cattivo gusto di questa operazione.

    Il tutto ovviamente si svolge su facebook.fra un “mi piace” e un link di profili che potrebbero voler dire di tutto.

    Forse varrebbe la pena di chiarire le posizioni che hanno davvero i componenti del cerchio magico in rapporto alle dichiarazioni di Cosentino.

  5. rivas says:

    Al mio segnale scatenate l’inferno! La guerra del capogruppo è iniziata e vediamo chi arriva a domenica

  6. albertone says:

    ao’ sto a sentì Reguzzoni in diretta sul tg 24 fininvest ed è gajardo, gajardissimo, nà forza de la natura! Aò questo spacca!!! Ha pure detto che partecipa alla manifestazione di domenica con tutti i leghisti! Questo è forte.

  7. albertone says:

    Ce stanno questi nani Moretti che se inalberano e se impalcano a spiegà la Lega che perartro è un partito romano e che te sto a dì? che ne capite voi polentoni che c’è l’addetta stampa der Capo che tiene dei rapporti importanti co’ i media..Ce stanno questi nani Moretti che criticheno ma so’ bucciardi..

  8. Moretti says:

    Bossi ordina a Maroni di non contattare i militanti. Maroni: “obbedisco”.
    Il vero problema è….Non ci sono più militanti!!

  9. Salvatore says:

    Simonetta Faverio….bha?!?

  10. raglio says:

    Che le cose stiano cambiando per i signori leghisti lo si vede anche dal peso che gli danno nei luoghi dove prima contavano o pensavano di contare. Venite a respirare l’aria in Rai, amici…venite a sentire…auguri

  11. vito says:

    Bossi che lascia…..il monte Bianco che va al mare…Mazzola che torna a giocare nell’inter e Pelè nel Brasile…i pesci che lasciano l’acqua e le galline che li sostituiscono…le probabilità son sempre quelle. Ah c’è un somaro che vola….e domenica a MIlano un milione di presenti!

  12. paolo says:

    Avanti avanti bionda finchè batte il cuor la la la la la la la la…

  13. wanda says:

    Caro Willy chiedi a Bianchi Clerici e Caparini….

  14. Rania says:

    Ma la Lega ha una direttora in Rai? Davvero un direttore in Rai della Lega? E tutta quelle parole su canone da non pagare, sulla servilità della Rai e bla bla bla…Ma ci hanno preso in giro per anni? Ma davvero davvero? Da non credersi…..

  15. willy says:

    CHE DIRE ????
    Catania, 28 set. – (Adnkronos) – «Congratulazioni a Simonetta Faverio, nominata condirettore di Rai Parlamento, a nome di tutte le Province italiane». Ad affermarlo e’ il presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione. «Siamo certi – aggiunge – che attraverso il suo lavoro alla guida della trasmissione ”Quello che.. regioni” continuera’ a tenere alta l’attenzione sulle istanze degli enti locali, a dare voce ai territori e a raccontare con imparzialita’ e professionalita’ l’Italia delle province».

  16. Nicola says:

    Bellissimo come adesso Maroni sia diventato li nuovo leader della causa indipendentista! hahaha Colui che fino all’altro giorno era il capo di tutti i prefetti, colui che non ha mai detto nulla di padano, sempre ragionato “per il bene del paese” (italia ovviamente); colui che ha incarnato perfettamente il ruolo di statalista italiano contro i notav quando addiritura la lega fino a qualche anno fa faceva volantini contro la tav. Ma svegliatevi stuolo di militOnti, la lega è il primo garante dell’unità d’itagghia.

  17. carmando says:

    Quello che sta distruggendo la Lega è la marea di piccoli burocrati e arrivisti che si annidano nei vari posticini o posticioni, dalla Rai alla radio padania al giornale…tutti a cercar di farsi belli e di accreditarsi nei giornali importanti, farsi amici i giornalisti che magari poi domani ….e gli editori altrui…pensando al propprio posticino o a crearsi una fama senza pensare al bene del partito. O prendendo ordini da altri partiti o da correnti di partiti, magari giù al sud…..

  18. Giuan says:

    Ecco in allegato cosa fanno i salvatori della Patria,….Fontana -super maronita- e i consiglieri della Leca a Vares – tutti maroniani doc- in piedi all’inno di Mameli….vergognatevi ITAGLIONI!!!!!
    Indipendenza!!!! Viva Oneto!!!
    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=221881

  19. Pao says:

    Non c’entra niente con quello che state dicendo (tutte cose molto interessanti). Ma vi siete accorti che ieri Ortelli a radio padania ha intervistato (o, dovremmo dire, “scongelato”) Erminio Boso? Sono senza parole…

  20. mauro says:

    Caro Direttore, concordo con quello che affermi. Soprattutto è condivisibile la preoccupazione sul fatto che chi ha in mano le chiavi del partito e probabilmente anche la maggioranza dei gruppi parlamentari e relative ricandidature faccia leva sulla paura per sottrarre consenso al dissenso. Ma, come è sempre più evidente, Maroni ha con sè la grande maggioranza della base. Perchè? Perchè, e spero da inguaribile idealista di non essere smentito dai fatti, gli esiti della lunga marcia verso la libertà dei popoli, mai come oggi, all’interno del movimento che dovrebbe incarnarli, sono così misurabili e verificabili, nel bene come nel male, sulla propria pelle tanto da creare un elemento comparativo chiaro tra chi ne ha fatto una ragione per coltivare solo il proprio potere e tutti i coloro che sono stati privati materialmente e simbolicamente della realizzazione di questo grande sogno. Tale maggioranza, se esiste veramente nei numeri e nelle relative coscienze, sarà in grado di cambiare i rapporti di forza nella gestione del potere politico a condizione che continui a ritrovare fiducia in se stessa come massa critica consapevole, capace cioè in sé e per sé di “commissariare” (e non di farsi commissariare) l’intera struttura organizzativa e gerarchica della Lega. I cosiddetti vertici del cerchio “malefico”, arroccandosi tragicamente nel bunker, non contano più un fico secco se non hanno più le gambe dei militanti e dei sostenitori sulle quali correre e spadroneggiare. Il Re è nudo! Patetici ormai, per tanto, i richiami all’unità. Su queste basi concretamente percepibili, Maroni ritengo debba organizzare velocemente una governance alternativa, un “centralismo democratico” altro, approfittando di questo momento irripetibile in cui la maggioranza dei militanti gli sta presentando le armi con tanto di baionette innestate. Il congresso sarà solo un puro atto notarile che sancirà vincitori e vinti. Ma la battaglia va vinta prima dell’assalto simbolico e finale al Palazzo d’Inverno, rivoluzionando, con il favore della spinta popolare, le sezioni cittadine e provinciali possibilmente senza più prendere, come accade a Varese, ignobili “cantonate”. La storia ci insegna che per cambiare lo stato di cose presente, sono necessarie almeno queste condizioni: criticità della situazione materiale e simbolica delle persone,
    consapevolezza della necessità del cambiamento e leadership alternativa in grado di canalizzarla. Aggiungo le baionette. Nella Lega insorgente, oggi, si intrecciano tutte.

    • Domenico says:

      Sono d’accordo: non è più tempo di attendismo e tatticismi. E’ ora che Maroni dimostri di avere la stoffa del generale: qui si farà la sua nobilitate. Congressi a qualunque costo e subito: chiarezza, fuori gli intrallazzoni, e ritorno ad essere La Lega e a difendere gli interessi della Padania. E’ vero tutti i militanti, molti dei quali erano in procinto di lasciare, hanno le baionette innestate e aspettano solo ordini. L’indipendenza, col tracollo dietro l’angolo, non è mai stata così vicina: recuperare i rapporti con TUTTI gli autonomisti e impiegare i soldi tanzaniani in una informazione capillare può consentirci di arrivare al traguardo. Vediamo di non essere da meno dei Siciliani

  21. cristiano forte says:

    1) Forse è meglio sistemare l’articolo (mancano un pò di soggetti, qualche lettera, ecc.)

    2) Dopo la Madonna pellegrina (Bossi) abbiamo Gesù il Salvatore (Maroni), che negli ultimi 30 anni, fino a due mesi fa, non ha fatto né detto nulla di padanista, salvo riuscire a farsi passare per vittima grazie ai beoti cerchisti e ai militanti sempre più rintronati.

    3) Preoccupante la simpatia per “Maroni l’istituzionale” che traspare dagli articoli di Marchi.

    • gianluca says:

      In effetti l’articolo andava sistemato e ho provveduto. Chiedo scusa per gli errori ma in questi giorni il carico di lavoro e la pressione sono un poco elevati. Sulla preoccupante simpatia ho poco da dire se non ribadire che noi siamo spettatori di quanto avviene nella Lega. Forse, più correttamente, si dovrebbe parlare di una punta in più di antipatia per i cerchisti…
      gl marchi

      • Sante says:

        un ” I like” da 10punti a CristianoForte !!
        Mr. Marchi, è triviale : siete ankora “invaghiti” da una “impossibile redenzione” di LN….

        ….viceversa io sono Xuna totale decimazione di LN.
        “al limite, se esiste”,
        e se sono in totale empatia con la specie umana,
        posso risparmiare le torture ai depravati di LN,
        democraticamente,
        senza le bizantine differenze da Voi praticate.

        • SANTE E FORTE, come non essere d’accordo totalmente con voi??? Stiamo parlando di sta cosa tra Maroni e Bossi facendo finta di non sapere che il simbolo della Lega Nord non l’abbia comprato Berlusconi. Inutile tergiversare perchè il capriccioso Maroni, da Ministro della Repubblica Italiana, se ne stava bello tranquillo. Da Ministro dell’Interno, ha firmato tutti Decreti salva Mafiosi della Politica, perctanto SMETTIAMOLA di parlare di quella gentaglia lì!!!!!!!!!!!!

          • Leonardo says:

            Mi intrometto solo per dire che il giorno dopo il voto a Cosentino, il sottoscritto ha pubblicato un editoriale che spiegava proprio che il CONTRATTO ERA STATO RISPETTATO da Bossi.

  22. Massimo says:

    Reguzzoni utilizza la Lega per il suo personale magna magna.
    Ecco perchè si è incazzato di brutto quando all’ultimo convegno scandalo a Varese un giornalista stava per riprenderlo mentre mangiava al ristorante

  23. Luca68 says:

    Reguzzoni pensa che la base militante sia incazzata solo col governo Monti e non coi vertici della Lega? Lo proporremo alla nuova specialità olimpica di ARRAMPICATA SUGLI SPECCHI a Londra 2012… Bravo, bravo… Continua a prendere per il fondoschiena chi ha sudato in camicia verde per qualche lustro… Prova a dirlo in piazza alla prossima occasione ma non dimenticarti i tappi di protezione dei timpani… tipica affermazione da politicante degno della cricca del Cerchio Magico, a loro volta tipici politicanti italioti… possono tentare di arrivare a stento alle elezioni quanto vogliono per tentare di condizionare i vari “Riccardo Cuor di Coniglio” che temono di essere cancellati dalle liste elettorali. Tanto con loro al vertice i risultati del voto saranno una comica. L’autodeterminazione si farà nelle piazze, se ce l’aspettiamo dalla cabina elettorale con questi oramai sedicenti leader stiamo freschi. D’altronde cosa ci si può aspettare da gente che BREVETTA un simbolo come il Sole delle Alpi spacciandolo per nazionale? (…e poi negando per giunta di averlo fatto?…) ve lo immaginate voi lo Scottish National Party che BREVETTA la Croce di Sant’ Andrea? Oppure Euskal Herria che BREVETTA la bandiera basca? Questi qua fin’ora hanno avuto in mente solo LE POLTRONE ROMANE. Per favore diamo voce solo chi COI FATTI dimostrerà di perorare la causa dell’ autodeterminazione dei popoli padani. Dalla Serenissima terra di San Marco stanno arrivando chiari segnali. Ascoltiamoli e prendiamo esempio in tutte le altre terre padane.

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