Lega, espulso dalla Viale fa scoppiare il caso “auto-blu”

di REDAZIONE

Sonia Viale, non paga di avermi sospeso dal partito per un motivo a dir poco pretestuoso e ridicolo, ora di fatto mi nega addirittura il reintegro all’interno del movimento. Infatti, il 30 ottobre 2012, attraverso un direttivo cittadino costituito soltanto da Gianni Truffelli e Andrea Spinosi (due “soldatini” sempre disponibili ad eseguire epurazioni al posto suo, in modo da preservare perfettamente candida l’immagine pubblica del “leader”), Sonia Viale ha ottenuto un fermo diniego al reinserimento del mio nominativo nell’albo dei militanti, negandomi così la tessera 2012 e conseguentemente quella del 2013. Ciò equivale a concretizzare in modo surrettizio e proditorio, all’insegna di un modus operandi scorretto già ampiamente mostrato in passato, una vera e propria espulsione di fatto dal partito. Questa volta quindi il comportamento del Segretario Nazionale della Lega Nord Liguria è ancora peggiore di quello avuto in precedenza: Sonia Viale infatti non ha neanche avuto il coraggio di disporre nei miei riguardi un esplicito ed autentico provvedimento di espulsione, pensando di poter ottenere lo stesso risultato pratico, ma in modo meno “rumoroso”, col descritto espediente.

Sonia Viale sta dunque portando avanti a mio danno quella che ormai è divenuta una vera e propria persecuzione politica e sinceramente continuo a chiedermi cosa possa aver fatto di male per meritare tutto questo accanimento. Ma forse la riposta più ovvia è quella che ho già fornito qualche mese fa: i giovani intelligenti e di rigorosi principi nei partiti danno fastidio. Se poi sono laureati e magari osano scrivere libri, allora è davvero necessario scacciarli con una scusa banale e soprattutto con la massima urgenza. D’altronde è ormai risaputo che in politica parlare di giovani preparati nei ruoli chiave equivale ad una bestemmia. Naturalmente anche questa volta ho voluto difendermi nel pieno rispetto dello Statuto e impugnare il suddetto diniego al competente organo superiore: il Consiglio Direttivo Provinciale, nella persona del suo Segretario Alessandro Falciola. Ma quest’ultimo, che mai si è distinto né per indipendenza, né per coraggio nell’azione politica, dopo ben tre mesi dal deposito del mio ennesimo ricorso, non ha neanche iscritto all’ordine del giorno la sua discussione, forse perché “qualcuno” gli ha “consigliato” di non farlo e lui, come sempre, ha capito l’antifona!

A questo punto quindi, trovandomi in pratica estromesso dalla Lega da quasi un anno ed avendo esperito tutte le vie possibili per far valere le mie ragioni, ho proprio perso le speranze e non posso più nutrire alcuna fiducia nella “giustizia” interna del movimento. Non mi rimane allora altro da fare che rivolgere un ultimo quesito direttamente alla persona di Sonia Viale, Capolista alla Camera per la Lega Nord Liguria: visto che da circa un anno e mezzo non è più Sottosegretario ed è quindi, a tutti gli effetti, un privato cittadino come tutti gli altri, perché continua a beneficiare della comunemente detta ”auto blu” (ossia di un’autovettura fornita dallo Stato e dotata in questo caso di servizio scorta) e soprattutto perché continua ad usarla anche per gli spostamenti connessi alla sua campagna elettorale? Visto che la materia dei contributi ai partiti la appassiona al punto da portarla ad un “giustizialismo” dalla durezza e tempistica quanto meno sospette, perché prima di impartire lezioni agli altri non dà il buon esempio, cominciando magari ad utilizzare mezzi propri? Visto che Sonia Viale, insieme a tutta la Lega Nord, fa una bandiera della lotta ai privilegi della “casta”, perché non vi rinuncia ella per prima? Pongo queste poche domande ormai da semplice cittadino, interpretando però il pensiero di molti.

In altre parole, considerato che Sonia Viale continua a contestarmi – ora! – di essermi rifiutato per protesta – quattro anni fa! – di versare al partito 200 – (dico duecento,00!) Euro assolutamente miei, posso replicare una volta per tutte che io e altri 60.000.000 di persone siamo stufi di fare il pieno di benzina tutti i santi giorni ad ex ministri ed ex sottosegretari.

di Avvocato Manuel Paroletti

FONTE ORIGINALE: http://www.riviera24.it

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4 Comments

  1. Miki says:

    Che bello:espulso (anzi:non riammesso) per “indegnità”! Fa molto partito radicale sta cosa:adesso si che siamo moderni.
    Possiamo metterci a parlare di massimi sistemi (cioè nulla) anche noi, adesso
    La prossima resa dei conti sarà su “difformità di pensiero, riguardo alla paladina della libertà liberale Ingrid Betancourt”!
    Altro che quelle stupide ramazze.

  2. elio says:

    la vendetta dell’ex, hahahaha,è gente come questa che ammazza gli ideali e la lega se ne è portati dentro troppi.

  3. Dan says:

    Premesso che non so chi sia sto tizio come codesta Sonia Viale, ma presumo da quanto letto che sono entrambi cadregari di professione mi chiedo una cosa semplice semplice: supponiamo che la famosa tessera da militante fosse stata concessa, allora sarebbe andato bene che la Viale continuasse ad utilizzare indebitamente l’auto blu ?

    Ci si lamenta tanto della mancata giustizia interna del movimento però quando si nota una qualche stortura, invece di premurarsi di raddrizzarla in tempi brevi, la si tiene da parte come eventuale arma di ricatto, di vendetta, ovviamente giocando sempre e solo sui soldi dei cittadini, che si tratti di una tessera da militante che può aprire qualche porta, che si tratti di un posto da sottosegretario o un’auto blu con scorta.

    Il bue che da del cornuto all’asino: un classico della gestione interna della lega. Tutti giustizialisti a fasi alternate, possibilmente solo quando conviene.

    • Teresa says:

      se sei un militante non è che ti puoi mettere a sbandierare le magagne interne ai media… suvvia… si cerca di far qualcosa all’interno, ma un militante, se leghista per davvero e non per la poltrona, in Lega è emarginato, viene trattato male in Sezione, snobbato dalle cricche provinciali e ai piani alti nessuno saprà chi è… è solo un microbo, mica può fare il giustiziere, meglio lavorare in silenzio per fare qualcosa di buono. credimi.

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