Lega, la triste marcia verso un congresso misterioso (già deciso?)

di GIANFRANCESCO RUGGERI

Venerdì sera mi sono recato a Spirano per sentire i candidati Bernardini, Stefanazzi e Stucchi. Hanno fatto un breve comizio di una decina di minuti, avrei preferito vederli seduti per rispondere alle domande di un moderatore e del pubblico, ciononostante credo che questa sia stata l’unica occasione di confronto tra candidati in una campagna elettorale che le alte sfere belleriane vogliono assolutamente sottotono: non disturbate il manovratore. Il merito di questa occasione di democrazia e confronto va all’ottimo sindaco di Spirano, uno dei pochi veri leghisti ancora in circolazione, e al Belotti, quello stesso Belotti che il nostro Tontolo si diverte a mazzolare spesso… dai Tontolo, non ti far venire l’ulcera, quando ne fa una giusta bisogna pur riconoscerglielo.

Bernardini: si presenta come immagino che sia un leghista emiliano abituato a vivere in un ambiente ostile, fiero e determinato, voce tonante, aspetto da duro, così parte subito all’attacco e in dieci minuti invoca alleanze con Eva Klotz invece che col Pdl, propone un ritorno alle Lega delle origini, in cui anche i simboli abbiano un loro posto, affronta i temi tipici del leghismo e senza alcun timore reverenziale non le manda a dire alle alte sfere, chiedendo provocatoriamente se queste sono primarie vere o se sono cucite addosso a chi si è già deciso debba essere il nuovo segretario. Se è così ditecelo e non fateci neppure perder tempo

 

 

Stefanazzi: mi aspetto un’ira di Dio, invece è pacato e tranquillo, parla quasi sottovoce, in fondo alla sala faccio un po’ fatica a sentirlo, così mi avvicino al palco. Se è tranquillo nei toni, è dannatamente deciso nei contenuti e il cardine del suo ragionamento è l’articolo 1, l’obiettivo è l’indipendenza della Padania! Le alleanze si fanno solo con altri indipendentisti, chi non è d’accordo se ne deve andare, ci sono tanti partiti italiani, se ne scelgano uno: non so perché, ma penso a Tosi. Anche Stefanazzi non ha timori reverenziali, ricorda che il suo comune è stato il primo ad approvare una mozione a sostegno di Color 44 e questo perché lui si è rifiutato di attendere così come gli avevano chiesto le alte sfere, ricorda una denuncia presa nei begli anni in cui la Lega era indipendentista, prosciolto da ogni accusa, gli è rimasto però l’amaro in bocca, perché la Lega lo ha lasciato solo e si è dovuto pagare 16 milioni di avvocato, ma sono ancora qua! Ce n’è anche per il segretario federale, che non può impegnare il futuro del partito prevedendo già ora primarie di coalizione e future alleanze, men che meno può archiviare l’indipendentismo che rimane invece l’unico scopo della Lega. Non tralascia di affondare quell’obbrobrio di slogan che è “prima il nord”, Stefanazzi ricorda che il nord è solo un punto cardinale e invita i presenti ad andare in Scozia per chiedere se si considerano Inglesi del Nord. In piedi accanto a me c’è un nostro affezionato lettore, né io né lui siamo militanti e nulla ci vieta di applaudire in maniera convinta, ma tra le prime file noto pochi applausi e qualche sguardo sperso, forse un velo di imbarazzo.

Tocca a Stucchi e prima ancora che prenda il microfono, i titubanti delle prime file ora già applaudono: adesso mi spiego tutto, nelle prime file c’è il suo fans club, in fin dei conti è giusto così, siamo nella bergamasca, qualche sostenitore da qualche parte lo deve pur avere anche Stucchi. Ammetto di non essere un suo estimatore, ma onestamente non riesco a parlar male di quanto ha detto venerdì sera. In fin dei conti non ha detto niente di male, onestamente non ha detto neppure nulla di buono, più precisamente non ha detto proprio nulla, benchè abbia parlato più di tutti gli altri: un vero politico. Non di meno ha affrontato tutti gli argomenti più spinosi, solo che il suo è stato un discorso portato avanti a suon di interrogative, privo di affermazioni. Se Bernardini e Stefanazzi hanno chiaramente chiuso la porta ad alleanze con i partiti italiani, Stucchi si è limitato a chiedere se sia il caso di fare ancora alleanze con i soliti noti con i quali in 15 anni non si è ottenuto nulla, oppure se sia il caso di andare da soli. Per un attimo ho creduto di essere candidato anch’io alla segreteria federale, caspita se Stucchi mi chiede con chi ci si deve alleare, vuoi vedere che a mia insaputa mi hanno candidato o magari sono già segretario federale? Ma Stucchi, ma non dovresti essere tu a dirci cosa vuoi fare, quale è il tuo progetto politico, quali sono le tue idee, le tue proposte? Non sei tu il candidato alla segreteria? Che cavolo ci fai li? In ogni caso l’onorevole quasi mi legge nel pensiero e subito risponde alle mie perplessità chiarendo che la risposta spetta ai militanti, che devono essere coinvolti in tutte le decisioni, anche le future alleanze… insomma è necessario stare uniti perché per la Lega sono tempi duri!

Mi distraggo e inizio ad ascoltare tutto il chiacchiericcio minuto per minuto che si svolge tra militanti e sostenitori attorno a me: si vocifera che nessuno dei 5 candidati abbia raccolto le 1.000 firme necessarie, persino Salvini è ancora lontano dall’obiettivo. Ovvio si può firmare solo nelle segreterie provinciali, ciò significa che i militanti di Valbondione per arrivare a Bergamo devono fare 106 km tra andate e ritorno, quelli di Garessio 150 per arrivare a Cuneo così come quelli di Sappada per arrivare a Belluno, questo perché qualche genio ha pensato bene di far firmare solo nelle segreterie provinciali. Per di più non c’è molta voglia di firmare, molti danno già vincente Salvini e allora perché firmare? Ma soprattutto perché firmare per un suo avversario, perchè “autodenunciarsi” e far sapere che si è firmato contro il nuovo segretario federale? Già, c’è persino paura…

Credo che almeno Salvini arriverà alle mille firme, ma se dovesse fermarsi a 999 ci sarebbe da piegarsi dal ridere, infatti con nessun “precandidato” ammesso alle votazioni si supererebbe il ridicolo per piombare dritti dritti nel demenziale e le primarie sarebbero un fallimento in linea con la gestione attuale della Lega. Se invece il solo Salvini arriverà alle mille firme, si avrà la conferma di quanto i maligni vanno sostenendo da tempo, ovvero che il meccanismo è stato studiato per far vincere chi si vuol far vincere.

Torno ad ascoltare Stucchi, lo sento raccontare che il libro della Lega è fatto da 100 pagine, 25 le ha scritte Bossi, 1 e mezza l’ha scritta Maroni ed ora dobbiamo continuare a scriverlo tutti insieme, perché non è più il tempo dell’uomo solo al comando, dobbiamo essere squadra, tutti assieme, collaborare. Toccante come una pagina del libro Cuore, smielato e appiccicaticcio come lo zucchero filato.

Dopo di lui prende la parola Borghezio, credo che venerdì sera anche il più accanito dei suoi detrattori non avrebbe potuto che apprezzare la verve del torinese dopo la sviolinata del bergamasco; Borghezio riesce persino ad essere simpatico quando confessa di essere un po’ lombrosiano e che facce da mafioso come quelle che ha visto quando era in commissione antimafia non ne vedrà mai più.

Dopo di lui giunge sul palco una sciura, la quale ci annuncia con magno gaudio che ora la Lombardia ha la sua festa, il 29 maggio, battaglia di Legnano: yuppieee! Ho paura che da un momento all’altro sbuchi anche Maroni per avvisarci che per quanto riguarda l’inno invece c’è ancora da attendere, Mogol è stato troppo smielato… come Stucchi? Mentre gli eccelsi dirigenti si perdono in queste pistolate, la Lombardia, a differenza di Veneto e Piemonte, è ancora priva di una legge che tuteli la sua cultura e la sua identità, benchè un’ottima bozza di legge giaccia da mesi sulla scrivania dell’assessora Capellini: lo so per certo! Assessora, ci diamo una mossa? Non è l’ora di lasciar perdere i ciuciù e i babbà, gli inni e le feste per fare qualcosa di serio? Sa com’è, mentre aspettiamo che Mogol ci sforni un inno un po’ più rock, la nostra maderlengua muore, veda lei…

Mi guardo attorno e tra i presenti scorgo qualche giovane rampante, qualche borioso onorevole, qualche impresentabile assessore, ha proprio ragione Stucchi, per la Lega sono tempi duri e gli anticorpi indipendentisti che Bernardini e soprattutto Stefanazzi mi hanno fornito non sono già più sufficienti a proteggermi da ciò che mi vedo ruotare attorno, così saluto caramente l’amico Toni Iwobi, un altro dei pochi veri leghisti rimasti in circolazione, e me ne vado.

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37 Comments

  1. L'incensurato says:

    Candidati trascinanti come una bottiglia di sgnapa vuota. Uno ha l’aggravante di parlare col microfono di Boncompagni/Bobolo nelle orecchie. Se proprio si vuole il “giovane a tutti i costi” meglio illudersi con Stefanazzi che con Matteo Angioini. Padania Libera

  2. Giovanni says:

    Grazie Gianfrancesco della tua cronaca, non potendo partecipare ho letto volentieri il tuo articolo scritto da mani e occhi presenti alla serata.
    Non è facile fare un resoconto, leggendo comunque sembrava quasi di essere là presenti, trasmetti bene il polso della situazione.

    • Giuseppe says:

      D’accordo con Giovanni. Il titolo, che non è di Gianfrancesco, forse è un po’ equivoco: che si tratti di un congresso misterioso, proprio perché costruito quasi per favorire imboscate, pare assai plausibile; che sia già deciso, mi sembra almeno contraddittorio, proprio per la sua misteriosità.

  3. carla 40 says:

    A me l’articolo piace, e mi piace anche questo giornale specie nel nome. Certo che quando penso che gli esponenti leghisti lombardi non sono neppure riusciti ad avere una bandiera ufficiale per la Lombardia, come hanno i Sardi, mi cascano le braccia. La bandiera della Regione ricorda il rubinetto del bidet, e se lo diceva Miglio… L’intenzione c’era ma si sono arresi al niet dei cosiddetti alleati. Giusto per dire…

  4. vitikindo says:

    A proposito, ieri scadeva l’ultimatum salviniano lanciato il 17 ad Adro (“se non liberano Lancini entro una settimana lo liberiamo noi!”) Vi risulta che le teste di cuoio maronite abbiano compiuto il blitz? No?!? Ah già, si trattava della solita smargiassata del gordo, tipo il 75% delle tasse in Lombardia o l’uscita dall’euro. Nemmeno più le vecchiette del collare verde danno più credito agli animatori del villaggio turistico belleriano.

    • corrado says:

      hai ragione Vitikindo, ci pensavo oggi, EL GORDO ha sparato la sua bausciata giornaliera.
      Per lui Adro e’ stata una passerella elettorale e basta.
      che schifo

      • renzo delgrossi says:

        è vero che di errori il buon Salvini ne ha fatti, però non quello che gli imputate stavolta. La famiglia stessa di Lancini ha pregato di lasciare il sindaco tranquillo e quindi per il momento di non tornare più ad Adro.

    • Giovanni says:

      Ciao, solo per cronaca e per trarre il corretto giudizio:
      ieri sera a Spirano, Salvini è tornato ampamente sulla brutta faccenda che coinvolge il sindaco Lancini, comunicando che dopo aver sentito la famiglia di Oscar e su precisa richiesta della famiglia che non si svolgesse alcuna nuova manifestazione in attesa di una pronuncia della magistratura attesa per questo martedì.
      Aggiungo io:Lo sciopero della fame di Oscar preoccupa, il suo gesto è di una forza dirompente, spero che il suo gesto non venga vanificato da qualsiasi strumentalizzazione

      • vitikindo says:

        Ah ok, le teste di cuoio 2.0 quindi non si sono paracadutate nottetempo su Adro su richiesta della famiglia del Lancini, altrimenti a quest’ora la guerriglia salviniana come promesso avrebbe sbaragliato carabinieri e polizia con sprezzo del pericolo.
        Questa volta all’Italia è andata bene, neh.
        Paracarri belleriani, nuove comparse della commedia all’italiana.

  5. davide says:

    Nell’era di incontrastato dominio della BCE e se vogliamo anche della Germania e del FMI sulle politiche europee che senso ha la scelta di un segretario attraverso il voto? per fare cosa? vendere meglio come un imbonitore televisivo un contenuto di programmi già decisi altrove facendoci credere che scegliamo noi! sinceramente tutta questa corsa alle fasulle primarie a destra come a sinistra mi fa un po’ ridere e assume più un sapore di autoreferenzialità per partiti-aziende (di stato!) nella vana lotta per la loro sopravvivenza…
    In questo contesto quale candidato consiglierei alla Lega? si affidi ad un giudizio estetico… quello con la faccia meno da perdente!

  6. Oltretutto la mia era una risposta al commento, non un commento a sé, non si può decontestualizzare… io le cazzate da lettore le posso fare, chi invece per un giornale SCRIVE, dovrebbe pensarci bene prima di sparare cazzate a destra e a manca, soprattutto in regime di moderazione dei commenti, datevi una calmata.

  7. renzo delgrossi says:

    Caro Gianfrancesco, sono d’accordo al 100% per quello che riguarda la disamina dei tre candidati presenti a Spirano. Quello che pur nella sua semplicità mi ha più colpito è stato Stefanazzi e difatti eravamo io e te e pochi altri ad applaudirlo. Non è un bene questo per il movimento, se uno che parla da leghista riceve pochi applausi e uno che in pratica non dice nulla ( quasi come dici te , ti domanda cosa deve fare ) riceve ovazioni. Vero che si è a Bergamo, e le truppe portate da Stucchi erano tante, ma ripeto dei tre candidati mi è parso il più deludente. Ieri sera mi sono di nuovo recato alla festa di Spirano per sentire Salvini, e nel passaggio che mi ha più colpito, parlava per la lega di tornare ad essere INDIPENDENTISTI e DISUBBIDIENTI. Bene , ho pensato , era ora!!!!. Peccato che poi mi risuonano in testa le parole di Maroni ( il capo di Matteo ) il quale ha di nuovo dichiarato la sua totale ostilità per una qualsiasi forma di indipendenza / secessione.
    Chiudo nel correggerti sul punto delle firme per la candidatura alla segreteria. A Spirano si poteva firmare per i candidati , e questo ti spiega del perchè tanta gente pro Stucchi.
    P.S. Parlando con Stefanazzi di queste “primarie ” della lega, secondo te cosa mi può aver risposto?

    • Don't Tread on Me says:

      Ma scusate, ma a voi basta che un candidato per ringalluzzire la base e fare incetta di voti spari uno slogan del tipo “secessione” o “Padania libera” per farvi credere che sia un indipendentista sincero?
      Salvini chi, quello che poi in televisione parla di prima gli italiani e sovranità dell’Italia, quello che dice “viva Marine Le Pen”?
      Cari padani beoni, meritate proprio di essere spennati fino all’ultima penna e all’ultimo risparmio dallo stato italiano.

      • Gianfrancesco says:

        genio incompreso, il candidato che noi riteniamo indipendentista è STEFANAZZI, non certo Salvini.

        Nessuno di noi ha intenzione di dare fiducia a Salvini in base a parole, promesse e sparate, lo sto scrivendo giusto giusto nel prossimo pezzo che manderò all’Indipendenza. Dopo le grandi aperture di credito di cui ha goduto Maroni, di fiducia non ce n’è più per nessuno, se la devono guadagnare con fatti concreti.

        Per Stefanazzi è diverso, perchè è fuori dai giochi e perchè ha un programma da indipendentista serio che va al di la della semplice boutade elettorale.

        • Veritas says:

          Gianfrancesco, omai abbiamo capito tutti che tifa Stefanazzi, ma, rifletta, Le sembra che lui abbia maggiori probabilitò degli altri di ottenere l’indipendenza ? Solo perchè ne parla piu’ di frequente degli altri?
          Eh, dal dire al fare ,,

  8. arcadico says:

    Anche Tu Ruggeri … Triste marcia verso un congresso misterioso!

    Non so se la scelta del titolo sia stata tua ma da quanto mi risulta non ho mai visto … cortei funebri … allegri!

    Il congresso non è affatto misterioso in quanto … le epurazioni, gli allontanamenti volontari e non, insomma il cortocircuito con la società civile (per meglio manovrare) che hanno scientemente applicato i noti mangiapane territoriali hanno svuotato di qualsiasi attesa … l’evento stesso!!!

    Chiunque verrà eletto segretario sarà solo il ricevente di un cerino acceso (che sta per spegnersi)!

    Perché la personalità, l’autorevolezza di cui dovesse (dovrebbe ma … non ne vedo all’orizzonte) essere dotato non sarà affatto sufficiente a invertire la rotta!!

    Ormai è solo un partito di careghe (quelle poche rimaste) e di mili-sfiancati e\o ‘tonti’ rimasti che non riesce più a interlacciare con la società civile con cui ha suicidato!

    Il futuro passa da altre latitudini e da altri protagonisti, (non ho una sfera di cristallo ma ci vuole poco per fiutarlo), per esempio da quel … comitato 9 dicembre che si continua a ignorare o peggio ancora osteggiare (from lega) e non passerà certo da una lega atimica priva di quegli slanci emotivi che l’avevano fatta crescere!!!

  9. carraro michele says:

    per il signor Paolo:
    perchè elimini l’indipendenza dai tuoi preferiti? è un articolo sulle sensazioni che ha provato un militante. ch dopo si possa essere d’accrdo o meno è un altra storia ma penso che per chi non è potuto andare è un punto di vista interesante

  10. lorenzo canepa says:

    questo congresso e´la solita presa per i fondelli . Spero proprio che vinca Stefanazzi ma dubito perche´tutto come al solito e´gia´stato deciso

  11. braveheart says:

    ASCOLTA RUGGERI ……SI VEDE CHE NON SEI DI BERGAMO…….SE RIESCI A DIFENDERE IL BELOTTI DETTO L’ULTRAS NIPOTE DEL VESCOVO…….
    LASCIA PERDERE I POLTRONISTI……….

    • Gianfrancesco says:

      Mé só de Bèrghem piö de té e ‘l Belòt ‘l cognòse benóne, da vint agn, ma se ‘l n’à fà öna giösta, gh’è póch de dì, se ü laùr
      l’è giöst, l’è giöst.

      A mé me ‘nterèsa mia parlà mal de la zét per parlàn mal, mé ‘nterèsa dì chèl che l’è giöst e chèl che l’è sbaiàt. E stà pör sigür che quàndo ‘l Belòt l’à dicc che la Guarda di Finansa la gh’avrès de indà dét in del vècc ospedàl, o mia faì mancà de dì ché sö l’Indipendensa che l’è öna gran stüpidàda.

      Pò, dezà che mé só mia ü rivolusionàre da tastiera, só ‘ndàcc a dìghel ach söl mus denàcc a sentinér de persùne!!!!!!!!!

      E té l’ét mai facc de ‘ndà a cantàghele söl mus denàcc a sentinér de persùne????

      ps: e adès fam vèt té quat te sét de Bèrghem, té che pàrlet…

  12. Nulla di nuovo sotto il sole dei partiti italiani, la Lega Nord ne fa parte a pieno diritto.
    Questo pre-congresso assomiglia tanto al PCI che si scolse nel 1991 su iniziativa di Achille Occhetto, dando vita ad una serie di altre formazioni politiche comuniste.

    Cambiare comunista con indipendentista ed il risultato sarà uguale.
    La ditta Tosi+Maroni farà cambierà nome alla Lega Nord, L.A.I. Lega delle Autonomie Italiane?, quel che resterà degli altri attuali soci migrerà su altri lidi o confluirà negli attuali movimenti indipendentisti.

    • vitikindo says:

      Visti i ceffi che la banda maronita ha fatto entrare un po’ ovunque da Verona a Varese passando per Milano è probabile che il nome della cosa 3.0 sarà Lega Front Skinheads. Li abbiamo già visti all’opera all’ultima Pontida aizzati dal Grimoldo (che non ha le palle per menare le mani) contro gli universitari indipendentisti e l’ala dissidente dei giovani, bollati poi dalla stampa amica del Salvino come “bossiani”.

  13. SIlvia Montedeipaschi says:

    “Borghezio riesce perfino ad essere simpatico” –

    Non e’ elegante come commento.

    • Gianfrancesco says:

      alle volte non si dovrebbe veder male sempre e ovunque, né ritenere che ogni parola sia volutamente offensiva. Volevo solo dire che in un contesto in cui si parla di politica e non si cerca la comicità, a maggior ragione Borghezio che nei suoi interventi notoriamente non fa il simpaticone, bensì il duro e manda a fan qualcosa gli avversari, ecco in un contesto del genere è riuscito anche a fare il simpatico. Volevo solo dire che è anche riuscito a strappare una risata ai presenti, me compreso e ciò fa forse più notizia del fatto che abbia detto di essersi rotto i coglioni di questo governo: non crede?

      Se poi si vuole sempre capire roma per toma e ritenere che anche una parola diversa del solito o meglio una parola di cui non si è capito bene il senso, sia un insulto, beh faccia pure.

      di questo passo non si potrà più scrivere nulla…

  14. paolo says:

    Da oggi vi elimino dai miei preferiti. Vi lascio un ultimo messaggio
    andate a votare alle primarie del PD.

    • Gianfrancesco says:

      no francamente non ci tengo e con questo invito dimostri di non aver capito proprio nulla di quanto voglio dire.

      mi piacerebbe una lega veramente indipendentista in cui anche le persone come te aprissero gli occhi invece di sostenere l’attuale dirigenza senza un minimo di spirito critico. Perchè non accendi il cervello e ti rendi conto che la Lega attuale è indipendentista solo nel nome e nell’art. 1 dello statuto, testimonianze di un passato che presto l’attuale dirigenza tenterà di far sparire.

      Se tu fossi stato a Spirano avresti sentito dire da Borghezio che è contro la modifica dell’art 1 dello statuto: bravo Borghezio, ma perchè affronta questo argomento di sua sponte, senza che nessuno gli abbia fatto una apposita domanda, significa che la proposta di modificare l’articolo uno dello statuto circola.

      Ti sta bene così? se ti sta bene così tieniti gli attuali dirigenti, io non mancherò di combatterli specie dovessero toccare l’articolo 1 e sosterrò qualunque indipendentista sia ancora presente in lega: ocio, indipendentista nei fatti, mia a ciacole!!!!!

    • Non si può leggere un giornale che si chiama “L’Indipendenza” e pensare che parteggi per un partito unitario italiano come la Lega Nord (Italia)… semmai dovrebbero ringraziare la redazione di perdere ancora tempo con questa gente…

      • Leonardo says:

        Che questo giornale parteggi per la Lega lo vede solo un veneto stolto come lei, che non ha letto altri articoli in cui la Lega Nord viene pesantemente criticata. Questo è un quotidiano che ha come linea editoriale l’indipendenza, non il bollettino della sua associazione o di un associazione venetista, lombardista, borbonica o altro. Non le piace l’articolo di Ruggeri (che ha diritto ad illudersi quanto vuole sul partito che gli sta a cuore)? Qui abbiamo pubblicato anche i vostri comunicati stampa e nessuno è venuto a dire che è il giornale dei venetisti Lo scriva e non venga a fare inutili e cialtronesche morali da ITALIANO CAGACAZZO.

        • ?! Forse dovrebbe prendersi il tempo per RILEGGERE il mio commento “Non si può leggere un giornale che si chiama “L’Indipendenza” e pensare che parteggi per un partito unitario italiano come la Lega Nord (Italia)”

          Capisco che l’italiano non sia la nostra lingua madre, ma dovremmo capirlo un po’ tutti no?!

          • Leonardo says:

            Adesso le spiego come si dovrebbe scrivere allora, affinchè si possa intendere il suo pensiero (se questo è): “Non si può leggere un giornale come l’Indipendenza e sperare che esso parteggi per un partito unitarista italiano, come la Lega Nord ha dimostrato di essere dopo la burlesca adunata sul Po e le elezioni padane” (Facendo uso della lingua franca italiana). In bergamasco è diverso.

        • Rosanna sapori says:

          Grande Leo! Quando ce vo’ ce vo’!

    • Don't Tread on Me says:

      Caro Paolo tutto sommato meglio (o comunque meno peggio) il pd del Front National o del FPO con cui si vuole alleare la Lega tricolore di Tosi e Salvini.

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