Lega, la resa dei conti. Correnti / Dal palco di Pontida sparisce il Nord. Ma questa volta non lo ha deciso la Procura

palco pontida

di STEFANIA PIAZZO – Rimbalzano su facebook le fotografie del palco sul prato di Pontida. E’ un inno alla figura di Matteo Salvini leader. Sfondo blu, nessun filo di verde, e sparisce anche il Nord. Il dado è tratto, ma da un bel pezzo però. La svolta era già stata marcata più volte nel tempo e le aspirazioni su sfondo blu rassicuranti sono il segno dei tempi che cambiano. Non l’ha deciso la magistratura l’eclissi di un sogno, di un progetto. Ha ragione Salvini quando dice che i tempi sono cambiati. Il Nord è disincantato rispetto a quello che è stata l’implacatura di una strategia bossiana.   Oggi il pane della politica oscilla tra pensioni e tasse. Oltre che immigrazione. Duettare di federalismo o liberismo fa venire alla gente il latte alle ginocchia. Risultati pari allo zero.

A dire il vero, la parabola leghista è iniziata molto prima, sbarazzandosi del Senatur, dei suoi ingombranti uomini, donne, figli… facendo partire da dentro il sistema Lega quel tarlo che ha poi portato all’inchiesta, al cambio di segreteria, all’avvento di altri sistemi di potere. Via i bossiani dentro i maroniani poi i salviniani-giovanipadani. E’ la regola delle segreterie. Ognuno porta i suoi. Sperando di portare i migliori. E magari salvarli dal naufragio, ma non è da tutti volerlo fare.

Oggi la Lega senza Nord non è preoccupata di aver perso per strada l’attributo geografico. Con una Lega senza Nord che svolazza verso il 15% vuol dire che è la strada giusta.

Oggi la Lega senza Nord pensa ai soldi bloccati dalla procura di Genova e i dirigenti piangono. Ma non piangono per i conti congelati i dipendenti lasciati per strada, anni fa (colpa di Renzi, dice la Lega senza Nord, del taglio ai contributi). Non un moto di cristiana pietà o condivisione. I loro conti, dei dipendenti, si sono prosciugati ben prima di quelli della Lega senza Nord. Nessuna  parola dal leader. Non un moto di affetto dagli ex dipendenti dei media padani. Idem come sopra. Non un cenno di solidarietà è arrivato da chi, tra i dipendenti dei media, per chiudere un contenzioso interno, nella transazione che gli ha dato ragione, ha dovuto sottostare, per vedere i suoi soldi, alla condizione di perdere la tutela legale nei processi, trovandosi solo, con i propri conti correnti, a far fronte alla stessa magistratura che condanna le opinioni. Erano quelle della Lega, ma la Lega senza Nord si è girata dall’altra parte. E lì, dov’era la Lega senza Nord che oggi reclama giustizia per se stessa e la tenuta della democrazia? Da nessuna parte.

Del sistema partiti, tutti nessuno escluso, hanno beneficiato gli uomini messi dai partiti a dirigere aziende partecipate da chi decideva le nomine, seduti in consigli di amministrazione ben gettonati. Ce n’è stato per tutti, per tutti quelli nominati, si intende. Ce n’è stato per quelli che hanno avuto non lievi collaborazioni, magari forensi o di altra natura. Le cose collaterali agli incarichi politici diretti sono spesso redditizie. La sinistra è forse estranea a questo sistema? Il centrodestra? Nessuno. Tutti. Come ricordava Craxi anche se parlava di un altro sistema.

Oggi non tutti offrono solidarietà ai conti vuoti della Lega. “Sembra ci sia compiacimento”, commentava l’altro giorno Giorgetti. No, forse è che qualcuno vuole stare a vedere che faccia si fa quando non hai più una lira sul conto. E’ un problema che ha la gente comune tutti i giorni, senza la magistratura e anche senza il Nord. Non tutti hanno la fortuna o il destino di avere un vitalizio o una poltrona. Per salvare l’Italia tutta intera, s’intende.

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6 Comments

  1. Vaudano says:

    Come noto, il verde è il colore della speranza, il blu della libertà.
    Differenza di “sentiment”, che da sempre si rispecchia sui tricolori rispettivamente italiano e francese.

  2. guglielmo says:

    Salvino sta svolgendo ottimamente il lavoro che gli ha affidato Berluskaiser ….. il recupero degli ex voti di Alleanza Meridionale . Nella mia città gli attuali militonti ed eletti nelle istituzioni per il 90% provengono da Alleanza Meridionale o dalla destra di Storace

  3. Vaudano says:

    Il problema, come diceva Oneto, è che i Padani, generalmente, si credono Italiani.
    La Lega di Salvini ha solo rinunciato a lottare contro i mulini a vento e ne ha preso, pragmaticamente, atto.
    Nota curiosa: il 15-16%, mai sognato dalla Lega “nordista”, continua a venir incassato solo a partire dalla fascia Toscana/Umbria/Marche; il grande successo della svolta italiana, nazionalista e sudista è stato quello di far votare per la Lega padani che non l’avrebbero mai votata. Generalmente gente di estrema destra (“raccatta voti di 4 fascistoni”, aveva detto Bossi).
    Mi chiedo se siano più dementi i vecchi leghisti che votano per un partito sempre più simile ad Alleanza Nazionale, o i vecchi elettori di Alleanza Nazionale che eleggono candidati che sognano, in cuor loro, “il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici”.

  4. luigi bandiera says:

    1)SIAMO GOVERNATI DALLA BANDA DEI QUATTRO. (In risposta anche a V.Feltri)
    2)STIAMO SOCCOMBENDO E NON LO SAPPIAMO.

    NE VEDREMO ANCORA MOLTE DI BELLE.

    Avanti un’altra… delle belle intendo.

  5. franco says:

    Un articolo bello e toccante, ma soprattutto vero.
    Grazie Stefania.

  6. Paolo says:

    Forse la Lega Nord non è mai esistita. E’ stata solamente una colossale presa in giro verso la maggior parte dei cittadini del Nord Italia.

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