ROSI MAURO: LA LEGA E’ MORTA. MARONI: LA SUA LEGA E’ MORTA

di GIANLUCA MARCHI

«La Lega Nord è morta perchè Bossi ha sbagliato a dimettersi»: così Rosi Mauro vicepresidente del Senato a Sky tg24. «All’interno del partito c’è stato un complotto. La Lega non era un bancomat e io non ho preso soldi dal partito», ha aggiunto. Maroni adatto a fare il segretario della Lega? «No, assolutamente no. E’ sempre stato un secondo e un secondo resterà. Per me non ha le caratteristiche del leader della lega Nord e infatti vuole fare un’altra cosa»: ha risposto ancora Rosi Mauro. 

«Se qualcuno che è stato espulso dice che la Lega è morta ha ragione. Ma è morta quella Lega, la sua, quella non c’è più. Esiste, rimane e continuerà la Lega delle origini, sulle cui sorti sono ottimista». Così Roberto Maroni stasera a Cantù in un comizio per la chiusura della campagna elettorale del candidato sindaco leghista Nicola Molteni. Il riferimento era alle dichiarazioni rese oggi dalla vicepresidente del Senato Rosy Mauro. 

E BOSSI TORNA A PARLARE DOMANI A LESA

Umberto Bossi ha deciso di rompere il lungo silenzio dietro cui si è trincerato in questi giorni. Domani sarà in piazza a Lesa, in provincia di Novara, e si misurerà con la sua gente, la base leghista. Il senatur verificherà se l’avviso di garanzia che lo ha raggiunto per la gestione dei fondi di partito ha incrinato il suo rapporto con la folla. Sarà un nuovo battesimo per il leader leghista e, probabilmente, segnerà anche il futuro di Bossi dentro e fuori dal movimento che ha fondato e guidato per oltre 20 anni. 

 MATTEO SALVINI CANDIDATO ALLA GUIDA DELLA LEGA LOMBAR

Matteo Salvini sarà il prossimo segretario della Lega Lombarda. A deciderlo sarebbero stati il triumviro Roberto Maroni e Giacomo Stucchi, che oggi hanno pranzato assieme allo stesso Salvini. Salvini ha già iniziato la raccolta delle firme tra i delegati necessarie a presentare la candidatura per il congresso delle Lega Lombarda che si terrà l’ 1-2 giugno a Bergamo. La prima firma è proprio quella di Giacomo Stucchi, a seguire quelle dei responsabili del Movimento Giovani Padani che sono tra i più vivaci sostenitori di Salvini, al quale occorrono una cinquantina di firme.

«Sono molto orgoglioso e felice di mettermi a disposizione della Lega»: questo il primo commento che Matteo Salvini ha scritto sulla sua bacheca facebook dopo la decisione di candidarsi alla segreteria della Lega Lombarda. «Metterò anima e cuore a disposizione del movimento – ha promesso l’europarlamentare – per far in modo che la Lega diventi la prima forza di riferimento e di liberazione in Lombardia». Sempre su facebook Salvini ha quindi ringraziato i militanti leghisti, Giacomo Stucchi e i Giovani Padani che hanno già aderito alla sua candidatura. E ha ringraziato «Bossi che ci ha portati fino a qui e a Maroni che ci porterà molto lontano».  

Salvini è stato vicino a Maroni fin dall’inizio della battaglia interna nel movimento, soprattutto quando fu emessa la fatwa per impedire all’ex ministro di prendere parte ai comizi dei ‘lumbard’. Salvini ottiene il passo indietro di Giacomo Stucchi, fino a poche ore fa in pole per la conquista della poltrona di segretario lombardo e ora primo firmatario della candidatura di Salvini. Stucchi, che i maroniani avevano anche provato a nominare capogruppo a Montecitorio, forse otterrà un ruolo di prestigio al prossimo congresso federale. Salvini ottiene ottimi riscontri sul web e spesso rappresenta la Lega in tv ma tra gli stessi maroniani c’è qualche piccolo malumore: «Dovrebbe girare di più sul territorio e non solo a Milano – spiegano – ma è in gamba e se Maroni lo ha scelto per noi va benissimo».

***

LEGA: LA DIFFICILE ATTRAVERSATA DEL DESERTO PER NON MORIRE

Sopravviverà la Lega Nord al terremoto che sta subendo ormai da quasi due mesi, con in più le ultime scosse che hanno investito i piani altissimi del palazzo? Difficile dirlo oggi come oggi. Alcuni osservatori della politica già prevedono che il Carroccio è destinato a perire nemmeno troppo lentamente. Non ne sono così convinto, perché penso che vi sia ancora un consistente corpo di militanti e di elettori fatto di gente per bene, che ha creduto in una prospettiva politica e che probabilmente è disposto è disposto a buttare ancora il cuore oltre l’ostacolo pur di non accettare la dichiarazione di fallimento. E’ gente sicuramente frastornata ed abbattuta, ma probabilmente ancora disposta a credere. Quanto possono pesare elettoralmente lo diranno le prossime politiche e la capacità, da parte di chi prenderà in mano le redini del movimento, di rianimare e rilanciare lo spirito leghista, senza equivoci e senza infingimenti.

Certo, se quest’ora toccherà a Roberto Maroni come tutto fa prevedere, per l’ex ministro dell’Interno sarà una sfida da far tremare i polsi. Lui (o chi per lui) sarà chiamato a una lunga traversata del deserto per portare fuori il Carroccio dal fango in cui è precipitato in queste settimane e anche per ridare un senso politico alla Lega. Perché, diciamocelo francamente, dopo vent’anni di promesse mai mantenute e di annunci roboanti finiti nel nulla – il federalismo, la secessione, la devolution, il federalismo fiscale – anche il più tenace dei fedeli militanti è assalito del dubbio che il “messia” potrebbe non arrivare mai. La traversata del deserto, tanto per intenderci, potrebbe anche non riuscire e allora per la Lega sarebbe una fine ingloriosa. La sensazione è comunque che l’impresa, per avere qualche chanches di riuscita, dovrebbe cominciare con l’archiviazione della famiglia Bossi al completo, a cominciare dal vecchio capo.

Intanto Maroni cerca di dare e darsi forza, traendo qualche elemento positivo da tutto quanto sta succedendo: le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il partito e quanto ne è seguito possono essere uno stimolo, a suo parere, a rinnovare il movimento. «Quello che è successo – ha detto il triumviro parlando coi giornalisti a margine di un comizio elettorale ieri sera a Tradate – può aiutare la Lega a rinnovarsi». Maroni ha ribadito che «da questa crisi, da questo male nascerà un bene: la nuova Lega, la Lega 2.0». Incalzato dai giornalisti Maroni non ha però voluto svelare chi vorrebbe come prossimi segretari nazionali, soprattutto in Lombardia. «Non appoggio nessuno – ha detto -. Ho le mie conoscenze, le mie preferenze, le mie amicizie: ho sentito nomi di persone che stimo, ma da parte mia non ci sarà alcuna indicazione perchè dovrà essere la base a decidere». Su chi guiderà, a partire dal congresso di giugno, la Lega Lombarda, Maroni ha comunque detto di augurarsi che «sia un giovane, un ragazzo di grande energia». In sostanza ha fatto capire che il candidato da lui preferito è Matteo Salvini e a tarda sera è arrivata la conferma. Infine, per quanto riguarda i futuri vicesegretari generali, l’ex ministro dell’Interno ha spiegato che li sceglierà e nominerà il prossimo leader, quindi dopo il Congresso federale.

E così nel marasma generale si cerca di definire questa Lega 2.0 e Maroni, preparandosi a guidare il movimento, detta le regole. In primis quella «aurea», come la definisce lui stesso, secondo cui nel Carroccio del futuro «decide la base» e scompaiono le «imposizioni dall’alto». Insomma, una netta presa di distanza rispetto al vecchio corso, quello di Bossi. Il Bobo sarà il nuovo segretario, anche se il diretto interessato prova a nascondersi, ma la sua elezione appare scontata, sebbene Mario Borghezio rilanci la propria candidatura.

Quanto ai congressi di fine mese, quelli di Lombardia e Veneto,  saranno l’occasione per applicare «la regola aurea». «Questa volta i delegati saranno davvero liberi di scegliere tra chi deciderà di candidarsi» e non ci saranno «imposizioni dall’alto», ha spiegato ieri Maroni. In Lombardia sembra una partita a due tra Matteo Salvini e Giacomo Stucchi, entrambi maroniani. In Veneto la partita è più complessa: l’ala cerchista resiste, mentre l’ala bossiana è forte e sta scegliendo un candidato da contrapporre al maroniano Flavio Tosi. La partita è apertissima.

Bossi, intanto, continua a tacere. Il Senatur «ha il morale sotto i piedi», ha raccontato Maroni. La vicenda giudiziaria «è una cosa che non ha fatto piacere nè a lui, nè a me, nè a nessun leghista». La Lega però deve andare avanti e «l’opera di pulizia continua». Ma continuerà fino ad arrivare alla famiglia di Gemonio? Questo l’ennesimo dilemma.

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39 Comments

  1. Walter says:

    la Lega è morta già nel 1998 quando Bossi ha deciso di allearsi con Berlusconi e di “servire” lui ed i suoi amici.

  2. Dan says:

    La lega è morta perchè è venuta meno al patto che ha stipulato con i suoi elettori e l’ultima ladrata le ha dato il colpo di grazia.
    La brava gente è stufa di parole a vanvera: vuole i fatti, soprattutto di questi tempi ma di sicuro le lauree false ai figli del leader non rientrano nella lista.

  3. ingenuo39 says:

    Gradirei sapere dal Sig. Salvini, come utilizza il suo appannaggio di parlamentare europeo, entrate e uscite, poi vedrò se concedergli ancora la mia fiducia. tutto il resto è noia.

  4. Albert1 says:

    Finisce così, con certe badanti: le paghi profumatamente perché tengano gli occhi aperti… e poi sono le ultime ad accorgersi del decesso!

  5. Albert1 says:

    Giancarlo, qualche commento sotto, ha suggerito di non attribuire una connotazione liberale all’indipendentismo padano, così da poter guadagnare alla ns. causa anche quanti (i sinistri…) non si riconoscessero nell’ideologia liberale. Io ho risposto che la futura Padania, così facendo, finirebbe con l’assomigliare alla vecchia Italia: stato obeso e impiccione, avente come stella polare il tassa&spendi che tanto piace ai compagni. Compagni di cui la ns. terra è zeppa – eh sì, anche al Nord si va matti per la spesa pubblica! Anche altri hanno suggerito di tralasciare i dettagli ideoligici e di concentrarsi unicamente sull’obiettivo principale. E’ probabile che alla fine si faccia così. Forse non lo si è sempre fatto? Cosa è stata la Lega, se non il contenitore di tutto e il suo contrario? Lo stesso Salvini non era forse un “comunista padano”, con tanto di Che Guevara verde smeraldo? Matteo, inoltre, non è stato l’allievo prediletto di Borghezio, neonazista o quasi? Nella Lega han sempre convissuto liberali (pochi), socialisti, democristiani e chi più ne ha, più ne metta. Bossi ebbe a dirsi di sinistra, Maroni viene dall’operaismo! Io credo che sia questa la ragione di tanta inconcludenza. Mi spiego. Quando si dà vita ad un’associazione, specie se destinata a perseguire un obiettivo limitato nel tempo, si introduce un conflitto d’interessi tra i suoi sostenitori ed i funzionari della stessa: ai primi conviene giungere alla meta il prima possibile, non così ai secondi. Il primo fine di ogni burocrazia è, infatti, perpetuare se stessa! Questo vale a maggior ragione per un partito disomogeneo come la Lega, dove se mai si fosse scesi nei dettagli che richiede la pianificazione di una secessione, l’implosione sarebbe stata pressoché immediata! E così, per vent’anni, il Carroccio ha portato avanti un progetto fumoso, appena abbozzato, così che nessuno dei suoi membri potesse scorgervi tratti di ideologie opposte alla propria. La Lega conteneva, implicitamente, entrambi i rami del futuro Parlamento della Padania! Piuttosto, esplicitiamo tale fatto, diamo vita ai due grandi partiti che siederanno nel ns. Parlamento: il Partito Liberaldemocratico Padano ed il Partito Socialdemocratico Padano. Questi, quindi, coopererebbero alla luce del sole per conseguire la ns. indipendenza, evitandoci così ammucchiate inconcludenti!

  6. Fabio says:

    Che miseri che sono i tentativi di questi filibustieri prestati alla politica di rifare il trucco di un partito iniziato (Miglio) in un modo e terminato a mangiare sulla tavola che noi cittadini gli abbiamo imbastito. Evidentemente solo un movimento che viene dal popolo ed attraverso l’uso della democrazia diretta potrà riuscire a scardinare i privilegi di queste bande di ladroni……TUTTI. Ovviamente in un regime di sovranitá monetaria popolare. Amen.

  7. gigi ragagnin says:

    ma non doveva decidere la base ?
    pare che si vada, come sempre, per acclamazione.

  8. Braveheart says:

    Salvini ha detto…..

    MARONI CI PORTERA’ MOLTO LONTANO !!!!!

    Si lontano ma molto lontano dalla popolazione del Nord …..

    Altrimenti rischiate di essere presi a CALCI NEL CULO dai vostri stessi ex militanti ed elettori

  9. Francesco W says:

    Applaudo. E’ davvero triste e paradossale che, nella Lega maroniana, la Lombardia avrà Salvini (carismatico e indipendentista) e il Veneto si beccherà Tosi (democristiano e unionista).

  10. SVN says:

    La lega trae e ha tratto gran parte dei suoi voti dai Veneti. Purtuttavia i vertici continuano ad essere saldamente in mani lombarde. La rappresentaza veneta è infima e ininfluente.

    Qualcosa non quadra…

  11. Albert1 says:

    …Maroni che ci porterà molto lontato… ecco, lo sapevo: ci toccherà pagarne l’estradizione! 🙂

  12. jimmie says:

    Vista l’esperienza che la sezione Lega Nord Estero ha avuto con Salvini viene da dire (collettivamente), “Da Salvini mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io”.
    http://www.yourdailyshakespeare.com

  13. Castagno12 says:

    E’ comprensibile l’esigenza di un Movimento Indipendentista con ampio consenso, con tanti aderenti.
    Però non bisogna ricalcare le strategia utilizzata da Silvio per avere alleati: non contano i meriti, le capacità, l’importante è che si intruppino.

    Certo, agl’Indipendentisti farebbe comodo una Lega Nord rinnovata, ripulita, ma la sola esclusione della famiglia Bossi non è sufficiente.
    Per troppo tempo, dirigenti ed espnenti della Lega hanno confermato la loro inaffidabilità: o non hanno capito o hanno taciuto, ora sono impresentabili.
    Il Progetto Lega Nord originario è sempre valido, ma dovrebbe trovare nuovi gestori, dotati di capacità, competenza e tanto coraggio.
    Tutto ciò che fa parte della vecchia gestione, CHE E’ FALLITA, non può e non deve essere riciclato.
    Se incominciamo a tollerare gli “aggiustamenti” si parte all’italiana, con il piede sbagliato

    “Il consistente corpo di militanti e di elettori, fatto di gente per bene”, che ancora esiste fra i leghisti, rappresenta certamente una base per ripartire. Comunque, si tratta sempre di persone “fragili” dotate d una notevole ingenuità e di una dannosa sopportazione.
    Nel complesso, l’elettorato costituisce una grossa incognita perchè è disinformato,non conosce i problemi fondamentali, attinge le notizie dai media, quindi non può giudicare e rischia di fare delle scelte sbagliate.
    Inoltre, dato che logo e nome della Lega Nord sembrano essere in altre mani, per ripresentare il vecchio progetto, persone superdotate dovrebber fondare un nuovo partito.
    DA DOVE LE POSSIAMO SDOGANARE ?
    Comunque, dimenticare la Lega, significa partire bene.

  14. GUEVARA says:

    AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!AH!

  15. Luca says:

    Comunque il fatto che la figura di maggior spessore che la Lega riesce a tirar fuori per la Lombardia sia Matteo Salvini dovrebbe far riflettere chi crede che ci sia qualcosa di salvabile in quel partito…

  16. rosetta says:

    Matteo! Ricordati degli amici!

  17. conforti says:

    Che cosa vi avevo detto???? Zitti e remate che è arrivato Salvini, el Gordo! Non ce ne è per nessuno!

  18. Giancarlo says:

    E e se si provasse a guadagnare alla causa indipendentista chi di destra non è e non sarà mai, crollasse il mondo? Non sto parlando di fantascienza, visto che in Catalogna i partiti catalanisti vanno da CiU (democristiani centristi) a ERC (sinistra radicale) e in Scozia più o meno idem con patatine. Quindi una modesta proposta, per quello che può valere: NON prendere posizione ad esempio su temi come l’anarco-liberismo alla Tea Party de noantri tanto caro ad alcuni editorialisti del presente giornale, immigrazione, Complotto dei Poteri Forti pippo-pluto-masso-demo…..ecc., coppie di fatto e gay, bioetica e fine vita, e quant’altro. SOLO dialettica tra indipendentismo, federalismo, autonomismo.

    • Albert1 says:

      Guadagnaremmo un fottio di alleati! Poi, però, la Padania sarebbe un’Italia in miniatura:
      – “Oh, poverino, non hai versato un solo contributo, però una pensioncina minima guai a negartela: no, estorciamo solidarietà a quegli sporchi borghesi che si son pagati la pensione di platino!”
      – “Oh, stelline, vi siete prese una laurea che sapevate essere inutile e adesso siete senza arte né parte? Tranquilli, ci inventeremo una patente/permesso/autorizzazione di qualche tipo, apriremo degli appositi uffici e voi sarete liberi di sbracarvici!”
      – “Oh, bel predone, già nel tuo paese eri un delinquente in gabbia, hai poi approfittato della primavera araba per evadere e venire qui dove, vinto dalla fame, hai allestito un giro internazionale di prostituzione e spaccio? Fai causa a questa stronza società che non ti ha lasciato alternative, ti pagheremo l’avvocato d’ufficio! Porta qui le tue quattro mogli che non puoi mantenere: aumenteremo le tasse a quei porci di autonomi, dovranno ancora ringraziarti per averli aiutati a redimersi!”
      – “Oh, ancora tu mio bel predone? Adesso gli affari ti vanno alla grande e vuoi un luogo dove pregare? Non temere, esproprieremo il terreno che più ti aggrada a qualche avido polentone e vi edificheremo sopra una bella moschea, offre la casa!”

      • Giancarlo says:

        Si, si, tutto ok, sta di fatto che da qui al 2014 Scozia e Catalogna hanno buone possibilità di inaugurare nuove formazioni statali nell’ambito della UE, al di là del fatto che con l’attuale crisi finanziaria non si sa che fine faranno UE, Euro, Pigs, non Pigs e, ultimo ma non ultimo, ciascuna delle nostre vite. Invece questo progetto, continuando come Lega Nord 2.0 – La Vendetta, ha ottime chance di finire nell’affollato cimitero degli elefanti delle pie intenzioni.

        • Albert1 says:

          Giancarlo, alla fine si farà come dici tu, questo lo so anch’io: è l’unica via che consenta di aggregare sufficiente consenso popolare. D’altronde, come ho scritto varie volte, s’illude chi pensa che, staccatici dall’Italia, le tasse diminuiscano: gran parte dei padani va pazza per la mistica del “sociale”, non vede alcuna illegittimità nel prelevare ad un benestante (o presunto tale) la maggior parte del reddito, così da impiegarlo in varie iniziative “socialmente utili”. A differenza della Lega, però, si dica la verità alla gente: il fatto che le tasse, una volta ottenuta l’indipendenza, restino sul territorio non comporterà una diminuzione della tassazione – verranno semplicemente spese da quegli enti locali che prima vi rinunciavano.

        • aussiebloke says:

          Concordo con Giancarlo. Purtroppo molti simpatizzanti dei partiti indipendentisti non hanno ben chiara la differenza fra
          a) combattere (o almeno non riconoscere) l’itaglia come stato o nazione;
          b) combattere l’itaglia perche’ non apprezzano che sia governata dalla sinistra (o fosse anche dalla destra).

          La Francia/i francesi… la Germania/i tedeschi… la Scozia/gli scozzesi restano tali indipendentemente dal fatto che al governo ci vada la destra o la sinistra. Invece molti padani sembrano gradire l’idea di una Padania indipendente solo a condizione che sia governata da una certa area politica. Se come dice Albert un governo della sinistra in Padania sarebbe disastroso, saranno i votanti padani a capirlo e a deciderlo, ma dopo l’indipendenza.

      • Luca says:

        Capisco quello che vuoi dire, ma in effetti Giancarlo ha ragione: concentrarsi solo sul tema dell’autodeterminazione ed evitare di dividersi sugli altri temi è una strategia vincente. Tanto, finchè rimaniamo sotto lo stato italiano, gli altri problemi (immigrazione ecc.) non abbiamo comunque la possibilità di risolverli, visto che decide tutto Roma.

    • Massimo says:

      Una contraddizione in termini.La sinistra è mondialista e antiidentitaria.

  19. Albert1 says:

    S’è sempre detto che i militanti della Lega ricordassero quelli del PCI: obbedienza pronta, cieca, assoluta. Una chiesa, qual è stata il Bottegone, coi suoi misteri, dogmi e santi, trae indubbi vantaggi dall’aver tanti zombi asserviti. Per un movimento che volesse perseguire l’indipendenza del Nord è vero il contrario. Come ho già scritto in precedenza, la pochezza intellettuale dei baluba in questione è stata il miglior complice del volpone e dei suoi: il fatto che tanta parte della base non avesse sufficiente zucca per apprezzare appieno gli innumerevoli aspetti della indipendenza – non basta ulularla – ha garantito a Bossi&co vent’anni di vacanza mentale. Sì, per due decadi è stato sufficiente gironzolare per gazebo allestiti gratuitamente da altri, magari sotto la pioggia battente, e sparare qualche generica puttanata in comizi con copione che al confronto nei consessi dei soviet era tutta improvvisazione! La meritata ricompensa, a onor del vero, s’è fatta attendere un po’: un paio di mesi fa, però, il Rinnovamento, col volto di Maroni, s’è finalmente degnato di ammettere, con squisito candore, che sì, ci si è marciato un po’ sul bambismo dei baluba. E poi diciamocelo: barbe verdi ed elmi cornuti sono precedenti imbarazzanti, per chi siede nel CDA di Finmeccanica!

  20. Sante says:

    C’è chi indulge a “bonificare i pozzi”…E QUI ABBONDANO !!.
    E chi invece,alacremente,
    “avvelena i pozzi” con tonnellate di polonio.
    .
    Io mi iscrivo agli avvelenatori dei “marokkini verdi” e della loro immonda genia.
    .
    SerenissimiSaluti

  21. Dan says:

    Maroni si ricordi cos’ha detto la serata delle scope: pulizia, meritocrazia e soldi alle sezioni.

    Per il momento pulizia la sta facendo la magistratura, la meritocrazia non si sa dove sta di casa e le sezioni continuano ad abusare delle sedie da giardino.

    Se vuole condurre la lega fuori dal deserto in questo modo allora facciamo prima tutti quanti a fare una maratona in ginocchio fino a Fatima

  22. Lucafly says:

    Ls4:La speranza è sempre l’ultima a morire.
    dalle mie parti si dice chi vive sperando muore ca……
    troppa nostalgia per un branco di traditori Maroni compreso quindi meglio il detto: tanto peggio tanto meglio. o se preferisce,morto un Papa se ne fa un’altro.
    morta la lega il mondo va avanti,ma chi a tradito una volta dalle statistiche e pronto a tradire ancora.
    AMEN

  23. LS4giovanni says:

    Vedremo al congresso. Per adesso che manca è il progetto. Che resti o se ne vada Bossi (almeno gli sia dovuto che, semmai fosse, lo deve decidere da solo) è questione giornalisticamente sollecitata ma umanamente molto seria. Che vengano eletti i vertici dalla base, per chi ha frequentato spesso da spettatore e per decenni le sedi della lega, è una chimera. Che non succede nemmeno in casa di tutti gli altri, s’intende. E ciò sopratutto in un clima di caccia alle streghe. Dove il minimo sospettare o sussurrare sospetti fa tremare i tavoli e sopratutte, le sedie . Che manca (ma magari al congresso uscirà. Sarà comunque tardi e ne dubito) è il progetto. Assunto che questo è fallito e non per i soldi ma perchè è fallita l’alleanza con il sig. B. E’ fallito il ritorno all’abbraccio mortale con i poteri forte. Eppure il 96 aveva pur insegnato qualcosa. Ma per 15 anni si è calpestata quella esperienza. Si sono sventolate bandiere ma senza l’anima dentro. Senza il manico. Se non si torna là. Ad una Lega di lotta e non di governo. Se non si riparte dall’abbandono SOSTANZIALE dell’attività politica romana, fisicamente, non si va da nessuna parte. La gente è delusa. Sopratutto, tace. E questo è MOLTO grave. Tace chi si sente tradito. Chi deve ammettere con se stesso di aver perso un riferimento. Di aver preso una fregatura. Di aver perso una realtà a cui dava credito. Magari non sempre la votava. Ma era certo che esistendo sarebbe stata utile. Che era lì a fare la guardia anche per lui che magari aveva sempre votato DC.

    Ai funerali, si tace. Questa è la sensazione qui fuori. I vertici oggi sembrano + una lunga colonna di monsignori e vescovi pesantemente bardati che tra sbuffi di incenso e fiori, accompagnano il caro estinto al suo perenne destino. E i fedeli chi con il cuore in tumulto, chi con la rabbia repressa, chi sogghignando sotto i baffi, segue silenzioso la mesta cerimonia.

    La speranza è sempre l’ultima a morire. Ma prima che arrivi qualcuno che riesca a riprendersi la fiducia della gente e ripartendo da -1000 occorre del tempo e sopratutto un progetto veramente nuovo. Ma nuovo sul serio non solo nella carta da regalo che infiocchetta il pacchetto. E la gente scottata una volta ha buon fiuto. Non la freghi due volta di seguito. Non ci riesce nemmeno il sig. B che ha 6 diversi tasti del telecomando a disposizione.

    • Federico Lanzalotta says:

      LOS VON ROM
      VIA DA ROMA
      perché gli slogan abbiano senso, immediate dimissioni di tutti i parlamentari della Lega Nord dal parlamento romano insieme ai boiardi leghisti inseriti per meriti politici negli enti pubblici italiani.
      Questo è il solo segnale forte per accogliere i militanti della Lega tra i VERI autonomisti-indipendentisti.
      Brescia Patria

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