BOSSI FA IL POMPIERE, MA C’E’ FUOCO SOTTO LA CENERE

di GIANMARCO LUCCHI

A due giorni dal ‘patto della panchina’ tra Umberto Bossi e Roberto Maroni, si tenta di rinsaldare la ‘pax’ in casa Lega in vista delle amministrative. Il presidente federale si affida a un comunicato – evento assai raro – per chiarire che lui non ha nulla a che vedere con l’evento che un gruppo di militanti vorrebbe organizzare in suo nome domenica. “Io non andro’ a nessun ipotetico ‘Bossi day’: io voglio solo i ‘Lega unita day’ – scrive -. In questo momento bisogna pensare solo a concentrarsi sulla campagna elettorale e a raccogliere quante piu’ firme a sostegno delle nostre proposte di legge di iniziativa popolare”. “Ma soprattutto – scandisce – non voglio piu’ che ci siano scontri o ci sia odio: adesso devono prevalere l’amore per la Lega e la fratellanza”. Il segnale è di distensione, ma contrasta coi toni dell’invito all’evento, in programma domenica, in sconosciuta localita’ della provincia di Brescia. ‘L’uomo della Padania. Bossi day, il progetto continua’, recita il manifesto che gira tra i militanti su facebook. Alla segreteria provinciale di Brescia non ne sanno nulla e spiegano che si tratta di un’iniziativa a titolo personale di alcuni militanti, di area ‘cerchista’.

Il testo del’invito è tagliente:  “Domenica 29 aprile  i ‘traditori, i ‘lecca culo’, gli ‘opportunisti’, i ‘doppiogiochisti’ possono stare a casa, sono ammessi solo i militanti che non hanno mai dubitato del nostro segretario federale Umberto Bossi e quelli in ‘buona fede’, che, confusi dalla stampa nazionale italiota, non hanno capito, in tempo utile, chi ha tramato contro e tradito il nostro capo, Umberto Bossi”. “Li conosciamo tutti quelli che, per opportunita’, per proteggere la poltrona o, peggio ancora, quelli che nella Lega non hanno mai creduto, ma sono stati arruolati solo per fare il golpe”, prosegue l’invito al vetriolo. “Questa gente se ne stia pure a casa a pensare quale sara’ il simbolo del loro futuro movimento politico”, continua. “Per questa gente non ci sara’ posto nella Lega di Bossi – conclude il documento- Umberto, il simbolo e’ tuo, la Lega Nord e’ tua e dei militanti fedeli a te e al tuo ideale”.

Ma ieri, in via Bellerio, si e’ parlato anche d’altro. I triumviri, Maroni, Roberto Calderoli e Manuela Dal Lago hanno incontrato Mario Borghezio e messo fine alla querelle sulla sospensione dell’europarlamentare dal movimento. La segreteria piemontese riconsegnera’ la tessera’ da militante a Borghezio, il quale era stato sospeso per tre mesi, con una decisione del consiglio federale il 29 luglio scorso, perche’ non aveva pagato la sua quota al partito (all’europarlamentare e’ stato riconosciuto l’acconto versato). “A riguardo Borghezio ha espresso la sua soddisfazione per il chiarimento, ha ringraziato i triumviri e con l’occasione ha corretto alcune sue dichiarazioni male interpretate, rammaricandosi per la malevola interpretazione che ne era stata data”, spiega la nota, che fa riferimento ai dubbi sollevati dall’europarlamentare sui conti della Lega piemontese, guidata da Roberto Cota. “Borghezio – conclude la nota – ha poi ringraziato il segretario nazionale piemontese, Roberto Cota, rinnovandogli la sua amicizia e la sua stima personale”.

Maroni, poi, si e’ trattenuto in sede, annullando la sua partecipazione a un incontro pubblico a Pistoia. L’ex ministro dell’Interno e’ determinato a portare avanti l’operazione di trasparenza avviata sui conti del movimento; operazione che deve essere allargata ai bilanci di tutte le segreterie nazionali, compresa quella del Piemonte. Infine, dopo il congresso ligure che ha incoronato la ‘maroniana’ di ferro, Sonia Viale (“Con lei inizia la primavera leghista in Liguria”, ha commentato Maroni), sembra prendere piede la corsa del deputato bergamasco Giacomo Stucchi alla poltrona di segretario lombardo. Domenica in un’assemblea a porte chiuse vicino a Bergamo, era stato lo stesso Calderoli a ‘incoronarlo’ come “naturale” candidato a prendere il posto di Giancarlo Giorgetti (il congresso lombardo si terra’ a Bergamo l’1 e il 2 giugno).

 

LA GDF SEQUESTRA I DIAMANTI LEGHISTI. MA NE MANCA UNO

La Guardia di Finanza di Milano ha sequestrato gli 11 diamanti restituiti la scorsa settimana dall’ex tesoriere, indagato, Francesco Belsito. Il sequestro è stato effettuato dopo che il Carroccio ha fatto sapere alla Procura dei preziosi, dei quali per i pm ne mancherebbe uno, non sono stati comprati per conto del partito. Gli undici diamanti restituiti alla Lega martedì scorso da Belsito, insieme ai lingotti d’oro e a un’Audi A6, sono stati sequestrati dalle Fiamme Gialle in via Bellerio nel tardo pomeriggio. Il motivo del sequestro è dovuto al fatto che dal Carroccio hanno fatto sapere che l’investimento in preziosi non è stato effettuato per conto del movimento. Infatti, dagli atti raccolti dalla Procura non risulta che l’acquisto sia stato fatto per conto della Lega.

Manca un diamante da quelli consegnati da Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega, al Carroccio la scorsa settimana. Stando alla documentazione in mano agli inquirenti, Belsito ha acquistato 12 diamanti ma, la scorsa settimana, ne avrebbe restituiti alla sede di via Bellerio solo 11. È quanto si apprende negli ambienti giudiziari dopo il sequestro dei preziosi disposto dagli inquirenti in seguito ad una comunicazione dei legali del Carroccio che hanno fatto sapere che l’operazione in diamanti non era stata avallata dalla Lega Nord.

L’ex tesoriere della Lega Nord, Francesco Belsito, avrebbe agito nell’interesse del partito. È quanto lo stesso ex amministratore del Carroccio avrebbe messo a verbale, da quanto è trapelato, davanti ai pm milanesi che indagano sulle presunte distrazioni dei fondi del movimento. Belsito, che è stato interrogato oggi, da quanto si è saputo, avrebbe spiegato di essere sempre stato un buon amministratore e che tutte le operazioni che ha effettuato le avrebbe fatte per conto della Lega.

BOSSI: NON ANDRO’ AD ALCUN BOSSI DAY. ORA VOGLIO LEGA UNITA

«Io non andrò a nessun ipotetico ‘Bossi day’: io voglio solo i ‘Lega unita day’! In questo momento bisogna pensare solo a concentrarsi sulla campagna elettorale e a raccogliere quante più firme a sostegno delle nostre proposte di legge di iniziativa popolare. Ma soprattutto non voglio più che ci siano scontri o ci sia odio: adesso devono prevalere l’amore per la Lega e la fratellanza. Ora tutti uniti per la Padania!». Lo afferma il presidente federale della Lega Nord, Umberto Bossi, riguardo all’ipotesi di una manifestazione in suo sostegno, domenica prossima.  «Se io e Bossi siamo uniti, come siamo uniti, non ce ne è per nessuno». Lo ha detto Roberto Maroni parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa elettorale a Lucca. L’ex ministro ha poi spiegato che oggi Bossi «molto opportunamente ha detto che non parteciperà al Bossi-Day, che qualcuno di nascosto stava organizzando con la finalità di dividere il movimento. Bisogna fare il Lega unita-Day». L’ex ministro ha poi aggiunto di aver parlato con Bossi: «Siamo tutti convinti che questo tentativo di spaccare la Lega è fallito. Questa è la posizione che abbiamo deciso di tenere e che continuiamo a tenere».

LEGA, CAOS IN EMILIA. BRACCIO DI FERRO ALESSANDRI-LUSETTI

È braccio di ferro fra il deputato del Carroccio Angelo Alessandri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia, e l’ex dirigente del partito Marco Lusetti, uscito nel 2010, anche sull’esito del ricorso contro l’espulsione dalla Lega Nord di quest’ultimo. Lusetti afferma oggi di non avere mai chiesto di riavere la tessera della Lega Nord perchè ritiene che la sua espulsione sia «illegittima». Alessandri invece ribadisce che «venerdì scorso il Tribunale di Reggio Emilia, nella persona del giudice Simona Boiardi, ha dato per la seconda volta torto a Marco Lusetti. Già un anno fa il precedente ricorso d’urgenza dello stesso Lusetti nei confronti della Lega Nord per avere accesso alla documentazione interna del Movimento era stato respinto per questioni preliminari. Oggi la vicenda si ripete e l’ennesima causa strumentale da lui intentata viene respinta». «Questa – afferma Alessandri – è l’ennesima conferma che le azioni giudiziarie intentate da Lusetti sono dettate da desiderio di rivalsa e da rancore, senza essere supportate da fatti o elementi concreti, come da noi sempre sostenuto». Opposta l’interpretazione di Lusetti: «in tutte le udienze fin qui tenute, Alessandri non si è mai personalmente presentato a sostenere che la mia espulsione è stata legittima. Io sono sempre stato personalmente presente a dimostrare che era illegittima». L’ex leghista sostiene che «dal momento che l’ illegittimità dell’espulsione non viene contestata da alcuno, le cose che rimangono da definire sono a chi devono essere poste le responsabilità e l’ammontare del risarcimento danni da pagare».

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One Comment

  1. Xavier says:

    Ma come si fa a credere ancora in questi figuri? Sarebbe veramente ora che ci svegliassimo!

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