Lega, il rischio esplosione passa dal Veneto di Tosi e Zaia

di GIANLUCA MARCHI

Nella valutazione dei tormenti che agitano la Lega Nord in questo periodo c’è una evidente contraddizione fra la scelta di Roberto Maroni di minimizzare il dissenso a “quattro pistola” (che poi sono diventati dieci o venti) e l’amarezza di Luca Zaia il quale invece ritiene che “così non si può più andare avanti” e paventa il rischio di “autodistruzione” del Carroccio se non si arriverà in qualche modo a ricomporre le profonde fratture che si sono via via allargate negli ultimi mesi.

Chi è più vicino alla realtà dei due leader leghisti? Personalmente ho l’impressione che il segretario federale si imponga un atto di fiducia che va oltre lo stato effettivo delle cose anche perché le beghe politiche non sono il suo menù preferito e in più bisogna considerare che uno dei pilastri che lo hanno portato alla segreteria nel luglio del 2012 è stato Flavio Tosi, sì sindaco di Verona ma soprattutto segretario nazionale della Lega Nord-Liga Veneta. E il fatto che proprio Tosi, i suoi comportamenti e i suoi uomini siano il pomo della discordia della pesante spaccatura  veneta crea un problema in più per Maroni, che non può pensare di “scaricare” il suo alleato veronese, anche se forse qualche tentazione al riguardo potrebbe averla sfiorato in ripetute occasioni.

Quel che succede a Padova (sede nazionale) e dintorni in questi giorni non è uno scontro fra maroniani e bossiani, come troppo superficialmente si tende a pensare a Milano, a conferma che dalla Lombardia, anche ai tempi di Bossi, della Liga Veneta non hanno mai capito granché. Lo ha fatto capire chiaramente lo stesso Zaia quando ha detto che i bossiani si contano sulle dita di una mano. E’ invece uno scontro molto più profondo e che riguarda una sorta di “colonizzazione” della Lega-Liga messa in atto da Tosi e dai suoi attraverso l’inserimento nel movimento di personaggi che poco o nulla hanno a che fare con la storia del Carroccio, e che spesso hanno surclassato militanti storici nella corsa alle varie “careghe” di un potere assai diffuso.

Quando l’anno scorso Tosi venne eletto segretario nazionale, va ricordato, non sbaraglò il campo come successe a Matteo Salvini in Lombardia: vinse con il 57% dei consensi su Massimo Bitonci (oggi capogruppo al Senato) che arrivò al 43% con due sole settimane di campagna elettorale. Fu quello il segnale che il partito veneto era sostanzialmente spaccato in due fra “tosiani” e “lealisti”, con percentuali che probabilmente sono andate via via avvicinandosi nel corso dei mesi per via di una palpabile delusione da parte di non pochi che avevano votato Tosi, a cui si sono aggiunti i deludentissimi risultati elettorali che ora rischiano di replicarsi alle amministrative. I commissariamenti a raffica delle segreterie provinciali non hanno ovviamente aiutato a rasserenare il clima e così si è arrivati alle ultime settimane con una impennata delle contestazioni (e relative espulsioni) e con la richiesta di tornare a congresso.

Il sindaco di Verona e segretario nazionale capisce che la partita è difficile e aperta (soprattutto in vista delle regionali 2015, quando si voterà per il governatore e, si dice, il suo sogno sia arrivare in vetta alla Regione), e allora tenta due operazioni: mettere politicamente all’angolo il governatore in carica Luca Zaia e annacquare il popolo dei militanti con diritto di voto nei congressi. Al riguardo non è passata inosservata l’operazione condotta sabato e oscurata dalle 35 espulsioni, quando il consiglio nazionale (in mano ai tosiani) ha infatti approvato due modifiche statutarie: 1) per passare da socio sostenitore a militante con diritto di voto non serve più un anno ma sei mesi, 2) il rapporto fra militanti e sostenitori prima fissato in 1 a 3, ora è sceso a 1 a 1. L’obiettivo è chiaro: far entrare nella schiera dei votanti interni i propri sostenitori arrivati solo di recente nella Lega.

In questo scenario Luca Zaia, politico navigato, apprezzato dai lighisti storici e diventato punto di riferimento e di coagulo dei cosiddetti “lealisti”,  giustamente lancia l’allarme della disgregazione in atto ma nello stesso tempo predica un atto di riconciliazione (ieri ha ipotizzato un gruppo di saggi davanti ai quali dirimere le distribe) e si preoccupa di preservare l’unità dle movimento. Il suo è anche un tentativo di equilibrismo per evitare il rischio di fornire il destro al concorrente interno, cioè lo stesso Tosi, per metterlo statutariamente in difficoltà o addirittura arrivare all’estremo di avviare una procedura di espulsione.

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23 Comments

  1. francesco says:

    the implosion 2.0 ! finalmente!

  2. giovanepadano says:

    In un’intervista al mattino Tosi dichiara: «Fin quando il dibattito viene svolto nell’alveo della civiltà è da appoggiare, quando invece trascende, come è accaduto a Noventa Padovana, allora è da condannare. Tra Veneto e Lombardia la Lega conta quasi 20 mila iscritti, diversi per estrazione sociale, culturale e politica. Allora bisogna fare uno sforzo per garantire la convivenza e il dialogo tra queste visioni in un unico, grande, contenitore».

    Ora: gli iscritti alla Lega sono 20000 fra Lombardia e Veneto come dichiara Tosi o 25000 nella sola Lombardia come dichiarato appena ieri da Salvini? Nemmeno fra maroniani si mettono d’accordo prima di parlare.

  3. giovanepadano says:

    Ai belleriani varesino-monzesi-bergamaschi va bene così, a loro interessa conservare un 10% nella sola Lombardia per garantirsi una manciata di seggi per sè e un po’ di posti quà e là per la loro corte.
    Per questo obbiettivo hanno già sacrificato Toscana e Veneto: cosa aspettano i militanti perbene rimasti a ribellarsi ovunque come a Verona? Non capiscono che non hanno nulla da perdere e che comunque il loro destino è segnato?

    • Miki says:

      Piu’ che esprimere il loro dissenso fuori dalle sedi istituzionali, come a Noventa Padovana, cosa possono fare? (N.b. nn e’ una domanda retorica)

  4. gino antonelli says:

    Zaia, mollali tutti e proclama il referendum per l’indipendenza del Veneto! Facci votare! La storia te ne rendera’ merito e tutti ti ricorderanno, comunque vada a finire. Passerai alla storia! Altrimenti finirai come tutti gli altri leghisti: nella sua pattumiera!
    Veneto indipendente, Lombardia libera, basta stato italiano.

  5. Miki says:

    Se Maroni non vuole affondare con Tosi,deve liberarsene (con metodi accettati dal codice penale!).
    Oppure affondano insieme.

  6. max says:

    Espulsioni,espulsioni se Tosi li caccia tutti si vota da solo,be ma con quella faccia da matto,be i proverbi popolari tanto cari alla lega non è che sbagliano “veronesi tutti matti”sembra calzare a fagiolo sul Tosi.
    Il suo rivale Zaia con zazzera ingellata e auto di lusso sembra in tutt’altre cose affaccendato,cazzo un fighetto così ha fatto il ministro dell’agricoltura,cose da pazzi.
    Il progetto di questo fascio-leghista è rimettere in campo la cara e vecchia balena bianca,tanto cara ai veneti che ci hanno sguazzato dentro per cinquant’anni contenti loro,particole,evasione,prosecco e lavoro nero questi sono i pilastri del Veneto,e Tosi sarà il porta bandiera.

  7. Rinaldo C. says:

    chiediamoci il perchè di quanto succede all’interno del partito Italiano lega Nord, anche tu GL Marchi così pure
    molti di quelli che scrivono sul giornale l’Indipendenza sono fuori usciti o alcuni espulsie purtroppo continuerà
    anche per il futuro questa legge fascsita nel partito italiano lega nord. Di lkega non hanno niente del nord ancor meno sono dei terroni italiani e non sono degni di rappresentare i popoli del nord la padania, il loro pensiero è quello della sedia, degli introiti e delle nefandezze fatte prima con i bossiani e ora con i maroniani e tosiani ma quale indipendenza della padania, quale “prima il nord” non centra niente con quello che dicono, solo i pirla ci credono ancora è ora di prendere i forconi e mandarli a casa sono degli inetti, incapaci non sanno dare imput veri ai proprii iscritti, prima c’erono dei militanti veri ora c’è una accozzaglia di ex fascisti, ex pidellini gente che non hanno niente a che fare con i leghisti veri, auguriamoci che scompariscano presto.

    Rinaldo Cometti

  8. piemunt says:

    In Piemonte e Lombardia è partita la campagna di “pulizia etnica” nei confronti dei non allineati al pensiero unico maronita (fra questi anche una parte ormai consistente del fronte maronita formatosi a Bergamo): il Bobo Fratello non perdona

    L’obbiettivo della campagna di tesseramento di massa stile piano quinquennale lanciata dal salvino piccino è quella di stravolgere definitivamente la “composizione etnica” del fu movimento,già stravolta negli ultimi anni dall’arrivo di decine di migliaia di ex ANali e dall’abbandono di altrettanti militanti di provata fede indipendentista: that’s “modello Verona”, baby

  9. Giacomo says:

    Implosione subito.

  10. Ferruccio says:

    Noi Lombardi dobbiamo commissariare il Veneto…. altrimenti addio macroregione ….

    I commissari ideali potrebbero essere il Giovanni Fava ed il Giacomo Stucchi…. magari affiancati dal Grimoldi in modo che le giovani leve possano far gruppo……..

    • piemunt says:

      Voi belleriani,a cominciare dai “giovani” della banda dell’obeso barbuto a breve dovrete scappare dall’uscita di sicurezza di Bellerio scortati dalle uniformi italiane e inseguiti dai militanti e dai lavoratori lombardi coi loro forconi.

      • Ferruccio says:

        Dai piemunt…..il 75% delle tasse è nostro e guai a chi lo tocca…. prima il nord …prima il nord….lo dice anche la Isabella e se lo dice Isa il nord vincerà……

        Non ti rodere il fegato…. per questi Cialtroni non ne vale proprio la pena……prima il Boby…prima il Boby…e tutti a cuccia

      • Giacomo says:

        Bello. Sarebbe uno show da non perdere.

      • giovanepadano says:

        I giovani, quelli veri, hanno sullo stomaco Grimofighetta e la sua corte dei miracoli che si autorimborsa la benzina 5 euro al km (soldi dei rimborsi of course)

  11. Federico says:

    …i cosiddetti lealisti a Padova, per esempio, prima di Tosi segretario nazionale, hanno fatto di peggio.
    Commissariato la sede provinciale e cittadina con la chiara intenzione di arginare il fenomeno crescente di una Lega piena di nuove leve motivate e ligie ai passaggi gerarchici, ansiose di dare il loro contributo.
    Una azione che di fatto ha paralizzato le attività e bloccato le militanze per difendere i numeri che garantivano elezioni di segretari lealisti. Segretari che oggi sono tali solo grazie ad azioni nel movimento molto peggiori di quelle fatte dalla segreteria naz

    • piemunt says:

      L’obbiettivo è lo stesso ovunque: svuotare la Lega di leghisti e sostituirli con gammarati fedeli a Bellerio, disposti a fare il lavoro sporco come a Pontida.

      • Gnazio says:

        I’m Gnazio the russian,and I approve this message!

        • piemunt says:

          Più che altro si tratta di skinheads (quelli veneti all’opera a Pontida a bastonare i militanti dissidenti per conto del Nano di Varese) e estremisti da partitini del prefisso telefonico. Quasi peggio di Gnazio.
          Grazie Toso per la lezione che hai dao all’amico Salvino.

      • giovanepadano says:

        A Pontida noi giovani indipendentisti abbiamo preso a calci nel c__o gli skins veronesi che Grimofighetta e quel barbone del compagno salvino ci avevano mandato contro e che hanno messo le mani addosso a una universitaria milanese. La prossima volta tocca a loro,garantito.

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