Contrordine, la Lega voterà la fiducia al governo “nordista” di Letta

di GIANLUCA MARCHI

Qui sotto c’è l’analisi che ho scritto ieri dove dicevo di non capire granché delle mosse ultime della Lega e di Maroni, se non che mi sembrano ispirate da una tendenza destinata a portare il Carroccio a confluire sostanzialmente nella pancia del Pdl. Evidenziavo anche che annunciare di stare  all’opposizione del governo Letta dopo aver convintamente votato per la rielezione di Napolitano mi sembrava solo del tatticismo per calmare gli animi di militanti ed elettori schifati per l’appoggio a Re Giorgio. Adesso apprendiamo che quell’opposizione non è più tanto certa: per domani il segretario federale annuncia una riunione della segreteria politica per decidere la posizione da assumere verso Letta, ma dalle colonne del Corriere della Sera già si dichiara pronto a votare la fiducia, legando questo atteggiamento a una presunta attenzione ai problemi del Nord. Fino a 48 ore fa il sì alla fiducia era legato ai due pilastri del programma lumbard, la Macroregione del Nord e il 75% delle tasse sul territorio, punti impossibili da inserire nel programma di un governo romano.Ma nell’intervista al Corriere Maroni sostiene: “Nel nostro incontro di giovedì io ho portato tre spunti. Primo, la macroregione, che peraltro è contenuta nel documento messo a punto dai “saggi” riuniti da Giorgio Napolitano. La riorganizzazione del sistema fiscale nel suo rapporto tra centro e periferia, quello che noi abbiamo sintetizzato nello slogan sul 75 per cento delle tasse che rimangono sul territorio. E infine la riforma federale dello Stato. Che può avvenire attraverso la convenzione, uno strumento rilanciato da Enrico Letta che io penso possa essere la strada giusta per arrivare al risultato”. E per la presidenza della convenzione corre anche il nome di Giancarlo Giorgetti, tanto per essere chiari.

Dunque la conversione viene legata a una molto generica attenzione al Nord e alle questioni federaliste ritirate fuori dal cassetto. Ma il Carroccio può sostenere che non vuole poltrone a uso e consumo di qualche militonto (salvo Copasir o Vigilanza Rai, molto care al Cavaliere). L’impressione è che la Lega sia stata richiamata all’ordine dal comandante Berlusconi di ritorno dal Texas, il quale deve aver fatto ai vertici leghisti più o meno un discorso del genere: “Non possiamo essere alleati nelle tre maggiori Regioni del Nord e su fronti opposti al governo, quindi trovate il modo che volete, ma non votate contro”. Detto fatto, ecco la conversione a più miti consigli: domani la segreteria politica molto probabilmente dirà di sì, magari appellandosi al programma stilato dai dieci saggi, fra cui il solito Giorgetti.

Evviva, possiamo dire che ormai è nato il partito unico del centrodestra! La Lega si accoda e voterà la fiducia, come due giorni fa aveva annunciato Flavio Tosi in una intervista al Messaggero. Ma chi è il vero segretario della Lega: Maroni o Tosi? O forse Berlusconi?

***

Devo confessare che da qualche tempo a questa parte la Lega di Maroni faccio fatica a comprenderla e a seguirla. Dipenderà certamente da un mio limite, ma non riesco a capire dove il Carroccio 2.0 voglia andare, se non pensare che stia procedendo a trasformarsi né più e né meno che in una corrente del Pdl o del contenitore di centrodestra che si ridisegnerà dopo l’uscita di scena di Berlusconi.

Cominciamo dagli ultimi episodi. Il voto, tra l’altro convinto, assicurato dai grandi elettori padani alla rielezione di Giorgio Napolitano è apparso come un qualcosa di indigeribile, come indigeribile era apparso l’appoggio convinto a Franco Marini, tutti personaggi che inorridiscono al solo sentir parlare di Padania, la ricerca della cui indipendenza resta ancora nell’articolo base dello statuto leghista. A meno che tale statuto si sia trasformato in carta igienica e la Lega Nord se ne impippi di quanto scritto nel suo atto costititutivo, il quale, è bene ricordarlo, non è mai stato modificato, nemmeno nel congresso dello scorso anno. Così viene il sospetto che i leghisti abbiano votato Re Giorgio per obbedire alle indicazioni impartite da Silvio Berlusconi, il quale non è mai stato così contento in vita sua come il giorno in cui ha contribuito a rimandare al Quirinale quel vecchio comunista che approvò i carriarmati sovietivi a Budapest nel 1956! D’altra parte non è un caso se dietro le quinte il probabile governo Letta viene già apostrofato come l’esecutivo Napolitano-Berlusconi e, dunque, l’alleato-ancella leghista faccia pure i suoi giochetti ma non rompa i maroni nelle strategie vere del Cavaliere.

A questo punto coerenza avrebbe voluto che, dopo aver votato Napolitano, la Lega si dichiarasse favorevole anche al governo che il presidente della Repubblica sta confezionando attraverso Enrico Letta. Anche perché il programma sarà quello redatto dai dieci saggi, fra i quali, è bene ricordarlo, il leghista Giancarlo Giorgetti ha svolto un ruolo di tutto rispetto. E invece no, la Lega sarà all’opposizione del governo Letta, ma “sarà un’opposizione concreta” ha sibilato Maroni, che ormai pronuncia questo vocabolo e le sue declinazioni ogni due per tre (governo della concretezza in Lombardia, la rivoluzione della concretezza, opposizione concreta), tanto che potremmo parlare di “concretismo maronita“. Sarà all’opposizione, la Lega, a meno che nel programma di governo non ci saranno i due cardini fondamentali della nuova stagione: la Macroregione del Nord e il 75% delle tasse sul territorio.  Siccome si tratta di una pia illusione, il Carroccio sarà opposizione, cioè si troverà su posizioni politiche formalmente diverse rispetto all’alleato col quale governa nelle tre principali Regioni del Nord e insieme al quale dovrebbe realizzare quei due obiettivi che l’esecutivo romano escluderà a priori con l’apporto fondamentale dell’alleato (al Nord) Pdl. Delle due l’una: o il Pdl è un partito dissociato, che propugna un programma a una latitudine e contemporaneamente lo nega al centro, oppure Macroregione e 75% delle tasse trattenute sul territorio sono stati solo due specchieti per le allodole utili a vincere le elezioni lombarde e morta lì. Lascio al lettore decidere per quale delle due ipotesi sono portato a propendere.

La politica, seppure con gli arzigogoli e i bizantinismi italici, procede per linee più semplici di quanto si possa immaginare, mentre qui c’è un evidente salto logico, manca totalmente la… concretezza, tanto per stare in tema. E inoltre la scelta di Maroni di schierare la Lega all’opposizione appare più che altro una tattica per cercare di recuperare immagine presso militanti ed elettori ai quali il sostegno a Napolitano è andato proprio di traverso. Ma di troppo tatticismo si finisce per affogare…

C’è poi qualche cambiamento intervenuto da qualche giorno a questa parte che fa intuire una possibile tendenza. Mentre in campagna elettorale il segretario e i suoi parlavano espressamente di riprendere e rinnovare il progetto volto a fare della Lega il partito egemone del Nord intorno a cui costruire il blocco politico per realizzare la Macroregione (modello Verona, tanto per intenderci), adesso si preferisce parlare di “coalizione egemone”: è solo una sfumatura lessicale oppure significa qualcosa di più? Probabilmente è un passaggio per sancire che il partito egemone è andato a farsi benedire e che il futuro è la coalizione, cioè un partitone di centrodestra che avrà come socio di maggioranza il Pdl. E d’altra parte il continuo richiamo alla Csu bavarese (su cui insiste da tempo Flavio Tosi con l’avallo di Maroni) non è casuale: la Csu è la democrazia cristiana in versione bavarese della Cdu, cioè la democrazia cristiana federale, che in Baviera non si affianca affatto alla prima, perché in sostanza sono la stessa cosa. Di conseguenza la eventuale “Csu padana” altro  non sarebbe che la versione nordista della “Cdu italica”, cioè il Pdl con fusa dentro la Lega.

Diverso il discorso sarebbe se il vertice leghista si riferisse invece al modello Catalano, dove il partito storicamente autonomista, e oggi indipendentista, CiU, non ha fratelli maggiori a Madrid e a Barcellona non è alleato con il Pp. Ma quel modello Maroni e la Lega lo hanno ormai messo in soffitta da diversi mesi, nonostante stia procedendo verso il referendum per l’indipendenza della Catalogna.

Mi sia permesso, per concludere questa analisi, di esprimere una certa perplessità, se non proprio delusione, per le ultime dichiarazioni rilasciate da un esponente leghista che continuo a pensare sia uno dei pochi, se non l’unico, a poter riportare la Lega sui binari più in linea con la sua origine: Luca Zaia. Che il governatore del Veneto in questi giorni abbia definito Giorgio Napolitano un “patrimonio nazionale” e ieri, in occasione della festa del 25 Aprile, abbia auspicato il recupero dello spirito costituente che ha fatto l’Italia del dopogruerra, mi spinge a pensare che l’uomo sia sul punto di rinunciare a condurre una battaglia interna al movimento, forse troppo preoccupato per la sua riconferma nel 2015. Quelle parole sarebbero state consone in bocca a Tosi, proprio colui che gli vuol soffiare la carica di governatore.

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63 Comments

  1. «Non ho fatto la Lega per romperla, la miglioreremo» dice Umberto Bossi dal palco di Pontida. Ai militanti che protestavano ha detto che la loro protesta «è stata capita: la base deve contare di più e conterà» poi: «niente insulti e niente fischi» chiede prima di abbracciare Maroni. «Non la penso come Maroni quando dice “ce ne stiamo al Nord e ce ne freghiamo di Roma”». E qui la divergenza fra i due: «Se serve, faremo la guerra a Roma e al governo: servirà ve lo assicuro» dice invece Roberto Maroni che parla subito dopo dal palco di Pontida, ribadendo che il progetto della Lega è di costituire la macroregione e trattenere al Nord «almeno il 75% delle tasse».

    • piero ex giov pad says:

      Scusa, mi sfugge il dettaglio: quale sarebbe la differenza fra i due?

    • Miki says:

      Migliorarla? Bobolo non si schioderà di lì nemmeno se lo sconfessano i suoi; (a prop. di cadregari..)
      Bisogna gettare il cuore oltre l’ostacolo e fondare un nuovo ..uhm vediamo un po’ io lo chiamerei Associazione Culturale Bruno Leoni,molto accattivante come nome!

  2. Veritas says:

    Noi stiamo ad arrovellarci su quanto potrà accaderci nel prossimo futuro, ma c’è qualcuno in panchina che, aimè, alle prossime elezioni scombinerà tutti gli attuali pronostici, e farà piazza pulitra di partitoni e partitini: Si chiama Matteo Renzi. Starete a vedere……..

  3. Druido Lombardo says:

    La lega scivola verso una deriva neocentralista, vota Napolitano presidente e forse Letta presidente del consiglio. Eppure a Brescia la sedicente indipendentista Unione padana sigla un’alleanza con la lega!!!

  4. Bepe says:

    Macroregione, riorganizzazione fiscale, federalismo.

    Se queste 3 cose saranno nel programma di governo, perché continuare a fare i lemmings o i tafazzi ?!

    • Miki says:

      Perchè le prime due sono scatole cinesi,fumo negli occhi per le sciure Gabrielle potenziali elettrici. La terza in qualunque forma la si presenti verrà affossata “in punta di diritto” da csm e dal presidente più amato dai Leghisti (Maroniani). Quindi tanto vale parlare del meteo che almeno son cose concrete.

  5. Condivido l’analisi complessiva ma su un punto dissento. I leghisti parlano di Csu tanto per far finta di avere una vaga strategia geopolitica. Ma non sanno bene di cosa parlano. Considerando che schifo era la Dc poi mi pare un insulto ai baveresi e ai loro leader dire che la Csu è una specie di Dc. Magari avessimo una Csu

    • erik says:

      I bavaresi sono un popolo, fiero di esserlo. I padani non sono un popolo e questa è una realtà storica.
      Al posto dei baveresi mi sentirei offeso da qst persone di dubbie capacità e sicuramente in malafede…

    • Giovane Padana says:

      Poi la CSU ha messo fuori la CDU dalla Baviera, vi vedete la Lega proibire al PDL di candidare proprie liste in Padania? I paragoni internazionali del piffero valgono ormai come il 2 di briscola,l’allega è la versione varesina del partito di Mastella al massimo.

  6. Rtg says:

    Riassumendo:
    da un ideale puntuto
    si è passati a due punti pilastro,
    dai due punti pilastro si è passati a tre spunti,
    ora mi attendo il passaggio a sette suppliche…

  7. pinguinetto says:

    La lega 2.0, ripartita da macerie, ha portato a casa la presidenza della regione lombardia dopo un ventennio ciellino, un gran risultato visti i numeri dei voti raccolti dal partito e l’autorevolezza dl candidato. Non mi pare poco. Ora per portare a casa il 75% occorre provare ad allearsi col diavolo se no il 75% lo vedi col binocolo. Berlusca è il diavolo, non può dire di no a nessuno dei suoi votanti meridionalisti, eppure pare l’unico col curriculum da imprenditore ad avvicinarsi al progetto leghista. La triade cota-zaia-maroni deve fare il resto. L’occasione è propizia con un governo romano così debole.

    • Giovane Padana says:

      Informazione di servizio: i cellini in Lombardia comandano tanto e più di prima. Sveglia per dio.

    • Miki says:

      La Lega 2.0 le macerie se le è create da sola; fomentando la corrotta magistratura taliana con dichiarazioni alla “non so niente,non ho visto niente,decideva tutto Umberto,la Lega è parte offesa” anzichè fare muro contro sta feccia SEMPRE proveniente dalla medesima regione (in attesa che s. vesuvio compia il miracolo).

      Bruttsito e matrimoni stucchevoli a parte: li il marcio c’è davvero

  8. lorenzo says:

    Scusate intervengo dicendo: tutto vero, La Lega ha un’infinità di colpe e di limiti per non essere stata in grado di portare avanti coerentemente il più grande progetto politico in 150 anni di storia politica italiana: cioè la divisione dallo stato italiano stesso e l’Indipendenza della Padania. Ma ha un attenuante: ha dovuto rappresentare dei popoli che si sentono (ancora oggi, forse a parte i Veneti) più italiani che padani, e che alle ultime elezioni hanno votato, forse per disperazione, un comico. Senza contare che, storicamente, dai tempi di Carlo Cattaneo fino ai nostri giorni, i più grandi nemici delle nostre libertà hanno (ahinoi), nomi e dna padani: Casati, Savoia, Giolitti, Mussolini, Agnelli, Fini, Casini, Bersani, Prodi, Monti, Bassetti, ecc.. La Lombardia e la Padania sono diverse dalla Baviera, dalla Catalogna e dalla Scozia, ma bisogna continuare a credere nel progetto

    • Ferruccio says:

      Ti sei dimenticato……

      Bossi, Marone, Garavaglia, Fava, Mascetti, Calderolo, Stucchi, Grimoldo, Caparini, Cota Salvino……..Zaia, Toso, Gobbo

      possiamo ancora continuare ce ne sono molti altri

      Questi CIALTRONI si sono fatti le loro fortune politichei alle spalle del popolo del nord andrebbero GHIGLIOTTINATI sulle pubbliche piazze

    • erik says:

      Lei ha vagamente l’idea del male che ha fatto la lega in veneto???? c’è molto materiale a riguardo anche su questo sito, buona lettura (magari meno ideologizzata).

    • Giovane Padana says:

      La cosa che più è detestabile dell’allega in particolare in quest’ultima fase affaristico-fascio-maronita è ‘aver sputtanato in eterno le rivendicazioni autonomiste dei padani.
      Un po’ come Chernobyl che sarà inabitabile per secoli insomma.

  9. erik says:

    votare ancora lega è da completi cretini, al pari dei comunisti che votano il simbolo a prescindere da tutto il resto. La lega non solo ha fallito in 20 anni, ma ha vi ha preso tutti per il culo con l’inganno. Nonostante ciò la gente si ostina a votarli ancora adesso con una dirigenza fascista ed apertamente italiana e contraria ad ogni forma di autonomia (un nome per tutti: tosi)…incredibile…

    ci sono un sacco di partiti piu radicali e molto piu seri x le istanze indipendentiste, votate quelle!

    Se invece sperate di avere successo a roma quando matematicamente è impossibile (tutto il resto d’italia rema contro), scrivendo poi in qst seda che il magnifico lavoro della lega è stato avvallato dagli altri e ci credete ancora dopo 20 e dico 20 anni, l’unico consiglio che mi sento di darvi non è di fare scelte migliori in cabina elettorale ma di andare a farvi ricoverare in psichiatria.

    • Miki says:

      “con una dirigenza fascista e apertamente italiana..”
      Quindi tu riconosci che PERLOMENO la dirigenza precedente era davvero indipendentista e anti-sistema. Non è poco: poi si può discutere sulla capacità (che spesso coincide con “abilità nell’intrallazzo”) dei vertici nel portare a casa risultati concreti, spesso affossati al momento dell’entrata in vigore da taliban costituzionalisti. Comunque sempre meglio della caporetto attuale..

      • erik says:

        In tutta onestà non posso riconoscerlo, per limiti legati alla mia giovane età…quindi mi astengo dal commentare l’allora…ma è sicuro che la lega ha sempre, cioè fin dall’inizio, fatto il male del veneto che non è parte della “padania” e non si sente sicuramente parte di essa. Basta parelare con i veneti per rendersene conto… La lega ha sempre messo i bastoni tra le ruote ai movimenti indipendentisti veneti in nome dei suoi personali spiccioli interessi…
        Che poi negli anni ’90 fosse realmente indipendentista io non lo so, ma essendo veneto neanche mi interessa…mi auguro solo che scompaio dal serenissimo suolo il prima possibile…

        • Miki says:

          Ma se l’auspicio è che Liga Veneta si separi da questa porcheria neocon che è diventata la Ln 0.2 maroniana,non posso che darti ragione.
          Ma guardando indietro al periodo pre-Ln, con Liga Veneta, per non parlare delle liste pseudo-civetta alla I. V., non si è mai giunti a una situazione di un partito-padrone come Svp in sud-Tirol (dove infatti la presenza di liste Leghiste è sempre stata alquanto grottesca imho) o come gomorra,partito unico regionalista dei nostri “fratelli” campani. Quindi mi sfugge la via alternativa,se esiste.

  10. Rtg says:

    La Lega, politicamente parlando,
    è finita incaprettata: se tira a Roma
    si strozza a Milano…

  11. max says:

    Quando per governare si è in due o multipli di due,questo nel caso della Lega Nord in regione Lombardia,Veneto,Piemonte le idee di Macroregione,tasse trattenute per il 75% sul territorio e altre idee che si possono condividere in pieno,sono irrealizzabili per le varie anime che compongono queste maggioranze.E’ inutile spiegare chi sono i partiti lo sappiamo dc,psi,forza italia,e via con questo pattume politico,a cui la Lega Nord per non sparire dopo anni di fasti e incassi,si inchina a tutte le richieste vedi eleggere nonno Napolitano.
    Invece di blaterare di concretezza,i tre governatori dovrebbero organizzare una vera ribellione fiscale,ma come può succedere una cosa così mai.

  12. il brambi says:

    Ottimo articolo.
    Ascolto radio padania in due momenti distinti della giornata, la mattina in due fasi per la rassegna stampa dell’ottimo Giulio Cainarca e la sera quando c’è Pierluigi Pellegrin e concordo con molti dei pensieri espressi dai due conduttori; mi indigno più e più volte quando ho a che fare con i nuovi conduttori o con qualche vecchio che tende a seguire acriticamente la linea della dirigenza, per assicurarsi un posto di lavoro o un futuro assicurato in quel che resta di un movimento che continua a perdere pezzi e che vede scemare i consensi popolari accusando gli elettori invece di capire che proprio per la propria miopia gli elettori non li appoggiano più.
    Credevo ci fosse ancora qualche sognatore disposto ad impegnarsi per garantire alle generazioni future qualcosa meglio di quel che ci tocca accettare oggigiorno, ma anche tra quelli che si mettono in mostra sui mezzi di informazione non ne trovo più alcuna traccia.
    Non ho votato Grillo, ma non accetto il pensiero comune che incolpa il m5s di essere causa della disfatta dello stato itagliano se non si allinea e si copre dietro il regime parlamentare ed anzi, trovo che qualche dirigente leghista dovrebbe essere un po’ più simile a ciò che era un tempo per intercettare nuovamente lo spirito di rinnovamento che serve per salvare dalla disfatta totale questo nord produttivo che sempre meno riesce ad andare avanti.
    Maroni? Troppo statico, troppo fermo, immobile sulla riva del fiume a guardare i cadaveri dei suoi conterranei scivolare sulle acque di un fiume sempre più in secca.

    • druides says:

      Mi sa che il buon Bobo (Bobbo per la collaboratrice terronica) più che statico è imbrigliato nel nuovo elemento geometrico nato dopo il cerchio magico.
      Forse lui non lo sa, ma il suo vicepresidente in regione fa affari da anni con un suo assessore.

    • Giovane Padana says:

      Radio Pravdania è l’inascoltabile radio che a Milano non si può sentire perchè avevano piazzato l’antennone abusivamente su di un palazzo noto per essere in mano a gente ambigua.
      Altro che padani mitteleuropei i dirigenti allegaioli sono napo-padani nati.

  13. Giovane Padana says:

    Scusate ma temo che qui non abbiamo il senso delle cose: si continua a parlare di modello CSU,Catalogna,Scozia,e chi più ne ha più ne metta ma il punto è con chi sperate di arrivare a ciò?Con Marone?Con Salvino?Con Grimoldo?Trovatemi un dirigente legaiolo che valga l’unghia di un piede di Stoiber,Pujol o di Salmond.Suvvia un po’ di realismo.

    • elio says:

      se bossi avesse dato il via ai congressi anche solo cinque anni fa maroni non sarebbe mai stato segretario, quindi la colpa è di bossi e degli yes man che lo circondavano com preso il trota che è stata la vera rovina della lega, e pur in tanti avevano avvisato bossi…..

  14. Giovane Padana says:

    Mi perdoni Marchi ma dove il Carroccio 2.0 vuole andare a parare è stato lampante fino dall’inizio.
    Cosa vi aspettavate dalla terronata di Bergamo dove un’accozzaglia di fasci italo-veronesi e italo-varesini con le loro scopettone (simbolo del movimento rexista unitarista belga resuscitato nona caso per l’occasione) lanciavano insulti contro quel Capo che fino a poco prima secondo la migliore tradizione italica avevano venerato come un dio in cambio di un posto in qualche cda o di una candidatura porcellosa a roma?
    Sono gli stessi che dal 2001 in poi hanno lavorato per strasformate il fu movimento nell’ala destra di Forza Itaglia. Boby-Boby è dal ’94 l’uomo del berluska che finalmente può realizzare il famoso progetto del “partito del nord” (che un tempo consisteva nella fusione alla pari fra Carroccio e Forza Itaglia, oggi consiste al massimo nel confluire dei residui belleriani da 2-3% nel p2l più potente che mai)

  15. INDIEAHN says:

    Dalle mie parti siamo entrati a forza in una grande sedicente civiltà 2198 anni fa nella versione “gloria di roma”e nel ” mondo civile” conta il potere degli uni sugli altri, chi non c’è l’ha si arruffiana il potente di turno piccolo o grande che sia locale o nazionale! Così a parte uno zoccolo duro che vota sempre gli altri voteranno quando sembrerà di essere ormai a un passo dall’indipendenza per arrufianarsi i nuovi potenti….
    Manca la coscienza di non essere italiani grazie alla scuola tv e tanta bella cultura!!

  16. Francesco Mario says:

    E’ vero. Ha ragione Gianluca Marchi quando scrive che la colpa non può essere solo degli elettori e che buona parte della responsabilità va attribuita anche ai partiti (o al partito) che, invece di sollecitarli e organizzarli, hanno saputo solo deluderli. Tuttavia è anche vero che le critiche della gran parte di questi elettori delusi non hanno mai avuto nulla di costruttivo e, proprio come avrebbe voluto fare Giacomo, si sono nella massima parte dei casi risolte in una scomposta sequela di contumelie. Altri hanno fatto anche peggio e hanno votato Grillo

  17. Giancarlo says:

    … Così viene il sospetto che i leghisti abbiano votato Re Giorgio per obbedire alle indicazioni impartite da Silvio Berlusconi, il quale non è mai stato così contento in vita sua come il giorno in cui ha contribuito a rimandare al Quirinale quel vecchio comunista che approvò i carriarmati sovietivi a Budapest nel 1956…. (*)

    Ma va?!?!

    …. oppure Macroregione e 75% delle tasse trattenute sul territorio sono stati solo due specchietti per le allodole utili a vincere le elezioni lombarde …..

    Ma rivà ?!?!

    … Di conseguenza la eventuale “Csu padana” altro non sarebbe che la versione nordista della “Cdu italica”, cioè il Pdl con fusa dentro la Lega….

    Con l’essenziale differenza che dalla Baviera se la devono vedere a Berlino con la Merkel, Schäuble e gente di questo genere. Qui , lasciando perdere il Banana di cui ormai dà la nausea solo il sentirlo nominare, da Varese (??) se la devono vedere con personaggi del calibro di Alfano, Gasparri, Cicchitto, Mussolini, Santanché, La Russa ecc.ecc.

    Nota in calce:

    (*) La contentezza del Banana nei riguardi del trinariciuto del ’56 mette ancora di più in rilievo e la cinica strumentalità del suo anticomunismo e la stupida ottusità dell’anticomunismo di molti suoi elettori nonché di diversi commentatori qua dentro. In tutta Europa il comunismo è finito nel 1989, solo qua serve a far vincere le elezioni della repubblica bananiera (nel senso del Banana, of course).

    • Veritas says:

      Ma chi volevate, Amato? Monti? Mai contenti e sempre a rimbrottare: ma dove sono finiti i famosi duri e puri???
      Devono proprio essersi esauriuti.
      Strano, però, che la Lega sia sempre nelle prime pagivne di tanti quotidiani di destra, sinistra, centro e on mail con articoli generalmente diffamatori cioè su indagini continuamente annunciate. Strano.

  18. renzo says:

    Caro direttore, ho la vaga impressione anch’io che i colonelli della lega si siano ormai adagiati sugli allori,tutti soddisfatti per la rielezione di Napolitano( per il quale sono stati fra i maggiori artefici), compreso quello che anch’io ritenevo il miglior indipendentista dentro la lega che è Zaia. Se lei si ricorda le dichiarazioni rilasciate dal governatore nei giorni di burrasca con Tosi, dichiarava che nel giro di un paio d’anni la lega sarebbe cambiata e diventata un’altra cosa. Vuoi vedere che ci ha azzeccato lei dicendo che alla fine confluirà nel pdl post berlusca?

  19. tere says:

    il lavoro di Leganord è stato annullato ben due volte
    la prima con la bocciatura della devolution tramite referendum, la seconda con l’arrivo di Mario Monti che ha chiuso nei cassetti i decreti attuativi, pronti
    Nulla si può in un paese che non vuole cambiare, a partire dai suoi cittadini

    • Giorgio Bianchessi says:

      A dire il vero in Lombardia e in Veneto il sì nel referendum sulla devolution ha prevalso (55 per cento, punto più punto meno), uniche due regioni d’Italia. Secondo me, tanto basterebbe.

    • Giovane Padana says:

      Questo non giustifica i latrocinii dei belleriani o l’abbandono del progetto padanista da parte dei deputati,eurodeputati e consiglieri regionali lagaioli che se sono dove sono è perchè gli elettori li hanno mandati a battersi per l’indipendenza della Padania non certo per curare il proprio orticello o pagare con i nostri soldi la festa di matrimonio della figlia come certi maroniti di ferro hanno fatto.

  20. Miles Simplicius says:

    Non entro nel merito dei riferimenti ai partiti bavaresi o caalani. Quello che appare più evidente, dopo le vicende delle candidature alla Presidenza della Repubblica, è che la LN è sempre più palesemente una ruota di scorta del PDL. Pronta a intervenire “on call”…
    Ci vuole un nuovo movimento con un nuovo forte simbolo.
    Che assomigli a quello della Libera Compagnia Padana per intenderci

  21. Acisios says:

    C’è un solo motivo all’opposizione della Lega al governo Letta: la presidenza del Copasir, che tradizionalmente spetta all’opposizione e che il M5S rivendica con decisione. In alternativa, c’è l’altra commissione importante, anch’essa offerta sempre all’opposizione: quella sulla RAI. Entrambe non servirebbero a nulla alla Lega, ma molto a Berlusconi…

  22. evergreen says:

    Caro Direttore, la Lega a Roma ha solo i numeri per essere una pura rappresentanza, minoritaria ed ininfluente nelle decisioni che si sono succedute in questi giorni.
    É scontato quindi che per essere quantomeno partecipe a queste decisioni nell’interesse del progetto Macroregione, abbia inevitabilmente dovuto trovare un’intesa con il Pdl e con quest’ultimo impostare una proposta politica che sul piatto della bilancia potesse favorire sia le esigenze dell’alleato sia quelle della Lega.
    Quanto poi all’elezione del PDR, ricordo la Lega, vi ha sempre partecipato anche nelle precedenti.
    Premesso che la Lega non poteva scegliere un candidato di Bandiera poiché non ha i numeri, ne poteva essere determinante in alcuna scelta, qui allora occorre dire la verità, quella che taluni non vogliono sentire,perché purtroppo mette in discussione la propria coscienza, ovvero che la colpa di tutto ciò ricade in quei Padani che al momento di votare hanno guardato altrove, credendo di punire la Lega ma nei fatti hanno anche punito il proprio interesse individuale e quello collettivo della gente del Nord.
    Questo scenario è solo il primo atto, i successivi saranno solo una replica del primo, finché non si ritornerà al voto nella speranza che i Padani rientrino nella logica indipendentista, intendendo non quella solamente territoriale ma anche politica e abbandonino definitivamente quella della sudditanza romano-centrica, ivi comprese le varie cornamuse dell’antipolitica populista di ultima generazione.
    Purtroppo devo costatare che costoro sono gli stessi che oggi di dilettano a criticare le decisioni che la Lega assume, fingendo di non concepire che la Lega non può assumere diverse decisioni proprio per l’irresponsabile voto di questi Padani. Oso considerarli ancora tali.
    Mi permetto di proporle anch’io una scelta, era meglio Napolitano, Prodi o Amato ? Mi risparmio la penosa descrizione dei loro rispettivi curriculum, che peraltro già conosce, ma dei tre, uno!
    Credo debba convenire che non vi erano altre scelte.

    • gianluca says:

      Vedo che lei tende a dare la colpa solo agli elettori. Mai sfiorato dal dubbio che qualche responsabilità risieda in chi ha inanellato solo vane promesse e delusioni?

    • Giovane Padana says:

      Hai ragione ever, al prossimo giro votiamo direttamente PDL, vuoi vedere che prendendo qualche voto in più saranno capaci di tutelare meglio gli interessi padani?

  23. Bepe says:

    Non si capisce dall’articolo e dai commenti perché siate interessati alla linea politica della LN.

    Siete dentro la LN? Allora impegnatevi per la LN.

    Siete in un partito diverso dalla LN? Allora impegnatevi per tale partito.

    Non siete in nessun partito? Troppo facile, continuate pure a sputare sentenze.

    • Luca says:

      La Lega assorbe molti voti di gente (a mio modesto parere) ingenua che crede di votare degli indipendentisti, mentre in realtà regala il voto ad una costola del Pdl. Ecco perchè ciò che fa la Lega interessa anche ai non leghisti.

      • Miki says:

        Aggiungici qualcuno che si illude ancora di poter tornare indietro,semplicemente cambiando l’indecente segretario attuale. Comincio a dubitarne: chissà cosa si inventerebbe Maroni per disgustare ancora di più l’elettorato (dopo l’elezione di napoletano mi aspetto qualunque cosa: che canti fratelli d’itaglia insieme alla boldrini per esempio,o che destini parte dei famosi 16 miliardi agli invalidi bisognosi di avellino)

        • Gianmarco says:

          Hanno impiegato 8-10 anni e adoperato i servizi segreti per incastrare il “cerchio magico” (il filmino della consegna di 50€ dell’autista al minorato del trota) e conquistare il partito, anto era blindato.
          Adesso non li schiodi di li nenchè con una bomba.
          E scordati il congresso per i prossimi 10 anni!

    • Giovane Padana says:

      Finchè campate dei nostri soldi cari belleriani abbiamo tutto il diritto di farvi le pulci H24

  24. druides says:

    Considerazioni appropriate e molto preoccupanti.
    Il problema è che all’orizzonte non vi è nulla che possa far rinascere la speranza nell’ottimo progetto che un tempo fu della LN.
    Manca il fattore coaugulante.
    Ci sono segnali, ma ancora troppo flebili.
    Una cosa è, comunque, certa: la via dell’indipendenza è l’unica che può darci futuro. Non possiamo permettere di perdere il nostro spazio vitale.
    Se qualcuno ha idee o proposte, questo è il momento di accendere i fuochi.

  25. maurizio balocchi says:

    il piano di confluire e sciogliersi come una diarrea nel pdl e’ in atto da anni.

    I posti pero’ sono limitati.

    il piano ha un nome in codice , progetto negri.

    maroni sta portando Avanti un lavoro che aveva lasciato incompiuto nel 95.

    spero sia tutto chiaro.

    • Giovane Padana says:

      Esattamente, altro che tutela dell’identità insubre, i maroniti ci hanno dato ciò che restava del movimento a campani e le chiavi di casa al berluska.

  26. Rtg says:

    PDL:LN=DC:PSI

  27. Giacomo says:

    Caro Gianluca, apprezzo la tua moderazione. Io avrei scritto solo una scomposta sequela di contumelie, dunque mi astengo dal commentare l’operato del partito romano LN.

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