GLI IMMIGRATI DISOCCUPATI CI COSTANO TROPPO

di REDAZIONE

Gli immigrati disoccupati costano troppo alla comunità e sono aumentati dagli ultimi due anni. Per quelli che hanno perso il lavoro occorre dimezzare i tempi di permanenza nelle liste di collocamento da sei a tre mesi. Trascorso questo periodo, se non troveranno un nuovo impego andranno espulsi. Lo prevede una proposta di legge che vede come primo firmatario il deputato della Lega Alessandro Montagnoli e che è stata sottoscritta da altri 25 parlamentari del Carroccio. Nella stessa proposta, si chiede un contributo di perequazione (da versare al Comune) a carico del datore di lavoro che assume cittadini extracomunitari, pari al 5% del costo del lavoro e da destinare «a scopi socio-assistenziali». Secondo il rapporto 2011 del ministero del Lavoro, negli ultimi due anni, ricorda Montagnoli, il numero di disoccupati presenti in Italia è passato da 1,7 milioni nel 2008 a oltre 2 milioni nel 2010, con una variazione percentuale della componente straniera superiore al 60% (104mila unità). Per quanto concerne l’utilizzo di ammortizzatori sociali, i beneficiari stranieri dell’indennità di mobilità nel 2009 sono incrementati del 28,9%, a fronte di una crescita complessiva del 9,6% e della componente italiana dell’8,3%, mentre per la disoccupazione non agricola l’aumento dei percettori stranieri è risultato del 65,4% nel caso di requisiti ordinari e del 3,3% nel caso di requisiti ridotti.

Lo stesso rapporto, ricorda Montagnoli, contiene una previsione del fabbisogno di manodopera nel periodo 2010-2020, strutturata su tre ipotesi: uno scenario minimo, secondo il quale non ci sarà alcuna necessità di ulteriore manodopera nei prossimi dieci anni; uno scenario intermedio dal quale risulta un fabbisogno di manodopera praticamente nullo per il 2011 e in esigua crescita dal 2015 (510mila lavoratori) e uno scenario alto, che si differenzia dall’intermedio solo per una previsione di fabbisogno leggermente più consistente dal 2015 (per 840mila unità). «È indubbio -sottolinea Montagnoli- che il cittadino extracomunitario rappresenti un maggiore costo collettivo per il nostro Paese, in termini assistenziali, sanitari e di tutele sociali in generale. Per questi motivi, e poichè nei prossimi anni si stima non ci sarà più grande necessità di lavoratori extracomunitari e per il maggior costo che tale tipologia di lavoratore rappresenta per l’Italia, è opportuno stabilire un contributo di perequazione a carico del datore di lavoro che stipula contratti di lavoro con un cittadino extracomunitario e una riduzione da sei a tre mesi del periodo di iscrizione nelle liste di collocamento per il lavoratore straniero in possesso del permesso di soggiorno che perde il posto di lavoro».

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2 Comments

  1. luigi bandiera says:

    VERO, sono stati da sempre un costo…

    Adesso sono un ostacolo…

    PROCESSIAMO I POLITICI CHE HANNO PERMESSO L’INVASIONE..!!

    Salam

    • luigi bandiera says:

      Pensandoci ce ne sono altri da processare per ignavia e omissione di atti d’ufficio.

      Ma si sa, in itaglia succede di tutto proprio. E’ la nostra DISGRAZIA QUOTIDIANA..!!!

      QUANTI BRIGANTI, RAPINATORI E MANTENUTI ABBIAMO da SUPER PAGARE… e guai a segnalarlo se sbagliano.

      I TE FA METAR IN PREXON..!!

      Sta vincendo il male… e fin che NON arriveranno i NOSTRI campa cavallo che ce la caveremo..!!

      Alleluia

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