LEGA OGGI A MILANO, IL CORTEO DEI FRATELLI COLTELLI

di GIANLUCA MARCHI

E parlavano di tregua e di unità ritrovata! Nella Lega Nord, ovviamente. Altro che fratelli coltelli, qui siamo alle scimitarre. L’operazione che ha promosso Giampaolo Dozzo a capogruppo alla Camera al posto dell’ormai inviso Marco Reguzzoni tende indubbiamente a raffreddare gli animi, almeno in Parlamento. Ma sotto la cenere brucia un fuoco intensissimo. A dimostrazione di ciò è arrivata puntuale l’ennesima nota al veleno della Velina Verde, un sito che era rimasto silente per un paio di mesi, ma che nell’autunno del 2011 si era contraddistinto per aver sferrato pesanti attacchi nei confronti di Roberto Maroni e alcuni suoi uomini. Un sito che triangola fra i Caraibi e l’Islanda e che è stato subito attribuito all’ispirazione di Marco Reguzzoni, senza per altro che nessuno sia riuscito a capire bene chi lo gestisca. La caccia alla mano vendicatrice si era affievolita appunto perché Velina Verde si era silenziata. Ora, però, è tornata all’attacco, con un affondo pesantissimo contro l’ex titolare dell’Interno, che così viene apostrofato:  Maroni, sei il Fini della Padania! Giuda in confronto non era nulla, parricida!   www.velinaverde.org

Oggi, dopo la manifestazione di Milano, si riunirà il Consiglio federale, che sarà molto influenzato dal clima che si respirerà in piazza. In quell’occasione si attende da Bossi il via libera alla celebrazione dei congressi, il che eviterebbe la raccolta delle firme da parte degli iscritti già avviata in alcune zone della Padania. Le assise nazionali di Lombardia, Veneto e Piemonte, stando all’annuncio, dovrebbero svolgersi entro l’estate. Nulla di certo, invece, per il congresso federale che è fermo al 2002. Il Senatur, dopo il Maroni Night di Varese, sarebbe apparso  “ringalluzzito” a chi ha avuto modo di incontrarlo e poco propenso a lasciare la segreteria. In Veneto è già in corso da tempo la guerra del segretario Giampaolo Gobbo, bossiano di ferro, contro il sindaco di Verona Flavio Tosi, come dimostra l’intervista che minaccia cacciate dalla Lega per chi fa liste proprie alle amministrative. Gobbo è in sella da 15 anni e appare deciso a rimanere imbullonato alla poltrona. In Lombardia, invece, dove il segretario nazionale Giancarlo Giorgetti annuncia di voler dare le dimissioni un giorno sì e l’altro pure, potrebbe andare in scena il tentativo di riscossa di Reguzzoni, dopo la defenestrazione da capogruppo. In Piemonte, infine, si dovrebbe consumare l’ultimo atto dello scontro fra il governatore Roberto Cota e l’assessore regionale Massimo Giordano, un tempo sodali e ora nemici per la pelle.

Stamane in piazza, durante il corteo milanese contro il governo Monti che finirà davanti al Castello con gli interventi di  Calderoli, Maroni e Bossi (almeno questo sembra essere il programma), potrebbero essere scintille, se non peggio. Si dice che le due fazioni abbiano fatto incetta di fischietti per dare prova della propria forza. I due eserciti contrapposti – ma c’è da credere che quello maroniano sarà più numeroso – si schiereranno sulla piazza aspettando ciascuno la mossa dell’altro, pronti a scatenare la bagarre se dovessero esplodere contestazioni contro questo o quell’esponente di vertice. E’ una guerra di nervi, preparata tra l’altro con un intenso scambio di sms fra le truppe. Ad esempio abbiamo intercettato questo messaggio partito dal fronte cerchista: “Loro avranno Maroni, ma noi abbiamo le PALLE. Se fan casino in piazza, il congresso glielo facciamo fare al Niguarda”.

Insomma, il nervosismo è alle stelle. Anche lo stesso Bossi sarebbe avvelenato verso tutti coloro che stanno dando manforte a Maroni. Prima della serata di Varese se la sarebbe presa con Giorgetti accusato di aver pagato i pullman per portare la claque al teatro Apollonio. E dopo s’è scagliato contro i sindaci bergamaschi che hanno mobilitato i militanti sempre in favore dell’ex ministro.

Nella riunione di vertice che ha partorito la decisione di sostituire Reguzzoni con Giampaolo Dozzo sulla poltrona di capogruppo alla Camera si sarebbero levate richieste di provvedimenti nei confronti degli esponenti maroniani che hanno usato le espressioni più dure nei confronti dei cerchisti. Il Senatur pare che abbia mandato tutti a quel paese, ma in cuor suor suo si rende conto che la situazione gli sta sfuggendo di mano e non ha più la forza di un tempo per prevedere le mosse degli altri e neutralizzarle con quella che era la sua migliore tattica, l’abbraccio del Cobra (copyright by Gilberto Oneto).

Per ora l’unico segnale di mediazione è rappresentato dall’indicazione di Dozzo (nella foto a fianco)  a capogruppo alla Camera.  Riservato, schivo come sanno essere i veneti, ma quando si tratta di lottare non si tira mai indietro. Del Palazzo conosce tutto. Vi è entrato nel 1992. Uno dei primi leghisti che accompagnarono Umberto Bossi «alla conquista di Roma» e, soprattutto, uno degli unici quattro, insieme agli esponenti della vecchia guardia, cioè Castelli, Leoni e Stefani (suo grande sponsor in questo nuovo incarico), a non essere stato defenestrato dal partito. Il suo nome era già stato tirato in ballo ad inizio legislatura per ricoprire l’incarico di capogruppo. Il posto fu poi assegnato a Roberto Cota. Già sottosegretario all’Agricoltura con il ministro Gianni Alemanno, ha seguito il dossier Parmalat. Il suo nome è legato anche alla questione delle quote latte. Umberto Bossi lo ha scelto per la sua esperienza (in Veneto, lui è trevigiano, ha gestito le sezioni vicentine durante un periodo molto turbolento nella storia locale del partito), ma anche perchè appare al di sopra delle parti nella lotta tra cerchisti e maroniani. Con questi ultimi, certamente ha più feeling ma non si può definire un maroniano puro pur avendo ottimi rapporti con l’ex ministro. Ultimamente si è reso protagonista di un animato battibecco con il collega di partito Paolini sulla questione Cosentino. Insomma, si tratta di un fedelissimo di Bossi che ha il compito di ricompattare il gruppo alla Camera e di dare del filo da torcere alla maggioranza in Aula. «È accorto ed educato ma, quando serve, sa farsi rispettare – dicono di lui i colleghi di partito -. Fini se ne accorgerà ». Martedì prossimo è previsto il debutto.

Intanto c’è da registrare anche l’autodifesa di Rosi Mauro (nella foto). «Non penso di dover spiegare niente a nessuno, sono in Lega da 25 anni. Alcuni dicono che sarei una approfittatrice, ma mi limito a ricordare che conosco Umberto Bossi dal 1987». Lo ha detto la vicepresidente leghista del Senato, che a un incontro del gruppo politico femminile alla Villa Reale di Monza ha parlato delle polemiche montate sulla situazione interna alla Lega. Mauro si è sentita tirata in ballo in questi ultimi giorni per il suo ruolo nella Lega: «C’è chi scrive – ha detto questo pomeriggio – che dopo la malattia di Bossi ci sarebbero attorno a lui persone che lo condizionano. Leggere queste cose mi fa un pò schifo, il federalismo fiscale lo abbiamo portato a casa dopo la sua malattia e con Bossi saldamente al comando». Quindi è stata la volta delle polemiche tra i singoli dirigenti del movimento. «Io non sono una ipocrita – ha sostenuto – ma la battaglia la faccio sempre dentro e mai fuori dal partito. E non voglio denigrare mai i colleghi di partito, anche se qualche matto lo abbiamo anche noi». La Mauro ha detto di non voler parlare «attraverso i giornali, attraverso Facebook ma incontrando la gente». E ha infine risposto indirettamente a chi, come Roberto Maroni ha chiesto che la Lega abbia un “sindacato vero”: «il Sin.pa di cui sono segretario è un sindacato piccolo, ma perchè la nostra gente è dura e sono tanti i leghisti che hanno in tasca la tessera di Cgil-Cisl-Uil».

 

 

 

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13 Comments

  1. dante says:

    Ho sentito che in Via Bellerio la carta igienica è solo a doppio velo.
    Bossi vuole sempre un acopia.
    .

  2. Ferruccio says:

    SIG.BATWOMEN

    Si ci hanno commissariato proprio con queste parole

    Voi di Arezzo “CI AVETE ROTTO I COGLIONI.”

    Parole pronunciate dal segretario Nazionale della Toscana sig. Morganti , nominato parlamentare Europeo con 2584 preferenze su 5 regioni……

    Erano da più di 2 anni che i militanti storici si battevano per far rispettare le regole e lo statuto….tutto e stato vano sembrava di lottare contro imulini a vento..

    I militanti storici 22 e circa 60 soci sostenitori sono usciti dal movimento.

    Nel 2011 la Lega Nord si è presentata alle elezioni comunali con una lista di Massoncelli di 3 livello e dal 10% è passata al 3,45% tutto questo sotto la supervisione di GIACOMO STUCCHI.

    Altri tempi altra Lega …..ma sopratutto …..ALTRI LEGHISTI

    • batwoman says:

      Credevo fosse Livorno. Non avevo idea che anche Arezzo avesse avuto il problema del passaggio dei massoni e degli ex An all’interno della lega nord. Già nel 2008 in Toscana si era fermato un tentativo di tesseramenti di massoni ex an che tentavano di entrare nella lega nord. La cosa venne alla luce e gli organizzatori del tentativo di infiltraggio preferirono fare marcia indietro, con una velocità estrema e dando la colpa ai leghisti toscani. Confesso di aver seguito la storia a grandi linee, e di sapere che da tempo in Toscana c’è una lotta di militanti per riuscire ad affermare il loro diritto di essere leghisti toscani contro una certa mentalità di tipo cerchista che vorrebbe vendere i posti in cui i voti non sono molti. Sinceramente, io preferisco le lotte interne. 4 calci nel culo quando il cervello di qualcuno partorisce certe idee sono la cura migliore.

  3. Giacomo says:

    sono alla frutta. Forza che rimuoviamo la carogna dalla sede stradale.

    Autodeterminazione per tutti i popoli Padano-
    Alpini.

    • batwoman says:

      Non pensare, Giacomo, che la lega finisca. Ci sarà solo il solito casino della malora che, mentre da fuori guarderanno tutti stupiti la nuvolona di polvere, tranghetterà il movimento verso la nuova era. Il dramma è che non sappiamo cos’è, questa nuova era.

  4. Ferruccio says:

    ANNO 2012 – LEGANORD E MASSONERIA
    SI SCOPRE L’ACQUA CALDA……

    Cara VELINA VERDE perchè soltanto adesso ?????

    Sono anni ormai che nella Lega Nord la MASSONERIA imperversa, è dall’anno 2008 che insieme ad altri militanti storici del movimento denunciammo questo fatto..In Toscana nell’anno 2010 una provincia è stata commissiarata perchè il consiglio provinciale si era opposto a dare la militanza a conclamati Massoni, ma l’allora segretario regionale Morganti ha addirittura portato al consiglio nazionale la mozione di passaggio alla militanza dei conclamati Massoni facendola approvare baipassando il consiglio provinciale .
    Tutto questo è stato deciso ed approvato con la supervisione di Calderoli e Salmoiraghi.
    Addirittura la provincia il 3 Agosto 2010 è stata commissiarata con la seguente motivazione….CI AVETE ROTTO I COGLIONI !!!!!

    Noi avevamo capito di aver rotto ben altro……..
    infatti nella città di Licio Gelli la Lega Nord grazie al lavoro ed ai grandi sacrifici dei militanti storici aveva preso il 10% ed eletto un consigliere Regionale.
    Prima di essere commissariato l’allora segretario Provinciale ( Gabriele Chiurli ) aveva informato tutti i vertici della Lega Nord.
    E’ stato un grande dispiacere capire che la vera Lega quella in cui avevamo creduto e lottato per più di 20 anni sottraendo tempo e denaro alle nostre famiglie non esisteva più…..
    Di quanto accaduto abbiamo informato TUTTI !!!!!
    BOSSI, MARONI, CALDEROLI, GIORGETTI GARAVAGLIA , DA VICO STUCCHI CASTELLI ROSI MAURO SALVINI ecc..ecc..
    Non capisco cara VELINA VERDE dove stà la differenza forse fra la Massoneria di sinistra e quella di destra ?????

    A tal proposito VELINA VERDE verifica le nomine fatte in Toscana nei C.D.A. delle aziende consociate di Finmeccanica ……….e avrai grosse sorprese

    • batwoman says:

      ohi ohi…. ora è la volta che saltano fuori tutti gli altarini.
      Maroni senza saperlo ha rotto un tabù, anzi per rompere un cerchio magico, in realtà li ha rotti tutti…Ora i militanti parlano…

      Davvero hanno commissariato la provincia con la frase “ci avete rotto i coglioni?”

  5. Gianki says:

    E’ dà 5 anni che in lega hanno fatto entrare chiunque,
    l’importante è vincere a tutti i costi . Naturalmente bisognava facilitare chi finanziava (vedi la pellicciaia di Desenzano) e qualche figlio di papà, che a differenza degli operai del nord che la Lega dice di difendere ,non ha mai visto il libretto di lavoro.E’ proprio vero caro Bossi hai voluto vincere a tutti i costi , ora ti hanno presentato il conto e della tua Lega non ti è rimasto in mano neanche lo spadone.

    • luigi bandiera says:

      E proprio al congresso di Varese (espulsione di D. Comino) il mio intervento fu sugli INFILTRATI.
      Dicevo tra le altre cose: …la lega nord non deve essere un rifugio politico. Appunto, avevo gia’ visto e mi sono scontrato con chi invece per vincere li ha aiutati a occupare i porti come assessori e consiglieri. Anche certi sindaci…
      In quegli anni, intorno al ’94-’95, c’era l’assalto alla lega e ma non per volantinare, ma per le poltrone.
      Come sempre in italia tutti erano leghisti viste le percentualidi consenso specie qua nel Veneto.

      E ma ce ne sono tante altre di ben poco leghiste.
      Se parlavi per spirito di corpo, ti isolavano…

      Basta se no poi mi arruolano, nella legione straniera.

      Speriamo che si ravvedano…

      Altrimenti con il fuoco che ci troviamo il risultato sara’ solo CENERE..!

      Anni di sacrificio buttati cosi’…

      A me sinceramente dispiace molto.

      Amen

  6. cogo andrea says:

    SI RIPARTA DA PARMA 27 GEN // A RIALZARE LA TESTA E’ CONTINUARE LA LOTTA CONTRO LE BANCHE CAUSA DEL DISASTRO DI GRANDI INDUSTRIE DEL PAESE . // LA DISTRUZIONE DI PARMALAT gli autori e complici // si riparta da quel silezio TOMBALE del gennaio 2004 CHE INSPIEGABILMENTE il giornale ” LA PADANIA ” fece SU BANCHE e PARMALAT —- FAZIO banca italia DIVENTO SANTO . maitruffe@hotmail.it 347 3076527

  7. cogo andrea says:

    MA CON UN MINISTERO DEL INTERNO CHE AVEVA IN MANO — PERCHE’ NON HA FATTO SAPERE CHI SONO I TIPI veliniverdi ? velinicosentini ?da napoli?

  8. batwoman says:

    Urca, che sfogo, quello della velina verde… oramai l’autore o l’ispiratore è chiaro. D’altra parte hanno fatto fare a Reguzzoni una brutta fine dopo avergli promesso la luna. E’ il primo leghista ad essere stato sacrificato così platealmente da Umberto. Logico che cerchi il suo sfogo.
    Gianluca dice che Bossi se ‘è presa con Giorgetti. Beh, a qualcuno la colpa la doveva dare e la colpa finisce sempre al più timido e che è a fine mandato.

    Quello che dice la velina verde in parte, però, è vero. Passi la questione di avere dei sottosegretari di altri partiti. SI sa, in un’ alleanza, specie a Roma, ogni posto è regolato dal manuale Cencelli e i posti a nomina politica sono distribuiti in base alle virgole percentuali dei voti.
    Però, la portavoce, così come la segretaria particolare, deve essere qualcuno di fiducia assoluta
    Un leghista doveva avere un leghista come portavoce, e non una tizia che si permetteva di filtrare i contatti (come la Votino faceva) fra il nostro Movimento e Maroni.

    Comunque ora Maroni non è più ministro e la Votino è tornata a casa da papà.
    E i guai nella Lega nord non sono scoppiati certo a causa della Votino.

  9. batwoman says:

    Gianluca, scusa, posso farti una domanda? premesso che il modo in cui l’indipendenza è organizzato mi piace molto, come mai alle volte trovo paragrafi spostati da un articolo all’altro? Se so come funziona mi regolo meglio con i commenti. ieri ho commentato la tua frase dei tiri mancini, ma il commento è sotto l’altro articolo.

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