Lega, Fava: Salvini fa suo movimento? Lasci partito a gente del nord 

maroni fava

“La Lega Nord ha la necessità di esistere ancora, ce lo chiedono gli elettori. Se il segretario e chi gli sta intorno hanno scelto strade diverse, vadano dove ritengono sia più opportuno, ma almeno lascino ai leghisti la Lega”. Non nasconde la sua preoccupazione Gianni Fava, assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia ed esponente della minoranza della Lega, oltre che ex candidato alle primarie del Carroccio contro Matteo Salvini. Parlando prima dell’udienza al Tribunale civile di Milano per il ricorso proprio contro la nomina di Salvini a segretario federale, Fava torna sul partito “parallelo”, la ‘Lega per Salvini premier’, creato nel mese di dicembre dal numero uno del movimento. Fava rileva che “da quello che si legge dalla gazzetta ufficiale, Salvini si è fatto un altro partito all’insaputa di tutti i militanti” e spiega che il leader “non ha mai avuto il placet del consiglio federale che non avrebbe potuto deliberare su una cosa di questo tipo” mentre “al congresso non se n’è mai parlato”. Nello statuto del nuovo movimento la parola ‘Padania’ non compare più, ma la Lega Nord delle origini per Fava”esiste ancora, sono convinto che dal punto di vista ideale sia più forte che mai” perché “esiste ancora alla grande tra la gente, e ne è dimostrazione il consenso plebiscitario al referendum sull’autonomia tanto in Lombardia quando in Veneto”.

Un dato che “dà la sensazione di come una delle nostre battaglie storiche e campali sia diventata un patrimonio di tutti”. Sul rischio di una scissione, con una Lega ‘salviniana’ e una più tradizionale che potrebbero prendere strade separate, Fava ammette che “la Lega salviniana in questa fase elettorale riesce a ottenere più consensi senza dubbio, perché il messaggio politico di Salvini è più facile” ma sottolinea che “è un altro partito, con altre finalità e altre motivazioni”. L’ex candidato della minoranza lancia la sfida: “Se si abbandona la strada storica della Lega, si lasci il partito quelli che vogliono continuare a fare i leghisti del nord, che vogliono parlare della Padania, dell’indipendenza e dell’autonomia”. Sul futuro di Roberto Maroni e di chi lo sostiene, spiega: “Mi pare di aver capito che ha scelto la via della professione, non ha ancora l’età per i giardinetti. È in una fase sua personale di riflessione, sta rivedendo la sua vita, credo che più o meno sarà la sorte che toccherà molti di noi. Chi più o meno volontariamente, e chi invece per scelta personale, è chiaro che una componente forte della vecchia guardia, che da sempre ha condiviso le battaglie di Umberto Bossi, farà fatica a trovarsi in questo partito”. Sulla candidatura del Senatur alle politiche, però, Fava non ha dubbi: “Io credo che Bossi sarà candidato sicuramente, non per un gesto di affetto ma per una questione di utilità: Bossi ha ancora il suo seguito, Salvini ha fatto fare sondaggi e ha visto che può spostare ancora qualche punto percentuale. Hanno tirato molto la corda per cercare intimorirlo, ma il risultato è che sarà candidato”. (La Presse)

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