LEGA: FAR CADERE FORMIGONI? SI, FORSE MA NON ADESSO

di REDAZIONE

Lega pronta a staccare la spina a Roberto Formigoni, anzi no, almeno per ora: in Consiglio regionale le posizioni all’interno del Carroccio sembrano avere sfumature diverse, non senza polemiche fra i diversi esponenti. Il presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, in una intervista apparsa sul sito online di Panorama, ha definito «naturale» essere pronti a togliere il sostegno a Formigoni, se il Pdl continuerà a sostenere il governo Monti. Una dichiarazione che stride con il comunicato congiunto fatto ieri con toni distensivi dal capogruppo del Popolo della libertà Paolo Valentini e dal quello del Carroccio Stefano Galli. E infatti proprio Galli ha replicato che «Boni non è nessuno per fare affermazioni di questi tipo. Chi può dire a Formigoni va a casa è il segretario federale Bossi. E se affida a qualcuno il mandato di presentare una mozione di sfiducia a Formigoni, quello sono io». Comunque di una mozione del genere «non se ne parla». Però il governo Monti ormai «fa scelte politiche» che secondo il vicepresidente della Lombardia Andrea Gibelli somigliano alle «vecchie lenzuolate di Bersani: è un governo di centrosinistra sotto mentite spoglie». «E se il Pdl a Roma vuole votare misure che contraddicono alla radice quello che ha sostenuto negli ultimi 15 anni» ha aggiunto Gibelli, si crea una «divaricazione» con il Carroccio con «ricadute normative sulla Regione che pongono la Lega da una parte e il Pdl dall’altra». Di far cadere la giunta, però, ora non si parla. Anzi «nonostante le richieste del Pdl di staccare la spina a Formigoni – ha rilanciato il vicepresidente – ho sufficienti elementi per sospettare che il Pd e l’Udc tentino di costruire un’allenza in Lombardia simile all’esperimento di Roma». Non si potrebbe sostituire Formigoni (che è stato scelto con l’elezione diretta, e quindi servirebbero nuove elezioni), ma cambiare la maggioranza che lo sostiene, mettendo parte del centrosinistra al posto del Carroccio. L’idea in effetti piace al capogruppo dell’Udc Gianmarco Quadrini che la considera un modo «per essere a fianco del governo a portare il Paese fuori dalle secche». Però non convince il Pd. «Riteniamo che non ci siano le condizioni – ha concluso il capogruppo del partito democratico Luca Gaffuri -. Bisogna arrivare al più presto al voto». La questione dunque è nelle mani di Umberto Bossi. E di Silvio Berlusconi, ovviamente!!!

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One Comment

  1. Rohit says:

    @GURU2012nemmeno io la fcciao la distinzione, per me tutto e’ vita, ogni cosa agisce sulle altre e dipende a sua volta dalle altre.l’ho scritto in quella maniera per quelli che normalmente invece la distinzione la fanno, in modo da creare meno confusione.comunque ribadisco la mia idea, per cercare di capire al meglio gli eventi non e’ utile entrare nei dettagli tecnici degli eventi ma e’ utile entrare nei dettagli dell’informazione che i media danno. chiedendosi per esempio quale reazione nella gente i media vogliono creare con le notizie.al di la’ dell’evento in se’ sara’ la reazione della gente a creare la realta’. per esempio se ti dico in tv che da domani e per un mese non si distribuira’ piu’ cibo nei supermercati non e’ utile cercare di analizzare la causa (supermercato chiuso, distribuzione ferma, cibo avariato, ecc) ma l’effetto, la gente che si riversa oggi a comprare tutto quello che c’e’. non importa poi se domani il supermercato invece apre come al solito e la causa non esisteva, l’effetto e’ stato comunque ottenuto con la falsa notizia facendo leva sulla paura della gente. per questo si cerca sempre (e lo vedi dai telegiornali) di fare stare la gente in un clima di paura, perche’ in un clima di paura l’effetto dell’informazione e’ piu’ forte. quindi e’ facile vedere come sia l’informazione quella che maggiormente incide sulle azioni della gente (vedi anche pubblicita’). l’informazione e’ il vero potere, tutto il resto e’ subordinato, denaro incluso. indopama

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