Maroni: vogliamo forse regalare la Regione Lombardia alla sinistra?

di GIANMARCO LUCCHI

Qual è la Lega 2.0? Quella della pulizia interna, delle ramazze per spazzare via le mele marce alla Belsito o quella che continua a sostenere, nonostante le accuse di compravendita di voti dalla ‘ndrangheta, un’esperienza di governo regionale che, almeno per la base e seppur prossima ad essere rinnovata, appare screditata e indifendibile? E’ su questa domanda che si arrovellano, in queste ore, non solo molti tra i militanti, favorevoli in maggioranza a staccare alla spina a Formigoni. Ma il dubbio comincia a circolare anche tra alcuni dirigenti del Carroccio che oggi parteciperanno al Consiglio federale. Sotto esame è la disinvoltura con cui il nuovo capo è apparso in conferenza stampa congiunta a Roma, sotto le insegne del Pdl, accanto a Formigoni ed Alfano, in un momento in cui la Lega, secondo gran parte del movimento, avrebbe dovuto prendere le distanze con più nettezza dall’infamante accusa di sostenere un’amministrazione inquinata dal rapporto con la ‘ndrangheta e staccare con decisione la spina. “Se Alfano vuole parlare con noi, deve venire in Lombardia”, è stato lo sfogo di un dirigente leghista, peraltro maroniano. “La Lega 2.0, il ‘modello Verona’ aperto alla società civile, lo fai mandando a casa una giunta in cui c’è chi è stato eletto con i voti della ‘ndrangheta”, dice un altro leghista di lungo corso. Insomma, un Maroni apparso quasi titubante, all’indomani della dura presa di posizione di Matteo Salvini, “sicuro” della fine della legislatura lombarda in primavera; una posizione di compromesso troppo “accomodante”, che ha fatto storcere il naso a molti, convinti che la base non abbia apprezzato la scenetta di unità ritrovata in via dell’Umiltà. Ma il ragionamento del segretario non è peregrino, a lui viene accreditata una frase del genere: “Vorrei essere il capo della Lega che consegna a un leghista la guida della Regione Lombardia e non quello che regala il Pirellone a uno qualsiasi della sinistra”. Insomma, la partita in atto non è facile da giocare e la vicenda Zambetti ha inopinatamente accelerato i tempi.

Qualcuno tuttavia si spinge a dipingere l’esistenza di un doppio Maroni: uno “romano”, più “tattico” e mediatore; l’altro più netto e battagliero, quello dei comizi padani.  C’è poi, tra i dirigenti, chi fa notare con stupore e un certo fastidio il modo amichevole, quasi confidenziale, con cui la portavoce del segretario federale, Isabella Votino, è stata vista interloquire ieri in conferenza stampa a Roma con il leader del Pdl Angelino Alfano. Al Federale di oggi verranno stabiliti, molto probabilmente, “paletti più precisi”, tra cui la data del voto, principale punto critico della vicenda. In un confronto in cui è già chiaro che la principale preoccupazione sarà quella di tenere in dovuto conto, per la decisione finale sulle “condizioni” per la nuova Giunta di Regione Lombardia, dell’orientamento della base, pena probabili nuovi danni in termini di consenso. Formigoni oggi ha tenuto a precisare che l’accordo raggiunto ieri è un via libera ad arrivare alla fine della legislatura. E ha rafforzato il concetto citando proprio Maroni, che ieri ha affermato che la Lega non ha mai chiesto il voto ad aprile per le regionali in Lombardia. L’esatto opposto di quanto detto, e ribadito anche oggi, dal leader della Lega Lombarda Matteo Salvini, che con Maroni è in costante contatto. Poiché in Lega tutti sanno che Salvini parla “in sintonia” col suo leader, da qui il disorientamento sulla questione “data nuove elezioni”. Anche Bossi, oggi, ha parlato di elezioni in primavera. E Formigoni non ha perso occasione per ribadire, pro domo sua, che è Maroni il leader della Lega.

Intanto Matteo Salvini va giù duro contro il Celeste. “Formigoni dovrebbe contenere la sua arroganza. Invece di ringraziare Padre Pio per essere dov’è, continua a dispensare lezioni a destra e a manca.” Il segretario della Lega Lombarda lo ha detto a Radio 24. “Non ci sono più margini per tenere lì Formigoni – prosegue Salvini – fossi in lui mi sarei già dimesso. Il primo momento possibile per votare sarà in primavera.” E sulla nuova giunta aggiunge: “Una nuova giunta è inutile e comunque la Lega non dovrebbe entrarci, anzi non dovrebbe dare neanche l’appoggio esterno. E se Formigoni non si dimette, lo facciamo dimettere noi”. Poi, in tarda serata, Salvini con una nota aggiusta un po’ il tiro: “L’unica alternativa alle dimissioni di Roberto Formigoni è l’impegno a votare entro aprile per il rinnovo del Consiglio regionale”. Posizioni un po’ divergenti fra Maroni e Salvini? Difficile pensarlo, forse più un gioco delle parti e intanto il segretario della Lega Lombarda pensa, in vista del week end del 20 e 21 ottobre, quando verranno raccolte le firme per un referendun sull’euro, di proporre ai militanti un quesito su Formigoni: tenerlo o mollarlo? Il risultato appare scontato, ma intanto si prende tempo.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

17 Comments

  1. Franco says:

    Consegnare la lombardia alla sinistra?Pensavo che la lega e il”maroni” volessero riconsegnare la lombardia ai lombardi,invece, da buon servo dell’attuale regime,cerca di sopravvivere al crollo dell’attuale sistema marcio e corrotto.Aveva affermato,con la scopa in mano,di volersi “allontanare” da roma,invece ora cerca di non essere mandato via da roma.Più italiano di così ……..!!!!!!

    • erio.ilpadano says:

      Vogliamo far far anche alla Lombardia, quella fine indecente del pdl che ha consegnato Milano alla sinistra riducendola a una casbah?

  2. Domenico says:

    Poche idee e molto confuse.

  3. ingenuo39 says:

    Perchè i politici dicono le cose ai giornali,cioè ai giornalisti e il giorno dopo smentiscono quello che hanno detto se non l’esattamente i contrario e il contrario del contrario? Adesso, chi sono i giornalisti e che mestiere fanno di fronte a questi individui? Penso, o sono sprovveduti o sono sciocchi, o sono creduloni o sono in torta con loro o semplicemente hanno famiglia. Mentre credo che il “mestiere” o la professione del giornalista sia diversa, cioè informare i lettori sinceramente e se qualcuno dice cose e poi le smentisce il giorno dopo, per non fare la figura dello stupido, dovrebbe essere coerente e dire che questa persona è bugiarda prendendosi la responsabilità di quello che ha ascoltato in precedenza, altrimenti, sarebbe complice e sarebbe bugiardo pure lui. Non dico che siamo in Italia, perchè per cambiare dovrebbero iniziare loro e se fosse cosi li seguirò volentieri.

  4. Mauro Cella says:

    Già qualche mese fa Maroni aveva tuonato che avrebbe fatto “tagliandi periodici” alla junta lombarda. Sono servite le manette (per non parlare della condanna di Formigoni per calunnia, emessa giovedì: il Celeste dovrà risarcire i Radicali con la bella sommetta di 110000€) per fare scattare il “tagliando”. Non è una bella figura.

    So che il vecchio Bobo è in una situazione molto difficile, ma a questo punto deve iniziare a prendere decisioni forti, quasi sicuramente dolorose, se non vuole sparire nel nulla. Come troppi manager che si illudono di tornare ai numeri del 2007 rischia di trovarsi a dormire sotto un ponte.
    La Lombardia va “sacrificata”: non c’è altra via d’uscita.
    L’anacronistico ricatto anticomunista (eredità di quell’enigmatico personaggio che era Indro Montanelli) va mandato in soffitta. I pochi voti che porta in casa non possono compensare il danno d’immagine dovuto al continuo supporto di un sistema che oramai fa acqua da tutte le parti e ad un Formigoni che, nonostante l’immagine di padre-padrone che vuole dare, sembra avere completamente perso il controllo di sè stesso e della sua creatura.

    Maroni deve anche stare attento a chi ha in casa. Gente come Tosi e Zaia ci metterebbe un secondo ad abbandonarlo al suo destino nel momento in cui il partito dovesse trovarsi sull’orlo del precipizio, e non a torto. Hanno troppo in ballo per lasciarsi trascinare dal crollo della Lega.

    Le elezioni 2013 arriveranno presto. Per allora Maroni dovrà avere preso quelle decisioni dolorose di sopra se vuole avere una speranza di sopravvivere. Vale davvero la pena di sparire per consentire a Formigoni di arrivare al 2015?

  5. nomenade says:

    Preferirei vedere un Lombardo consegnare ad altri Lombardi la guida della Regione purché siano onesti,piuttosto di vedere un Lombardo che dovrebbe fare l´interesse dei Lombardi,scendere a patti con uno come Alfano e rimanere ricattato da uno come Formigoni.
    Qua si parla della nostra terra,non delle loro idee o delle loro poltrone.
    Uno che si é permesso di parlare della caduta di Piemonte e Veneto smaschera tramini che offendono gli elettori.
    A volte per il bene della propria terra é forse meglio fare un passo indietro…e forse si fa piú bella figura.
    E credo che Salvini abbia a cuore la sua terra…spero vinca il suo braccio di ferro.

    • Ferruccio says:

      Salvini più che salvare la sua terra……..

      Cerca di salvare la sua Cadrega al parlamento europeo..

      Se avesse voluto salvare la sua terra sarebbe rimasto a Milano nella sua città a fare il condigliere comunale……

    • erio.ilpadano says:

      non c’è nessuna prospettiva politicamente parlando nel breve periodo si può solo cadere dalla padella nella…..brace, a sinistra non sono certo migliori i politici

  6. Rinaldo C. says:

    ceramente è un problema stare con il celeste Formigoni, da buon democristiano, dato che viene da quel partito non si può aspettare che ricatti. Sicuramente l’idea di quasi tutti i militanti è quella di staccare la spina, con il web si poteva avere in pochi giorni una risposta da tutti i militanti in merito al problema Lombardia, è giusto ascoltare il popolo sovrano che ha votato la lega Nord, se consideriamo il nostro movimento democratico diretto, altrimenti facciamo come era prima il sono il capo e comando e decido io, qunte cazzate sono state fatte in questi anni, facciamo la rivoluzione poi ci inchinevamo ai poteri forti di destra e di sinistra. Sono stati eletti dei personaggi in ogni regione (consiglieri regionali del movimento, questi devono essere chiari e rispondere senza aver paura di dire di no se questo o quello se non è nell’idea dei militanti per cui bisogna rispettare il nostro volere . Penso che già dopo le dimissioni di Boni si doveva staccare la spina.

    Rinaldo.

  7. Lucky says:

    non è un dilemma da poco, non è che il sinistrume, anche se per motivi diversi, sia preferibile alla mafia

  8. lloris says:

    Salvini sta a Vendola come il venditore di attrezzi miracolosi da sagra paesana sta al curato di campagna.. Entrambi vendono bla ,bla . Quale imprenditore brianzolo li avrebbe assunti nella sua Azienda? Solo l’elettorato babbione potrebbe pagarli..

  9. mauro danese says:

    ultima stampella per Formigoni … nei fatti…”CU cU la scopa della Lega 2.o di Maroni non c’è piu’.” …. wsm

  10. lory says:

    è chiaro che lega ha paura di andare alle elezioni con la possibilità tutta altro che remota che vincano i sinistri maledetti ,considerano che hanno avuto qualche problema anche loro vedi il sempre sereno Boni, questa loro incertezza probabilmente potrebbe costare molta cara.

  11. Veritas says:

    Ho molti amici e conoscenti tra i leghisti e se Salvini li facesse firmare sul si o no alla continuazione dell’amministrazione formigoniana. scoprirebbe che non sono favorevoli a mandare a casa il celeste in aprile.
    Perchè? Ho sentito molti commenti di quest persone che temono di regalare la regione alle sinistre.
    Certo, i fari sono puntati sulla Lombardia da pareccho tempo (troppo) per cui temono che il controllo dei nemici continui ad esaminare ogni singola persona che faccia parte della nuova giunta e che vengano trovate altre pecche.
    Pertanto si potrebbe incontrare qualche altro episodio come quello attuale.
    Non è affatto giusto che si controlli solo questa regione, si puo’ esser certi che in molte altre chissà quanti casi come o peggiore di questo si troverebbero.
    Come ho già commentato nei giorni scorsi, l’accanimento sulla Lombardia, seecondo me, è dovuta alla gran gola che fa l’EXPO.

    • gianluca says:

      Mi spiace dissentire, lei sembra sposare la tesi del “così fan tutti” e allora lasciamoli fare. Cominciamo a fare pulizia a casa nostra, prima di guardare in casa degli altri, dove per altro non mi pare ci siano solo Lombardia e Lazio nel mirino
      gl marchi

  12. PINOZ6700 says:

    Piccola premessa: Scrivo quanto segue ben sapendo che questo sito è abbastanza letto da elettori della lega,e aggiungo anche che non è mio interesse dare il via a legnose polemiche.

    Vi sfugge un punto importante. Il messaggio che è passato attraveso le tv,e gli organi di stampa è che la lega ha ceduto ad un ricatto bello,e buono (e lascio perdere l’illegalità,ed il cattivo gusto!) da parte del sig. Formigoni che asserisce pubblicamente : “Se cade la Lombardia un secondo dopo cadono Veneto e Piemonte”.
    Tale affermazione potete trovarla oggi in tutto il web.
    Ed è inoltre un fatto che i vertici della lega come voi stessi asserite hanno deciso un immediato retrofront rispetto alle dichiarazioni iniziali.
    ‘sera.

Leave a Comment