CAPARINI: IL CERCHIO MAGICO NON ESISTE PIU’

di REDAZIONE


«Abbiamo deberlusconizzato la Lega chiedendo il congresso, grazie a noi il cerchio magico adesso non esiste più». Lo dice Davide Caparini, deputato della Lega Nord molto vicino a Roberto Maroni, alla Zanzara su Radio24. «Era impossibile parlare direttamente col Capo, il cerchio magico era il cordone sanitario intorno a Umberto Bossi che gestiva ogni tipo di informazione, e lui era la prima vittima di questo cordone. Ora il cerchio magico non è più un problema», aggiunge Caparini sottolineando che la candidatura di Renzo Bossi è stata «l’errore più grande della storia della Lega». Rosy Mauro? «Ma quale capro espiatorio, ha detto no al triumvirato che le ha chiesto di non andare in tv mentre era in corso la manifestazione di Bergamo. Ho visto espulsioni nella Lega per molto meno. Se il federale prende una decisione tu la devi seguire, altrimenti sei fuori». Dice ancora Caparini. «Abbiamo chiesto a Renzo Bossi di dimettersie lui l’ha fatto evitando l’espulsione. D’altra parte -prosegue- siamo o no l’ultimo partito leninista in Italia?». Ma chi è questo Pier Moscagiuri, che accompagna sempre la Mauro? «Credo sia il bodyguard, ma non pensavo fosse modello Withney Houston…». Quanto a Renzo Bossi, «non credo che Renzo Bossi possa tornare a fare politica. Il padre gli ha offerto una grande occasione e lui l’ha buttata via, l’ha sprecata. Nella storia della Lega – dice ancora Caparini – la candidatura di Renzo Bossi è stato l’errore più grande commesso dal movimento».

LEGA: DAL VENETO IL DECALOGO PER LA RIFONDAZIONE

Una movimento con una forte spinta dal basso, a partire dalle segreterie provinciali, ma anche dai militanti e dai sindaci, vero motore dell’elaborazione politica. Così il Manifesto dei rinnovatori veneti disegna la Lega Nord che verrà: a sottoscriverlo sono stati alcuni esponenti veneti del Carroccio come Luciano Dussin, Marzio Favero, Gianantonio Da Re e Bepi Covre (nella foto). Dopo alcune revisioni, il documento in 18 punti, come riportano i giornali locali, è stato sottoposto a Roberto Maroni, da cui è venuto un assenso di massima. Nel decalogo spiccano alcune regole che tengono conto delle ultime vicissitudini giudiziarie del movimento. I candidati, prescrive il Manifesto, vanno individuati in base a criteri di merito e non si dovranno ammettere candidature a livello regionale e nazionale di chi non sia stato amministratore locale. Il militante, specifica il documento, può essere candidato solo se è in grado di dimostrare di avere un’attività tale da consentirgli un’autonomia di giudizio nel percorso politico «inteso come servizio alla comunità e non come una alternativa occupazionale». Ancora più esplicito il punto 9 del testo: «la gestione del movimento, anche economico-finanziaria, deve a tutti i livelli rispondere ai principi del controllo democratico della veridicità e della trasparenza».

SINPA: ESISTIAMO E ABBIAMO UNA REGOLARE CONTABILITA’

Il Sindacato padano «esiste» e ha «una contabilità assolutamente regolare». Lo scrive la Segreteria del Sinpa in una nota, «a seguito delle notizie assolutamente infondate riportate da alcuni organi di stampa». Il Sinpa smentisce infatti «categoricamente che lo stesso Sindacato sia un soggetto inesistente» e aggiunge che «ciò è ampiamente dimostrato dagli stessi lavoratori iscritti, nonchè dalla documentazione attestante la presenza nelle aziende, soprattutto del nord Italia, di rappresentanze aziendali. Queste ultime, come noto, vengono elette all’interno delle singole aziende dai lavoratori, attraverso regolari votazioni». L’esistenza del Sinpa, prosegue la nota, «è altresì comprovata dagli accordi aziendali sottoscritti all’interno delle singole aziende dai rappresentanti del Sinpa con gli stessi datori di lavoro e dalle iniziative sindacali, che possono essere tranquillamente indicate e dimostrate. Vi sono inoltre le vertenze sindacali presso i Giudici del Lavoro, sia del Sinpa in quanto tale sia dei suoi iscritti». Per quanto concerne infine «l’asserita inesistenza di contabilità del Sindacato, la stessa oltre ad esistere, è assolutamente trasparente e regolare sotto ogni profilo giuridico. Ci teniamo a precisare che il Sinpa, in quanto sindacato, ha un proprio statuto autonomo e una propria struttura indipendente che non hanno nulla a che vedere con la Lega Nord, in quanto partito politico».

LEGA BOLOGNA, EX TESORIERA: MA QUALE PULIZIA…

Nella Lega non tornerebbe, nonostante ora i vertici promettano, scope alla mano, pulizia. «Ma quale? Lo dicono loro… Le pare possibile che chi sta lì da 25 anni non abbia mai visto nulla? Erano tutti nel Federale». Lo dice all’ANSA Carla Rusticelli, responsabile amministrativa della Lega a Bologna fino al 2009, poi espulsa. Rusticelli è stata sentita ieri dal pm Morena Plazzi, che a Bologna ha aperto un’inchiesta, per falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico (senza indagati), sulla presunta mala gestione dei rimborsi elettorali da parte del Carroccio. Dell’audizione ha spiegato di non poter rivelare il contenuto, ma ovviamente il dialogo con il pm si deve essere focalizzato sulle dichiarazioni fatte sulla stampa dall’ex tesoriere. «Anche se fosse non posso dirlo – ha detto – Certo, sarebbe strano se avessimo parlato d’altro» ha però ammesso sorridendo. In diverse dichiarazioni Rusticelli aveva detto di aver «visto passare del nero, ma mi sono sempre rifiutata. Per questo motivo sono stata estromessa». Rusticelli aveva parlato di un contratto per l’affitto di una sede nel centro di Bologna pagato per la metà in nero. L’ex leghista ha parlato oggi senza problemi del momento che sta vivendo la Lega. «Mi dispiace molto e mi dà molta malinconia. Avevo previsto tutto, e passavo per una rompiscatole. Adesso dovrei essere contenta a vedere passare dalla riva i cadaveri? Invece sinceramente mi dispiace, perchè io, lì dentro, ci sono stata 15 anni. Era un vero amore federalista». Adesso però nella Lega non tornerebbe. «Gli unici che hanno pagato siamo stati noi che volevamo pulizia veramente» ha detto alludendo agli altri espulsi emiliani. Quanto al perchè non denunciò i fatti alla magistratura: «non volevo creare situazioni negative al partito e non avevo i documenti. Ma soprattutto nessuna procura mi avrebbe creduto. Adesso che ci sono le inchieste di Milano, Napoli e Reggio Calabria, mi ascoltano».

ZACCARIOTTO: NON PENSO SIANO COINVOLTE SOLO DUE O TRE PERSONE

Nelle vicende che stanno sconquassando la Lega Nord, il presidente della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto non crede siano coinvolte «solo due, tre persone. Ritengo – ha detto – che queste siano solo quelle conosciute dalla cronaca per i fatti che sono stati denunciati». «Penso però – ha aggiunto – che dietro ci siano altre persone che non si troveranno probabilmente più ad occupare i posti che avevano prima perchè oggi c’è la necessità di rivedere tutta l’organizzazione». «Mi auguro – ha rilevato Zaccariotto – che quello che è successo sia un’occasione per portare un vero cambiamento nel movimento; da tanto tempo si parlava di modificare non solo la struttura ma di poter dare spazio a nuovi volti. È brutto da dirsi – ha osservato – che un brutto fatto porti a fare questo cambiamento, ma in realtà era anche l’opportunità molto attesa». Importanti, secondo la presidente della provincia di Venezia, saranno i congressi «un’ottima occasione per fare delle verifiche che confermano oppure no quello che sta avvenendo. Non bisogna assolutamente avere paura; oggi le paure sono più di ieri perchè non è facile spiegare alla gente quello che è accaduto. Spero – ha concluso – che non si cada nelle generalizzazioni e quindi che non si faccia di tutta un’erba un fascio».

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5 Comments

  1. Aphace says:

    Castellano è finita anche per te ed il tuo castello,andate a lavorare

  2. Caparini?!?!
    Ma per favore, Bossiano e Maroniano di ferro quando serve per la poltrona!
    Caparini Davide, sii UOMO dimettiti dalle cariche romane e combatti per la val Camonica.

  3. Arya says:

    Parlare con Umberto era diventato impossibile….che permaloso quest’altro rampollo di un’autorevole famiglia leghista. Era abituato da anni a parlare con l’Umberto nel castello (falso come la sua laurea nicaraguense) in via preferenziale. Che dire poi dei commenti sul trota..! Proprio lui che ne ha chiesto la candidatura a Brescia sottraendola ad un bresciano, per poi condurre il Renzo in ogni angolo della Provincia a raccogliere consensi (solidarietà fra rampolli). Direttore, abbiamo capito che siete amici, adesso però basta.

  4. Giorgio Milanta says:

    Caparini maroniano?

  5. Trasea Peto says:

    Senti robe ke I se inventa sti taliani pur de no ndar laorar!
    Jestior meyo le careghe questo ghe intaresa. I ga fato ‘e raixe e I vol eser senpre insima come l’oyo. Taliani I xe.

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