Lega, da militante dico: troppo a destra per essere indipendentista

di UN INDIPENDENTISTA BERGAMASCO

Egregio Direttore,

sono un militante leghista e seguo quotidianamente il vostro sito: tratta in modo esauriente e sotto tutti i punti di vista il tema dell’Indipendenza.

Scrivo questa lettera per descrivere quello che per me deve essere alla base della strategia di un Movimento o di un Partito che ha come obiettivo l’Indipendenza del Popolo che rappresenta.

Ho trent’anni ed ho quindi vissuto da “troppo piccolo” i tempi in cui la Lega rappresentava, senza dubbi ed eccessive ed inutili cautele, che il suo obiettivo era l’Indipendenza del Nord. Non entro nel merito delle cause che hanno interrotto la strada verso l’obiettivo, ma mi concentro sul presente e sul futuro notando che, a parer mio, l’Indipendenza ad oggi sembra un obiettivo un po’ sbiadito e accantonato.

Ho provato un certo imbarazzo e un pochino di invidia nel vedere il Popolo Catalano (inteso nella sua totalità e non di destra o di sinistra) in piazza la settimana scorsa e non sono riuscito a non chiedermi: “Perché noi non ci siamo riusciti malgrado abbiamo il controllo delle 3 regioni principali del Nord e una sezione attiva praticamente in ogni comune?”

Ragionando su cosa fare di concreto per fare emergere lo spirito indipendentista insito in ogni cittadino ingiustamente vessato dallo stato occupante e cercando di reagire alla delusione, ho elaborato una considerazione che si basa sul perché la Lega Nord non ha più quell’ascendente che dovrebbe avere un Partito Indipendentista di un Popolo.

Il vostro sito ad esempio raccoglie la voce anche di molti altri Movimenti Autonomisti, alcuni fondati da ex  leghisti, e questo è segno che non si sentono rappresentati dal movimento Lega Nord come lo è oggi.

L’idea che mi sono fatto è che la Lega Nord è troppo legata al centro destra berlusconiano, in particolare se nei primi tempi era un mero fatto di “convenienza politica” giustificato per avere qualche norma a beneficio del Nord, con il passar del tempo ci si è accorti che di risultati non ne arrivavano, però molti dirigenti hanno trovato piacevole sedersi ai posti di comando romani che nel frattempo hanno acquisito, e si è così passati  alla “convenienza poltronistica” in vero stile meridionalistico.

Troppo semplice e conveniente per i dirigenti è la giustificazione secondo cui “siamo qui così controlliamo cosa fanno per il nord?” oppure “l’indipendenza è inattuabile, iniziamo con le piccole cose”, rinviando sempre di anno in anno il momento di dire basta e fare qualcosa di veramente Indipendentista.

Negli ultimi 15 anni infatti il messaggio che traspare dalla strategia del gruppo dirigenziale leghista è stato quello di dire: “Non votate la sinistra perché noi di centro destra amministriamo meglio!”. Messaggio condivisibile e ottimo per una campagna elettorale da partito di centro destra, ma non da Indipendentisti!

Preferireste confrontarvi con Fiorito (Centro Destra Laziale) o con Chiamparino (Sindaco di Centro Sinistra di Torino)? E i cittadini del nord che votano Partito Democratico siamo sicuri che non abbiano a cuore l’Indipendenza del nord e che non votino un Partito Indipendentista solo perché collocato a Destra?

Il momento di transizione che sta passando la Lega Nord, caratterizzato da una profonda crisi e da uno scollamento sempre più evidente tra dirigenza (quella della convenienza poltronistica) e base militante, dovrebbe servire per azzerare la strategia avuta negli ultimi anni e cercare di ampliare il consenso sul vero obiettivo che è l’Indipendenza.

Certo questo creerebbe da subito scontri e incomprensioni con gli amici berlusconiani e conseguenti perdite di poltrone, però se questo è troppo per i dirigenti, tanto vale portare avanti i “Tosi” e diventare tutt’uno col centro destra. Un monito: Fini non ha fatto poi una bella fine…

La mia speranza da Leghista – sono militante e Indipendentista convinto – è che all’interno della dirigenza leghista ci siano le persone giuste e genuine con ben chiaro l’obiettivo Indipendenza (Zaia, Salvini e Giorgetti su tutti) per attuare questa strategia e creare davvero un Movimento che rappresenti tutto il popolo del nord, sia di destra che di sinistra!

Come mi piacerebbe vedere discutere animatamente, ma con la concretezza che contraddistingue la mia gente, Destra e Sinistra al Parlamento del Nord.

 

 

 

Un Indipendentista Bergamasco

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39 Comments

  1. Gianfrancesco says:

    Chiariamo una cosa: il giovane che scrive ha la mia età, è indipendentista e bergamasco come me, ma siamo due persone diverse, infatti io non sono mai stato militante della lega e di questa lettera non sapevo nulla finchè non l’ho vista.

    Lo dico senò quei quattro fenomeni che dirigono la Lega potrebbero pensare che chi fa casino su l’Indipendenza è sempre Ruggeri, una giorno si firma e un giorno fa l’anonimo. Cari fenomeni non è così, in realtà non sono solo io a contestare la dirigenza, ma sembra che piccoli Ruggeri crescano e ciò dimostra che è vero quanto ho sempre detto: la base ne ha piene le scatole, vuole l’indipendenza, la dirigenza non si sa cosa voglia ma nel frattempo è incollata alle scagnine, ma se non ascoltano la base a quelle scagnine gli rasghiamo via le gambe e si troveranno col culo per terra.

    • gianluca says:

      Confermo che non si tratta di Ruggeri, io ovviamente so chi è l’autore della lettera

      glm

    • ALTEREGO says:

      Allora Gianfrancesco, basta chiacchiere si cominci ” a laurà” da subito.
      Perché non si è ancora indetta una manifestazione sul tipo di quanto è stato fatto a Jesolo tempo addietro.
      Ho paura che si stia ripetendo l’errore fatto in passato, chiacchiere, articoli, discussioni, e i fatti?
      Chiunque si dichiari autonomista in senso lato o indipendentista, ha bisogno di fatti. Siamo gente di Padania, pragmatica e lavoratrice, abbiamo bisogno di concretezza. ok.

  2. Albert Nextein says:

    Destra o sinistra, puzzano.
    Fai una cosa, smetti di pagare le tasse.
    Riferisci al tuo partito del cuore questa tua autonoma presa di posizione nei confronti dello stato vessatore.
    Vedi che ti dicono.
    Vedi se sono d’accordo con te e organizzano una massiccia protesta insieme a te.
    Chiedi se ritengono di prendere una posizione netta sul furto fiscale.
    Chiedi se sono d’accordo con quanto affermato dal Prof.Miglio in merito alla disobbedienza civile.

    Vedi un pò, e misura il tuo partito del cuore in base a quanto fanno, non in base a quanto dicono, in risposta alle tue sollecitazioni.

  3. braveheart says:

    BENE CARO BERGAMASCO COME ME ….IL TUO DISCORSO FILA FINO AD UN CERTO PUNTO …INFATTI ALLA FINE SPERI IN TRE PERSONAGGI ZAIA, GIORGETTI E SALVINI, CHE SONO LA CONTINUITA’ DELLA CASTA LEGHISTA CHE NON HA FATTO NIENTE IN 20 ANNI…….E QUESTO E’ L’ERRORE CHE I PADANI CONTINUANO A FARE : DARE FIDUCIA A PERSONE CHE CI HANNO SVENDUTO A ROMA…..!!!!!!!
    NON TI SEI MAI CHIESTO PERCHE’ AL PARLAMENTO EUROPEO IL GRUPPO INDIPENDENTISTA (SCOZZESI, BASCHI, CATALANI) NON VUOLE LA LEGA NORD….ANZI TANTI ANNI FA LA ESPULSA…..???????
    PERCHE’ STAVA CON FINI E SILVIO, QUINDI SVEGLIAAAAAA!!!!!!!!!!!…………

    • Veritas says:

      No, purtroppo il motivo dell’espulsione è che ci credono razzisti.
      E il leghista che ha scritto sopra si è dimmenticato Bitonci.

  4. ALTEREGO says:

    Premetto che sono stato a Pontida, sul PO, a Venezia a fare militanza sempre e comunque dove serviva, per anni. Ma voglio per un attimo sorvolare la storia del movimento glorioso che fu, e che ci dava speranze e … illusioni…. ma non perché non ci fossero reali opportunità politiche di vincere e sfondare, semplicemente perché siamo stati traditi per interessi personali di poltrone, dal 2000 a oggi.
    Detto questo, chiedo quasi con disperazione, ma riusciremo a costruire qualcosa di utile per i popoli Padano Alpini o dobbiamo rassegnarci?
    Lancio un’appello agli intellettuali che scrivono su questo giornale (Oneto, Marchi e altri) dove è finita l’iniziativa che doveva nascere proprio da questo giornale e che doveva rappresentare una speranza ed un futuro per i Padani?

  5. Mauro da Mestre says:

    Su Giorgietti indipendentista…mmhhh!! non ci scommetterei molto…non fa parte del Gruppo Buildeberg?? forse anche lui ha cambiato idea e sta dalla parte dei potenti!?

  6. Allmore says:

    Ma che bravi gli indipendentisti italo-nordici ! 🙁

    Sono ancora lì a correre dietro alle loro bandierine colorate di partito.

    Quello è di destra, l’altro di sinistra, io tengo alla juve, no preferisco il milan, o l’inter anche se l’ultima squadra è ormai indonesiana.

    Anzichè ricavare ispirazione dall’unità della spinta indipendentista catalana, che raccoglie con più partiti di diversa estrazione ideologica, una catena umana di ben 400 chilometri ( la distanza in linea retta all’incirca tra Verona e Roma ) e forte di un milione e seicentomila manifestanti ( quanti all’incirca i residenti di Milano e hinterland ), si accaniscono sui dettagli trascurabili ( quel movimento è di destra o di sinistra, quell’altro non mi piace perchè ha i capelli rossi, oppure gli occhi azzurri e non è come noi, che siamo mori, bassotti e tarchiati con la puzza di fumo catramoso addosso ).

    Con questi insani estremisti-disfattisti, andremo sicuramente lontano, noi indipendentisti realistici.
    Come no ? 🙁

    La liberazione di un popolo avviene solamente attraverso l’unione delle sue genti, la condivisione dei principi essenziali, la collaborazione tra le diverse estrazioni ideologiche, il buonsenso orientato verso lo scopo comune, la tolleranza nei confronti delle diversità, anche d’opinione.
    Abbracciare in sintesi quanto ci unisce, cancellando quanto ci divide.

    Leggendo con mente esterna, la maggioranza dei commenti, questo giornale raccoglie, a parte alcune eccezioni ( permettetemi la durezza cruda dell’affermazione ) la cloaca del divisionismo, del settarismo più bieco e incivile.
    Simile a quello che vorrebbe stereotipare il modello indipendentista, sullo stile del nazismo con il suo concetto di arianesimo.

    I commenti che si leggono al riguardo sono squallidamente sconcertanti.
    Quello no non potrà mai essere indipendentista, perchè era leghista, ex socialista, ex comunista, ex fascista e ex democristiano.
    Quello ha fondato tre-quattro movimenti diversi e non va bene, perchè ogni buon cretino deve rimanere vita natural durante con il proprio chiodo fisso e con il suo partito. Poco importa se esso è ormai estinto.
    L’altro neppure mi va bene, perchè si è convertito all’indipendentismo solo lo scorso anno, dov’era prima di quel periodo? Probabilmente votava i partiti italiani. Un traditore in definitiva.
    Il terzo era carabiniere o poliziotto, più di venticinque anni fa, sicuramente era dei servizi segreti, o della massoneria. Lo so io che possiedo la sfera di cristallo e consulto il mago-cartaro, anche per andare al bagno.
    Il quarto è un professore universitario, troppa cultura non va bene, perchè mette in difficoltà la mia abissale ignoranza. E’ stato presidente di un partito indipendentista Veneto, ma ha la grave colpa di essere nato a Genova e ha due effe di troppo e anche per questo non mi piace.
    Quelli no, non li voglio nel mio gruppo, perchè sono di sinistra e gli altri meno ancora, perchè sono di destra.
    Quelli là sono terroni e se sventolano con gioia il gonfalone o i vessilli lombardi, poco importa, perchè non sono autoctoni come noi che eravamo venetisti o lombardisti già negli anni ’90 e siamo fermi col cervello ancora a quel periodo.
    L’altro è un negro e non mi piace il colore della sua pelle, perchè è sicuramente un mio merito essere nato bianco e una sua colpa essere di color ebano.
    Quello è troppo vecchio, l’altro troppo giovane, no, non vanno bene neppure questi.
    L’altro ” è troppo studiato ” e non va bene perchè pare un ” sotutomì “, poco importa se sono arrivato alla terza media in cinque anni, anzichè in tre, ma io posso giudicare tutto e tutti, perchè io sono io.
    Lui è Veneto della terraferma e non va bene, ma anche per il Veneto il Lombardo è un indipendentista sub umano e viceversa.
    Inoltre i veri Veneti sono solo originari dalla Paflagonia, perchè se per caso fossero incrociati con gli antichi romani, o con i celtici lombardi spurierebbero la pura razza Veneta, che ancora esiste nelle catacombe del Cansiglio o nelle caverne della Marmolada. Lo dice Dio, che parla Veneto-tedesco. Me l’ha sussurrato all’orecchio, dopo otto ombre doppie di cabernet, all’osteria ” da l’onto “.
    Infine i tre matti psicopatici, che ce l’hanno col mondo, perchè i 7 miliardi di terrestri, non la pensano esattamente come loro. Essi sono i principi del pianeta dei salami.

    Proprio una bella vetrina quella indipendentista, laddove lo sport nazionale pare incentivare le divisioni, anzichè smussarle, o meglio, reprimerle con l’intelligenza.
    Restate i cento brocchi di sempre, trovatevi al bar sport, a parlare nei vostri vari dialetti da voi modificati a vostra immagine e somiglianza, continuate pure a danneggiare e allontanare per sempre, chi ritiene che l’indipendentismo sia soprattutto aggregazione, condivisione di valori e di sentimenti e non la frammentazione in decine di rivoli ermetici e insulsi, che credono di possedere la perpetua verità assolutistica, sul modo di liberare la propria gente.

    Nel 2014 la Catalogna e forse la Scozia, saranno indipendenti, mentre i Lombardo/Veneti, saranno ancora qui a discorrere, su quale sia la più competitiva delle loro patetiche parrocchiette.

    Che schifo, che delusione ! 🙁
    Ma quando imparerete a crescere ???

    • Giuseppe says:

      @ALTEREGO; @Allmore: avete posto con forza e sotto l’aspetto prevalentemente cognitivo il profondo e vasto problema culturale, quello che si impose all’attenzione dei Fondatori fin dal principio. E che fu sempre eluso dalla cosiddetta dirigenza, a partire da Bossi e dalla moglie, “educatrice” d’infanti, per passare ai cosiddetti colonnelli, attentissimi nel circondarsi di persone il più possibile incapaci e ignoranti, quando non altro (vedi, come esempio non certo isolato per loro, la scelta effettuata dal Capo dell’accoppiata Balocchi-Belsito).
      Il problema culturale va affrontato superando i metodi da taroccatori invalsi nei precedenti quasi trent’anni, anni, fatti e attività che rischiano di venire probabilmente vanificati anche nelle cose splendide che sono state generate o che sono spontaneamente germinate, di là dalle troppe porcate varie commesse (ogni riferimento non è puramente casuale).

      • Veritas says:

        Sono totalmewnte d’accordo.

      • Allmore says:

        Grazie Giuseppe,

        Forse rileggendomi sono stato un po’ duro. Il mio inserto sembra una sferzato in pieno volto per certuni.

        Tuttavia, se non poniamo un freno a certe derive, rischiamo di creare un nuovo partito per ogni indipendentista nordico, con Veneti e Lombardi in testa.

        Il mio desiderava essere un monito per riprenderci i migliori valori unitari, quelli che consentono di focalizzare direttamente l’obiettivo ( l’indipendenza dei popoli che desiderano alienarsi dal centralismo ), tralasciando le storture che procurano divisioni e settarismi.

        L’enfasi per il mio trasporto ideologico puro e semplice, mi ha forse sbilanciato in una solenne ” tirata ” verso l’insolitamente frammentato mondo indipendentista, ebbro di sigle, siglette e acronimi.

        A mio parere una enorme massa unitaria ( vedi Catalogna ) raggiungerà prima e meglio il suo obiettivo primario.

        Che un partito come Veneto Stato ( scarna realtà indipendentista, fortunatamente ) bandisca movimenti o partiti con le sue identiche finalità, dimostra quanto siamo lontani dall’intelligente forza e massa aggregativa catalana.

  7. nomenade says:

    Concordo al 100%.
    Non si puó pensare che Borghezio che porta i maiali a pisciare sul prato dove volevano costruire la moschea potesse avere un grande stuolo di seguaci…intelligenti.
    Scindere gli ideali assurdi della Lega (croci a scuola,questione della famiglia,lotta all´immigrazione come non sapessero che il loro elettorato va avanti grazie agli immigrati in cantiere/fabbrica…) dall´indipendendentismo sarebbe stato necesario.
    Il problema é che nell´immaginario collettivo l´indipendentismo é:
    1)Lega
    2)Ronde
    3)caccia agli stranieri
    4)stato Padano conservatore cattolico…rivendicato da una manica di ladri bugiardi per lo piú.

    Io sono Lombardo prima di tutto e non mi vergogneró mai di dichiararlo…non mi vedo rappresentato dalla sinistra Italiana,ne dalla destra.
    Ma non ho mai mai mai condiviso un centesimo degli ideali della lega,i suoi modi assurdi di rivendicare la questione territoriale e l´incapacitá di gestire quella culturale…l´incapacitá di far capire alla sinistra le sacrosante questioni del bilinguismo…perché non sempre la sinistra é sorda…ma pochi di loro hanno voglia di ascoltare stronzate di tanti leghisti…

    Concorderete con me che da una parte abbiamo Paolo Bernardini,Facco,Oneto,Sartori,Marchi,Storti…e poi Calderoli,Borghezio e una manica di ignoranti che la metá bastava,che hanno sputtanato un popolo intero (o forse piú d´uno a seconda dei gusti).

    Conoscere i propri diritti,capire i propri limiti.

    • Franco F. says:

      La sinistra italiana è fascista e tutti coloro che votano a sinistra lo sono, capirai quindi che i sinistri mai saranno federalisti perchè saranno sempre dei fascisti

      • luigi bandiera says:

        Franco F.,

        io li kolloko in maniera diversa:

        sono tutti KOMUNISTI di DX, di SX e di CENTRO..!

        Non si spiega altrimenti viste le politiche passate e presenti..!

  8. Castagno12 says:

    L’età di chi ha scritto la lettera spiega e giustifica certe speranze e giustificazioni audaci.

    Bossi con l’atteggiamento del “dilettante allo sbaraglio” (accuse e insulti agli avversari) si mise in seri pasticci.

    Non potendo rimediare personalmente, trovò l’accomodante soluzione coinvolgendo tutto il Partito Lega Nord.

    I vari progetti della Lega (blocco padano, devolution, secessione, ecc.) si confermarono delle bufale ed il partito divenne la succusale di Silvio.

    Gli attuali dirigenti ed esponenti della Lega, rimasero, silenziosi e riservati, nel partito e nel Sistema italia.
    Agli elettori furono riservate le solite promesse fasulle e nulla più.

    Attualmente nella Lega di “persone giuste e genuine” io non ne vedo neppure una.

    Le persone giuste e genuine, a partire dall’anno 2000 avrebbero dovuto lasciare la Lega e non entrare in nessun altro partito perchè erano già tutti schierati a favore del Governo Mondiale, quindi nemici dell’Indipendenza.

    Nella vita bisogna essere risoluti e decisi. Gli accomodamenti e le speranze non portano risultati.
    Lo dicono i fatti.

    Due più due farà sempre quattro..

    Noi ci troviamo ancora ad esaminare e ad elaborare situazioni che dovrebbero trovarsi in archivio, si tentano i ripescaggi impossibili, mentre chi ci tiene sottomessi procede spedito.

  9. luigi bandiera says:

    Caro indipendentista bergamasco,

    io direi che la colpa e’ NOSTRANA: continuiamo a farci fare ITAGLIANI.

    Seguiamo la moda trikolore, le manifestaioni trikolori, le adunate trikolori, gli anniversari trikolori, non usiamo piu’ o quasi le lingue locali, seguiamo come tonti ma piu’ pulcini d’oca il primo che ci parla in itagliano perche’ pensiamo sia il piu’ imparato. Eheee… che lunga che sarebbe…

    Per non citare la frequentazione della KST (Kantina Sociale, o KOMUNISTA, Talibana) dove se non esci TRIRINKOGLIONITO esci piu’ o meno con la pelle trikolorita.

    Sono circa 150 che ci tengono in CONCERIA… e in SALUMERIA. Il tutto condito da trikolorite stronxate.
    Appunto poi ci passano, come si fa con le focacce, al forno a legna_te in KST.

    E dunque vedi leghisti che sono orgogliosi di essere trikoloriti e per questo, non appena possono se lo mettono o a tracolla o in cinta o sulle spalle a mo di mantello.

    Ormai il verde e’ una STRISCIOLINA ma piuttosto corta proprio per non farla vedere.

    Ma qualcuno dira’ che non c’entra e non serve… eh beh. Serve il trikoglione..?
    Ah, quello si.
    E’ tutto il LAVAGGIO O TRAPIANTO del cervello che fa l’uomo o padano o trikoglione.

    I trikoglioniti fanno una PROPAGANDA merdiatika ke batte e di gran lunga quella che fu del matto Adolf…

    Quando porto i miei nipoti in KST ho un magone: so che diventeranno trikoglioni.

    E non possiamo fare diversamente… perche’ siamo SCHIAVI e del sistema e dell’andazzo di questa presunt demokrazia.

    Si nota o no che perfino il nostro modo di vivere e’ dettato dai CAPIPOPOLO o capitribu’ e STREGONI che noi (secondo legge dicono) mandiamo la’ a governarci..??

    Come dire che le vacche in stalla eleggono chi le deve bastonare..!!!!!!!!!!!!!!!!

    Va ben, capisco le vacche, ma noi homo sapiens..??

    Tuttavia, quanti giri e corse per seguire chi poi ci ha tolto anche la SPERANZA..??

    Adesso: a chi credere..??

    Abbiamo perso un fra_kax di sovranita’ prima con i nostri eletti del kax e poi con l’INVASIONE che NON SI FERMA E NESSUNO FA NULLA. ANZI. SI. LI AIUTA A INVADERCI..!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Priorita’: FERMARE L’INVASIONE. Dopo o ci si ribella o si deve TACERE..!

    I piu’ sapiens dicono che l’itaglia e’ nel Lomberdo Veneto abusivamente.

    Beh, se vale, in primis non si rispettano le leggi itagliane.

    Quindi le tasse e tante altre rapine non le asseconda piu’.

    Poi in secondis non si va piu’ a votare per l’amministrazione itagliana..!

    XE LADRO KI ROBA E KI TIEN EL SAKO..!!

    Invece, come detto prima, si fa l’onesto itagliano e si fa tutto quel che appunto ho detto prima..!

    NON VI SEMBRA MIKA KE NOI TUTTI, DA SEMPRE, STIAMO TENENDO IL SACKO..?

    SI FA GLI ITAGLIANI e CONTENTI PURE DI FARLO, SPECIE CON I NOSTRI BAMBINI che e’ una cosa da meritare il ROGOoo..!

    BASTAaaaaaa… ITAGLIA……..!!!!!

    FARISEIiiii…….. BASTAAaaaaaaaaaaa…!!!!!!!!

    MERRRDDDD……….

    continua

  10. berg says:

    Lettera commovente, che però sa un po’ di scoperta dell’acqua calda.
    Il problema della Lega, (che tra parentesi non attraversa un momento di transizione, ma piuttosto sembra avviata al capolinea), dicevo il problema della Lega non è quello di essere troppo a desta, ma quello di essere troppo frequentata da personaggi che usano la politica per farsi gli affari propri. L’alleanza con i berlusconiani è funzionale a questo scopo, e vista in retrospettiva non c’è da stupirsi se fosse stata cercata e voluta solo per questo motivo.
    In parte hai colto anche tu il problema, ma ti sei limitato ai vertici, se vai oltre e inizi ad osservare tanti sindaci e amministratori locali ti renderai conto che il marcio sta anche alla base.

  11. elio says:

    sarà, io nella lega ho militato per 23 anni e posso affermare che il massimo consenso la Lega lo ha ottenuto come alleata nel centrodestra. quello che ho capito in tutti quegli anni di militanza è che ognuno vede la lega come propria immagine e somiglianza e non come obiettivo da raggiungere e da quì i continui litigi e espulsioni. ogni leghista sembra avere una propria ricetta e un proprio fine che pretende di imporre agli altri. mi ci sono voluti anni ma alla fine la mia paziensa è finita e mi sono reso conto che con teste che non ammettono altro che il loro punto di vista non si va avanti. il dramma è che i fuoriusciti che hanno fondato o pensano di fondare nuovi movimenti hanno la stessa testa

    rien ne va plus

  12. fabio ghidotti says:

    caro “indipendentista bergamasco”,
    cosa intendi per “controllo”? Ti pare che la Lega possa fare quel che vuole con i tre presidenti regionali, se quelle cariche sono il frutto di un accordo elettorale (nel quale la Lega non è neanche il socio di maggioranza)?
    In parte ti rispondi da solo, quando riconosci l’errore di esservi legati a doppio filo (scorsoio) alla destra italiota. Quindi sai già la risposta: dovete rompere per sempre quella coalizione sciagurata, e tornare a correre da soli anche se questo significa rinunciare al potere.
    Il problema non è di strategia o di tattica, ma ideologico e morale. Fino a quando la maggioranza dei Padani che si riempiono la bocca di Padania preferisce la compagnia dei terroni di destra a quella dei polentoni di sinistra, l’itaglia può stare tranquilla….

  13. Luke says:

    Ha ragione sto ragazzo bergamasco: la Lega è andata progressivamente troppo a destra, per convenienza elettorale. Non era nata così. Come disse Pagliarini, io votavo Lega per staccarmi da Roma, non per dar la caccia ai marocchini e profanare le moschee! Molti elettori di sinistra lombardi votetebbero una Esquierra Republicana Lombarda! Pensateci

  14. Paolo Ceriani says:

    Sottoscrivo al 99 per cento la tesi dell’amico di Bergamo, con qualche perplessità su Giorgetti.
    Anch’io sono convinto che le iniziative messe in campo, con sempre minor convinzione e costanza, dopo il ’97, avessero lo scopo precipuo di tenere “impegnata” la militanza, mentre si gettavano le basi per lo sciagurato patto con il Cav.
    Sono assolutamente convinto che la “deriva a destra” della Lega precluda alla stessa Lega qualunque possibilità di conquistare, o riconquistare, consistenti fette di elettorato.
    Lo dimostra in modo incontrovertibile l’esito dei ballottaggi nei comuni, dove ultimamente la Lega perde sempre, mentre quando era più “trasversale” vinceva sempre o quasi.
    Un rilancio può solo ripartire da una ripresa, in modo convinto e con una strategia precisa, delle tematiche indipendentiste, e da una ricollocazione, inevitabile, fuori e contro la falsa destra e la falsa sinistra che ci ammorbano l’aria da oltre vent’anni.
    Costerà delle poltrone? Meglio….

  15. Rudy says:

    la Lega NON è più salvabile…troppo sputtanata dopo anni di battute sugli immigrati, sui gay, con posizioni xenofobe e di estrema destra e via dicendo….sia a livello italiano che internazionale (con i catalani che non ne vogliono sapere di essere accostati ai leghisti)….quindi basta semplicemente fondare un altro movimento, indipendentista ma moderato e moderno

    • Gianfrancesco says:

      non ripetiamo sempre le cazzate che sparano i giornalisti italici, per favore!!!!!

      i catalani che non vogliono avere a che fare con la lega sono quelli di sinistra e di estrema sinistra, che hanno fondato un gruppo che si chiama assemblea nazionale catalana, che non c’entra proprio nulla con il parlamento catalano. Su questo equivoco giocano gli italici disinformatori, non cadiamo sempre nel loro tranello!!!!

  16. evergreen says:

    Che l’indipendentismo possa abbracciare la sinistra italiana o viceversa, è pura utopia se non un’eresia. É vero che in Catalunya e Scozia l’indipendentismo è più sensibile nella sinistra che nella destra ma la repubblica delle banane è un altro paese, ivi compresi i partiti che l’hanno resa tale.
    L’italia di fatto è divisa in due, la parte settentrionale o Padania è la parte produttiva, fatta da industriali e artigiani, commerciali e commercianti che hanno sempre visto e ottenuto una rappresentatività dei propri interessi nella destra piuttosto che nella sinistra e per sinistra intendo la politica che deriva dallo stato centrale. È chiaro che eccezioni ve ne sono anche nella sinistra, in particolar modo in qualche amministratore locale che vive più a contatto con i cittadini, ma la sinistra italiana che a parole si definisce democratica e progressista, che in parte sull’aspetto sociale trovano sostegno, sul lato economico invece, contempla una politica ancora di stampo bolscevico, dove al centro dell’interesse primeggia lo stato centrale e quelle strutture che sostengono il proprio apparato e che si dispone destro il proprio sistema verticistico, come l’alta finanza, le cooperative, le rappresentanze sindacali. L’imprenditoria privata non ha mai trovato alcun appoggio nella sinistra italiana, con gli anni ha perso anche il consenso dei lavoratori (operai) del nord che hanno riconosciuto nei sindacati e nella sinistra un assedio al mondo lavorativo con imposizioni che mettevano a rischio il proprio posto di lavoro. Viceversa lo stato assistenzialista, burocratico, statalista, consociativo, parassita, ha trovato un’ottima ospitalità nella sinistra; stati sociali, questi, che non appartengono al popolo del nord, ecco spiegato perché la sinistra italiana è statalista mentre la destra italiana è libertaria, anche se per quanto riguarda l’ala minoritaria,ex A.N. rimane nazionalista. Ergo, l’indipendentismo che mette in discussione la sovranità dei territori del nord, non può che trovare la sua posizione nel tessuto ideologico di destra in quanto libertario, non di certo in chi professa politiche stataliste o addirittura globaliste come l’attuale sinistra italiana.

    • giorad says:

      Condivisibile… Ciò non toglie che bisogna cercare, noi indipendentisti, di far breccia anche nelle teste di sinistra – in certi casi è possibile. Altrimenti i numeri sarà sempre difficile averli, ed inoltre si getterebbero i semi per odi da partigianerie che incrinerebbero il sospirato “day after”.

      • Giancarlo says:

        La destra italiana è libertaria……ah ah ah ah ah ah ah ah

        Raramente ho sentito un’ affermazione più grottesca e più contraria sia al senso comune che ai dati storicamente rilevati. Lasciando perdere la parola “libertario”, che in Italia significa essenzialmente farsi i cazzi propri, e limitandoci alla destra liberale, questa semplicemente non esiste. Esiste in Germania, con la FPD a cui domani i democristiani (Merkel) dovranno prestare un po’ di voti per fargli superare il 5%, non so in altri paesi, ma sicuramente non qui, chez nous. La destra italiota è anticomunista, ma si dà il caso che sempre chez nous il comunismo sia stato sconfitto nel 1948 e successivamente sia stato seppellito nel 1989, mentre con il fascismo non sono mai stati fatti i conti, così come non verranno fatti con il berlusconismo una volta seppellito, e il fascismo nonché il berlusconismo sono un brodo di coltura in cui la destra italiota ha sempre sguazzato e sempre sguazzerà. La destra italiota è atea devota e clericale (e ovviamente irreligiosa), La destra italiota è eversiva, populista e volgare. La destra italiota padana nonostante tutti i proclami si è sempre alleata con il peggio del populismo destrorso meridionale e, temo, continuerà a farlo (cfr. i 150 milioni di euro dati dal Banana praticamente a fondo perduto al comune di Catania, Lega Merd plaudente). E sempre a proposito di Lega Merd, dove la trovate, non dico un’ottica di sinistra ma semplicemente liberale in gente come Bossi, Borghezio, Speroni, Calderoli e compagnia cantante? E quanto alla sinistra, in Toscana e in Emilia Romagna negli anni d’oro c’è sempre stato un mutuo rispetto e una triangolazione tra imprese, lavoratori e amministrazioni locali allo scopo di conciliare la creazione di ricchezza e il welfare. Socialdemocrazia allo stato puro, come in Germania, solo che qua non c’era stata Bad Godesberg purtroppo, quindi nell’ufficialità continuavano le liturgie comuniste e sovietiche, anche se dietro le quinte magari ci ridevano su. Infine, non è un caso se in Catalogna l’unico partito che non ha almeno una frangia catalanista è il Partido Popular, la destra spagnola.

    • Mirko Autonomista Felsineo says:

      a me non sembra che la Padania sia di “destra” e l’itaglia di “sinistra”. Mi pare che due regioni padane siano di estrazione storica democristiana e lì siano restate, magari mutando i nomi di riferimento. Ma la Padania è composta di otto regioni, a meno che le altre non siano state spostate stanotte senza dirmelo…

      per il resto io condivido al 99% la lettera del fratello Padano, con qualche perplessità sui nomi definiti indipendentisti, che per me sono invece la rappresentazione della continuità con l’andazzo che ci ha portati così a terra. Andazzo cominciato nel 1994 a Bologna quando (davanti ai miei occhi) Bossi dichiarò che la Lega Nord si sarebbe alleata con Berlusconi e Casini -non dimentichiamolo-
      Ricordo ancora quando ci portarono gli adesivi col logo leghista e ai due lati la bandierina tricolore e lo scudo crociato… da lì alti e bassi, ma il principio della fine era scritto.
      La domanda da porsi allora è: oggi si può salvare il brand? io lo spero tanto, ma se non si riuscisse, è necessario che i vari Movimenti Autonomisti si coalizzino e tentino di arrivare dove chi si è seduto a roma ha fallito.

  17. Riccardo Pozzi says:

    Questa lettera andrebbe appesa nella camera da letto di tutti i dirigenti nazionali e regionali della Lega. Per ricordare loro da dove siamo partiti e cosa sono diventati.

  18. Valerio Carli says:

    L’unica cosa giusta che ha fatto la Lega è stata il parlamento del nord dove erano rappresentate le varie anime e pensieri . Era un buon mezzo per raccogliere tutti per un unico obbiettivo . Destra sinistra (Salvini ad es era dei Comunisti padani 🙂 ). Poi Bossi si accorse che stava in ombra , vista la presenza ingombrante (per lui) di Miglio e non se ne fece più nulla .L’accordo con il mafioso di Arcore segnò l’inizio del declino morale e l’entrata di gentaglia dedita alla poltrona romana . Il Veneto faccia questo percorso , strutturi le istituzioni venete, parlamento , ministeri , faccia partecipe il popolo e non si affidi alle chiacchiere di avvocati e professori universitari. Troppo difficile ? Credo che qualcuno avrà paura dell ombra .

    • gianluca says:

      Mettiamo i puntini sulle i: l tempo del Parlamento Padano, 1997-98, Miglio era già fuori da anni dalla Lega: lo posso dire perché c ‘ero anche io in quel consesso di Cignolo Po. Dopo che furono elaborate le due ipotesi di costituzione, federale e confederale, le due ipotesi avrebbero dovuto essere sottoposte al voto dei cittadini, invece Bossi le mise nel cassetto e non se ne parlò più. Come mai? Forse perché stava trattando per entrare nella stranza dei bottoni romana? E non parlo solo di Belrusconi, perché la prima trattativa fu con D’Alema, ma poi andò male…

      glm

      • Paul Brembilla says:

        è andata proprio così … purtroppo

        • Giuseppe says:

          Sì, è esatto quel che dice Gianluca. Si aggiungano le appendici di Lodi vecchio, quando Speroni presentò un testo semplicemente stravolto e irricevibile, che nulla aveva a che fare con le premesse, per di più probabilmente copiato da qualche libercolo di scarsissimo livello culturale e financo grammaticale, una roba veramente immangiabile, da veri ignoranti cialtroni. In quella m… si tentò fin da allora di seppellire il sogno padano, che aveva avuto la sua imaginifica espressione nella catena umana sul Po, idea oggi ripresa e attuata dai catalani.

      • anthony scatena says:

        perche’ il parlamento padano come iniziativa era un bufala 🙂 e tu lo sapevi benissimo…. allora i militanti giovani come me facevano battute sui parlamentari padani….. poveretti alcuni ci credevano sul serio………..fatto e’ che quella iniziativa come altre furono fatte per tirare a campare e tenere i militanti a lavorare un po’ e tenere le loro menti lontane dalla vera gestione del movimento e di cosa accadeva dentro e di accordi esterni fuori…….. la storia conferma questa mia tesi…… ma sul parlamento padano che era una bufala lo compresi agli inizi del 1998. Saluti e mi dispiace tu abbia perso il tuo tempo li dentro…….. triste anche i soldi dati per l’affitto del castello di chignolo….. non era meglio spenderli per creare un think tank magari con esperti dalla svizzera etc per fare un vera riforma federale? Marchi aggie capite……..

        • gianluca says:

          Per la verità non ho capito un cacchio di quello che dici, se non che tu avevi capito tutto prima. Bravo, ma ti sei fatto sentire da qualche parte, l’hai gridato ai quattro venti che era tutta una bufala? Oppure tendi come ha sempre fatto Bossi a mettere a posto la storia a posteriori, che è una pratica molto comoda???

        • fiorenzo says:

          TROLL
          Con il termine troll, nel gergo di internet, e, in particolare, delle comunità virtuali, si indica una persona che invia messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente senza senso, con l’obiettivo di disturbare la comunicazione e fomentare gli animi.
          La definizione FARSI TROLLARE indica il cadere nella trappola di un troll, rispondendo alle sue stupide provocazioni.

          Please non replicate ad Anthony, lo implora anche la sintassi oltre che il buonsenso.

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