Lega, tra congresso e gioielli di famiglia

salvinidi ANGELO GIORGIO

In fin dei conti cosa è successo? La compagna di Salvini lavora in Regione Lombardia? Che vuoi che sia. E’ spirito di servizio, a lavorare in proprio, avrebbe risposto il politico che occupa tre sedie (due da segretario e una da parlamentare) avrebbe guadagnato di più. Strano mondo quello che si tinge di verde. Il Carroccio va a Roma (mai più, via da Roma, diceva Maroni al congresso che lo incardinò primo segretario del dopo Bossi), e anche più giù. Adesso c’è il congresso straordinario, straordinario come la tattica che sta portando a giocarsi la leadership del centro destra. Insomma…. famiglia? Di quale famiglia si parla, visto che il vero straordinario risultato di Salvini è stato, più che l’esito elettorale sul no euro, il 6% e l’1,6 milioni di voti, l’aver definitivamente fatto voltar pagina distinguendo per sempre la Lega di Bossi (e famiglia) da quella di Salvini? L’aver dato insomma la sensazione del passo avanti. Nel bene o nel male c’è una Lega diversa. Quella di Bossi è sparita, quella di Maroni non c’è mai stata, ora c’è quella di Matteo.
Quella della tesi per cui Milano e Palermo hanno lo stesso problema, l’euro. Non si parte più da ciò che divide (o divideva…) bensì a ciò che unisce, a ciò che è la Lega Nord-Sud.
Ma c’è anche dell’altro….
Solitamente quello che accade all’interno del fortino di via Bellerio rimane lì. Gelosamente custodito tra quelle spesse mura e quei lunghi corridoi dove oggi, a differenza degli anni ruggenti del movimento, più che a un rincorrersi di funzionari e dirigenti, si assiste al lento ma continuo smantellamento di quello che è stato il quartier generale di una forza popolare senza precedenti, Pci a parte.
E oggi? Già, oggi si rincorrono i rumors. Quelli che si rincorrono all’interno e che a volte, escono anche dalla portineria. Quella dove si lavora senza sosta sorridendo a tutti quelli che entrano ed escono ma con una domanda chiara in testa: che sarà di noi a breve? Non un problema esclusivo della portineria, nessun appalto a servizi di vigilanza esterni. Il problema è molto più banale, per quanto pesante: sono finiti i soldi? Bellerio costa troppo, il risultato elettorale raggiunto permette allo stato maggiore del Carroccio di fare fronte a tutte le spese?
Così, se nei giorni scorsi era circolata con forza la voce di un possibile ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti della Lega (per inciso ci finiranno appena avranno finito di consumare permessi e giorni di ferie i dipendenti di Telepadania che ha di fatto chiuso i battenti), ora si teme addirittura la mobilità.
Un problema che corre e che attraversa Bellerio in maniera trasversale: per il giornale da tempo circola voce che i soldi ci sarebbero solo fino alla fine del 2015, mentre a RadioPadania dopo l’iniezione di liquidità che lo stesso Matteo Salvini avrebbe chiesto al tesoriere del Carroccio, Stefano Stefani, si tira un po’ il fiato. Almeno in attesa dell’approdo al digitale.
E la Lega? Naviga a vista. Fa esattamente quello che faceva il Pd con Berlusconi e che a lungo andare ha santificato il fu Cavaliere. Non c’è giorno che qualche esponente leghista non chieda le dimissioni di Renzi o non lo prenda in giro. Tutto, però – esattamente come tra Berlusconi e Pd – senza proporre un’alternativa. Così Renzi, grazie anche a questa campagna si è messo in saccoccia una bella vittoria alle elezioni europee.
A proposito di europee: qualcuno dava la Lega per morta e sbagliava. Sicuramente nei tempi. Ma il risultato raggiunto da Salvini è frutto solo e unicamente suo. Il giovane segretario leghista corre da uno studio televisivo a un altro, ipad alla mano, telefonino in tasca, sempre connesso con la base e con i suoi strettissimi collaboratori. Ma quanto può durare questo effetto? L’onda “anomala” Salvini rischia di travolgere come uno tsunami buona parte del movimento alla prossima assemblea federale durante la quale, nemmeno a farlo apposta, si modifcherà qualche passaggio statutario. Roba da poco (si dice per non destare l’attenzione), e così ai militanti si danno in pasto le linee guida dei prossimi mesi. Quelle che il federale ha girato ai militanti con l’invito di leggerle e di fare pervenire ai provinciali le loro opinioni. Poi i provinciali faranno sintesi e invieranno il testo ai nazionali. Qui i preziosi consigli verranno unificati e poi portati all’assemblea e, c’è da scommetterci, saranno molto simili ai primi inviati proprio da Bellerio. Intanto complice anche l’arrivo di agosto Bellerio si svuota e in molti si chiedono se a settembre le chiavi dei portoni di ingresso funzioneranno ancora bene.

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