Clientele, regalie e spese folli: esposto contro la Lega veronese

di REDAZIONE

Legnago. Assunzioni clientelari, regalìe, spese folli e rimborsi ingiustificati. Oltre a pesanti attacchi sulla vita personale e ad illeciti sulla gestione di due partecipate dal Comune di Legnago: Lese e Sive (società che gestiscono, rispettivamente, la discarica di Torretta e la raccolta rifiuti ndr). Tutti fatti denunciati in una lettera anonima al vetriolo, che come tale va considerata e che potrebbe perciò risolversi in una bolla di sapone, cosa di cui sono fermamente convinti i diretti interessati. Ma che nel frattempo è sfociata in un esposto alla Procura della Repubblica contro ignoti depositato, ieri mattina a Verona, da Claudio Marconi, segretario del Pd e consigliere di opposizione.

La missiva, che tira in ballo con accuse da codice penale una terna di potenti politici leghisti legnaghesi – il presidente di Lese Giammaria Spinelli, quello di Sive Marco Pavan, neo segretario cittadino del partito, e Maurizio De Lorenzi, assessore allo Sport nonchè segretario circoscrizionale e vice segretario provinciale del Carroccio – è stata infatti inviata venerdì scorso, con una mail, all´indirizzo di posta elettronica privato dell´esponente di punta dei Democratici, pubblicato sul sito del Pd. A firmarla, un sedicente Santo Amendola, che è chiaramente il nome di fantasia usato dall´autore reale della denuncia via Internet in cui vengono presi di mira, con tanto di cifre e dettagli circostanziati, l´affidamento di consulenze ed incarichi in Lese alla stregua delle spese per rinnovare arredi e acquistare pc e televisori. Ma anche spartizioni e vizi privati non proprio innocenti.

Un j´accuse pesantissimo, da prendere con le pinze e tutto da verificare semmai la Procura intendesse aprire un´indagine sul caso. Anche perchè nelle due pagine al fulmicotone potrebbe celarsi una delazione bell´e buona, frutto della vendetta di qualche dipendente col dente avvelenato o di avversari politici a cui Spinelli, De Lorenzi e Pavan hanno pestato i piedi e danno così fastidio da metterli alla gogna con «imputazioni» da togliere il sonno. Ma, a prescindere dalla fondatezza o meno degli episodi descritti, Marconi ha deciso ugualmente di rivolgersi alla Procura.

«Dopo essermi consultato con il direttivo del mio partito», spiega il segretario del Pd di ritorno da Verona, «ho ritenuto che presentare un esposto fosse la cosa più saggia e corretta da fare. Nella lettera in questione vengono infatti descritti fatti relativi alla gestione di società controllate dal Comune che potrebbero configurare ipotesi di reato, in primis il peculato. Tra l´altro descritti in maniera talmente precisa e dettagliata che, così come elencati, delineerebbero una sorta di cricca, un sistema di rapporti illeciti tra chi gestisce il potere politico e chi controlla le partecipate comunali». Da qui l´esposto che segue a ruota l´interpellanza sui conti e la gestione della Lese protocollata nei giorni scorsi in municipio dallo stesso consigliere di opposizione.

«Non è mia intenzione», mette in chiaro Marconi, «colpire e nuocere alle persone attaccate nella lettera benchè siano avversari politici. Ma ritengo opportuno fugare anche il minimo dubbio per ristabilire la verità e fare chiarezza su situazioni che se rispondessero al vero sarebbero gravissime». Di fronte alla «bomba» sganciata dal «corvo», a cui si potrà risalire individuando il provider e la società telefonica, il «presidentissimo» di Lese e Drv Giammaria Spinelli non fa una grinza e si mostra tranquillo. «Non conosco le accuse e il tenore della missiva, che ritengo frutto di una mente malata a cui probabilmente danno fastidio la mia visibilità e i grandi risultati conseguiti da Lese nel mio mandato dopo tante gestioni fallimentari», commenta il dirigente leghista. «Ma una cosa è certa ed un´eventuale indagine potrà appurarlo: io non ho nulla da temere, ho la coscienza a posto e possono guardare negli occhi, senza vergognarmi di nulla, i miei figli, la mia compagna e i miei genitori, ai quali questa squallida storiaccia strumentale procurerà grande sofferenza». «Mi auguro solo che venga fatta chiarezza al più presto e che la polizia postale risalga al mittente di questo fango puro, che non vedo l´ora di querelare», conclude Spinelli.

di Stefano Nicoli

FONTE ORIGINALE: http://www.larena.it

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