Lega, che intendono i parlamentari con “nostro paese”? Militanti, chiedeteglielo…

di TONTOLO

Nel dibattito surreale sulla fiducia a Letta le parole più impiegate sono state “paese”, “Paese”, “nostro paese”, “il nostro paese”. È stato tutto un festival di paesismo, paesità, paisà. Tutti si vergognano – e non hanno torto – di dire “Italia” o “patria”, non hanno la decenza di chiamarlo “Stato”  o “repubblica”, evitano “penisola” e “stivale”,  e non sono così liberi da usare espressioni anche più significative come “baraccone”, “bottega”, “greppia”.

Dalla pelosa consuetudine con “paese” non si sottraggono neppure i parlamentari leghisti. Sarebbe interessante sapere cosa si materializza nella loro testa quando dicono “paese”: il loro comune, la Regione, la Padania o – ahimè, ahiloro, ahitutti – l’Italia, che passa loro uno stipendio? E poi cosa si materializza? E, fra le loro orecchie,  c’è un luogo fisico in cui qualcosa si possa materializzare?

Ecco cosa dovrebbero fare tutti i militanti leghisti quando incontrano i loro eletti: farsi spiegare cosa intendono quando dicono “il nostro paese”. E poi provvedere ma – mi raccomando – niente sangue, solo pitalate di sterco!


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5 Comments

  1. L'incensurato says:

    Bè sono i diktat macro-nazione / prima il Nord itaglia: o dici così o ti cacciamo.

  2. lucia says:

    Giovanni,guarda che il consiglio dato da Calderoli a Berlusconi ,ammesso che la notizia sia vera,non era esattamente nell’interesse di Berlusconi.
    E’ riuscito,più che a sputtanare pubblicamente,a spiazzare quelli che erano già pronti a mettersi contro Berlusconi.
    Tradire non è bello ma tradire senza riuscire ad avere quello che si vuole è il massimo della sfiga.
    E traditori di Berlusconi prima erano le cosiddette colombe e adesso è Berlusconi il traditore ,quello dei falchi.E in Italia le categorie dei fedelissimi e dei traditori sono di lunga tradizione.E tu lo chiami niente spaccare in questo modo il PDL?
    Ma va,va,va….

  3. Giovanni says:

    Caro Tontolo, devi comprendere che chi siede da troppo tempo a Roma ha subito danni irreversibili alle giunture delle ginocchia, conseguenza anche delle genuflessioni al Berlusca.
    Come lui molti parlamentari leghisti faticano a muoversi sul nostro freddo e umido territorio per diffondere il vero verbo indipendentista.
    E’ molto faticoso!
    Partono come aquile ma grazie al becchime romano si trasformano in tranquilli polli, ma i veri spennati siamo noi.
    Come ultima dimostrazione ecco il Gran Visir Calderoli che sussurra alle graziose orecchie di Silvio l’ultimo dei suoi consigli, buono per il PdL, ma a fatica ricordiamo altrettante sue buone azioni per la causa nordista.

    http://www.bergamonews.it/politica/la-giravolta-di-berlusconi-%C3%A8-opera-di-calderoli-lho-consigliato-io-180326

    Insomma un perfetto democristiano fatto e finito.
    Inoltre lui stesso ha allevato puledri di razza nella scuderia bergamasca dai risultati strepitosi.
    Tontolo tu domandi di “farsi spiegare cosa intendono quando dicono “il nostro paese”
    Ecco la risposta perfetta:
    http://www.lindipendenzanuova.com/bergamo-e-la-lega-si-batte-per-laccademia-della-gdf/
    Questo ha capito proprio tutto, è così bravo che il suo capo, Maroni, lo ha eletto il “miglior leghista 2012”.
    C’è tanto lavoro da fare per raggiungere il nostro obbiettivo, ma siamo abituati a questo, dobbiamo solo selezionare meglio chi ha perso la propensione o non l’ha mai avuta al lavoro, soprattutto al servizio degli altri.

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