Lega, Bossi: non me ne vado. Resa dei conti in Veneto

di REDAZIONE

Umberto Bossi smentisce le voci che lo danno in uscita dal movimento che ha fondato e di cui e’ stato segretario per piu’ di vent’anni. “Non ci penso proprio” a creare un nuovo partito, ha affermato il presidente della Lega Nord, che in questi giorni non ha nascosto il suo malumore per le richieste di espulsioni decise in Lombardia. Giovedì, a Varese, aveva espresso pubblicamente il suo disappunto. “Questi sono matti, se vanno avanti cosi’, nemmeno io resto li'”, aveva detto, amareggiato. Frasi che hanno rinvigorito le voci, che circolano da mesi nel partito, secondo cui il senatur avrebbe gia’ depositato dal notaio il simbolo per dar vita a una nuova formazione politica. “Si sono confusi col giornale di cultura e identita’ creato da Giuseppe Leoni“, ha spiegato Bossi, contattato al telefono dall’Agi. Ma in serata il vecchio capo ha chiamato anche Maroni per confermare che resta.

Comunque proprio l’ex senatore Leoni – fondatore, insieme a Bossi e alla moglie Manuela Marrone, della Lega autonomista lombarda, nel lontano 1984 – era dato, dalle indiscrezioni di stampa circolate nelle settimane scorse, come colui che si era materialmente recato dal notaio a depositare il nuovo simbolo. Archiviate, per ora, le voci di scissione, il movimento, pero’, non trova pace, con il consiglio nazionale della Liga Veneta, che, convocato oggi per la prima volta dopo le contestazioni di Pontida, probabilmente procedera’ all’espulsione dei ‘dissidenti’.

Il direttivo, in programma da tempo, dovra’ esaminare la situazione di militanti, consiglieri ed ex parlamentari che hanno fischiato l’intervento di Flavio Tosi dal palco sul ‘sacro prato’. Ed e’ probabile che si replichino i provvedimenti gia’ adottati dal consiglio della Lega Lombarda che mercoledi’ sera ha chiesto l’espulsione di cinque leghisti, tra ex parlamentari, assessori e semplici militanti (‘congelata’ la misura contro l’ex capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni). D’altronde, spiegano dall’entourage di Tosi, Roberto Maroni e’ stato chiaro: chi ha contestato a Pontida “subira’ conseguenze, com’e’ giusto che sia, perche’ ci sono delle regole”, ha messo in chiaro il segretario federale della Lega all’indomani del raduno. Una linea confermata anche stamane da Maroni (che comunque ha delegato la questione ai suoi due segretari ‘nazionali’, Tosi e Matteo Salvini). “Non c’e’ alcun dietrofront sulle richieste di espulsione”, ha chiarito il leader del Carroccio, che non ha voluto commentare le dichiarazioni precedenti di Bossi.

In cima alla lista del ‘libro nero’ di Tosi l’ex deputata e ‘pasionaria’ bossiana, Paola Goisis (nella foto), e i tre consiglieri regionali che hanno issato lo striscione ‘Veneto congresso subito’, sul palco, durante l’intervento di Luca Zaia. Quanto al consigliere regionale ‘ribelle’, Santino Bozza, il direttivo ha gia’ chiesto la sua espulsione, che e’ in attesa di ratifica da parte del federale. I cosiddetti ‘tosiani’ hanno la maggioranza nel consiglio veneto e, quindi, non dovrebbero incontrare particolari difficolta’. E probabilmente rimarra’ inascoltato l’appello lanciato Zaia, altra ‘anima’ veneta del movimento. “C’e’ un partito che cresce, grande, importante, che inevitabilmente avra’ sempre qualcuno che non la pensa come te: noi siamo chiamati a gestirne l’unita’ e non a far bagni di sangue, perche’ non servono a nulla”, ha detto il governatore veneto. “Io non so niente di teste che rotolano domani saro’ presente anche io al consiglio nazionale, che spero serva a far uscire una Lega piu’ compatta, che ritrova l’unita’ e dove non si pensi che ogni dissenso ed ogni divergenza li si possano risolvere con dei provvedimenti disciplinari. E’ quello che vogliono i militanti”.

 

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5 Comments

  1. Teresa says:

    Luca Zaia le ultime parole famose…

  2. Miki says:

    Per pietà non mettete la foto di sto schifo umano che ha contribuito allo sfascio della Ln 1.0, cioè della Lega Nord,ad alta risoluzione (insieme al Marone: un colore che richiama perfettamente gli splendori del sud..). Oppure fate come il governo Nordcoreano e censuratela negli orari in cui si pranza. La vedrei meglio in una museo sulle torture, insieme alla faccia di quella cosa… carmela rezza (o vezza) che ogni tanto sproloquia dale tv locali del Nord.

  3. Gian says:

    C’e’ un partito che cresce, grande, importante, che inevitabilmente avra’ sempre qualcuno che non la pensa come te: noi siamo chiamati a gestirne l’unita’ e non a far bagni di sangue, perche’ non servono a nulla

    bastano queste parole per capire che Zaia ha la stoffa da leader mentre Tosi solo è un pericolo e un danno.

  4. Bepe says:

    Ma perché dovrebbe andarsene? Chi lo seguirebbe?

  5. max says:

    Stavano fondando una rivista culturale,questa è più grossa dei 300mila bergamaschi armati,e il direttore scientifico chi sarà,Paragone oppure Moncalvo,no no sarà Emilio Fede che è rimasto senza lavoro.Errata corrige stavano fondando un sindacato,no no una serie di negozi che vendono prodotti tipici padani,vi e ci ha fregato tutti era scherzi a parte.

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