Lega, Bossi contro tutti. Domani si chiude la lista dei candidati segretari

di REDAZIONE

Termine ultimo domani per le pre-candidature alla segreteria federale della Lega Nord. Alle 12 e’ fissata la scadenza per la presentazione dei moduli di autorizzazione alla raccolta firme e si sapra’ chi e’ ufficialmente in gara per la successione a Roberto Maroni, in una corsa che dalla discesa in campo di Umberto Bossi sembra avere il sapore di una sfida tra ortodossia e nuovo, vecchia guardia e giovani dirigenti (come Matteo Salvini e Flavio Tosi). Coloro che domani avranno consegnato il modulo negli uffici della segreteria organizzativa, poi, dovranno raccogliere, entro il 30 novembre, da mille a 1.500 firme per poter partecipare all’elezione diretta del segretario che avverra’ nelle 54 sezioni provinciali il 7 dicembre (spoglio e ratifica dell’esito una settimana dopo al Lingotto di Torino).

In un partito cresciuto all’ombra della leadership del senatur, cui nel luglio del 2012 e’ succeduto Maroni, la grande novita’ di questo congresso e’ che, per la prima volta, saranno i militanti (con almeno un anno di anzianita’) a eleggere il nuovo segretario. Finora i candidati sono ufficialmente quattro e tutti emersi nell’ultima settimana. Lunedi’ Bossi ha stupito chi credeva non andasse fino in fondo ed e’ stato il primo a consegnare il modulo di pre-candidatura nell’ufficio di Roberto Calderoli. Il 72enne presidente e fondatore del Carroccio, che minacciava da mesi di voler tornare al timone del partito, e’ tornato ad attaccare la leadership di Maroni, sostenendo che la Lega “e’ stata guidata male”. “Vengono qui tutti i giorni a chiedermi di fare un passo indietro per far vincere l’uno o l’altro”, ha rivelato l’anziano ‘capo’, riferendosi all’andirivieni di dirigenti nel suo ufficio. “Ma il problema e’ che in questo momento la Lega e’ troppo ridotta male, per cui occorre un segretario che metta tutti d’accordo”.

Gli altri tre candidati ufficiali sono per la verita’ poco conosciuti. Si tratta del vice capogruppo alla Camera e segretario romagnolo, Gianluca Pini, classe 1973, un tempo ‘maroniano doc’; dell’avvocato bolognese Manes Bernardini, di un anno piu’ grande, consigliere regionale in Emilia-romagna ed ex candidato sindaco sotto le Due Torri; e di Roberto Stefanazzi, 37 anni, consigliere comunale di Vizzola Ticino, paesino di 500 abitanti in provincia di Varese. Se quest’ultima candidatura sembra un po’ ambiziosa (la pagina facebook ‘Stefanazzi per la segreteria’ e’ ferma a 300 ‘Mi piace’), le altre due potrebbero apparire come modi per creare fastidio al favorito, il vice di Maroni, l’europarlamentare milanese e segretario della Lega lombarda, Salvini. Il quale, fin dall’inizio dichiaratosi “disponibile” per la segreteria, non ha ancora formalizzato la sua corsa. Salvini, che ha ottenuto l’endorsement di Maroni, consegnera’ probabilmente il modulo in extremis, lunedi’ mattina. Ma negli ultimi giorni ha avuto a che fare con un’altra, piu’ fastidiosa, spina nel fianco: l’altro vice segretario, il numero uno della Liga veneta, Flavio Tosi. Tra giovedi’ e sabato, il sindaco di Verona ha ribadito piu’ volte di essere disponibile per una “candidatura unitaria” alla segreteria. “Ma il candidato unitario, immagino, non saro’ io”, ha poi aggiunto, sibillino. Chi gli e’ vicino giura che il sindaco di Verona non e’ interessato alla segreteria: ha altri obiettivi ed e’ impegnato al cento per cento nella sfida per le primarie del centro-destra. Ma basta ascoltare il fronte anti-Salvini per capire le ultime mosse di Tosi: pare che l’ex eretico leghista abbia dato la propria disponibilita’ a candidarsi, insieme a Pini, Bernardini e altri, col fine di ‘balcanizzare’ congresso e movimento per costringere il capogruppo alla Camera, Giancarlo Giorgetti, a scendere in campo e trovare un accordo sul suo nome. Per questa parte di dirigenti, infatti, Giorgetti rimane l’unica carta e garanzia anti-Salvini, malgrado l’ex saggio di Napolitano abbia sempre detto, in pubblico e in privato, di non voler sapere di correre per la segreteria. Pare difficile, al momento, che si arrivi a una soluzione di questo tipo. Ma se cosi’ non sara’, se nelle prossime ore non si raggiungera’ un compromesso (gradito anche a Maroni) su un nome diverso da Salvini, Tosi sembra pronto a candidarsi. Un’eventualita’ che complicherebbe ulteriormente la situazione perche’ di certo insorgerebbe l’ala veneta che fa riferimento al governatore, Luca Zaia. E una sfida Salvini-Tosi (40 e 44 anni, “i nostri gemelli diversi”, come li ha chiamati Maroni) e’ difficile prevedere che impatto potra’ avere sul partito.

Il problema e’ che la fronda che osteggia Salvini, cui si e’ aggiunto Tosi, e’ granitica ed eterogenea: si va dalla dirigenza varesina e bergamasca, che non digeriscono un milanese alla guida del movimento, ai diversi parlamentari che contestano le modalita’ utilizzate dal giovane segretario della Lega lombarda nella compilazione delle liste dei candidati alle scorse politiche. Si tratta comunque di dirigenti di spicco, molti dei quali siedono nel consiglio federale, massimo organo decisionale del movimento (che non sara’ rinnovato con l’elezione del nuovo segretario, trattandosi di un congresso straordinario): potrebbero paralizzare il partito, in caso di una vittoria di Salvini.

Un’altra candidatura di cui si parla e’ quella del bergamasco Giacomo Stucchi, 44enne presidente del Copasir e parlamentare molto vicino alla schiera dei colleghi anti-Salvini. Infine, ha annunciato la sua discesa in campo l’europarlamentare trentino Erminio Boso, classe 1945, ritenuto vicino a Bossi, noto per il soprannome di Obelix e le sue posizioni indipendentiste ed euro-scettiche. In un’intervista, ha spiegato di volersi candidare per mettere fine al “partito da salotto” e di puntare all’abbandono di ogni alleanza elettorale. A proposito di queste candidature, Maroni e’ stato molto chiaro, in una dichiarazione che si puo’ indirettamente riferire anche alla corsa di Bossi: “La Lega avra’ un grande futuro se scegliera’ il nuovo leader tra i giovani leoni. Altrimenti si riduce a partitino dei nostalgici”.

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7 Comments

  1. L'incensurato says:

    Stefanazzi e’ l’unico indipendentista non dc (a differenza di Tosi e Salvini). Ma se la scelta e’ tra Stefanazzi e Umberto Bossi son gia’ qui che rido! Padania Libera
    Con Bossi. Sempre!

    • ALTEREGO says:

      Anch’io sto ridendo, pensiamo forse che riproponendo Bossi oggi a tutti non venga in mente, Belsito, il cerchio magico e la Rosi Mauro.
      Per piacere siamo seri.

      • L'incensurato says:

        Anche nel trollare pero’: perchè aggi scurdato lo yachte di Riccardo? Era sempre nel filone “indagini per Pm che non temono il ridicolo”. Padania LIBERA dalle blatte duosiciliane. Magistrati compresi.

  2. Gianfrancesco says:

    Stucchi NNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Giovanni says:

      Ma dai Gianfrancesco pensa che opportunità sarebbe avere Stucchi segretario federale:
      il presidente del Copasir Stucchi (servizi segreti), una carica per niente romanocentrica, potrebbe avere delle dritte per ottenere informazione atte ad accelerare il processo d’indipendenza della Padania, una bella furbata.
      E con Belotti che ora gongola perché vede sempre più realizzare il suo sogno assieme ad Invernizzi: l’ampliamento della GdF a Bergamo, sempre in perfetta ottica indipendentista.
      Caro Gianfrancesco, la trimurti Calderoli-Stucchi-Pirovano con i loro adepti piuttosto che mollare la poltrona con annessi privilegi acquisiti, ha preferito sputtanare e dimenticare il motivo per cui sono stati eletti dai cittadini del Nord.

  3. ALTEREGO says:

    Boso perché no, indipendentista doc.

  4. AUVERNO says:

    dai che iniziano le comiche…

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