LEGA, MARONI: PULIZIA QUASI FINITA. ORA LA FASE DUE

di GIANLUCA MARCHI

«La pulizia è finita? Diciamo quasi finita. Ora diamo vita alla fase 2: agire secondo le nuove regole, poi fare cose concrete, fare politica»: lo ha detto all’ANSA Roberto Maroni. «Ora servono idee e azioni. Io da oggi vado in giro a parlare di politica – ha aggiunto – basta vicende giudiziarie e mediatiche. Adesso serve la politica».

 

Doveva superare una giornata cruciale portando a casa due risultati importanti sulla strada della conquista del partito e alla fine c’è riuscito. Roberto Maroni ottiene l’espulsione di Rosi Mauro, pare mettendo sul piatto le proprie di dimissioni da triumviro quando il Consiglio federale ha nicchiato, cercando di deviare verso la sospensione. La cacciata della “badante” era fondamentale per evitare che intorno a lei si coagulasse la resistenza dei cerchisti e dei bossiani in genere. A torto o a ragione sarebbe diventata una sorta di nemico giurato dell’ex ministro dell’Interno, che avrebbe potuto galvanizzare l’ala del partito oggi perdente e che rischia ora di finire sbaragliata

Il secondo successo maroniano è stato ottenuto con l’anticipazione del congresso federale al 30 giugno e 1 luglio: restare allo scoperto fino ad ottobre sarebbe stato molto rischioso, con un partito che avrebbe corso il serio rischio di implodere sotto i colpi delle continue rivelazioni giudiziarie

Non è detto, comunque, che la vita interna della Lega procederà tranquilla fino all’elezione del nuovo segretario federale. Anzi. A oggi è difficile immaginare un candidato diverso da Roberto Maroni, sebbene l’interessato agli amici continui a ripetere di non essere interessato ad assumere l’incarico. E tuttavia la cosa sembra toccargli e la soluzione potrebbe essere quella di una segreteria breve, magari un anno, verso un nuovo congresso che nel 2013 lancia la nuova classe dirigente.  Ma già si intravvedono i primi tentativi di seminare il percorso con vari ostacoli.  Un primo esempio? «Io penso che il miglior candidato in assoluto sia sempre Gianpaolo Gobbo, il nostro segretario nazionale che ben ha operato in questi anni». Così ha dichiarato oggi il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, nonché commissario a Padova, che così si è chiamata fuori dalla corsa alla segreteria nazionale della Liga Veneta, che si deciderà al prossimo congresso regionale del 3 giugno. «Certo, tutti possono candidarsi all’eventuale successione, però prima di tutto per me rimane assolutamente la ricandidatura di Gianpaolo Gobbo – ha detto Bitonci – deputato del Carroccio, secondo il quale il nostro segretario deve puntare soprattutto a quello che è l’articolo uno del nostro statuto: l’indipendenza della Padania». Dietro le parole dell’on. Bitonci si intravvede una netta contrapposizione a Flavio Tosi, il candidato in grado di mettere all’angolo l’uscente Gobbo, bossiano di ferro, mai stato un fervente sostenitore della Padania e anzi sostanzialmente contrario alla secessione.

Tornando al Consiglio federale di ieri pomeriggio, va detto che Rosi Mauro ha dimostrato il “caratterino” che non le è mai mancato. In tanti, in questi giorni, avevano tentato di convincerla. Ma lei ha resistito e non ha deposto le armi, anche davanti all’espulsione del partito minacciata da Roberto Maroni dal palco di Bergamo e poi di fatto arrivata nel Consiglio federale. Si è difesa fino all’ultimo, urlando e strepitando che lei non ha fatto nulla di male e da un primo riscontro del neo tesoriere Stefano Stefani sembra che i soldi versati al Sin.Pa siano stati tutti regolarmente registrati. Ma le dimissioni della Mauro da vicepresidente del Senato erano sollecitate per una questione politica ed è qui che probabilmente l’interessata non ha ragionato abbastanza, segnando il proprio destino. E all’uscita da via Bellerio l’ormai ex badante è stata minacciosa: “Si accorgeranno presto dell’errore compiuto”.

Stessa sorte di Mauro per il tesoriere dalla finanza creativa, Francesco Belsito, messo alla porta per aver trascinato il partito in una bufera giudiziaria e mediatica senza precedenti. Graziato invece Renzo Bossi: le dimissioni dal Pirellone gli consentiranno, probabilmente, di evitare persino la sospensione dal movimento. L’esito del vertice fa esplodere di gioia i maroniani che intasano di messaggi in pochi minuti la pagina facebook di Bobo, anche se in tanti si sono lamentati che, almeno per ora, Renzo Bossi l’abbia fatta franca.

Con l’espulsione della ‘pasionaria’ tramonta dunque la Lega del cerchio magico, accusato di aver isolato il Capo, per molti una «colpa imperdonabile». Con tutta probabilità la segretaria del Sin.Pa ha pagato anche per colpe non sue: la sua espulsione appare un messaggio chiaro rivolto anche a Manuela Marrone, la moglie di Bossi, che con la Mauro aveva costituito un sodalizio granitico dopo la malattia che aveva colpito il marito.

Per Mauro, invece, si aprono ora nuovi interrogativi sulla vicepresidenza del Senato. Nonostante l’espulsione, infatti, non sarebbero automatiche le sue dimissioni dalla carica a Palazzo Madama, anzi. La ormai ex pasionaria del Carroccio, dopo il divorzio forzato con il movimento, potrebbe rimanere vice presidente del Senato e iscriversi al gruppo misto. Sulla questione al momento glissa, rispondendo ai giornalisti di essere «abituata a fare un passo alla volta».

E mentre avanza l’operazione “pulizia e trasparenza”, che alcuni considerano più una vera e propria “caccia alle streghe”, nuove ombre si addensano in queste ore sul Carroccio: dalla Procura di Milano, che sta indagando sulle distrazioni dei fondi della Lega Nord, ci sono nuove intercettazioni che tirano in ballo anche il “triumviro” Roberto Calderoli. Gli investigatori annotano proprio il nome «Calderoli» tra i soggetti destinatari di «rilevanti somme di denaro (…) utilizzate per sostenere esigenze personali (…) estranee alle finalità ed alle funzionalità del partito Lega Nord».

Ma non solo.  Starebbe emergendo anche il tentativo di coprire Belsito quando esplode la vicenda della Tanzania con firme false e versioni concordate. Sono le intercettazioni telefoniche a svelare come lo «stato maggiore» della Lega fosse mobilitato per evitare che la magistratura avviasse indagini sull’attività del tesoriere e scoprire l’uso privato dei fondi provenienti dai rimborsi elettorali. In prima linea ci sarebbero l’onorevole Roberto Calderoli  e Piergiorgio Stiffoni membro del comitato amministrativo insieme a Roberto Castelli. Ma anche Giancarlo Giorgetti. Il primo si sarebbe fatto dettare dall’avvocato di Belsito la linea pubblica da tenere, il secondo, invece, avrebbe accettato di siglare un documento retrodatato per dimostrare la regolarità degli investimenti. Il terzo sarebbe indicato tra i partecipanti agli incontri con l’imprenditore Stefano Bonet, ora indagato per riciclaggio, che ha messo a disposizione i propri conti esteri.

Mentre dall’analisi dei documenti acquisiti ieri nel corso della visita alla sede del Sindacato Padano è venuto fuori che tra i pochi dipendenti del Sinpa – non più di tre – una sarebbe la nipote di Rosi Mauro, i militari della Gdf hanno chiesto carte su una decina di conti in alcune filiali della Banca Popolare di Novara, della Bnl, di Unicredit, di Banca Sella, di Carige, del Banco di Napoli e della Banca Popolare di Lodi. Nella famosa cartella ‘The Family’, infatti, oltre al carnet di assegni di Banca Aletti (istituto da cui sono partiti gli investimenti all’estero e nel quale ci sarebbero diversi conti riconducibili alla Lega), c’è documentazione anche su conti di Bossi e di sua moglie proprio presso la Banca Popolare di Lodi. In più dalle carte risulta che alla filiale romana del Banco di Napoli da un conto intestato all’ormai presidente del Carroccio vengono fatti due bonifici – da 5 mila euro il 21 aprile 2010 e da 4 mila euro il 13 ottobre 2010 – in favore della moglie, Manuela Morrone, su un conto della Banca Popolare di Bergamo, che sembrerebbe intestato allo stesso Senatur.

Insomma, la sequela delle rivelazioni giudiziarie sembra solo all’inizio e rischia di sottoporre la Lega e i leghista a continue docce fredde. Senza tacere che dentro il movimento, nei ranghi ora parecchio sbaragliati degli ex cerchisti e dei bossiani, si va consolidando la convinzione che anche Roberto Maroni fosse al corrente di quanto accadeva con le finanze del partito e che abbia taciuto in attesa che la valanga si ingrossasse e spazzasse via i suoi avversari interni. Un tale sentimento è destinato ad avvelenare ulteriormente le prossime settimane. La telenovela tragica della Lega potrebbe essere solo all’inizio.

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6 Comments

  1. MarcoT says:

    “pulizia quasi finita!”
    Non so, ma solo un idiota crederebbe che lui e gli altri non sapessero nulla degli intrallazzi nascosti della Lega.
    Quindi sono inaffidabili tanto quanto gli altri

  2. ruvido says:

    Ho sentito che Frattini ha elogiato Maroni e ha detto che il lavoro delle scope deve continuare…..ecco l’inizio della FINE:

  3. silvia garbelli says:

    Il problema è che se oltre alle gonadi, si usasse anche il comune buon senso e razionalità, si scioglierebbe la LN, che deve restare eternamente, e con ogni ‘corrente’ per raggruppare il consenso per il sistema politico italiano :
    sennò come potrebbe continuare a dormire sonni tranquilli ? I cittadini si stanno esasperando…

  4. Giorgio Milanta says:

    Se la Rosy Mauro, anziché ragionare con le gonadi, avesse usato la testa, si sarebbe dimessa dalla carica di vicepresidente del Senato – come richiestole – e sarebbe ancora al suo posto in Lega. Il Trota si è dimesso da consigliere regionale e non è stato espulso.

    Semplice.

    • Pao says:

      Giusto il ragionamento, se si fosse dimessa da Vicepresidente del Senato prima del raduno di Bergamo. Ma dopo il raduno, nel quale era ormai stata issata davanti alla folla la sua ghigliottina, la sua esplulsione dalla Lega era segnata, altrimenti Maroni ci avrebbe rimesso la faccia. Le rimane la carica di Vicepresidente del Senato, che non é poco, poi magari potrà scrivere un libro, best seller delle prossime festività natalizie, e poi chissà…che sorprese ci riserverà; la donna ha carattere da vendere, é tosta, e con la sua ascesa lo ha dimostrato.

      • dante says:

        comunque vadano le cose non ne vedo uno solo che domani faccia una inserzione per cercare lavoro. Con il ns. supporto per anni e anni si sono tutti sistemati ormai.
        La prima è stata la Pivetti. Che a questo punto bisognerebbe stimare. Fatti i soldi e assicuratasi un sereno futoro alle spalle di chi vota via a goderseli.
        IMPARIAMO GENTE IMPARIAMO !

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