LEGA 2.0: NON BASTA UNA “PERESTROIKA” LEGHISTA

di ANDREA PAGANELLA

Chi ritiene – ed io sono tra questi – sia ormai da tempo giunto il momento di concretizzare in atti tangibili il bisogno di autogoverno delle nostre terre, non può che analizzare con estrema attenzione il processo di travaglio e mutazione che sta attraversando la Lega Nord. Nonostante le numerose sollecitazioni che mi sono giunte, perlopiù critiche, in merito al fatto di continuare a disquisire della Lega, ribadisco che non è mia intenzione indugiare sulle divisioni che attanagliano il variegato panorama dell’autonomismo padano, addentrandomi in dispute, quasi sempre autoreferenziali, con chi considera la Lega il “male assoluto” e si diletta nel rilasciare patenti di maggiore o minore “Credo” indipendentista.

Suonerò scontato e lapalissiano, ma è sempre utile ricordare che con le divisioni, con le polemiche e con i personalismi rancorosi non si va da nessuna parte.

Venendo, quindi, alla tanto amata o odiata, osannata o vituperata Lega Nord, da osservatore non disinteressato, vorrei segnalare che l’attuale momento è ricco di incognite e di pericoli per questo Movimento, ma anche di spunti di formidabile potenzialità per il rilancio di idee e azioni di stampo nordista.

Eccone tre.

Primo. Andare oltre i classici steccati ideologici leghisti: troppo spesso, in passato, la Lega Nord ha preso posizioni su tematiche, anche di carattere eminentemente etico, sfoggiando approcci molto radicali, al limite dell’oscurantismo. Tra l’altro, si è trattato di un crescendo: la prima Lega non era certo così. E, comunque, la Padania è plurale e eterogenea, non è la Vandea o una comunità amish, il mondo va avanti, un approccio decisamente più liberale e più aperto al futuro non guasterebbe alla causa.

Secondo. Basta divisioni tra indipendentisti, federalisti, autonomisti, leghisti, non leghisti ecc. Chiedo: vi pare che la situazione attuale ci conceda il lusso di poterci accapigliare in cruente divisioni di questo tipo? Certo, il mio orientamento è inequivocabilmente indipendentista. D’altro canto, penso che chiedere a chiunque lotti per la libertà della propria terra se sia meglio l’autonomia, il federalismo o l’indipendenza, sia come chiedere ad un detenuto se preferisca un’ora di permesso, gli arresti domiciliari o la libertà totale. Ma se qualcuno, strumentalmente o meno, pensa che sia meglio mezza torta di una torta intera, lasciamo stare, andiamo avanti tutti nella stessa direzione: non saremo d’accordo su quanta strada fare insieme ma, intanto, incamminiamoci.

Terzo. Buona amministrazione, ma non solo, atti finalmente concreti per la nostra libertà. Situazioni di straordinario consenso popolare, come a Verona con Flavio Tosi, si sono venute a creare per la concomitanza di vari fattori, in primis per la bravura, la capacità e lo spirito di servizio che hanno caratterizzato gli amministratori uscenti. E, non per ultimo, la voglia di lavorare, qualità che dalle nostre parti è sempre apprezzata. La buona amministrazione aiuta sicuramente ad ampliare il consenso e a portare fieno nella cascina autonomista, ma non può essere finalizzata alla semplice occupazione delle istituzioni. E, inoltre, a parte i sindaci, la Lega Nord governa le tre principali regioni padane, di due esprime addirittura il governatore. Chiedo: è possibile che in almeno una di queste, magari nel Veneto, si studino soluzioni praticabili dal punto di vista giurisprudenziale, costituzionale e fiscale e si attui un’azione concreta – almeno una! – , non simbolica, che dimostri ai cittadini del Nord che, se si è lì, non è solo per aggiustare i marciapiedi o, peggio, per il mero esercizio del potere?

Per quanto riguarda, invece, i pericoli che intravedo, il principale lo definirei come “rischio Perestroika”.

Anche rimarcando gli opportuni distinguo, sono sicuro che molti storcerebbero il naso davanti ad un possibile confronto tra l’attuale travaglio leghista e il processo storico intrapreso, alla fine degli anni ’80, da Michail Gorbaciov per rinnovare (e salvare) il colosso sovietico. E, pure, io vedo molti punti in comune.
Gorbaciov ebbe molti meriti, capì che il sistema sovietico era ormai in crisi profonda per vari motivi, tra i quali la gerontocrazia e l’arretratezza della classe dirigente che ostacolavano pervicacemente ogni possibile rinnovamento, un apparato organizzativo obsoleto e una totale “opacità” nella gestione economica e nell’individuazione delle responsabilità ad ogni livello. Egli comprese, quindi, che era necessario intervenire in qualche modo, ma commise errori che divennero fatali per il sistema. Il principale sbaglio fu, paradossalmente, la perestroika stessa che, di fatto, fallì travolta dagli eventi. Egli tentò, in sintesi, di attuare un approccio riformatore mantenendo però ben fermi i capisaldi stessi dell’impianto sovietico. Pensava, infatti, che bastassero un ricambio generazionale della classe dirigente, uno svecchiamento ed un’operazione generalizzata di “trasparenza” (glasnost) abbinata ad un sussulto di entusiasmo, fede e rinnovamento ideologico. Sappiamo come finì, fu sconfitto su tutti i fronti, tutto ciò non bastava. Non erano tempi di riformismo ma tempi rivoluzionari.
Allo stesso modo, la dirigenza leghista, appena rinnovata e ringiovanita dalle vittorie di Matteo Salvini e Flavio Tosi nei congressi di Lombardia e Veneto e prossima ad incoronare Roberto Maroni alla guida del regno che fu di Umberto Bossi, deve capire che tutto ciò, seppur apprezzabile, non basta.

Per riacquisire la fiducia della propria gente serve, a mio avviso, mettere in campo un insieme di atti concreti dotati della forza, della credibilità e del vigore sufficienti a rilanciare un movimento politico che appare, da ormai troppo tempo (parliamo di anni non di mesi), ripiegato su se stesso. Atti che dovrebbero essere accomunati da due parole d’ordine: UNIRE e FARE.

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38 Comments

  1. Veritas says:

    Paganella, come vedi, son tutti disfattisti, non si capisce se per delusione o per spirito polemico.
    Purtroppo è molto difficile far riflettere certe persone ed ottenerne giudizi obbiettivi.
    Oggi, tutti a parlare di libertà, di indipendenza, di autonomia, ma se non fosse nata la lega, oggi quelli ancora dormirebbero

  2. giordano says:

    Alcuni commenti sembrano presi direttamente dalla gazzetta dello sport. Se la nuova politica della Lega è questa, meglio pensare a quel passato glorioso oramai perduto.
    Miglio si sta rigirando nella tomba…

  3. Giacomo says:

    Paganella, per piasè…

  4. gigi ragagnin says:

    di glaznost non ne ho proprio vista .
    abbozzi & family sono quello che sono, ammaroni non è credibile, per lo meno ha tenuto il sacco, mentre assalvini faceva il palo. su akkota è meglio stendere un sudario pietoso. i leghisti veneti si sono impigriti, sotto la pluriennale regia d’aggobbo.
    non la vedo allegra … mentre la loro quotazione nel borsino politico sta crollando.

  5. Braveheart says:

    BABBARI RAMPICANTI…

    Lascerete le SEDIE………… stanno finendo le vostre

    COMMEDIE !!!

  6. Gianni says:

    SE parliamo chiaro alla gente del nord diventa tutto piu facile, non serve piu la vecchia politica, io do una cosa a te tu la dai a me, noi vogliamo fare affiorare la nostra cultura, con chi ci sta

  7. ripetta says:

    Mi dicono che Reguzzoni sta preparando il rientro col botto! Attenti…roba grossa…se ne vedranno delle belle. Quella di fronte di barbari era una ritirata strategica, mica una resa. Il fluido magico ha ripreso a spirare nella direzione giusta….Gemonio domina!!!!

  8. Miki says:

    Presto 2 leghe: maroniani e bossiani, 2 partiti diversi.. Sai quanti barbari maroniani torneranno all’ovile…?? Ma Bossi, Reguzzoni e Rosy Mauro hanno lamemoria lunga…. Meditate….

    • origgio2 says:

      Non avremo pietà, non venga poi a piangere persone come il Salvini…o Calderoli o la Piazzo o Carcano…basta ricicli, questa volta torniamo a siamo duri!!! Umberto ora e sempre!

    • lupen says:

      Anche Monica, la gran magona, ha memoria lunga e vemdetta rapida…ricordate! Rizzi forever e Camunia in fiamme!

    • berg says:

      Miki says: “Presto 2 leghe: maroniani e bossiani, 2 partiti diversi.. Sai quanti barbari maroniani torneranno all’ovile…?? Ma Bossi, Reguzzoni e Rosy Mauro hanno lamemoria lunga…. Meditate….”

      Ammettiamo per assurdo che le cose andranno come prevedi tu, partendo da qui, dopo aver meditato, arrivo a queste conclusioni:
      1- i leghisti “pentiti” (e non solo loro) sono pecore
      2- bossi è un caprone (e non solo lui, lui è solo la capra più grossa e puzzolente)

      In conclusione… sempre “bestie” sono.

    • Veritas says:

      Miki, TI SBAGLI E DI GROSSO, Perchè due partiti diversi significherebbero SCOMPARSA TOTALE della Lega.
      E loro lo sanno, non sono totalmente deficienti………..

  9. raione says:

    AOOOOOOOOOOOOOOOO, so tutti daccordo!!! So tutti daccordo ma lo volete capì che li vostri leghistelli ce li siamo bevuti come na gazzosetta e ce li mangiamo perchè mangeno alla nostra tavola e c’è bricole pe tutti? Sveglia padani venite pure voi ar banchetto dallo zozzone! Muti e lavorate!

  10. gabino says:

    Ma direttore i leghisi in Rai di protezione ne hanno bisogno, qui da noi si dice che i programmi dei leghisti hanno gli ascolti più bassi nella storia delle Rai…quindi ci vuole un bel santo protettore per tener vive certe cosucce….e dar lavoro a tanti begli appalti di amici esterni!

  11. jesse james says:

    e chi sarebbe quella giovane trentenne che dovrebbe andare nel nuovo cda rai? qualcuno sa cosa ha fatto per la lega? quali competenze ha? perché non prendono da telepadania allora? E cosa serve far parte del cda della Rai romana per un leghista????

    • gianluca says:

      La tipa fa già parte del cda di Rai Cinema e sarebbe vicina a Zaia. Che significa far parte del Cda Rai? Tutelare in primis i giornalisti e i dirigenti leghisti, non solo quello della prima ora, anche quelli che lo sono diventati per convenienza, perché in Rai se non sei protetto politicamente, non conti nulla e sei fuori dai giri. Che poi la presenza di un leghista nel cda serva ai fini della battaglia politica, lo escluderei del tutto. Sono posti di potere, dunque, secondo la logica romana, vanno occupati.
      glm

    • giuanin says:

      beh… ma qui mandano una appetitosa, ho visto la foto sul Corriere, mica la solita cicciona in stivaloni neri che le sue foto fan ridere tutti i blog….Quindi la nuova Lega è vincente, glamour, frizzante….una Lega alla moda !!! UNa Lega che piace! Alla faccia di qui coglioni del popolo che si pensavano alla onestà, alla lealtà, al mantenre la parola data e a tutte quelle cazzate con cui li hanno presi GIUSTAMENTE per il culo ai Padani fessi! Lo diceva pure Bossi che non c’e’ popolo più fesso dei Padani,…detto fatto è arrivata la Lega!

    • ravaini says:

      Eggià io prenderei l’Aurora che è bergmasca e bravissima, lei s’ che farebbe una televisione nuova e farebbe fare bellissima figura alla Lega: Non credete? Dai avete visto che belle innovazioni ha portato a telepadania…

  12. sandro Migotto says:

    Ma se fosse vero quanto Lei afferma, proponga a questi signori un atto di vera ribellione ed auspicio di liberta’ per il veneto… con i 60 Sindaci che adottano nei loro Comuni una delibera di iniziativa popolare comunale per l’autodeterminazione. Oggi…..Tra quattro mesi si fa il referendum regionale.

    Allora si’ che alle chiacchere seguirebbero le azioni.

    Hanno avuto venti anni per fare questa piccola (ed enorme) azione. Tutto il resto e’ propaganda, e’ rifarsi una verginita’, e’ di nuovo truffa con il miraggio delle politiche 2013 e regionali 2015…

  13. mostassu2 says:

    Evvai Lanzalotta, mangiagli il cuore! Sei un grande, incalzali, umiliali, sottomettili alla volontà del popolo a cui continuamente e falsamente si appellano! Tu sei il segno tangibile della giustizia popolana, tu il giudice del popolo affilitto e preso in giro!

    • sei ironico e mi prendi per il culo?

      non sono un giustiziere né un giudice, lascio il mestiere ai manettari alla Di Pietro…
      non mi interessa umiliare nessuno, cerco di indicare la via alla indipendenza che non passa certo dai seggi parlamentari, via fallimentare già sperimentata in 25 anni di Lega a Roma.

      • mostassu2 says:

        Non ti prendo per il culo come è vero che sono bresciano, parola. Sei un grande e ti incito a non mollare i calcagni di questi che ci hanno preso in giro, tu sei capace di spiegare con le parole, io lo farei solo con le mani!!!!!

  14. berg says:

    Peccato che dal congresso nazionale della Lega Lombarda si sia ripartiti già col piede sbagliato.
    Mi riferisco al fatto che il buon Salvini ha già cominciato a buttare fumo negli occhi ai gonzi con la farsa delle sue dimissioni da consigliere comunale a Milano, “per stare più vicino alla mia gente” come dice lui, mantenendo saldamente il posto di eurodeputato…ma evidentemente la geografia non è il suo forte.
    Altra chicca del neo presidente, è riuscito a far eleggere nel direttivo nazionale il suo futuro cognato…altro caso di familismo leghista, questa volta in versione onirico-barbarica.
    Sono tutte piccole cose, ma se le premesse sono queste c’è ben poco da aspettarsi in chiave di rinnovamento e rilancio.

  15. 😯
    Chi ha assaggiato poltrone importanti non fa passi indietro!
    È come improvvisamente chiedere a chi ha vissuto negli agi con camerieri in guanti bianchi di tornare a vangare nei campi.
    L’unica credibilità per i leghisti sono le immediate dimissioni da tutte le istituzioni ed enti italici, il collaborazionismo è punito con la massima pena!

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