LEGA 2.0: LONTANA DA ROMA MA NON DALLE POLTRONE ROMANE?

di GIANLUCA MARCHI

RAI: CAPARINI, NESSUN NOME DALLA LEGA PER CDA. PRIVATIZZARE AL PIU’ PRESTO AZIENDA

“La Lega non proporrà alcun nome per il prossimo consiglio di amministrazione della Rai. Confermiamo la nostra posizione sulla improcastinabilità della sua privatizzazione perché questo è l’unico modo per tenere fuori i partiti dall’azienda. Nel 1995 la maggioranza dei cittadini hanno votato affinché la Rai non fosse più sulle spalle dei contribuenti, noi chiediamo di rispettare quell’impegno prima che sia troppo tardi e non valga più nulla. Lo dichiara davide Caparini, responsabile della comunicazione della Lega Nord. “L’auspicio è che tutti i partiti si tengano fuori dalle nomine del cda Rai. La situazione economica è di assoluta emergenza e richiede misure straordinarie senza le quali si profila il rischio di un intervento di salvataggio come quello per Alitalia. Aumentare il prezzo della benzina per la ricostruzione dell’Emilia può avere un senso, certamente non per pagare gli stipendi al carrozzone Rai”.

***

C’è qualcosa che agita la Lega Nord nelle retrovie e non si tratta delle schermaglie e della “battaglia” in vista del congresso federale di fine mese che dovrebbe decretare il passaggio definitivo alla cosiddetta Lega 2.0 sotto le insegne di Roberto Maroni e dei “barbari sognanti”. 

Vediamo di non girare intorno e andare subito alla questione. Maroni, nell’annunciare il suo nuovo corso, ha fatto balenare la concreta possibilità che la Lega dovesse ritornare alle origini e soprattutto al territorio, prendendo le distanze da Roma, dove il prossimo congresso potrebbe anche decidere di non andare più, cioè di non più proporre candidature per la Camera e per il Senato. A parte che sarebbe curioso sapere cosa ne pensano i parlamentari uscenti e più ancora coloro che si sentono pronti per fare il grande salto verso quella romana, che sarà anche una palude ma dispensatrice di ottimi stipendi, oltre che di futuri vitalizi.

Orbene, personalmente non sono così convinto che un partito indipendentista, o sedicente tale, debba rinunciare a candidarsi al parlamento nazionale. Sono invece assolutamente contrario che, una volta approdato al centro del potere, si faccia coinvolgere nei governi. L’esempio più classico è quello iberico dei catalani e dei baschi, che a Madrid si sono quasi sempre tenuti le mani libere, per poter meglio condizionare le maggioranze di governo e contrattare il massimo per i propri territori. Entrare in un esecutivo vuol dire invece tagliarsi le palle, perché automaticamente scatta il ricatto dovuto al vincolo di maggioranza. Vogliamo un esempio nostrano? Pensiamo ai parlamentari della Sudtiroler Volkspartei, capaci di realizzare veri e propri capolavori per la loro provincia, ancorché aiutati dal fatto di rappresentare una minoranza linguistica. La Lega, invece, nell’allearsi con Berlusconi per andare al governo ha commesso, a mio parere, il suo più grande errore politico, che ha finito per azzerarne la spinta e il significato politico.

Detto questo, rispolverare ora l’idea di abbandonare Roma può anche essere una strategia destinata a riscuotere qualche consenso, ma nel momento in cui la si cavalca, essa imporrebbe anche di tenere comportamenti conseguenti, altrimenti rischia solo di rivelarsi essere uno specchietto per le allodole. E i comportamenti leghisti di questi ultimi giorni sembrano andare in tutt’altra direzione che l’abbandono della palude romana.

Primo esempio: la nomina di Giovanna Bianchi Clerici quale commissario dell’Autorità Garante della Privacy. Per ottenere la nomina si racconta che Bobo Maroni abbia dovuto muoversi personalmente presso le alte sfere del Pdl. Risultato alla fine ottenuto, ma con annesso un certo sconcerto nelle file dei “barbari sognanti”, visto che il personaggio in questione ha alle spalle due legislature come parlamentare e due mandati come consigliere d’amministrazione Rai. C’era proprio bisogno – si son chiesti in molti – che ci si impegnasse per ottenere l’ennesimo incarico nazionale? Se questa è la partenza della nuova Lega 2.0 non è che c’è molto da essere ottimisti.

Ma il disagio interno nel Carroccio è salito esponenzialmente nelle ultime ore a fronte di una notizia che per ora è solo frutto di un retroscena giornalistico, sebbene non smentito ufficialmente. Bianchi Clerici ha lasciato libera la poltrona nel Cda Rai e allora per la sua sostituzione si è fatto il nome, sempre in ambito Lega, della pressoché sconosciuta, almeno alla stragrande maggioranza dei militanti non veneti, di Gloria Tessarolo (nella foto). Chi è costei? Laureata in lingue a Ca’ Foscari, 32 anni, trevigiana di Oderzo dove è stata segretaria del Carroccio e consigliere comunale di opposizione, volto noto delle tv locali, da due anni è consigliere d’amministrazione di Rai Cinema, poltrona che per lei è stata pretesa dall’ex ministro e ora Governatore del Veneto, Luca Zaia.

L’interessata, alla quale resta ancora un anno di incarico in Rai Cinema, pare non sappia nulla o dica di non sapere nulla dell’eventuale promozione alla capogruppo, ma la vulgata vuole che Zaia si starebbe nuovamente impegnando per lei e che Maroni non sarebbe nelle condizioni di dire di no, per il semplice fatto che, in vista del congresso federale, vorrebbe avere un po’ più della metà dei voti veneti che al momento gli sono assicurati attraverso Flavio Tosi.

Che si tratti solo di un retroscena giornalistico o della realtà lo si verificherà nei prossimi giorni. Certo che se la Lega 2.0 dovesse partire con questi handicap sulle spalle, sarebbe peggio di un ‘anatra zoppa.

 

 

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67 Comments

  1. lorenzo canepa says:

    concordo completamente con Marchi!!!!

  2. rubini adelio says:

    Ma vi rendete conto che questo singolo articolo su questo sito ha più lettori netti di quanti ne abbia la Padania ogni giorno. E in proporzione, dati alla mano, ha molte più visite e visibilità di quante ne abbia mai fatta qualsiasi trasmissione ‘leghista’ in Rai???? Sono dati su cui riflettere, dimostrano che la strategia comunicativa di quel partito è morta prima di nascere!!! Tremendo. Riflettetete padani!

    • Lo vada a dire al genietto dei media di nome Caparini 🙂

      • Lucafly says:

        Davide Caparini senza i soldini di papa al massimo poteva fare il fabbro in qualche azienda di famiglia oppure posare cavi riscaldanti lavoro difficilissimo……nella lega degli albori il posto si comprava!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!capito altrimenti te lo spiego di persona

    • Veritas says:

      In effetti sessantatre commenti sono tantissimi…..
      Ma, nel riflettere, si deve anche pensare che l’argomento Lega suscita sempre un grande interesse, in bene o in male e, si sa, se in male, si suol dire “Molti nemici, molto onore!!!

  3. cocco says:

    IL FATTO QUOTIDIANO:

    La portavoce di Maroni, Isabella Votino, ha usato voli di Stato

    Risulta all’interrogante che l’ex portavoce di Roberto Maroni, Ministro dell’interno del passato Governo Berlusconi, abbia utilizzato voli di Stato e scorta personale fino alla fine del 2011″. Lo scrive Elio Lannutti, senatore dell’Italia dei Valori (e lo riporta l’Agenparl), in un’interrogazione parlamentare presentata ieri e indirizzata al Premier Mario Monti e al Ministro dell’Interno , Annamaria Cancellieri. “Non sono chiare – prosegue Lannutti – le reali ragioni di sicurezza che avrebbero indotto all’utilizzo di tali voli di Stato e della scorta”.

    SE CORRISPONDE AL VERO – Il Senatore dell’Italia dei Valori chiede di sapere “se al Governo risulti che quanto sopra corrisponda al vero” e “in caso affermativo, quali siano state le ragioni di sicurezza per l’utilizzo di voli di Stato e scorta da parte dell’ex portavoce del Ministro dell’interno pro tempore e da chi sia stato proposto e autorizzato”.

  4. misticman says:

    Amici Miki è la ex Batwoman….o sua sorella.

  5. misticman says:

    Salvini, fai qualcosa. Proponi la nana di via Bellerio come direttore generale della Rai! fai qualcosa, intervieni. Metti Igor Iezzi alla direzione del Corriere. O piuttosto nomina Carcano responsabile di tutti i media padani e non e ministro della cultura popolare padana. Ma fai qualcosa, non stare lì seduto a massaggiarti la pappagorgia! Salvini salga a bordo cazzo!!!!!!!!!!!!!!!!

  6. cocco says:

    Che strano…. la moda degli occhialetti rossi sta passando…. Se ne vedono meno in giro….. Chissà perchè…..

  7. nandomoriconi says:

    Ma cosa sta succedendo ????????????? Caparini aveva esultato per la nomina di Faverio a condirettore di Rai Parlamento solo sei mesi fa????????? e Ancor prima:

    ItaliaOggi
    Numero 068, pag. 6 del 21/3/2009

    PRIMO PIANO

    Per l’eredità di Mazza il direttore del Mattino dovrà vedersela anche con il numero due di Libero

    Orfeo-Paragone, duello per il Tg2

    La Lega scende in campo: un posto di prestigio per l’ex Padania

    di Marco Castoro

    Seppure non ci sia stata ancora la schiarita sul presidente della Rai, tutti i dirigenti e i giornalisti che sentono odore di nomine si stanno prodigando per mettere più frecce possibili al proprio arco. L’appoggio politico è fondamentale per conquistare un posto al sole in questa Rai sempre più lottizzata. Quindi ecco che – mentre alcuni direttori prestigiosi vengono contattati invano per la presidenza di viale Mazzini – altri fanno l’impossibile per tentare la scalata. Due nomi su tutti: Mario Orfeo e Gianluigi Paragone. Il primo è il direttore del Mattino. Tra i suoi sponsor ci sono Mara Carfagna e Italo Bocchino. Obiettivo primario resta il Tg1, ma qui la concorrenza è molto agguerrita. Berlusconi non vuole più sorprese alla guida del telegiornale della rete ammiraglia Rai. Per questo l’incarico al fedelissimo Maurizio Belpietro sembra il più probabile. Ma Orfeo non demorde ed è pronto a virare sul Tg2, il cui posto da direttore sarà lasciato vacante da Mauro Mazza, comunque vada il suo tentativo di conquistare il Tg1, impresa titanica nonostante l’appoggio insistente di Gianfranco Fini. La questione Mazza è finita perfino tra le cose in sospeso elencate dai due pretendenti alle nozze (An e Forza Italia).
    A quanto pare non ci sono soltanto Forza Italia, An, ex Ds ed ex Margherita a scannarsi per le poltrone di dirigenti e direttori Rai. Scalpita anche la Lega. Anzi, è pronta a tutto pur di portare il suo alfiere in vetta. E pensare che solo poche ore fa il premier aveva detto che il Carroccio non può avere tutto. Ebbene l’alfiere della Lega gioca a carte scoperte. Si tratta di Gianluigi Paragone, attuale vicedirettore di Libero, ed ex numero uno della Padania, è reduce dalla felice esperienza di Malpensa Italia, il programma di RaiDue che è stato apprezzato anche all’interno del Pdl, seppure l’orario di «fascia Marzullo» ne ha pregiudicato gli ascolti.

    Lo stesso direttore di RaiDue, Antonio Marano, ha cantato le lodi del suo conduttore nonché espressione del Carroccio. Ora Paragone punta la rotta sul Tg2. Qualcuno ipotizza un’accoppiata tra i pretendenti: Orfeo direttore e Paragone vice, le cariche che ricoprono oggi nei rispettivi giornali. Ma in seno alla Lega qualcuno ha obiettato il fatto che Orfeo sia espressione del Sud e Paragone del Nord, quindi semmai le parti andrebbero invertite. Qualora Paragone non dovesse salire sul carro (o meglio sul Carroccio) del Tg2 potrebbe ambire alla vicedirezione di rete, di RaiDue, oppure contendere a Piero Vigorelli la direzione della Tgr. Se le azioni di Paragone salgono, sul Carroccio perdono un po’ di peso gli altri pupilli dei Bossi-boys: Milo Infante e Simonetta Faverio, da sempre indicati come esponenti in prima fila dell’informazione leghista e nordista. Anche Milo Infante sogna in grande (in verità rispetto a Paragone vanta anche consensi trasversali nel Pd). Il conduttore di Insieme sul 2 potrebbe diventare vicedirettore di rete con la delega all’informazione di RaiDue. Giovanna Bianchi Clerici e Davide Caparini si stanno dando un gran da fare per ottenere risultati. Un altro giornalista che il Carroccio vuole premiare è Roberto Pacchetti. Tuttavia appare scontato che l’unico volto spendibile per una direzione targata Carroccio sia quello di Gianluigi Paragone

  8. elcamuno says:

    “Aumentare il prezzo della benzina per la ricostruzione dell’Emilia può avere un senso, certamente non per pagare gli stipendi al carrozzone Rai”: chissà come sono contenti Faverio e Paragone e pure Ferrario e Marano!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    CAPARINI sei un Dio! Ma che ti fumi??????

  9. rizza says:

    Si sta ascatenando l’inferno più putrido, storie di pelo…miserie umane…l’orrore di un regime in disfacimento, vendette oblique e trasversali! Ne vedremo delle belle…e la magona ha ancora molte frecce al suo arco…

    • Miki says:

      La nanetta calabrese ed il suo “amichetto” occhialetti rossi tremano….tremano……E’ piaciuto fare i dossier sulla famiglia Bossi? Adesso arrivano gli altri…..

  10. annalarossa says:

    A Rai parlamento hanno rifilato di tutto…dai falliti dei giornaletti leghisti agli ex addetti stampa dell’Atalanta di Doni alle nipoti di La Russa…e adesso privatizzano? Bellissimo! Ma chi se li piglia?

  11. lavies says:

    Prima ci rifilano la merda e poi la privatizzano? Si sono accorti di che cazzo hanno fatto? No…fanno i furbetti Ma chi sono questi? Ma chi li ha votati e soprattutto chi li rivota?

  12. cavarzere says:

    Gloria manchi tu nell’aria
    manchi ad una RAI che lavora piano
    manchi a questa tele che ci fa mangiar fiele
    e sempre questa storia che lei la chiamo Gloria.
    Gloria sui tuoi fianchi la mattina nasce il sole delle Alpi
    entra Zai ed esce Tosi dal nome gloria.
    Gloria manchi tu nella Rai
    manchi come il sale manchi più del sole
    sciogli questa LEI che soffoca il palinsesto
    t’aspetto Gloria.
    Gloria lascio aperto il Cda
    scappa senza far rumore dal lavoro del tuo letto
    dai gradini di un altare ti aspetto Gloria
    ah ah ah ah ah Gloria
    per chi accende il giorno e invece di dormire
    con la memoria torna alla tv simpatica
    in una terra libera per chi respira nebbia
    per chi respira rabbia.
    per me che senza gloria
    con la Rai Parlamento
    faccio un grosso marchettone
    e le stelle di cartone
    pensando a Gloria
    gloria manchi tu nella Rai
    manchi come il sale manchi più del sole delle Alpi
    sciogli questa Isa che soffoca Maroni
    t’aspetto Gloria.

  13. cavairati says:

    Veneti siete i terroni del nord! Mandate le vostre donne a zappare e non a scaldare le sedie in Rai ! VERGOGNA!!!!!

    • giuseppe says:

      Nella Lega ci vuole anche una certa pulizia etnica, abbiamo già avuto brutte esperienze (incompetenti e ladri è meglio che siano padani)

    • lancillotto says:

      Cosa c’entri il popolo Veneto con la lega ladrona Lombardocentrica io proprio non lo so spiegare. Semmai dovessimo cercare una vittima in questo squallido acquitrino marcescente, sarebbe proprio la vecchia liga Veneta.

      Oh, whatever…

      Vista la sguaiatezza, in puro stile Ellenico, del Suo intervento, la esorto a cercare nel Suo personale orticello genetico i sicuri ascendenti magnogreci che lei attribuisce ad altri.

  14. rupert67 says:

    inciucio bestiale, inciucio bestiale, inciucio bestiale. Vero, verissimo, ben detto. Ecco cosa ci hanno fatto ingoiare i nostri presunti liberatori! Che vergogna e che rabbia! RABBIA. Sante dì una parola, Sante fai esplodere la tua rabbia verbale! Perchè qui il popolo scoppia!

  15. campolmi says:

    Fagli sapere quanto li stimi! Deponi una piccola parte della tua quotidiana produzione intestinale in un cartoccetto di carta oleata e lancialo con vigore in direzione del loro viso alla prima occasione in cui li incontri per strada! Le facce di merda sono più simpatiche quando sono colorate! Popolo bue, lavora e taci…. se non ti ribelli ti faranno ingioiare la loro di produzione…come hanno fatto fino ad oggi.

  16. caterina says:

    io sono dell’idea che, dovunque si abbia la possibilità di inserire propri elementi nei gangli del potere, non si deve lasciarsela sfuggire, purchè costoro abbiano la schiena dritta e si ricordino sempre perchè sono stati messi lì.
    Si tratta di scegliere le persone giuste, che abbiano personalità e carattere e siano capaci di combattere per la causa, sennò rinuncino da subito perchè il danno di una presenza insignificante è maggiore di un’assenza!!!

    • luperino says:

      braava Caterì e infatti noi magnaccioni furbi de la Padania romana c’amo messo la ex portavoce de Bossi che sta lì a fà la direttora ma è cume se nun ce stesse che fà tanto servizzi secreti de noartri! Aò ma quanti fessi ce stanno in sta Padania? Millioniiiiii

  17. birba says:

    il lucidissimo ex leghista Gigi Moncalvo ha ampiamente fotografato lo stato comatoso e contraddittorio in cui versa la lega di maroni con l’articolo ” le scope di Maroni sono elettriche” Avrei aggiunto a pile ormai scariche. lo fa, ricordando che le pulizie in casa, guarda caso, non si fanno quando si tratta di di uno dei suoi, tanti bracci destri, come PINI indagato a Forlì non solo per il MILLANTATO CREDITO CON MAZZETTA DA 15.000 EURO ma anche per APPROPRIAZIONE INDEBITA, DISTRAZIONE e altro. Non ultimo il ritrovamento di 400.000 euro scudati a San Marino e fatti rientrare attraverso il padre. La crisi ed il crollo della lega non può essere imputato esclusivamente ai fatti di malcostume della famiglia Bossi e dell’ala meridionale della lega. Più in generale si può dire che il sistema lega sia crollato per il crollo dei tanti sistemi lega a livello regionale e locale. Gli squallidi personaggi saliti sul carro sfruttando l’onda lunga del consenso leghista si è inevitabilmente infranta nella pochezza della sua rappresentanza ad ogni livello. In questo quadro desolante e di ennesimo malcostume, NON credo che i soliti SLOGAN possano riportare la lega ad attrarre nuovi consensi. In politica, quando il consenso si perde, specie se si perde nel modo in cui si è visto, non ritorna piu’. CON QUESTO, SAREBBE MEGLIO OCCUPARSI DI ALTRO E LASCIARE LA LEGA AL SUO DESTINO DI REDUCI E NOSTALGICI. PARLARNE ANCORA FA VENIRE IL VOLTASTOMACO.

  18. berticelli says:

    Amici, l’inciucio bestiale tra Lega 2.0 e Pdl è sotto gli occhi di tutti da tempo, i rapporti tra Alfano e Maroni e tra Maroni e il giro La Russa è lampante. Certo che chiede posti in Rai Bob! Certo si tratta di una rete articolata e bella tosta…se penso al povero Umberto…sarà stato pure fesso ma troppo buono a volte…se lo sono fumato alla grande…e in più mettono in Rai dei geni……che chiunque se ne approfitta perchè incapaci e senza strumenti personali per non dover sottostare alla volonta del padrone di turno….

  19. Alessandro Patelli says:

    Mi trovo concorde con quanto sviluppato nell’articolo, in particolare non credo che il non avere parlamentari si più utile dall’averli, il problema nel cosa fanno quando sono lì. Si essere in Parlamento significa analizzare e cercare delle soluzioni per raggiungere le Macro Regioni o le Comunità autonome e non la seccessione, che non vi sono i motivi per perseguirla, allora essi svolgeranno nel migliore dei modi il loro mandato, se invece il loro compito è rincorre il populismo delle idee senza nessun costrutto allora meglio che stiano a casa e lascino spazio a persone più capaci di loro.

  20. Franco says:

    Sono SEMPRE più convinto che chi ha inzuppato il”biscottino” nelle tazze del potere romano ne ha assimilato PER SEMPRE le brutte abitudini.Altro che lega 2.0,le due nomine pretese di cui si parla nell’articolo sopra riportato,dimostrano con estrema chiarezza che il legame con ROMA PADRONA da parte “leghista” è fortissimo,irreversibile ma soprattutto vincolante !Altro che indipendenza della padania,qui si tratta di “forte dipendenza da ROMA PADRONA” .Però:il popolo del NORD ha la memoria buona e si ricorderà di questi tradimenti al momento opportuno !

  21. Sante says:

    GLM è il solito “tenerino”…
    ….ma quale “anatra zoppa”….
    …….Trattasi di “verace pantegana” infetta da AIDS.
    SerenissimiSaluti

  22. Miki says:

    Maroni non sarà mai un leader…In Veneto il partito è spaccato a metà. Per il bene della Lega dovrebbe farsi da parte…x sempre!

  23. Roscia dimentica che senza le bombe di Georg Klotz il süd tyrol non avrebbe mai avuto ciò che Roscia pensa sia merito della SVP.
    Inoltre oggi la SVP non è affatto una piccola minoranza, segnalo che alle elezioni del 2010 di Brixen i partiti tedeschi hanno ottenuto complessivamente il 62,4% e la SVP da sola il 43,2%!
    È con questi numeri che si deve ragionare, non con quelli diluiti nel parlamento romano.

    • Daniele Roscia says:

      La SVP ha 2 senatori e 3 deputati, funzioni e risorse in uno stato centralista come l’Italia, vengono decise a Roma, nonostante ci sia una Commissione paritetica stato e Regione Trentino-Alto Adige, che tratta periodicamente dei trasferimenti di funzioni e risorse all’autonomia di Trento e Bolzano. Ho conosciuto Carl Zeller, Sigmund Brugger, grazie a loro conosco molto bene strategie e modalità di azione. Con questa modesta rappresentanza, sia con maggioranze di cd che di sx, talvolta il loro voto era indispensabile, non lo concedevano senza contropartite, questa e’ politica non di compravendita ma di difesa degli interessi dei propri territori. Difatti non capivano strategia e ruolo della Lega che, con una rilevante rappresentanza indispensabile, quando sono stati al governo, sono tornati con le pive nel sacco.

    • jesse james says:

      parte male la lega 2.0, molto male… sempre che non siano solo indiscrezioni giornalistiche. Ma l’importante (!!!) posto nell’authority per la privacy (autentica cazzata che serve a nulla se non a dare stipendi) è vero. Speriamo che Maroni dica che dalla Rai la lega vuole orgogliosamente stare fuori e anzi proporne la privatizzazione. Cosa sono serviti anni e anni di Marano, Ferrario, Moncalvo, Paragone, Albertoni? ad una beata fava! via da Roma Bobo o è la fine!

      • lavorini says:

        ma cosa fumi? Ma se hanno fatto il diavolo a quattro, Maroni e i suoi, per fare promuovere una capra a condirettore Rai solo pochi mesi fa? Con la Bianchi Clerici che spinegva come una ossessa implorando Lorenza Lei. E Adesso che la Lei viene sbattuta fuori hai sentito qualche leghista dire qualcosa? No fanno i vaghi perchè loro mica c’entra con la lotyizzazione…noooooo…sono puri come l’acqua dei piatti dopo sei lavaggi!!!! Ma in che mondo vivi? E la nomina di Casarin a direttore dei regionali chi la ha voluta se non Bianchi Clerici? E adesso la spostano…e ci mettono carne fresca per nuovi inciuci….

      • jesse james says:

        bene era tutto uno scherzo giornalistico! la lega non entrerà nel nuovo cda Rai e anzi ne chiede la privatizzazione. Come dicevo io qui sopra… Ora lo dice Caparini, responsabile media del Carroccio.

  24. Daniele Roscia says:

    Parto da una constatazione errata, a mio avviso, non e’ vero che i movimenti indipendentisti, catalani e scozzesi non partecipino ai governi statali o centrali, anzi molte maggioranze in Spagna e Gran Bretagna si sono formate grazie ad accordi specifici con i partiti indipendentisti. La Scozia ha ottenuto un parlamento con attribuzione di speciali funzioni, grazie all’accordo con Tony Blair. La Lega Nord purtroppo, al governo per ben 8 anni con il mafioso di Arcore, non ha saputo trarre benefici concreti perché non ha avuto una classe dirigente, in primis il leader, all’altezza di comprendere prima ancora di decidere cosa fare. L’accordo politico Bossi/Berlusconi ha partorito, ad eccezione delle cene di Arcore, un rimbambimento delle intenzioni, si e’ sempre cercato di lavorare solo per la perseverazione del movimento e non per affermare la mission. I movimenti indipendentisti veneti sono essi stessi attanagliati dalla discussione se sia utile partecipare alla competizione elettorale che avverra’ l’anno prossimo. Tutte due le tesi, per me sono legittime e hanno vantaggi e svantaggi da tenere in debita considerazione: quando si ha la possibilità di essere in maggioranza e si e’ indispensabile e’ giusto rimanerci, ma non ripetendo gli errori della Lega Nord, come quello di chiedere la devoltion oppure il probabile federalismo fiscale del cavadenti di Bergamo. L’esperienza della SVP non può essere considerata un esempio da seguire perche’ essendo loro stessi una piccolissima minoranza, hanno saputo intelligentemente sfruttare esigue maggioranze parlamentari per ottenere funzioni e risorse ai loro territori, con la specifica che Bolzano e Trento hanno gia’ una fortunata autonomia speciale.

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