Lecco, una serata dedicata al ricordo di Bobby Sands

di REDAZIONE

Terra Insubre vi invita ad una “Serata in ricordo di Bobby Sands” il 6 maggio 2013 alle ore 21.00 presso lo Shamrock pub, angolo di Irlanda nella città di Lecco.

Bobby Sands, in gaelico Roibeard Ó Seachnasaigh, (Belfast, 9 marzo 1954 – Long Kesh, 5 maggio 1981) morì dopo uno sciopero della fame durato 66 giorni, nella prigione di Long Kesh.

Per ricordare il sacrificio dell’attivista politico nordirlandese, Renato Ornaghi leggerà brani tratti dal diario scritto durante la prigionia, intervallati da musica irlandese a cura de “I Croccanti”.

L’evento è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura della Provincia di Lecco e dal Comune di Lecco.

Per info: lecco@terrainsubre.org

LA LOCANDINA DELL’EVENTO

 

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8 Comments

  1. Roberto Stefanazzi Bossi says:

    i commenti di cui sopra sono un insulto alla memoria delle vittime del secondo sciopero della fame del 1º marzo – 3 ottobre 1981 ove SI LASCIARONO MORIRE PER I LORO DIRITTI DI UOMINI E PATRIOTI IRLANDESI 10 uomini e altri 13 parteciparono ! Vol. Bobby Sands OC morì di stenti dopo 66 giorni ! Comodo oggi scrivere stronzate comodamente da casa da un PC ! Ognuno a buon conto fà i conti con la propria coscienza ! Tiocfaidh ár lá !!! In Alt la Bissa !

  2. identità e tradizione says:

    mi meraviglio di terra insubre, bobby sands era un rinomato comunista come tutti i feniani che non perdono occasione per dire male della padania quando gli viene chiesta un’opinione in merito dai giornalisti

    fuori i rossi dall’ulster, w la regina abbasso il papa
    secessione

  3. Giovanna says:

    VIVA L’IRLANDA LIBERA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. luigi bandiera says:

    La minoranza deve SOCCOMBERE.

    Eppure li’ in inghilterra dicono siano moolto demokratici..!

    O forse..?

    PSM

    • Bresà òm liber says:

      Sempre più che in Italy. La Scozia almeno almeno al voto ci va

    • identità e tradizione says:

      si ma gli irlandesi sono i napoletani del nord, mafiosi e violenti, questo è un fatto, non a caso negli usa familiarizzano alla grande con gli italoamericani

      god save the queen

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