Le vittorie di Pirro

pirro

di MARCELLO RICCI –  Il movimento di Grillo ha vinto. Come in natura così anche in politica,  piante anomale possono avere uno sviluppo rapido e rigoglioso particolarmente quelle infestanti. I numeri sono opinioni e attestano il successo.

 A tornata conclusa, una disamina è ineluttabile. Cosa ha affascinato l’elettorato? In Padania senza Padania è stata premiata la Lega (senza Nord) e in Italia il MoVimento5 stelle (Pentastelluti).
La Lega ha promesso reddito di lavoro, i Pentastelluti reddito di cittadinanza.
Il Nord ha premiato la Lega, il Sud i Pentastelluti.
Per il reddito da lavoro  si deve inventare l’occupazione e togliere le tasse dello stato nazionale che però si difende, mentre il reddito di cittadinanza basta  farlo pagare al Nord che lavora.
Per la Padania la sfida è dura  perché  la crisi persiste. Per il il Sud tutto facile, il sistema è collaudato e consolidato da tempi  remoti, dallo stramaledetto incontro di Teano. Il 26 ottobre è per i padani un giorno di lutto.
E’  probabile e auspicabile, che si debba tornare tra un anno, dopo aver corretto la legge elettorale, al voto.
L’impossibilità economica di erogare il reddito di cittadinanza porterà i disillusi elettori a punire chi l’ha fatti sognare, solo sognare. Il teatro, dove Grillo trionfa rappresenta la vita, non la gestisce.
Poi tocca a Salvini. Ha promesso di ridare a tutti le pensioni e di far sparire tutti i clandestini. Oltre che di ridurre le tasse senza parlare di federalismo. Tutta uguale, questa Italia, proprio non ci sembra.
Print Friendly, PDF & Email

1 Comment

  1. Caro amico e secessionista. Guarda anche la luna, qualche volta.
    La Lega, ha perso, soprattutto al Nord.
    Nello scontro Lega/Grillo, ha vinto questo, 4.100.000 a 4.000.000.

    W il nord, ma non di salvini.

    Giorgiomasocco il Doge di Cantù

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Articolo precedente

Il vescovo che inventò il Carroccio

Articolo successivo

L'Istat dice che ci sono più occupati. Ma noi 50enni giornalisti ormai figli di nessuno non ce ne siamo accorti