Le suore di Napoli sfrattano gli abusivi. Portiamole a Milano per svuotare le case occupate

di BRUNO DETASSISnapoli

La Provvidenza ci vede bene. Ma non porge l’altra guancia. Chissà che penserebbe Papa Francesco, davanti a un pugno di suore ben determinate a far rispettare la proprietà privata a Napoli. La vicenda, ben videoripresa dal Fattoquotidiano, si svolge a Napoli, e vede protagonisti diversi soggetti della città. Per cominciare, gli agenti della questura, che nei giorni scorsi intervengono nell’ex scuola media Belvedere e sgomberano 35 occupanti: si tratta, per la cronaca, di nove famiglie, ci sono cinque minori e sette extracomunitari.

La notizia è nella notizia, perché il locale da sgomberare non è del Comune né di un privato, ma appartiene all’Ordine delle suore del Buon Pastore ed è un immobile frutto di una donazione vincolata a uso sociale. “A me dispiace, ma io non mi metto in mezzo. Roma sa già quello che deve fare”, dice una suora al Fatto, e continua: “Se vogliono, queste famiglie si rivolgano ad un altro ordine religioso”.

 

Strepitoso. Accoglienza sì, ma non qui. Una lezione di stile e di fermezza, che ogni tanto farebbe bene anche da altre parti del mondo cattolico, quello dall’accoglienza facile e che invoca confini sempre aperti, tanto poi sono altri ad accogliere, non i locali destinati e vincolati ad altri usi sociali. Giusto?

Don Tonino Palmese afferma infatti che “Ci troviamo di fronte ad un paradosso, a me il fatto non piace, ma forse non mi piacerebbe neppure che qualcuno venisse a occuparmi la casa”. Ecco, valga non solo per le case della chiesa ma anche per quella di tutti i cittadini.

Avremmo voluto una reazione pronta e con la stessa veemenza quando mesi fa una prefettura annunciò di essere pronta a prendere tutti gli stabili privati se fosse stato necessario per dare ospitalità agli immigrati sbarcati a Lampedusa. Avete sentito un parroco dire una parola?

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2015/02/14/napoli-suore-fanno-sgomberare-35-occupanti-trovino-altro-ordine-religioso/340160/

 

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One Comment

  1. Roberto Porcù says:

    Niente di nuovo.
    La Chiesa ha due anime, la pastorale, buonista, quella del perdono a tutti e quella più concreta che deve fare i conti con la realtà.
    Quando il Papa deteneva anche il potere temporale, quando le sue guardie catturavano un brigante, un malfattore, o semplicemente un rivoluzionario, alla sua anima venivano dati i conforti religiosi ed il suo corpo finiva sul patibolo.
    Le suore hanno ragione, con quel che lo Stato percepisce “per farsi carico dello stato sociale” (così danno ad intenderlo), lo Stato deve provvedere a sue spese. Le suore con quello che è loro hanno il diritto di fare le opere pie che “loro” vogliano fare senza l’imposizione di chi abusivamente occupi loro immobili.
    Il Cristianesimo è una utopia, forse la più bella, ma sempre una utopia.
    Non è possibile pretendere per legge che chi la professa debba dare tutto,
    già me lo vedo il presidente, che cristiano professa di essere, rinunciare alla reggia del Quirinale per ospitarvi dentro i derelitti che lo vogliano, ed anche fra loro quelli che derelitti fingano di essere.

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