Le strade di Piemonte e Lombardia son piene di “Fratelli d’Italia”

di MARZIO DE LULLIS

Sono la Lombardia e il Piemonte le regioni italiane in cui sono più numerose vie, piazze e vicoli dedicati a “fratelli e sorelle d’Italia”: dopo l’Inno di Mameli il database di Seat Pagine Gialle Italia racconta quanto  i “fratelli e sorelle d’Italia” siano oggi presenti nelle strade italiane. Realizzando una classifica delle città d’Italia in cui fratelli e sorelle sono più celebrati, 4.500 il numero totale nell’intera penisola di cui un quarto solo nelle provincie Lombarde. A Milano, Bergamo, Varese, Brescia, Monza-Brianza, Torino, Cuneo, Novara i Fratelli Cervi, Calvi, Bronzetti, Bandiera  Vigorelli sono alcuni tra i fratelli d’Italia più ricordati.

E’ quanto emerge da una analisi svolta da Seat PG Italia in collaborazione con il Professor Enzo Caffarelli – direttore della Rivista Italiana di Onomastica (RIOn) e coordinatore scientifico del Laboratorio internazionale di Onomastica dell’Università di Roma Tor Vergata grazie alle informazioni di Tuttocittà: “Gli elenchi di Seat PG Italia – che recentemente abbiamo profondamente aggiornato adeguandoli alle nuove esigenze dei cittadini – rappresentano da quasi un secolo uno specchio degli italiani e di ogni provincia d’Italia: per questo ci piace scoprire l’anima delle città italiane anche attraverso i nomi più diffusi di vie e piazze, che raccontano un pezzo della tradizione, della religione e della cultura del Piemonte e Lombardia e di tutte le città d’Italia”.

In base al database di TuttoCittà è emerso che su 15 provincie che attraverso strade, vie e piazze celebrano i fratelli e le sorelle d’Italia  7  sono lombarde. Sono 295 nella provincia di Milano i  Fratelli Cervi, Bandiera e Rosselli; nella provincia di Bergamo sono in totale 129; 119 in provincia di Varese; 112 a Brescia, 81 nella provincia di Monza e Brianza, 71 nella provincia di Pavia e 66 in quella di Mantova: “Anche una persona di elevata cultura, perfino uno storico, conoscerà solo una piccola parte di queste figure minori, celebrate nella toponomastica urbana milanese, come di qualsiasi altra provincia o comune italiano. E scoprirne le biografie significa comporre un mosaico di pezzi di storia e di vita di tutte le comunità che oggi ricordano queste migliaia di fratelli. Troppi personaggi sono conosciuti solo per il nome della via: il toponimo svolge dunque a metà la sua funzione, perché mantiene vivo un nome. Che però i cittadini non fanno corrispondere a nessun volto e a nessuna storia” – dice Enzo Caffarelli e aggiunge: “Sarebbe necessario che ogni comune pubblicasse, almeno in rete, un dizionario dei propri personaggi celebri, con le motivazioni delle intitolazioni. Oggi esistono pochi repertori dei nomi di strade e piazze, anche per le grandi città. Ma un comune che non vuol perdere la propria memoria non può accontentarsi di un’insegna stabilita magari mezzo secolo o un secolo fa. Occorre rinnovare la memoria nelle nuove generazioni. Questo dei fratelli e delle sorelle è solo un piccolo esempio, ma istruttivo, anche perché coinvolge famiglie intere di patrioti, di artisti, di scienziati, ecc. e non solo singoli personaggi”.

Per restare tra i numeri record della Lombardia nella provincia di Bergamo si celebra il ricordo dei Fratelli Agazzi, Rossi, Rota e Vicentini nel capoluogo. Fratelli Benaglia a Paladina. Buttinoni e Galliari a Treviglio. Fratelli Caniana, Coria, Losa, Valenti e Zanchi ad Alzano Lombardo. Fratelli Chiese a Dalmine. Cornetti a Cornalba. Damiani e Manni a Gazzaniga. Epis a Scanzorosciate. Gamba a Dossena. Fratelli Gratarolo a San Giovanni Bianco. Lodigiani ad Arcene. Maccarini a Osio Sopra. Fratelli Manenti (un vicolo) e Pagani a Castelli Canepio. Manzoni e Roncelli ad Almenno San Salvatore. Milesi e Urbani a San Pellegrino Terme. Pellegrini a Costa Volpino e a Lovere. Fratelli Piacentini (una piazza) ad Azzano San Paolo. Pirovano (un largo) a Dalmine. Regonesi a Verdello. Ripamonti a Palazzago.

Nella provincia di Brescia  sono invece commemorati nel capoluogo, i Fratelli Anderloni, Bonardi, Di Prata, Folonari, Lechi (questi sanche a Leno, Montirone e Montichiari), Legnazzi, Porcellaga (inoltre a Ghedi, Rovato e Verolavecchia), Rinaldini, Ugoni e Venturoli (anche a Bedizzole).E poi i Fratelli Almici a Coccaglio. I Fratelli Antegnate a Lumezzane. Beretta a Padenghe sul Garda. Bianchi a Toscolano Maderno. Capponi a Sarezzo. Chiodi a Bedizzole. Fratelli Colturi a Manerbio. Contessa a Marcheno. De Giuli a Leno. Delaide a Lozio. Fratelli Fantini e Piantoni a Bienno. Fantoni a Vezza d’Oglio. Lodrone a Concesio. Malgarotti a Pisogne. Marzoli a Palazzolo sull’Oglio. Fratelli Moscari (una piazza) a Breno. Paglia a Mazzano. Pea a Orzinuovi. Peano a Centallo. Porta a Nuvolera. Fratelli Ramus a Edolo e a Darfo Boario Terme. Rossetti e Scalvini a Odolo. Roveri a Calcinato. Tolotti a Villa Carcina. Fratelli Tosana a Edolo. Vivenzi a Concesio. Zini a Paderno Franciacorta.

Ecco la classifica delle dediche stradali a ‘“Fratelli d’Italia”, patrioti dell’unità, suddivise per province  :

1. Milano  295 (61) – Cervi 68, Bandiera 48, Rosselli 47

2. Torino  138 (67) – Cervi 27, Rosselli 21, Bandiera 15

3. Bergamo 129 (46)  – Calvi 37, Cervi 19, Bandiera 10

4. Varese 119 (43) – Bandiera 23, Cervi 23, Rosselli 20

5. Lecce 114 (19) – Bandiera 46, Rosselli 23, Cervi 22

6. Brescia 112 (47)– Cervi 19, Bandiera 10, Rosselli 10

7. Roma 94 (40) – Rosselli 15, Bandiera 14, Cervi 14

8. Perugia 89 (26) – Cervi 20, Rosselli 20, Bandiera 13

9. Bologna 87 (31) – Cervi 30, Rosselli 15, Bandiera 7

10. Firenze 84 (23) – Rosselli 30, Cervi 20, Bandiera 10

11. Monza e Brianza  81 (14) – Cervi 22, Bandiera 19, Cairoli 14

12. Modena 73 (20) – Cervi 21, Rosselli 17, Bandiera 12

13. Pavia 72 (24) – Cervi 20, Rosselli 13, Cairoli 10

14. Mantova 66 (15) – Cervi 26, Rosselli 16, Bandiera 8

15. Novara 56 (29) – Rosselli 12, Cervi 7, Di Dio 6

Chissà cosa ne pensa Gilberto Oneto, instancabile promotore di cultura padanista che, sin dall’inizio degli Anni Novanta, si è sgolato per ricordare l’importanza della toponomastica per la salvaguardia della cultura locale.

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3 Comments

  1. Gianfrancesco says:

    francamente non concordo, è ovvio che a bergamo si ricordino i fratelli calvi, sono bergamaschi e così gli altri soggetti citati. chi dovrebbe dedicare loro una via? i messinesi?

    personalmente non trovo nulla di male nel dedicare una via ai 4 fratelli Calvi, perchè per me quella via deve essere un monito a non far più altre stupide guerre simili ed è un segno di pietà umana verso 4 giovani della mia terra.

    l’articolo ha mancato il vero problema della toponomastica, non è via fratelli calvi che preoccupa, bensì via garibali, viale roma, via mazzini, via nino bixio, viale vittorio emanuele, ecc, ecc il vero problema è che accanto a bèrghem quei (censura) del pdl hanno voluto mettere sul cartello la faccia di garibaldi, al posto di colleoni, donizetti, manzù o papa Giovanni XXIII che non solo sono più meritevole dell’ERRORE dei due mondi, ma sono anche bergamaschi.

    perchè garibaldi? che legame ha con bergamo? ci è giusto passato come in mille altri posti, qui ha mangiato e dormito, nulla più, per noi non rappresenta nulla i fratelli calvi per lo meno sono miei conterranei.

  2. Nico says:

    Vai nelle scuole lombarde e vai a vedere le etnie dei bambini…sono tutti arabi,cinesi,sudamericani e mediorientali. Il futuro sono loro !

  3. Da tempo immemorabile vado dicendo che i Lombardi (gli unici dei quali io mi permetta di impicciarmi) fino ad oggi hanno eccelso nel farsi rappresentare politicamente dallo scum of the earth, cioè dai più scriteriati, più privi di scrupoli, più masnadieri, spesso più incompetenti, ignoranti e ladri tra i loro corregionari. Costoro, ciliegina sulla torta, sono anche i più pronti a prosternarsi di fronte allo stato romano che elargisce loro mancette sotto forma di incarichi di partito con annessi privilegi, carriere di riserva per trombati, vitalizi e pensioni costosissimi per la collettività lombarda. Finché non impareremo a ODIARE E RINNEGARE questi personaggi, saremo sempre schiavi del letamaio italiano, e per giunta truffati e traditi dai peggiori tra noi.

    Lombardia indipendente.

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