Le rottamatrici: Lega tutta sbagliata, tutta da rifare

di REDAZIONE

Da qualche giorno compaiono sui giornali e sulle agenzie notizie su un misterioso gruppo di “rottamatrici” della Lega, qualcuno si è spinto a definirle le “Pussy Riots” di Maroni. La notizia è rimasta vaga e ha suscitato curiosità in vari ambienti e qualche preoccupazione in via Bellerio, dove – per la verità – basta molto poco per sollevare inquietudini. In realtà si tratta di gruppi territoriali di leghisti, di ex leghisti e di quasi leghisti che hanno deciso di federarsi in un organismo di pressione in grado di collaborare al restauro della Lega e non certo alla sua rottamazione. I Comitati confederati sono ormai presenti in tutte le regioni settentrionali. Serve capire se, in un momento così delicato per i destini delle autonomie padane, questa nuova iniziativa porti altra confusione o un interessante vento di cambiamento. Abbiamo per questo contattato la portavoce ufficiale (ma anche una delle animatrici e referenti) dell’iniziativa, la studiosa modenese di storia e scrittrice Elena Bianchini Braglia e le abbiamo fatto alcune domande che servono a fare chiarezza sulla vicenda.

Perché ha deciso di impegnarsi in questa avventura

Per due motivi. Il primo sentimentale: nella Lega Nord ho passato anni bellissimi ed entusiasmanti. Ho vissuto esperienze che mi hanno segnata e che mi provocano tutt’ora un profondo senso di nostalgia. Penso alla catena umana sul Po, oppure alla manifestazione per i Serenissimi detenuti nel carcere di Modena che portò in città migliaia di persone e stupì la sinistra non abituata a vedere altre forze politiche in grado di mobilitare simili numeri.

Avendo avuto la fortuna di partecipare ai momenti di splendore, negli ultimi anni, benché politicamente disimpegnata, ho assistito con tristezza e disagio al lento declinare della Lega. Un’agonia penosa, soprattutto se si tiene presente che i grandi ideali di cui il Carroccio è stato portatore sarebbero anche, e soprattutto, oggi validissimi e in grado di raccogliere ampi consensi.

E qui c’è il secondo motivo: la convinzione che la società e la politica abbiano bisogno oggi più che mai delle idee e dei programmi “leghisti”. Il problema è che a fronte di un progetto valido, il contenitore politico che lo propone ha perso credibilità. Allora, insieme a un po’ di persone di buona volontà, ci siamo detti: perché non provare a restituire credibilità a questo contenitore?

Come fare per restituire credibilità?

È necessario un rinnovamento radicale, quasi scioccante. Che faccia percepire al potenziale elettore/aderente che c’è stato un prima ed ora c’è un dopo. Che la Lega del dopo non ha più nulla a che fare con quella del prima. E questo rinnovamento si ottiene con un cambio radicale della classe dirigente e con la ridefinizione del progetto politico classico della Lega adattato ai nuovi tempi.

Qual è il rapporto con la Lega?

Bisogna sottolineare in primo luogo che i Comitati Confederati non sono la Lega. Il loro obiettivo è quello di rigenerare la Lega, ma non sono una componente o una corrente della Lega. Infatti raccolgono adesioni dentro e fuori il Movimento. E molti di quelli che aderiscono da fuori ci chiedono garanzie sul fatto che la loro adesione non significa entrare a far parte della Lega. Queste persone saranno disponibili a entrare in una Lega rinnovata, ma non vogliono avere a che fare con la Lega di oggi.

In secondo luogo è importante specificare che il nostro obiettivo non è quello di distruggere la Lega, come il termine improprio ma di moda di “rottamatori” può lasciar intendere, ma di rivitalizzarla, portarla a nuovi splendori.

Quindi come pensate di raggiungere il vostro obiettivo?

Abbiamo creato un decalogo che cercheremo di far accettare ai vertici del Movimento. Un decalogo basato sul buon senso, con nulla di sconvolgente, ma che, se venisse fatto proprio dalla Lega, darebbe veramente quel segnale di forte cambiamento e di presa di distanze da un passato imbarazzante. Segnale che tanti stanno aspettando.

Le nostre speranze risiedono nei numeri che sapremo e riusciremo a raccogliere e mobilitare. Quanta più gente si unirà ai Comitati, tanto più forte sarà il nostro potere di influenza. Dobbiamo convincere il maggior numero di militanti e iscritti della Lega e contemporaneamente raccogliere molte adesioni fuori dal Movimento, per mettere la dirigenza di fronte al fatto oggettivo che le potenzialità sono ancora notevoli ma che per poter risollevare il Movimento tutto deve cambiare.

Cos’è che non vi piace della Lega di adesso?

È sconfortante vedere una dirigenza ripiegata solo su logiche di potere e di interesse. È inconcepibile vedere leghisti attaccati alle poltrone romane. La Lega era nata per combattere Roma Adesso invece molti, troppi leghisti hanno come unico obiettivo quello di andare a Roma, e restarci il più a lungo possibile. E oltretutto, quando vanno a Roma, perdono il contatto con il territorio, il legame con la militanza, diventano astratti e irraggiungibili. È assolutamente necessario, per cercare di evitare la “corruzione romana del leghista” rendere inderogabile il principio delle due legislature.

Inoltre il segretario federale (che per noi deve diventare confederale) non deve andare in Parlamento e neanche in Regione. Deve percepire dal Movimento uno stipendio sobrio ma decoroso e poi svolgere la sua attività esclusivamente sul territorio, partecipare a feste, a riunioni, a dibattiti. Deve essere il garante della linea del Movimento, deve controllare che gli eletti nelle istituzioni non si facciano corrompere, moralmente e materialmente. Se non si accettano almeno questi due principi di base, non bisogna poi meravigliarsi vedendo gran parte dei leghisti votano Movimento 5 Stelle.

Quindi come vi ponete nei confronti dell’imminente congresso?

Per il nostro progetto il congresso ha poca o nulla importanza. Ci auguriamo semplicemente che il futuro segretario rappresenti veramente il nuovo e che quindi, coerentemente, accetti il nostro decalogo. Se non lo farà, in ogni passo della sua vita politica avrà il nostro fiato sul collo. Saremo degli implacabili “grilli parlanti”, denunceremo tutto ciò che non va, stimoleremo continuamente il Movimento a ritornare sulla retta via. La nostra azione sarà sul lungo periodo. L’obiettivo è quello di creare una struttura che abbia vita autonoma, e che non sia in alcun modo soggetta ai diktat o alle minacce dei vari capetti che hanno sulla coscienza il declino di quello che è stato un grande Movimento e una grande speranza.

Siete stati definiti i renziani della Lega

Ci sono alcune grandi differenze. In primo luogo Renzi ha mezzi enormi mentre noi partiamo dal niente. La nostra è veramente un’esperienza di base, che non ha dietro alle spalle poteri forti nazionali o internazionali. In secondo luogo ci sembra che Renzi più che rinnovare il partito miri a conquistarlo. Infatti il suo carro rischia di sfasciarsi sotto il peso di tutti quelli che ci sono saliti sopra che, fino a ieri, erano gli stessi personaggi che Renzi si proponeva di rottamare. Noi invece abbiamo un decalogo che deve essere accettato da chiunque decida di entrare nei nostri Comitati. Questo garantisce che l’operazione dei Comitati non diventi una semplice operazione di potere, cavalcabile anche da chi mira solo a conservare posizioni e benefici. Faccio un esempio: se chi ancora oggi pensa di poter, un giorno, tornare a fare il ministro d’Italia decidesse di aderire ai Comitati, noi lo accetteremmo nella consapevolezza che, accettando il decalogo, e quindi anche la regola dei due mandati, si impegnerebbe a non ricandidarsi alle elezioni.

Comitati esperienza in rosa, non rischia di finire nel folklore?

Nei Comitati l’elemento femminile è per ora preponderante, e noi ci giochiamo per l’appeal che questo fatto costituisce a livello mediatico. Ma non ci sono solo donne. Il portavoce dell’Emilia è un uomo, così come quello della Romagna. Diciamo che venticinque anni di Lega al maschile non hanno prodotto grandi risultati. Forse è giunta l’ora di provare una prospettiva diversa, che è quella femminile. In fondo non dobbiamo dimenticarci che l’uomo andava in guerra ma era la donna che amministrava il castello. E da quello che ci dice la storia non lo faceva poi così male. Le nostre portavoce della Lombardia, Toscana e Valle d’Aosta-Piemonte sono giovani, capaci, entusiaste, professionalmente molto presentabili. La nostra speranza è che possano assumere ruoli importanti all’interno del Movimento e quindi dare il loro contributo al necessario cambiamento.

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13 Comments

  1. Amedeo says:

    La Lega è un partito politico maschile. Uomo, vuol dire corruzione e mal governo. La sindacalista della lega, era terrona. I sindacati, sono parassiti, come le associazioni di categoria e le camere di commercio che essi vivono sulle spalle di quelli che lavorano.

    La lega, non ha mai fatto niente per il popolaccio che paga, essa ha ingannato la gente con false promesse. Fra queste, c’era la difesa dell’impresa e lo sciopero fiscale. Molta gente, conserva ancora i volantini di allora e non pensava che la Lega diventasse marcia come gli altri partiti politici. I suoi membri sono stati corrotti dal sistema romano. Voi pensate di dimostrare il contrario? I politici della Lega, hanno rubato il voto della gente per fare i loro comodi. E’ ora che anche loro vadano a casa.

  2. caterina says:

    complimenti a Isabella Bianchini!
    ho letto suoi libri di storia, suoi commenti, uno per tutti la prefazione al diario di Curletti, agente di Cavour.. basterebbe leggere questo piccolo volumetto per farsi un’idea di come sono andate le cose realmente circa la sbandierata unità, fondata sulla corruzione e l’inganno.
    Un vento prezioso e nuovo per il Nord si intravvede con l’entrata in campo di persone in rosa così colte e agguerrite!

  3. L'incensurato says:

    Cos’è,una versione Ar-core del cerchio maggico? Aridateci i duri e puri della Ln,a cominciare dalla Rosy Mauro (che qualche imbecille,per non dire pezzo di m urena, si ostina ad infangare con cretinate come quella del cerchio magico). Padania Libera

    • orgSGC says:

      Vedrete che tra non molto sarà restituito a Rosi Mauro l’onore
      e che tutto il fango che le è stato buttato addosso affonderà tutta la cricca che ha contribuito ad allontanarla.

  4. Gianfrancesco says:

    che poi la lega sia tutta da rifare è vero, riconoscere che il problema esiste è già un passo in avanti…

  5. Gianfrancesco says:

    vorrei però che ci dicesse, che ci esponesse questo decalogo, così da poterlo valutare e capire di cosa si tratta.

    se ci fermiamo a 2 mandati e al segretario federale che diventa confederale e non va a Roma si fa un piccolo passo in avanti, ma serve ben altro.

  6. lombard says:

    Nota ciellina fra l’altro, ovviamente mai stata leghista.
    Siamo alla Lega deleghistizzata H24

  7. corrado says:

    Piu’ riots e… piu’ pussy. e meno lega

  8. Lombard says:

    Ecco, cui mancava anche questa per allungare l’agonia della lega.
    MA QUANDO CAPIRETE CHE LA LEGA DEVE SPARIRE?

  9. lorenzo canepa says:

    concordo pienamente con questo movimento a cui sarei pronto ad aderire

  10. Ada Niap says:

    füss vera!

  11. Padanista sfinito says:

    Aggiungetevi Oneto, Pagliarini e Terzaghi ed è un Ducario 2 che non andrà da nessuna parte perchè la Lega non è riformabile

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