Le rivoluzioni non sono mai comode

di MARCO SCAGLIA

Le rivoluzioni possono essere armate o non violente, ma di sicuro non sono mai comode. Quando si deve abbattere un sistema che produce, alimenta, e mantiene sprechi e inefficienze, bisogna essere determinati e intransigenti. Si può seguire la via dura, per tentare di raggiungere l’obiettivo il prima possibile, oppure prenderla alla larga per rendere il cambiamento meno traumatico. A volte si ha l’impressione che, praticando la seconda opzione, ci siano persone che entrano nel sistema, si abituano a condividerne i privilegi, rinunciano a combattere la propria battaglia in modo serio per non dover tornare alla vita “normale”, e continuano ad accettare compromessi indigeribili.

Il motto di questi “rivoluzionari” sembra essere: “Posso tentare di demolire il sistema in sei mesi, correndo il rischio di dovermi cercare un lavoro a breve, quindi è meglio provare a demolirlo con calma raccontando che altri popoli hanno impiegato 100 anni”.

L’occasione non fa sempre e solo l’uomo ladro, ma a volte lo rende accomodante, a danno di chi “combatte” accollandosi solo gli oneri e mai gli onori.

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3 Comments

  1. Michele Bendazzoli says:

    Cosa proponito pierino, che non te ghe gnanca corajo de firmarte, un sciopero fiscale totale?

    Se fa queo che la gente se disposta, par deso a fare. Se quattro milioni de veneti ritardasse el pagamento, el giorno dopo sarissimo liberi. El problema se che semo pieni de cojoni come che ciacola tanto, e non fa un caso, gnanca ritardare un pagamento!

  2. Xe vera, mai comode!
    E soratuto no le se fa strucando el botonçin “me piaxe” o votando SI a on sondajo web.
    Ma cogna esar cosienti e determenà a milioni.

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