Le ragioni del fallimento del Pc, ops… del Pd!

di GIANLUIGI LOMBARDI CERRI

Politici e giornalisti italiani si stanno scaldando per cercare di capire i motivi reconditi della debacle del PC. Questa affannosa ricerca evidenzia una carenza culturale e informativa veramente impressionante. Volutamente nel primo capoverso ho scritto PC e non PD, perché al dilà degli innumerevoli cambi di targa intermedi il PD è rimasto PC soprattutto nella mentalità dei suoi adepti.

Questo è un esempio unico nell’ambito dei paesi civili. In tutti gli altri paesi il comunismo è morto e stramorto, senza nessuna possibilità di rinascita. Le domande sono due:

1- Perché il PD, ossia il comunismo è fallito?

2- Perché in Italia permane?

Cercherò di rispondere alla prima domanda perché alla seconda credo di aver risposto in una mia precedente pubblicazione. Il PD si basa tuttora sulla filosofia marxista e, in particolare permane marxista la mentalità e la logica dei suoi dirigenti. Detta filosofia ha come elemento da cui non si può prescindere: lo Stato etico, quindi lo Stato al di sopra di ogni cosa e di ogni persona e che, in ogni situazione deve prevalere, poiché è l’unico ad avere diritti inalienabili, con tutte le conseguenze che inesorabilmente ne derivano . Si basa, inoltre sostanzialmente, su un individuo che non esiste, ma che, magari a forza, dovrà essere creato.  Quindi la filosofia marxista è saltata in aria solamente per tre motivi:

1- Negazione delle libertà individuali;

2- Mancanza di accettazione della realtà di un’individuo dotato, da madre natura, di un insieme di pregi e di difetti, difetti che le religioni tendono, giustamente a smussare, per una migliore convivenza;

3- Conseguenza unica del fallimento  è che su una quarantina di applicazioni pratiche, anche violente, gli Stati che volenti o nolenti hanno applicato le succitate regole, sono tutti falliti. Mi si dirà che, con quanto ho detto, nego la funzione storica della rivoluzione russa. Non intendo affatto dire che la rivoluzione russa non è servita. Le rivoluzioni servono a svelare la mentalità di governanti che non vogliono a nessun costo capire il dramma delle situazioni e porvi rimedio (chi ha orecchie da intendere, intenda). La cosa fondamentale è che i post rivoluzionari facciano proprie le istanze della rivoluzione e adeguino Leggi ed atteggiamenti ad un vivere civile. Che fare, allora ?

Semplice, che i “ sinistri” la piantino decisamente con mentalità ed azioni marxiste (e la cosa migliore che i vecchi marxisti si ritirassero in pensione dato che loro non hanno contribuito a nulla, neanche a fare una rivoluzione), ed i giovani nuovi virgulti costituiscano un movimento con idee basiche rivolte alla società civile.

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