Le proposte di legge della Regione Veneto per l’attuazione del federalismo

di REDAZIONE

L’assessore regionale al bilancio, agli Enti locali e alla cooperazione del Veneto, Roberto Ciambetti, ha presentato ieri a palazzo Ferro Fini a Venezia, alla Prima Commissione consiliare, due proposte di legge statale per l’attuazione del federalismo. La principale novità di questi PdL, da trasmettere al Parlamento previa approvazione da parte del Consiglio regionale, è quella di prevedere il finanziamento delle nuove funzioni con i meccanismi del federalismo fiscale ai sensi dell’articolo 119 della Costituzione, mirando a garantire alla Regione risorse adeguate per lo svolgimento delle funzioni secondo criteri di entrata e di spesa fortemente collegati al territorio. «Dobbiamo partire da un assunto indubitabile – ha rilevato Ciambetti – se il modello di federalismo delineato dal Titolo V della Costituzione non ha funzionato, è perchè non è mai stato attuato. L’unica strada per dare concreta risposta alle sempre più pressanti istanze dei cittadini e delle piccole e medie imprese è quella di ottenere il riconoscimento di una maggiore autonomia, sul piano legislativo, amministrativo e fiscale, per consentire ai veneti di gestire le risorse prodotte, investendole al meglio a favore di chi in Veneto vive, lavora e produce».

Ciambetti ha sottolineato che in questo momento di forte crisi economica si deve consentire alle realtà territoriali più virtuose di risollevarsi, fungendo così da volano per l’intera economia nazionale, «e solo chi sta sul territorio – ha affermato l’assessore – può realizzare politiche pubbliche mirate alle reali condizioni socio-economiche dello stesso». Inoltre, il Veneto produce molto, ma il livello di spesa dello Stato a favore della nostra Regione è inferiore del 20% alla media delle Regioni ordinarie e del 50% alla media delle Regioni a Statuto speciale. I due progetti di legge (ai quali se ne aggiunge un terzo, che sarà presentato più avanti, in materia di previdenza per la tutela dei lavoratori veneti), a cui ha lavorato il Gruppo di esperti costituzionalisti incaricati dalla Giunta Zaia nel 2010, sono: PdLS 16, «Forme e condizioni particolari di autonomia attribuite alla Regione del Veneto ai sensi dell’art. 116, terzo comma, della Costituzione» e PdLS 17, «Norme per l’attribuzione di funzioni amministrative alla Regione del Veneto, in attuazione dell’articolo 118, primo comma, della Costituzione». Con il primo il Veneto rivendica l’acquisizione di ulteriori competenze legislative, sia in alcune materie di competenza esclusiva dello Stato (che pertanto diventeranno di competenza concorrente), sia in alcune materie di competenza concorrente (che diventeranno di esclusiva competenza regionale). Infatti, il terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, prevede che le Regioni a Statuto ordinario possano acquisire «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» rispetto a quelle oggi costituzionalmente spettanti. La Giunta veneta ha scelto di concentrare le proprie richieste, individuando i soli settori in cui la Regione ritiene di poter esercitare con maggiore efficienza rispetto allo Stato il potere legislativo, e accompagnando le proprie richieste con una preventiva valutazione in ordine all’impatto finanziario che le stesse potranno avere.

In base all’art. 118 della Costituzione, le funzioni amministrative devono essere attribuite all’ente più vicino ai cittadini, a partire dal Comune, secondo un criterio di progressiva ascendenza: il Veneto chiede che lo Stato trasferisca a livello territoriale tutte le funzioni amministrative che possono meglio e più efficacemente essere esercitate nel proprio territorio, nel rispetto dello spirito, oltre che della lettera, della Carta Costituzionale. Il Veneto si propone come ‘Regione-pionierà, in cui lo Stato potrà sperimentare in concreto l’attuazione del principio di sussidiarietà, e rivendica quindi l’acquisizione di funzioni amministrative e la gestione di fondi finanziari che si ritiene possano meglio essere gestiti a livello regionale, avendo sempre attenzione alla necessità di semplificazione dei procedimenti e di una maggiore vicinanza dell’azione pubblica ai cittadini ed agli attori economici e sociali. In particolare, si chiede una più ampia autonomia amministrativa nei seguenti ambiti: imprese e sviluppo economico; risorse naturali e agricoltura; infrastrutture e opere pubbliche; ambiente e beni culturali; istruzione e formazione professionale. Anche per quanto riguarda il finanziamento delle nuove funzioni amministrative è prevista l’attribuzione alla Regione di aliquote aggiuntive di compartecipazione al gettito dell’Iva e dell’Irpef, coerentemente con le disposizioni della Legge delega sul federalismo fiscale e dei relativi decreti di attuazione. «È necessario abbandonare, una volta per tutte, il modello di regionalismo vigente – ha concluso Ciambetti – che, per rispondere ad una logica dell’uniformità in tutte le zone del Paese, ha in realtà bloccato le potenzialità delle realtà produttive che potevano trainare l’economia, creando di fatto un’Italia a due velocità».

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23 Comments

  1. Carl says:

    Ammesso e NON concesso che si tratti di una proposta seria, io direi a questo punto di NON utilizzare più la parola FEDERALISMO ma unicamente quella di AUTONOMIA in quanto il primo termine ormai sputtanata da decenni di inconcludenza leghista e spesso a torto associato a maggiori tasse e sprechi. Il termine autonomia invece rimanda alle regioni a statuto autonomo e al loro benessere economico.
    Anche perchè poi, chissenefrega di trasformare l’italia in un paese federale (cosa impossibile per altro), a noi interessa l’autonomia delle nostre comunità!!!

  2. Castagno12 says:

    Rispondo a IACOPO – 9.10.13 at 7:44 pm.

    Con molta benevolenza dico che vengono postate delle repliche, come la tua, veramente disarmanti: non si capisce se scritte in buona fede o con l’intento di scherzare.

    La sola presenza dei Partiti o dei Movimenti indipendentisti non garantisce proprio niente.

    Se questi non hanno una strategia, un progetto valido, se non sono gestiti da uomini capaci e fedeli agli impegni presi e se non sono assecondati da azioni risolute di una rispettabile percentuale della popolazione, il risultato che sortirà sarà ZERO.

    Cinque, dieci, venti Partiti indipendentisti dI valore ZERO daranno sempre RISULTATO ZERO !

    Lo ZERO, sommato anche per cento volte, darà sempre ZERO !

    Tu stesso hai scritto ” ….come fino a ieri era la Liga …”.
    Vale a dire che ora la Liga non è più della partita.
    Quindi uno ZERO per il conseguimento dell’Indipendenza.

    Comunque nella mia replica ad Adriano Giuliano ho fornito sufficienti indicazioni per tentare, SERIAMENTE, di conseguire il risultato voluto.
    Bisogna cercare di capire quello che si legge.

    A voi bisogna spiegare anche come funzionano i semafori della viabilità stradale ?

    Se non sapete suggerire azioni valide, almeno non fate domande inutili !
    Io non ho scritto che vanno aboliti i Partiti indipendentisti.
    Certo che il ’68 ha picchiato duro.

  3. alberto da marostega says:

    il 18 dicembre 2009 proprio il caro ciambetti,votò contro,lui assieme al pdl alla proposta di referendum popolare, per chiedere ai veneti di trattenere l’ottanta % delle imposte in veneto. traditori.!
    basta con queste promesse,
    sono veneto e non voglio essere italiano,basta italia.basta…basta! o moriamo tutti.

  4. Garbin says:

    qualsiasi iniziativa è ben accetta.

    • giorad says:

      Non queste iniziative. Solo il supporto attivo alla causa (via referendum, o peggio) dell’indipendenza (veneta, in questo caso).

      Zaaajjjaaaa – sveglia!!!!!!

      • Castagno12 says:

        NO, non può svegliarsi, come intende lei, perchè è inserito nel Sistema, alla pari di tutta la dirigenza residua della Lega Nord / PDL 2.

        Si dovrebbero svegliare tutti quelli che postano questi appelli inutili e anche dannosi perchè fanno pensare ad una realtà che non esiste.

        Zaja non dorme, è sveglio, ma per i fatti suoi, che non coincidono con le aspettative dell’elettorato GRULLO !

        Poi GARBIN ha sparato una riflessione delirante. “qualsiasi iniziativa è ben accetta”.

        Anche se ha una motivazione palesemente fallimentare ?

        Riguardo agli sbarchi illegali dei clandestini sarebbe ben accetta, per accontentare il Nuovo Ordine Mondiale, la motivazione:
        “MANTENIAMO L’ATTUALE INGRESSO LIBERO, ORARIO CONTINUATO” ?

  5. caterina says:

    si sveglia adesso questo Ciambetti… dov’era tutti questi anni di federalismo sbandierato promesso e mai attuato?’…molto, molto sospetta la sua iniziativa quando stiamo marciando a tutta birra nel Veneto verso il Referendum e l’indipendenza che è la fine di ogni questua e l’inizio di una strada nuova nella pienezza della nostra libertà e responsabilità…
    a quali pressioni risponde? oppure è per mettersi in mostra, che non si dica poi che non ha prodotto nulla…

    • sandrino speri says:

      Il prodotto rivela il produttore,che tuttavia ha dato il voto favorevole all’indipendenza,e ora sembra pentito e ri-propone (dopo il successo della secessione ,della devolution,del federalismo fiscale ,demaniale, spaccabale)il Federalismo senza aggettivi,ma impossibile da attuare in uno stato central-fascista.Dopo un passo avanti,due indietro: il popolo veneto è un popolo sovrano,che può esercitare il diritto di autodeterminazione,secondo le norme internazionali,che hanno prevalenza su qualsiasi costituzione,non si tratta di vedere se,ma quando e come esercitarlo.

  6. Castagno12 says:

    Rispondo ad ADRIANO GIULIANO – 9.10.13 at 10:28 am.

    Lei, come tanti altri, ha il grosso – svantaggio – di non arrivare a capire che l’Indipendenza non potrà arrivare fino a quando le Istituzioni ostili, anche a voi veneti, vengono tenute in vita del popolo bastonato ad oltranza.

    Anche la stragrande maggioranza dei residenti in Veneto finanzia dette istituzioni con l’uso quotidiano delle carte di credito e con l’acquisto degli assets finanziari emessi da Roma.

    Solo i bimbi credono che si possa avverare un loro desiderio solo perchè lo sognano.

    Oltre che parlare e scrivere, bisogna agire, bisogna fare cose utili, non manifestazioni passatempo o peggio, sostenere Lorsignori.

    Con l’attuale comportamento del popolo e delle dirigenze dei vari Movimenti, perchè mai dovrebbe arrivare L’INDIPENDENZA ?
    C’è qualche “illuminato” in grado di spiegare perchè le attuali “strategie” dovrebbero essere vincenti ?

  7. vox veritatis populi says:

    Ciambetti hai il cervello in acqua : le riforme federaliste si possono e si potevano fare solo in uno stato Federale vero,e non in una pseudo-repubblica delle banane romano-centrica volta solo a depredare i suoi sudditi.Perchè sudditi ? Perchè sostanzialmente la carta costituzionale è prima di tutto trattata come carta igienica dallo stesso Stato Italiano..come ben sottolinea Matteo.E come ce ciò non bastasse viene lasciato in vigore,in una così detta repubblica democratica,il codice ROCCO fatto in periodo fascista proprio per perseguire ogni tipo di dissenso e perchè non venga effettuato anche il più piccolo cambiamento.In effetti la Germania,che è diventata dopo la guerra un vero stato Federale le riforme le ha fatte e gode di un’ottima salute.Esempio di carta igienica,che forse approva anche Luigi Bandiera,come esempio di logica Talebana.Si abolisce con referendum popolare la Legge sul finanziamento pubblico ai partiti,ma il parlamento (Sovranità della casta)la rimette in vigore cambiandogli nome:rimborso elettorale di 10 volte superiore.La legge in Italia si rispetta così.

  8. michela verdi says:

    Basta sproloqui sul Federalismo! Non è un fatto amministrativo! Basta pseudoriforme avanzate da ignoranti e imbonitori!

  9. Allmore says:

    Sono anch’io molto deluso dalle parole di Ciambetti, che rispolvera dall’oltretomba un termine tanto desueto, quanto inefficiente e fallimentare : Federalismo.

    La lega anzichè fare passi in avanti, torna al suo passato peggiore.
    Forse non le basta la ripassata che ha preso, all’ultima tornata elettorale.

    Egregi signori leghisti, è da 20 anni che ci prendete in giro con termini, come Padania, federalismo, macroregione, secessione, federalismo fiscale, autonomia.
    Tutto si è già rivelato un contenitore vuoto e totalmente deludente persino per il vostro elettorato di riferimento.

    Quando utilizzerete propriamente l’unica parola che interessa realmente al popolo Veneto = Indipendenza ?

    Vedo che la febbre tosiana, sta contagiando anche le menti che un tempo risultavano tra le più indipendentiste nelle file leghiste.

    Un’altra occasione sprecata e una grande delusione per l’elettorato verde padano.

  10. Boniver says:

    Ma guarda un pò che tempismo questo assessore vicentino ROBERTO CIAMBETTI della Lega Nord :)))

    In Consiglio Regionale si sta discutendo della Risoluzione 342 sul Referendum sull’indipendenza del Veneto (articolo 1 dello Statuto della Lega Nord) e CIAMBETTI presenta una Pdl per attuare il federalismo.

    Non lo hanno fatto quando erano al Governo e lo fanno ora che sono una frazione del partito che erano e in più sono anche all’opposizione.

    Ignoranza o malafede ..? bella scelta

    STATO VENETO
    Verona

  11. Maurizio Bedin says:

    Speravo, mi sa vanamente, che la Lega Nord i Veneto si fosse definitivamente schierata alla causa indipendentista. Con questa nota di richiesta, la Lega Nord dimostra invece la loro sottomissione alla causa “unitaria”. Come possono solo concepire l’idea che il governo dia questa “dispensa” di federalismo pilota al Veneto? Non hanno nemmeno fondi per le pensioni e per le spese correnti (dicono) e, secondo Ciambetti, daranno tutte queste competenze a Venezia? Anche i soldi per attuarle? Si, perché se dai questa “autonomia” al Veneto, una delle 4/5 regioni in attivo, poi il governo avrà minori entrate. Di questi tempi? Oppure la Regione, attuerà questa “parziale” autonomia” aumentando il carico fiscale in loco? Ancora tasse? Xe pexo el tacon de’l sbrego!! E comunque, a livello di sviluppo economico, la Regione continuerà a decidere ZERO! L’ Irpef, IVA e tutte le altre tasse che gravano sui cittadini e sulle imprese, saranno sempre decise da Roma e quindi…addio speranza di sviluppo economico e uscire dall’inferno in cui ci (hanno?) siamo cacciati. Certo, si potranno avere alcune migliorie che, in confronto a molte altre regioni, ti faranno avere un migliore servizio, ma poi? L’agonia dello Stato è segnata! Il debito pubblico continuerà ad aumentare, il lavoro sarà sempre meno e le pensioni non esisteranno più. Vero e proprio esproprio: così tassazione reale al 95%?
    Dunque, tutto ciò, quale reale vantaggio porterà a me, cittadino veneto? Di posticipare di qualche giorno la nostra agonia!! Serenissimi saluti.

  12. LUIGI says:

    OOOHHH, finalmente !
    Ecco qui mi sembra che l’assessore ha finalmente messo in cantiere qualcosa di interessante ed efficace (Roma permettendo). BRAVO ! Ora si tratta di vedere se il nostro eroe porterà a compimento stì due progetti.
    Questo, a mio modesto avviso, è il massimo che, a legislazione attuale sia It sia Veneta, si può fare. Certo poco, certo solo un inizio, ma la via è quella giusta.
    E provare a studiare le normative Europee che legiferano sulle AUTONOMIE LOCALI, il bilinguismo, ecc, che sono molto attuali ma non applicate in It o nel Veneto ?
    Quà bisogna studiare un pò di più e avere l’umiltà di cercare ed adottare soluzioni già esistenti ma che non si conoscono (?).
    VSM.

    • Boniver says:

      @LUIGI

      Ohhh, cè ancora qualcuno che crede a Babbo Natale e alla possibilità che il Veneto possa diventare una regione autonoma a statuto speciale

      …. magari scrivilo nella tua letterina a Natale ))

    • gino limito says:

      Ma non diciamo idiozie. La dipendenza amministrativa da un solo centro di potere NON E’ FEDERALISMO. Prima di scrivere queste cose sarebbe buona regola studiare.

  13. lory says:

    ma quale federalismo ? finiamola con queste cazzate. indipendenza !!!!!!!!!!!!

  14. matteo says:

    Io avrei messo anche un tempo massimo di 4 mesi dopo di che al silenzio del governo italiano rispondo con la proclamazione di una costituente per la nuova Nazione VENETO, poichè lo stato occupante è il primo a non riconoscere la propria costituzione perchè dobbiamo noi POPOLO VENETO riconoscerla ….. comunque io rimango dell’idea che non possiamo solo vedere l’indipendenza come una atto economico, noi VENETI abbiamo una nostra storia, una nostra cultura e una nostra identità che non nulla da condividere con lo stato occupante

    • Adriano Giuliano says:

      Con l’indipendenza finirà il colonialismo.
      Con l’indipendenza non dovremmo più condividere il debito pubblico fatto da altre regioni non certo da noi.
      Ma scherziamo?
      Come si fa a non capire questi vantaggi?

    • pierino says:

      il 25 aprile 2014 si stacca la spina all’italia.

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