Le primarie della Lega: Bossi o Salvini, ma per guidare che cosa?

di GIANLUCA MARCHI

Otto ore per dire ai delegati del congresso del 15 dicembre chi dovrà essere, secondo la base del movimento, il nuovo segretario federale: la Lega Nord tiene oggi, dalle 9 alle 17, le sue prime elezioni primarie. Saranno 17.047 gli aventi diritto al voto per la successione a Roberto Maroni, si tratta dei militanti del Carroccio con almeno un anno di anzianità. Due i candidati: Matteo Salvini, vicesegretario federale e segretario della Lega Lombarda, 40 anni, parlamentare europeo; e Umberto Bossi, presidente-fondatore della Lega, 72 anni. Dal movimento hanno spiegato che domani saranno allestiti 58 seggi in tutte le regioni in cui è presente la Lega, di fatto i militanti potranno votare in ciascuna segreteria provinciale, a partire da quella milanese che si trova proprio in via Bellerio. Parlamentari e consigliere regionali saranno nominati presidenti dei vari seggi, ma fuori dai loro territori per «trasparenza». Quando alle 17 le urne chiuderanno, si procederà allo spoglio. I dati affluiranno nella sede federale della Lega a Milano, in via Bellerio, e alle 18.30 nella sala stampa potrebbe arrivare una prima proiezione, con un dato consolidato atteso – è stato fatto sapere oggi – intorno alle 20. Il dato ufficiale su chi, fra Salvini e Bossi, avrà preso più voti da parte della base verrà comunicato soltanto domani. Ma per la proclamazione formale del nuovo segretario occorrerà attendere domenica 15 dicembre a Torino: saranno infatti i delegati (poco più di 300) a dover ratificare l’esito delle primarie.

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Dunque, siamo al dunque… Il Carroccio è chiamato a scegliere il suo nuovo segretario e la scelta sembrerebbe fra presente (Salvini) e passato (Bossi), perché parlare di futuro è assai arduo per un movimento che appare impantanato più che altro in una lotta per la sopravvivenza. Il passato, tuttavia, inteso come patrimonio di valori originari, a mio parere sarebbe una base di partenza necessaria per ridare una prospettiva alla Lega. Necessaria, a cominciare dalla conferma dell’art. 1 dello statuto, cioè il fine del movimento, l’indipendenza della Padania, ma non sufficiente se il Carroccio non si libera delle troppe incostrazioni negative accumulate in tanti anni di mera gestione del potere, a nulla servita per realizzare anche uno solo degli obiettivi che via via sono stati imposti (federalismo, secessione, devolution, federalismo fiscale, ecc.), e dei troppi poltronari (senza alcuna idealità) di cui  si è riempito essendosi trasformato in un “postificio”.

Affondare le radici nel passato migliore, quello indipendentista, ripulirsi e rilanciarsi verso un presente e un futuro che hanno ancora bisogno di leghismo: è in grado, la Lega odierna, di fare tutto questo? Le perplessità e il pessimismo aleggiano pesanti, se non altro perché la classe dirigente degli ultimi dieci anni in gran parte non ha nulla a che fare con il leghismo, ma è stata dominata dall’opportunismo.

E allora chiediamoci: i due candidati in lizza hanno una qualche possibilità di procedere verso una sorta di “rifondazione leghista”?  Partiamo da Umberto Bossi: si presenta sull’onda dello slogan “Per ricominciare daccapo”, che potrebbe essere anche una sfida affascinante, se non ci fossero stati in mezzo vent’anni durante i quali i risultati sono stati molto deludenti. Un grande sogno è stato acceso e alimentato dal Senatur, ma il risveglio per molti (salvo per coloro, non pochi, che si sono sistemati) è stato molto amaro. Quel che manca, come ho avuto modo più volte di sottolineare, è un qualsivoglia esame autocritico delle scelte compiute e degli errori commessi, il che rende debole una candidatura che rischia di radunare intorno a sé un manipolo di nostalgici.

Matteo Salvini è invece il candidato che tutti gli osservatori danno per vincente. Ma come vincerà, quanti militanti andranno realmente a votare e quanti  si esprimeranno per lui? Sono le domande che corrono in queste ore e le cui risposte serviranno a dire che tipo di segreteria potrà essere quella dell’attuale capo della Lega Lombarda: se davvero trasversale fra le varie anime del movimento oppure se marginale ma vincente per assenza di qualcosa di meglio. I numeri ci aiuteranno a capire.

E tuttavia una pesante spada di Damocle pesa sulla testa di Salvini, quella che il nuovo segretario sia etero-diretto dalla coppia Maroni-Tosi, la quale in questo anno e mezzo ha dimostrato di non avere alcun interesse a un movimento sinceramente indipendentista, ma di guardare a una sorta di neo-democristianesimo finalizzato al consolidamento delle posizioni di potere conquistate. Salvini parla di indipendenza della Padania e Maroni rilascia interviste in cui stronca qualsiasi prospettiva autonomista; Salvini dice che bisogna pensarci sei volte prima di rifare un’alleanza con l’attuale centrodestra e Maroni gli fa eco sostenendo di voler lavorare per rifare quell’alleanza, per non palare del sindaco di Verona che, sostenuto dall’attuale segretario federale, si candidare alle primarie del centrodestra.

In altre parole Salvini, se eletto segretario, avrà la forza di liberarsi di tali condizionamenti o sarà costretto a muoversi nei binari che altri gli stanno tracciando? Certo, il fatto che il nuovo segretario sarà affiancato dal vecchio Consiglio federale (maronian-tosiano) non fa sperare in una sua grande autonomia. Anzi. Di conseguenza, con tali e tanti condizionamenti, il rischio per Salvini è quello di diventare il comandate in capo di un bastimento destinato al naufragio definitivo. Saprà, vorrà e potrà evitare una tale prospettiva?

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19 Comments

  1. raniero says:

    Daniele Lei è un masochista perchè continua a difendere l’indifendibile.
    Se non si fa una svolta seria vera ed indipendista naufraghiamo tutti..
    La Lega nord deve capire questo, l’indipendenza è l’unica strada per uscire dal tunnel.
    Il resto sono solo chiacchiere chiacchiere e chiacchiere..

  2. peter says:

    Purtroppo noto che, siamo ancora fermi a far la guerra alla Lega, se muore la Speranza è finita!

  3. raniero says:

    La Lega Nord uno spettacolo nello spettacolo…
    4 democristiani della peggiore specie…
    L’Itaglietta è questa qui..

    • Daniele says:

      E lei che roba è? Forse un personaggio molto determinato, dallo sguardo truce e con braghe corte, magari anche ex simpatizzante per la Giovane Italia (formazione giovanile parafascista del MSI), così come tal Calderoli Roberto, che adesso dice di volersi alleare ancora una volta con Forza Italia (leggi forse: trasferire, magari con tutti i suoi compagnoni e scagnozzi. Magari!) e che, da persona decisa e orgogliosa quale è, permette a uno che, a quel che si dice, conosce molto bene e del quale ha il controllo politicante, di andare avanti per oltre un’ora a insultare pubblicamente, davanti a centinaia di persone, la gloriosa famiglia Calderoli, tutta intera e senza distinzioni, lui compreso dunque?. Che bassezza d’animo sarebbe mai questa da parte del (finto) bruciatore di leggi, oppure che argomenti hanno in mano i baluba per potersi permettere impunemente comportamenti da querela come questi, difesi anche da quel grand’uomo del belotti, segretario provinciale bergamasco della Lega e funzionario-esecutore del Calderoli stesso?
      È questa la decisione e la determinazione che Lei vede nella Lega come modello non democristiano? E se il modello non è questo qui, a quali diversi modelli Lei s’ispira, modelli anche di altri partiti e movimenti, ben s’intende?.
      Così, tanto per capirsi, o tentare di farlo.

  4. raniero says:

    christian carlie ha ragione siete diventati peggio delle zitelle

    • Leonardo says:

      Se lei vuole un giornale che dica quel che pensa lei, ha sbagliato indirizzo. La libertà di stampa è un’altra cosa, capisco che per quelli come Lei è difficile da capire… ma in Italia vi hanno abituato così.

  5. Albert Nextein says:

    Alla protesta fiscale ci pensano loro due.
    La organizzano loro.

  6. Don't Tread on Me says:

    I numeri delle “consultazoni primarie” saranno taroccati nella migliore tradizione belleriana,in particolare non faranno menzone delle schede nulle e bianche che probabilmente saranno la maggioranza e non diranno la verità sulla affluenza che è stata bassissima,davvero imbarazzante.
    Sono di ritorno dal seggio,più per curiosità che per altro,per scrivere il mio bel “LADRI” sulla scheda(come facevo sulle schede elettorali prima di votare Lega).Parlando pochi minuti fa con uno sgherro maronita che presidiava il box dei voti sbirciandoci dentro scopro di essere soltanto il nono a votare(parliamo di una delle province con il maggior numero di aventi diritto dove si erano raccolte firme praticamente solo per gordo).I som,anche quelli entrati da poco,hanno disertato questa farsa.La macchina della propaganda bulgaro-belleriano-littoria si inventerà partecipazioni di massa e la stampa italiota si berrà la cosa perchè in fondo il Matteo è un “collega” e va aiutato. La verità è però sotto gli occhi di tutti,anche dei padioti più militonti.

    • Giuseppe says:

      Sono stato al seggio in mattinata: molta gente, compostezza, nessun proclama, nessuna volontà di dare deleghe in bianco a nessuno. Davanti alle continue e petulanti provocazioni dei telecronisti di tutte le emittenti possibili e immaginabili agli aventi diritto in fila nel corridoio, in attesa di votare, risposte piene di affetto per la Lega, per ciò che essa rappresenta ancora nel cuore di tanta gente speranzosa in un cambiamento necessario.
      È esattissimo quel che dice poco sotto il grande regista R.P.L. e giornalista Roberto Colombo: noi abbiamo conservato speranza, pur avendo coscienza che sono quei sentimenti a essere stati traditi da marci culoni sediaioli, molti dei quali tuttora abitano le stanze di via Bellerio e verso i quali si avverte un distacco sempre più profondo ed evidente da parte del popolo leghista.
      Aleggia, perciò, anche il senso di quella “pesante spada di Damocle” così brillantemente intuita e interpretata dal direttore Gianluca Marchi poco sopra: Salvini parla di indipendenza della Padania, contrariamente a Maroni e Tosi e al ridicolo Calderoli, buono per tutte le stagioni, che rilancia l’alleanza con Forza Italia, magari sperando di accomodarvisi recando seco, a qualche elegante serata di Arcore, un paio degli indegni e stupidi squadristi o simil-bravi di sua conoscenza insieme eventualmente a una frizzante cassetta di spumante Gancia.
      Pare evidente che Matteo dovrà rivolgersi, più che alla inaffidabile, quando non marcia e corrotta, struttura interna al partito, all’esterno, comprese le associazioni padaniste, cioè là dove si sono rifugiati tutti gli entusiasti autonomisti/indipendentisti di un tempo, quelli che fecero grande la Lega, diversamente da molti intrufolati attuali frequentatori di fognature, dove hanno imparato a essere perfin galleggianti.
      Operazione che richiede grande capacità di riannodare le relazioni e i rapporti, lenire ferite e riconoscere colpe; il che equivale ad avere a disposizione rodati gruppi di eccellenze intellettuali che siano dalla nostra parte o con essa compatibili e che si prendano carico di un simile improbo compito. Se no, non c’è scampo.
      Se lo farà, Salvini potrà essere quel grande segretario di tutti che ci si augura di cuore sia, solo ed esclusivo motivo per il quale l’abbiamo sostenuto con tanta forza e tanto affetto.

  7. Roberto Colombo says:

    condivido lo scetticismo (ma non il pessimismo) del Direttore Marchi.

    La Lega Nord ha fatto sognare tanta gente, negli anni; oggi è il momento per noi militanti di sognare per un po’. Non toglieteci la speranza e la riavrete anche voi.

  8. Christian Carle says:

    In questo blog (scusate ma chiamarvi giornale lo trovo una barzelletta) si nota il concentramento di tutti gli epurati/sbattuti fuori dalla Lega + Padania.
    Pultroppo, come al caro Miglio prima, adesso tocca a voi, vi conviene farvene una ragione e andare avanti.

  9. giancarlo pagliarini says:

    Mah …la Lega era tutta un’altra cosa. Qualcuno dovrebbe spiegare a Salvini che appena usciamo dall’Euro ci sarà una svalutazione della Madonna e i pensionati perderanno tutto il potere d’acquisto. Via dall’Euro vuol dire che Salvini preferisce Roma a Bruxelles? Mah, questione di gusti. Di Repubblica Federale Lombarda o Veneta mi sembra che non ne parlino più né Salvini né Bossi. Che disastro ragazzi!

    • Giancarlo says:

      A parte lo spettacolo inguardabile della Lega Merd costretta per disperazione a rincorrere il Front National, lo Jobbik ungherese o i neonazisti greci all’estero, i grillini e il Banana all’interno, quelli che farneticano di uscita dall’euro guardando magari all’esempio inglese non sanno che: 1-l’Inghilterra non è un modello praticabile perchè ha comunque un’area della sterlina e con la City ha una potenza di fuoco che le permette tuttora un certo grado di controllo sui mercati dei cambi e sulle transazioni finanziarie mondiali, 2- l’Italia, oltre a ritornare alle svalutazioni anni ’80 e ai tassi d’interesse a 2 cifre, avrebbe un debito pubblico enorme denominato in euro da rimborsare con una moneta svalutata, per cui ci dovrebbe essere giocoforza la ricusazione del debito parziale o totale, stile Argentina. Conseguenze immediate: chiusura di tutti i prestiti interbancari internazionali e esclusione del paese dalle transazioni finanziarie diverse dal rimborso dei debiti. L’Italia ovrebbe farsi comprare i bond invenduti dalla banca d’Italia con un’inflazione stile Weimar più che argentino.

  10. Sentinella says:

    ma come mai Salvini usa quesa foto con quella mano sulla faccia… Ha qualcosa da nascondere? Pare di si oppure sembra cerchi di puntellarsi la testa…

  11. Paul Brembilla says:

    ma con che coraggio bossi si presenta ancora? dopo il cerchio magico, dopo vent’anni di false promesse, giravolte, improvvisate, epurazioni, accordi sottobanco ?
    oltretutto l’età e problemi di salute consigliano di pensare alla pensione

  12. arcadico says:

    E’ il … cane che si morde la coda!!

    Gira che ti rigira sei sempre al punto di partenza col l’aggravante che più il tempo passa (25 anni di battaglie perse) e meno sei credibile!

    La soluzione è più semplice di quanto uno possa immaginare!

    Ovverosia … chiudere baracca e burattini!

    Troppi attori stanchi, di ormai comprovato dilettantismo\opportunismo e peggio ancora non più credibili per le ‘cazzate’ fatte!!!

    Lasciare il campo a chi non è stato contaminato da opportunismo, real politic, o peggio ancora attaccamento alla carega sarà sicuramente difficile ma non impossibile!!

    Pena calci in culo dall’elettorato!

    Ophs!

    L’elettore lo stà già facendo!!

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