Le primarie dei partiti politici italici sono una farsa

di simboli_partiti_rimborsiTILLER–  Le primarie dei partiti politici italici sono una farsa. Scarsa l’affluenza. Risultato scontato. Candidati alternativi che sembrano più complici che avversari. Con le dovute proporzioni, PD compreso. Servono per certificare la fine degli ultimi due partiti della prima repubblica, il PD e la Lega. Il PD diventato il PD di Renzi e la Lega Nord la Lega di Salvini da molti derubricata a  una macchietta felpata. Come scontata reazione, dal PD si è staccata la vecchia guardia. Dalla Lega si staccherà Bossi e qualche altro dei vecchio indipendentista.  Non credo che questi nostalgici del partito come lo abbiamo inteso per quasi un secolo potranno andare da qualche parte. Su questo hanno  ragione i due Matteo. Almeno nel breve periodo. Entrambi i nuovi leader hanno dichiarato che adesso devono snellire, riformare la struttura del partito. Ergo, chiudere sezioni, ridurre e di molto la catena di comando mettendo, nei pochi posti di controllo che resteranno, dei fidattisimi scudieri. Ormai la politica si fa dal televisore e con le felpe. Non serve tenere in piedi delle  strutture che producono solo beghe, grattacapi e momenti di confronto. Adesso il leader decide e chi ci stà bene, gli altri “for di bal”.

Tuttavia non tutte le ciambelle  escono con il buco. Se nel PD resiste comunque una piccola adesione ideologica, nella Lega, cestinata la secessione, diventerà sempre + difficile trovare le motivazioni. Matteo Salvini è molto abile di lingua ma non credo sappia fare miracoli. E poi c’è il problema delle alleanze. Se guardiamo i sondaggi l’unica aggregazione che potrebbe vincere è quella del centro destra. Ma non ha un leader.  Solo Salvini è convinto del contrario.  Per arrivare a trovare un leader del centro destra  occorre superare sia Berlusconi che Salvini. Sul primo non farei commenti, sul secondo credo che potrebbe succedere abbastanza presto. Perché, ad esempio, un  referendum regionale, guarda caso, lanciatogli tra le …. gambe proprio ora ? Come giustificherà il nuovo leader e  in modo convincete  la nuova deriva nazionalista della sua Lega. Non è sfuggito a nessuno la tempistica. Potevano ben fare questa consultazione  già quando di Regioni al Nord la Lega ne governava 3 e mezza. Non c’erano impedimenti normativi. L’hanno fatta adesso, perché ?  Fatto il referendum regionale  come sosterrà il Matteo felpato una alleanza elettorale con altri nazionalismi da Berlusconi alla Meloni ? Per non tacere della uscita dall’EURO che mai il sig. B potrà assecondare. E non solo lui. Avete mai sentito un presidente leghista di Regione, Provincia  & c,  promuovere convintamente l’uscita dall’EURO ? Immagino che quindi il Matteo sarà costretto a correre da solo sia alle Regionali che alle italiche elezioni.  IMaroni, Zaia,  saranno allora disponibili a consegnare le Regioni alla sinistra, che non dimentichiamo ha governato in quei palazzi per un paio di decenni ? E quanti dei populisti che hanno i BOT e CCT in euro alla fine saranno disponibili a votare per il no EURO  quando si passerà dai sondaggi alla cabina elettorale ? Ma tutto questo pare che al nostro poco importi. Avanti tutta e a tutta velocità. Attenzione però che dopo questa curva stretta, il rettilineo potrebbe finire nel precipizio. Un muro in fondo alla strada si vede. Il precipizio  NO. Quando ce se  ne accorge potrebbe essere troppo tardi per frenare.  L’unico rammarico rimane per la fine di una esperienza  come quella del NORD che subisce un periodo di oblio se non di prematura morte. Non credo  che un gruppetto sparuto di vecchietti, lo dico da coetaneo, possa fare molto per fermare questa folle  corsa suicida. Soprattutto in una società come la nostra nella quale  se il voto a 16 anni è un azzardo  troppo forte, certamente introdurre un limite di età oltre i 70 sarebbe ragionevole. E lo dice uno che non gli manca poi molto.

 

 

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