Le poche regole di CoLoR44. Per costruire l’indipendenza

di VITTORINO AGAZZI*

In meno di tre mesi, l’iniziativa lanciata da CoLoR44 (Comitato Lombardia Risoluzione 44) ha fatto progressi davvero significativi: anche oltre le attese di chi le ha fatto muovere i primi passi. Questo ha permesso alla raccolta on-line di crescere con costanza, mentre in parallelo sono apparsi i primi banchetti “targati CoLoR44”, che stanno dando una significativa mano a questa opera di proselitismo che punta, in fin dei conti, a fare pressione sul consiglio regionale: per ottenere il diritto a votare sul proprio futuro e sulla propria indipendenza.

Noi di CoLoR44 vogliamo seguire un percorso pacifico, legale e democratico che ci conduca alla piena autodeterminazione della Lombardia.

Il successo di tale iniziativa, partita in sordina e poi sviluppatasi sempre di più, attesta come negli ultimi vent’anni di politica politicante la Lombardia abbia visto peggiorare inesorabilmente il suo status: siamo meno autonomi, meno liberi e meno speranzosi di un tempo. Non abbiamo altra scelta che rivendicare la nostra piena indipendenza. In altre parole, ormai dobbiamo provare a salvare il salvabile e certo l’indipendenza della Lombardia è l’unica via: senza “se” e senza “ma”.

Ora dobbiamo però gestire una nuova difficoltà: siamo obbligati ad amministrare nel migliore dei modi questo entusiasmo che sta crescendo attorno a noi.

Sappiamo che vi sono gruppi politici e movimenti culturali che stanno raccogliendo firme. Vi sono poi interi settori di partito (come il provinciale della Lega di Varese) e perfino vari privati, che hanno scaricato dal sito il modulo per la raccolta delle firme. Tutto questo va bene: anzi benissimo. CoLoR44 non è però un soggetto di parte e ha l’ambizione di essere un punto d’incontro per persone e gruppi di diverso orientamento. Questo obbliga ad adottare alcune semplici regole.

Ogni iniziativa volta a raccogliere adesioni, in effetti, è bene che sia concordata con i responsabili provinciali di CoLoR44 e che si seguano alcuni criteri fissati. D’altra parte, tutte le firme raccolte sui moduli cartacei devono essere poi “caricate” nel sito www.color44.org. Bisogna allora che chi trova sottoscrizioni sia anche disposto a caricarle nel portale internet oppure, se non ha proprio modo, concordi con il responsabile provinciale di CoLoR44 una soluzione alternativa. Già abbiamo persone che stanno aiutando la nostra battaglia caricando adesioni raccolte da altri.

I fogli con le firme, infine, devono essere consegnati, affinché siano tutti plastificati. Prendiamo sul serio il nostro impegno e quello di chi ha deciso di esporsi assieme a noi.

Vi sono altri criteri egualmente importanti e che vanno rispettati. Quando si predispone un punto di raccolta è bene che sia chiaro a tutti che CoLoR44 non è un’iniziativa di una particolare formazione e che quindi non vi siano simboli di partito. Non si tratta di esprimere ostilità per questa o quella formazione, o per i partiti nel loro insieme, ma solo per rendere chiaro che questa nasce come iniziativa di un comitato, e non è né può essere etichettata da nessuno. Nei limiti del possibile, sarebbe una buona cosa che in ogni occasione ci fosse anche un rappresentante del comitato stesso, proprio per evitare ogni identificazione tra un gruppo di persone riconducibili a un partito e l’iniziativa di CoLoR44. Non siamo riconducibili a nessuna realtà politica o di altro tipo esistente, né possiamo essere utilizzati da nessuno per rivendicare appartenenze. Questo ormai è ben noto, ma è bene che sia sempre riaffermato.

Noi del Comitato ringraziamo tutti quanti si stanno dando da fare, ma proprio per il rispetto che dobbiamo a tutti ci sembra importante – affinché ognuno si senta a proprio agio e affinché l’iniziativa proceda nel migliore dei modi – che queste semplici regole vengano capite e rispettate. In definitiva, diciamo a chiunque che se ci ospiterete verremo, e che comunque deve esserci un solo logo, quello di CoLoR44. E proprio in ragione della nostra trasversalità invitiamo chiunque a farsi avanti e darci una mano.

C’è ancora molto lavoro da fare. Al momento attuale c’è stato molto dinamismo a Brescia, a Monza e a Varese, mentre altre realtà provinciali stanno solo ora cominciando a mettersi in moto. Sappiamo che la valanga delle adesioni crescerà sempre di più. Ma proprio perché molta gente pone fiducia in noi è bene fare le cose con grande correttezza e serietà, nel massimo rispetto di tutti.

*portavoce di CoLoR44

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7 Comments

  1. druides says:

    Verissimo. L’iniziativa deve rimanere immune da appropriazione indebite. Ma per avere una prospettiva di efficacia successo, deve superare due ostacoli importanti:
    – raccogliere consensi anche a sinistra
    – accelerare nella raccolta. 1350 firme in tre mesi sono poche. Più passa il tempo e meno adesioni ci saranno.
    La strada è quella giusta ma proprio per questo, difficile.

  2. Vittorio S. says:

    Bravissimi. Non bisogna assolutamente respingere i leghisti, ma è necessario evitare che la Lega si appropri dell’iniziativa, che è vincente se è trasversale. Avanti così!

    • Gian says:

      sono d’accordo, ma tu credi veramente che la lega si voglia appropriare dell’iniziativa? magari cercasse di farlo, vorrebbe dire che la dirigenza si ricorda quale è l’articolo 1 del suo statuto, in realtà vedo solo i militanti che si accodano a color 44 che vedono come un’iniziativa concreta, finalmente, mentre i generali leghisti stanno fermi e dormono ormai DALLA FINE DEGLI ANNI ’90,così la truppa scappa in avanti da sola, firma e fa firmare. Occupy Lega!

    • giancarlo pagliarini says:

      Vero …ma (purtroppo ) non c’è nemmeno questo pericolo. Accidenti, la Lega non fa proprio più un tubo di niente. Pazzesco!

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