Le menate dei partiti oscurano il problema reale, la nostra indipendenza

salone libro2di MARCELLO RICCI – E’ raro poter scrivere l’epicrisi  di una crisi non conclusa. Tutto prevedibile, tutto scontato, con una legge elettorale che rende difficili maggioranze stabili, accade che i veti incrociati su persone e principi radicalizzano le posizioni, concretando lo stallo. Gli elettori votanti (sono minoranza) si sono così espressi: un terzo per la coalizione di centrodestra (Cdx), un terzo per il M5S e il restante per i partiti di sinistra e per gli altri minori. Nel Cdx il partito più votato è risultato essere la Lega che vale un 17%, ma ha al rimorchio Forza Italia con l’inamovibile Berlusconi. Pesi e contrappesi, il Pd ha la Renzi famiglia con collaterali e affini. C’è una matrice genetica comune che unisce Berlusconi a Renzi tanto da caratterizzarli politicamente come padre e figlio.

Nel Pd domina Renzi tanto da renderlo Pdr, el Cdx c’è F.I. con l’eterno Silvio con l’ingombrate problema delle T.V. e nel M5S c’è la statutaria impossibilità di stringere accordi con personaggi non digeribili. Ai pentastellati piacerebbe estrapolare da un lato la Lega e dall’altro il Pd, indebolendoli con possibilità di cannibalizzazione. Le due forze politiche più votate non hanno maggioranze parlamentari e tantomeno possono richiedere aiuto allo sconfitto Pd. Nuocerebbe a entrambi e nessuno capirebbe come l’avversario diventi alleato. In Italia è tutto possibile, già accaduto, con i tedeschi contro Francia e Inghilterra, poi con questi contro la Germania. All’esercito regolare si affiancarono i partigiani che sparsero ulteriore sangue , quello dei vinti, e vi furono anche casi di regolazione di conti personali.

Salvini cerca un governo per fare alcune cose urgenti e importanti e cerca il consenso del M5S, ma come detto ci sono i veti incrociati e la non volontà di Matarella di far nascere un governo privo di solida maggioranza. Un grande problema che impedisce di affrontare i  gravi malanni che insidiano il Paese ( disoccupazione , immigrazione selvaggia, denatalità, permanenza nella Nato, pericolo di coinvolgimento in avventure belliche internazionali). Con tutte queste menate italiote si oscura l’obiettivo primario dell’Indipendenza Padana affidando ai lunghi il compito di obliarla. Al contrario, c’è l’occasione di spezzare le catene romane mantenendo i tributi del Nord nel Nord.  Un divorzio per un matrimonio imposto, mai voluto. E’ una chiamata alle armi, un invito ad a uno scatto di reni, a reclamare libertà e dignità.

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One Comment

  1. caterina says:

    Sono convinta che Mattarella fara’ quel che gli suggerira’ Napolitano… Se teme Salvini per le sue posizioni nei confronti dell’Europa, non altrettanto le velleita’ populiste di Di Maio che saranno frenate dai custodi delle casse dello Stato che non ne farebbero fronte…. a memo che non siano rinviate a riduzioni raggiunte dei costi della sua macchina parlamentare… cioe’ di la’ da venire! Di Maio piu’ maneggione e meno irruento di Salvini..
    Meno male che la vita va a anti lo stesso senza di loro, senza governo, senza europa, senza America, senza Russia, senza China, con l’africa che ci invade e le cooperative che si arricchiscono con I contributi per l’accoglienza, intanto che i miliardari del mondo costruiscono nuove citta’ senza che nessuno che proviene da la’ sembra accorgersene…. come mai?

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