LE “MAGIE” DI BELSITO E I SOLDI A PARENTI E AMICI DEL SENATUR

di GIANMARCO LUCCHI

Un colpo magico di un esponete del cerchio magico/malefico: con una mano di bianchetto  il tesoro della Lega Nord è finito nelle mani del suo ex tesoriere, Francesco Belsito, che ha potuto così trasferire in Tanzania sei milioni di euro: il trucco è stato necessario perchè il Consiglio federale lo aveva autorizzato a spendere, al massimo, 150 mila euro. Insomma, da una parte Belsito apriva le casse del partito ad amici e parenti del Senatur, tenendoseli così buoni (e magari potendoli anche ricattare…) e dall’altra si impossessava di denaro per investire insieme all’imprenditore Stefano Bonet e a Romolo Girardelli, il faccendiere in sospetto di ‘ndrangheta.

I tre compari collaboravano, ma senza risparmiarsi reciproche frecciate: Girardelli era soprannominato dagli altri l’Ammiraglio; peggio era andata allo shampato, Bonet, e a Belsito, detto il nano. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Noe, per poter disporre di quei sei milioni del Carroccio, l’ex tesoriere avrebbe cancellato una riga della delibera con cui il partito gli concedeva «un’autonomia di firma per le operazioni finanziarie sino a 150 mila euro». Insomma, tolta quella dicitura spariva anche ogni limite di spesa. La ‘falsificazione’, scrivono i militari, non è stata fatta per beffare i dirigenti del partito, ma per «poter impartire alla banca disposizioni per effettuare l’operazione».

Il dirigente amministrativo di via Bellerio, Nadia Dagrada, mercoledì ha confermato tutto ai magistrati di Napoli e Milano: «Con l’operazione Tanzania emersa a gennaio sui media – ha raccontato – ho scoperto successivamente che Belsito, per poter effettuare il prelievo dei 5.700.000 dalla Banca Aletti di Genova e fare l’investimento con Bonet, ha utilizzato un verbale del Consiglio federale della Lega che stabiliva, ed è tuttora vigente, il limite di possibilità di spesa ad euro 150.000 con firma singola, mentre superiore a questa cifra era previsto l’avallo del comitato amministrativo e cioè di Castelli e Stiffoni». Ecco che, prima del prelievo in banca, Belsito ha manomesso la delibera «cancellando la parte in cui è riportato il limite di spesa».

Dagrada, però, non era l’unica a conoscere i metodi della gestione Belsito. «Altri soggetti della segreteria», è scritto negli atti d’indagine, erano «a conoscenza delle elargizioni che sistematicamente, da anni, venivano fatte a favore dei Bossi, di Rosi Mauro, del Sindacato Padano, fuori da ogni regola contabile e di bilancio». Proprio quando scoppiò lo scandalo Tanzania, emerse «un quadro di complicità tra Belsito e Dagrada, e di altri soggetti della segreteria», come Daniela Cantamessa «della segreteria particolare di Umberto Bossi».

Dalle carte dell’indagine emerge anche un quadro di carattere politico. La vicenda dei fondi trasferiti in Tanzania, infatti, segna un punto di svolta nei rapporti interni alla Lega. Il Cerchio magico si indebolisce, spiegava a inizio marzo, in un’intercettazione, Lubiana Restaini, già impiegata al ministero dello sviluppo e vicina a Roberto Castelli: il «partito è in rivolta» e «vanno tutti con Maroni». Poi, riferendosi all’affaire Tanzania e a indiscrezioni su immobili intestati alla moglie di Bossi e comprati con i soldi del Carroccio: «Questa cosa, tra parentesi, anticipa un libro che ti sto dicendo che uscirà e che distruggerà la Lega».

Eppure, finchè ha potuto, il Carroccio avrebbe cercato di «coprire» il suo tesoriere. Lo racconta in un’intercettazione Bonet, che chiama Girardelli dopo aver incontrato Piergiorgio Stiffoni e Roberto Castelli, entrambi del Comitato amministrativo federale della Lega: «Si giocano sulle virgole dei rapporti – spiega Bonet -… di risolvere la questione in famiglia intanto che erano interessati ad avere i soldi… adesso che c’è da chiarire il punto, difendono lui», cioè Belsito.

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One Comment

  1. Vittore Vantini says:

    Si avvertono gli abitanti della Lombardia e Veneto di non uscire di casa nei prossimi giorni, perchè potrebbero essere investiti dall’alto numero di leghisti che stanno cadendo dalle nuvole. Farebbero tanto più male quanto ci vorrebbero convincere che sole pochi sapessero.
    La lega non ha altra via di uscita che azzerare tutto e, con altri uomini e donne, ripartire. Questa volta sul serio!

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