Le Lega a un trivio: spaccarsi, vivacchiare per morire o rilanciarsi?

di GIANLUCA MARCHI

Un “uno-due” micidiale: Umberto Bossi in pochi giorni ha scaricato due pugni da ko contro la Lega 2.0, con altrettante interviste, prima al Fatto Quotidiano e poi a Repubblica in un colloquio con Gad Lerner. Sopravviverà la sua creatura all’implosione, ma forse è meglio dire all’esplosione in atto? oppure Re Salomone (ricordate la parabola citata al congresso di Assago?) si vedrà costretto a tagliare in due il bambino conteso da due madri? E’ facile immaginare quanta sofferenza possa costare al Senatur, per di più provato dalla malattia, l’idea di abbandonare la sua creatura, ma ci sono momenti in cui diventa impossibile tenere insieme ciò che non vuol più o non può più stare insieme. I “bossiani” premono per la rottura immediata: ieri, intervenendo su Sky, una scatenata Paola Goisis ha fatto chiaramente intendere che il nuovo movimento è pronto, così come il nuovo giornale di cui ha parlato lo stesso bossi nell’intervista a Lerner, “La lingua padana” (una testata non proprio di grande appeal, a dire il vero…). Ora le truppe aspettano solo che il Capo dia il via libera.

Arriverà mai questo via libera oppure Bossi conta davvero di poter riconquistare la Lega dall’interno? Probabilmente è proprio la seconda la strada che il Senatur predilige, ma si tratta di verificare se ci sono le condizioni per attuare un ribaltone. L’impressione è che la risposta sia negativa, in quanto i maroniani sono stati abili a collocare le proprie truppe nelle posizioni che contano. Resta tuttavia da valutare quanto scontento vi sia anche nei leghisti 2.0 e se molti di loro sarebbero pronti a saltare dall’altra parte.

Perché è fuor di dubbio che molti dei maroniani siano delusi per l’andazzo assunto dal Carroccio 2.0. La sbornia per la conquista della Regione Lombardia sembra essere durata lo spazio di un mattino. I buoni propositi (o presunti tali) che accompagnarono quella vittoria, cioè la Macroregione del Nord e il 75% delle tasse trattenute sul territorio, sembrano già appannati. In questi primi mesi da governatore Roberto Maroni riflette più che altro l’immagine di amministratore di condominio (se buono o meno buono lo si vedrà strada facendo): ma da un presidente leghista della Lombardia, soprattutto se poi è anche il segretario del partito, ci si aspetta altro. Appare più che altro un uomo in difesa e lo dimostra la reazione di ieri mattina quando s’è propalata l’eco dell’intervista di Bossi: “noi continuiamo a lavorare per risolvere i problemi dei cittadini” ha twittato il Bobo dal 35esimo piano di Palazzo Lombardia. Un po’ pochino. Poi, tirato come per i capelli, è arrivato a dire che queste uscite “ci danneggiano in vista dei ballottaggi” (sapete Treviso, la battaglia campale!): si potrebbe qui intravvedere la strada per una possibile espulsione del Senatur, sulla quale il segretario sembra però frenare, mentre Flavio Tosi vorrebbe che la si facesse fuori una volta per tutte. Il titolo di stamane de La Padania – Serve un padre e non un padrone – sembra l’estremo tentativo di evitare la resa dei conti.

E poi, diciamola tutta, raccontando un po’ di dietro le quinte che innervosiscono soprattutti i maroniani: alla Regione vorrà forse dire qualcosa se con l’appellativo di presidente negli uffici si è portati a pensare più alla portavoce che al governatore? Inoltre la struttura leghista insediatasi a Palazzo Lombardia viene considerata “ostaggio” dei ciellini ai quali pare si rivolga costantemente per avere dritte e consigli utili a uscire dal guado, e si sa gli allievi di don Giussani sono bravi a far funzionare la macchina amministrativa, ma non fanno mai niente per niente.

Insomma, l’impronta leghista sulla Lombardia appare quantomeno sbiadita e forse non poteva che essere così per chi ha rinunciato a certi simboli allo scopo di plasmare una Lega più “politically correct”: ma questa è una contraddizione in termini destinata a pagare dazio, come d’altra parte sta pagando.

L’eventuale ritorno di Bossi può allora essere la soluzione? Ho più di un dubbio al riguardo, anche se personalmente ritengo che sarebbe più importante il recupero dell’anima leghista rispetto alle infinite disquisizioni sui Belsito, i diamanti, le Tanzanie e i Trota, sebbene il nulla di fatto portato a casa dalle tattiche del Senatur in oltre vent’anni di protagonismo assoluto non si può cancellare come se nulla fosse: si tratta di un peso politico e di un fallimento che non si può far finta non siano esistiti.

Forse, e qui la mia più che una previsione appare un speranza al limite dell’illusione, bisognerebbe poter ricominciare da zero per rinnovare un movimento capace di recuperare i valori del leghismo sano (depurati da tutti gli orpelli folcloristici e patetici aggiunti in seguito), quelli che avevano coagulato insieme, in maniera trasversale, persone di provenienza politica diversa,  accomunate dal desiderio di abbattere questo Stato ladro e mafioso, cioè lo Stato italiano, per creare un nuovo sistema.

In definitiva la Lega sembra essere davanti a un bivio, anzi a un trivio: spaccarsi, vivacchiare per morire o rilanciarsi?

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33 Comments

  1. Rtg says:

    Ai tempi dei Barbari, quelli veri, poco sognanti
    ma molto realisti, il nuovo re non permetteva al vecchio
    re di gironzolare intorno alla reggia, di solito
    faceva una brutta fine, in tempi più recenti veniva
    mandato in esilio, com’è successo a Desiderio
    e quant’altri.

  2. Giancarlo says:

    Marchi, capisco che il suo scopo sia mantenere più lettori possibili al giornale oltre che tenere dritta la barra sulla linea editoriale scelta. Ed è giusto così. Però lei stesso dice “bisognerebbe poter ricominciare da zero per rinnovare un movimento…..”, ovvero, traducendo il tutto in termini meno politicamente corretti: bisognerebbe spazzare via tutto il personale politico della Lega, in quanto politicamente e umanamente indecente, la Lega stessa, in quanto ragione sociale totalmente sputtanata, e provare a ricominciare un movimento tutto nuovo, con persone capaci, oneste e intellettualmente credibili, se ci sono, il che non è affatto detto. O, detto in altri termini, se gli ultimi giapponesi della Lega si ritirano nella giungla per la battaglia finale, o al limite per fare i pretoriani a guardia del ritorno di Umberto Bossi (?!?!?!), è proprio così un gran danno?

    • gianluca says:

      Non so se sarebbe così un gran danno, però sono convinto di una cosa: bisogna recuperare gli ideali sani e poggiarli sulle spalle dei tanti militanti e votanti per bene e di dirigenti possibilmente nuovi, senza far finta che Bossi non sia mai esistito. Il fresto mi sembra appunto il ritiro in una giungla, magari lodevole, ma destinato a nulla…

  3. Orso Mannaro says:

    Premetto che siamo in molti a voler concedere a Bossi una seconda occasione, in fondo lui é quel tale che ha reso possibile che nel lombardo-veneto e nello stato italico si parlasse di Padania e di indipendenza, aggregando forze divise e dando una visibilità mai esistita prima alle nostre idee separatiste ed ai nostri valori. L’infallibilitá non é di questo mondo. Il resto, almeno sino ad oggi, Lega 2.0 compresa, è solo arroganza ed invisibilità politica. Vengo al punto caro Marchi, anche se avrei voluto dirglielo ieri sera personalmente durante il suo intervento a Radio Padania, ma non ne ho avuto il tempo e allora l’amico Pier Luigi ha potuto solo riassumere il mio pensiero che invece vorrei comunicarle in modo piú completo.
    Mi riferisco in particolare a certi commenti che lei continua a pubblicare. E’ banale da dire ma è vero : mentre la critica argomentata aggiunge sempre qualcosa di positivo al dibattito e spesso trova consenso, gli insulti, la demenzialità e la spregevolezza, peraltro tipicità italiche, sono oggetto di repulsione e francamente non mi aspettavo fossero tollerate sino a questo punto da un professionista come lei. Non ha nulla a che fare con la libertá, consentire ai soliti gradassi da tastiera di tradurre in insulto la propria frustrazione, ma soprattutto anziché portare acqua al mulino della causa indipendentista, peraltro ben rappresentata dal e nel suo giornale, ne squalificano l’habitat, giá di per sé sub-atomico.
    Personalmente non sono mai stato avaro di critiche verso il mio Movimento e verso Umberto Bossi, anzi, ma la degenerazione verbale è altra cosa, anzi é deleteria.
    Leggo il suo giornale da qualche mese ed ho subito contribuito volentieri sia per il vostro meritorio impegno sui temi dell’indipendentismo padano che del sentimento anti-italico che ci accomuna tutti e per la qualitá del vostro prodotto editoriale. Purtroppo peró ogni volta che si tocca l’argomento Lega o Umberto Bossi, vengono consentiti commenti che sarebbe piu opportuno definire flatulenze e che non portano ad altro che repulsione ed avversione, al di lá di qualsiasi contenuto possano sottintendere, e che personalmente non tollero piú.
    Francamente le dico che non ho intenzione di continuare a leggere e sostenere un giornale che consente nei commenti l’insulto costante, vergognoso e rivoltante. E non lo dico solo perché i bersagli sono Umberto Bossi o il mio Movimento, ma perché l’insulto, soprattutto quello da tastiera, è quanto di piú vile e squalificante possa esistere, tanto piú quando è praticato da gente che si riempie la bocca di velleità pseudo eroiche, rivoluzionarie e indipendentiste. Devo ancora avere il piacere di sentire uno di questi coraggiosi gentiluomini che vomita tali insulti su Bossi o sul Movimento in mia presenza : il famoso coraggio di quelli che vorrebbero fare la rivoluzione sputando insulti da dietro ad un monitor. Patetico.
    Mi dispiace per i professionisti di valore che insieme a lei contribuiscono a questo giornale, ma consentire questo squallore non vi fa onore, toglie valore al vostro prodotto e non porta in alcun luogo che non sia quella squallida e vile italianità che tutti, noi leghisti per primi, vorremmo cacciare da casa nostra.
    Saró lieto di rivedere la mia posizione, caro Marchi, qualora lei vorrá portare fuori la spazzatura.
    Libertá e indipendenza non significano assenza di regole, né anarchia. Semmai il contrario.
    Grazie comunque per lo spazio e per il vostro lavoro.
    Padania Libera.

    • al solito, anke rikattatore… ti rikonosko… xfetto stile leghista… hai pagato l’imu !? …

      è proprio kon gente ke ragiona kome te ke siamo finiti in kuesta dissoluzione politika del movimento padanista ed indipendentista… siamo noi ke ci vergognamo di tanto xbenismo idiota e stukkevole… ankorkè vantone d’un’intellettualità pedante …

  4. Lucia says:

    “nulla di fatto portato a casa dal Senatur in vent’anni ecc ecc”
    Su questo non sono d’accordo,caro Direttore.

    Aver svegliato la consapevolezza di essere padani è il più grande merito della lega,al di là dei risultati.(Dimenticato il referendum sulla devolution,bocciato dagli italiani?)
    Trattare questa consapevolezza come puro folclore ,come qualcosa di cui vergognarsi ,è il più gran demerito della lega 2.0.
    Da questo e null’altro deriva l’emorragia di voti solo in parte finiti a Grillo,come voto di protesta, ma soprattutto finita nell’astensionismo,nel rifiuto di una politica rancorosa mirata a espellere tutto il passato,a distruggere un sogno.
    E’ quel sogno che ha spinto l’elettorato verso la lega.Null’altro.La lega 2.0 non ha alcun sogno da vendere.Saluti cari

  5. luigi bandiera says:

    Oh KAX.

    Kome vi scatenate contro non so ki.

    TALIANI..!!!

    di terra…
    di cielo…
    e di mare, e mareee…

    MA CHI VOLETE COLPIRE..??

    SIETE VIO TALIBANI komunisti di DX di SX e di CENTRO i COLPEVOLI e da NORIMBERGA..!

    Chi volete accusare… chi non ha realizzato il VOSTRO sogno..??

    VOI SIETE I FAUTORI E DEI SOGNI E DEI FATTI, VOSTRI..! KI ALTRO KI..??

    PADANI, O SETTENTRIONALI O POLENTONI O KOGLIONI DEL NODDE…

    SE ANDATE A VOTARE PER KI VI DA’ SOLO FUMO DI LONDON… NON POTETE DARE LE KOLPE AI MENESTRELLI O JOLLY DI KORTE IMPROVVISATESI.

    SE E’ VERO CHE IL POPOLO E’ SOVRANO, DIMOSTRATELO CON I FATTI E LE PIAZZE SONO LI’ CHE VI ASPETTANO. TURKIA DOCET..!!

    UN DI’ ho fatto un’alza bandiera in piazza dei Signori a Treviso. Non ricordo l’anno e il giorno del mese…

    La Bandiera era quella SUPER NOTA ALL’ESTERO MA NON IN ITALIA: quella dei SERENISSIMI. (andate in piazza dei Signori e se la trovate vincete un milione di pedalate… in bici).

    Eravamo in nemmeno DIECI… c’erano piu’ divise militari che VENETHI. (scritto Venethi per essere separato dal veneto regione talibana). Il CONTENITORE CONTA ECCOME KAX… altro che richiamare chi non sgrafa in taliban… OH, SVEJA KAXo..!

    Ditemi voi… come puo’ cambiare se negli uffici ESATTORI ci sono FILE DELLA MALORA..????????????

    Ditemi voi, che parlate in TALIBANO ai vostri figli e nipoti, QUANDO E COME CAMBIERA’..???

    MAI..!!!!!!!!

    MAI….!!!!!!!!!!!!!!

    e poi MAI……….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Per me siete drogati… di TRIKOGLIONE..!

    E non vado oltre… di stronx ne ho dette abbastanza, per i talibani, per i VENETHI forse… compagno. Stanno diventando tutti KOMUNISTI..?

    Salam

  6. Antonio Arona says:

    Credo che la Lega sia giunta al punto in cui doveva arrivare già da un po’, con le esperienze positive e negative di questi 25 anni e la situazione odierna in cui manca un leader.
    O arriva un leader, e da quello che è il sentore della militanza, l’unico che raccoglierebbe trasversalmente la base è Zaia, o velocemente ci sarà la divisione tra le due anime che porterà probabilmente alla formazione di un terzo soggetto basato sul progetto e non sulle persone.
    Pena la scomparsa per lungo tempo delle istanze autonomiste- secessioniste, proprio nel momento più propizio e più necessario.

  7. Giorgio. says:

    Bossi ha creato la lega, l’ha fatta crescere, l’ha portata a Roma e li la lega è rimasta per vent’anni, per poi finire travolta dai soliti scandali della politica italiana, alla quale la lega di Bossi, compreso lui e la sua famiglia si son ben che adeguati.
    Maroni non ha fatto altro che raccogliere i cocci di quel che è rimasto, cercando di salvare il salvabile, di un partito che ormai è ben lontano da essere quel che era, ossia il partito di chi rivendicava una politica migliore per la propria terra.
    Sperare che un ritorno di Bossi possa risollevarne le sorti è inutile tanto quanto credere che la lega di Maroni possa raccogliere le istanze federaliste/indipendentiste del nord.
    L’esperienza è finita, tutto il resto è prolungarne l’agonia

  8. Carla says:

    Io direi -morire per rilanciarsi-.In questo modo i leghisti potrebbero abbracciare l’indipendendentismo dei popoli che dicono di difendere.

  9. paolo says:

    Il minuscolo drappelo di Indipendentisti che commenta contro la Lega fa pena, continuate nelle vostre fantasie indipendentiste avrete il solo risultato di non ottenere nulla e mi convinco del fatto che indipendentisti non lo siete ma criticoni!!!

    • Gian says:

      tu invece sei indipendentista perchè ubbidisci a chi ti dice di non usare il nome della terra di cui vorresti l’indipendenza?

      per il resto sta diventando minuscolo anche il numero di elettori della lega e in fatto di risultati la lega 1.0 e la lega 2.0 potrebbero meglio essere rinominate entrambe:
      Lega 0.0-risultati.

      • paolo says:

        Io manco ho la tessera della LN!

        PADANIA LIBERA
        NORD LIBERO
        SE CE SS IO NE, cerca questi slogan in altri partiti
        vediamo che trovi!

    • Carla says:

      noi forse siamo minuscoli ma cresciamo grandemente nei numeri mese dopo mese.voi leghisti invece da grandi di numeri che eravate, vi state riducendo a 4 gatti patetici che vivono dei loro ricordi di tempi migliori senza rendersi conto che questi bei tempi non tornano più.Siete al capolinea e non ve ne rendete neppure conto.

    • giannarcixo says:

      Paolo, per minuscolo drappello, cosa intendi? In Veneto prima di decidere quale strada intraprendere abbiamo commissionato un sondaggio scientifico che ci dice che oltre il 63% dei Veneti è favorevole all’Indipendenza Veneta! Non ti resta che informarti prima di dire ulteriori fesserie! Solo dopo questo sondaggio è stata presentata la risoluzione 44 e la successiva legge referendaria 342. Se non avessimo avuto questa certezza l’azione sarebbe stata ben diversa, non ti sembra? Bisognava prima convincere la maggioranza dei Veneti e solo successivamente proporre il referendum, ma considerato che gli indipendentisti Veneti sono la maggioranza siamo potuti passare direttamente al referendum.

    • Simone T. says:

      Bravo bravo, invece di appoggiare il movimento indipendentista, ti indispettisci.
      Se credi nella Lega non puoi non credere nell’indipendenza.
      Apparte le differenze strutturali tra indipendenza e autonomia, buona parte di chi è indipendentista è stato leghista e la critica verso la Lega avviene a causa degli obbiettivi non centrati.
      Dai dacci una mano anche tu, siamo sulla stessa barca, non dimenticarlo.

  10. … “La lingua padana” (una testata non proprio di grande appeal, a dire il vero…). 😀

    … il giornale padano dei LekkaKulì (nuova setta induista) … insegna l’uso appropriato della lingua x soddisfare il Santone Boss e Padrone Imbroglione … mi pare in linea kon la sua politika rikiesta, pratikata e kondivisa dai suoi depravati seguaci … facce e menti konseguenti e pertinenti… 😀

    kome fanno a dar kredito ankòra a kuel Rottame Pseudo Indipendentista …
    BASTA
    BASTA bossi, BASTA lekkakulisti del Ciarlatano Prepotente e Merkadante, BASTA italia, BASTA berloskone !

    Padania libera dai kapò nostrani … servi dei loro padroni romani di mente ed azione levantin_pelasgiko…

  11. lory says:

    la Lega è finita !lasciamoli nel loro pantano ! pensiamo in vece a noi e a tutti nostri problemi è ora che scendiamo in piazza a protestare contro questa italia !!!!!!!!!!!!!!

  12. giannarcixo says:

    I valori del leghismo sono irrecuperabili perchè ora è chiaro che la prospettiva leghista di cambiare attraverso roma è non solo impossibile, ma continuare su questa prospettiva, è una presa per il culo senza fine. A roma non si cambia, i parassiti sono in maggioranza e non voteranno mai contro se stessi. Quindi andare ancora a roma significa solo una cosa: poltrone, punto.
    Il percorso per demolire la repubblica delle banane è un percorso diverso, è la via del diritto internazionale (qualcuno lo dica alla lega e ai leghisti) che è sovracostituzionale o supercostituzionale. Sento idioti della lega che si riempiono la bocca etichettandoci come sognatori, nella migliore delle ipotesi. Non si rendono conto che la strada intrapresa da Indipendenza Veneta è non solo irreversibile, ma anche e soprattutto l’unica (se escludiamo la guerra) a poterci ridare la libertà. Abbiamo un segretario ed un presidente onorario (Pizzati, Morisin) che sono garinzia immeritata per i Veneti, ancora addormentati e intontiti dall’azione italiota. Ma siamo prossimi al cambiamento e il 06/10 p.v. il Veneto saprà esprimere nel referendum tutta la sua dignità rubata (anche dalla lega).

  13. Giuseppe says:

    Ha ragione @Riccardo S.. Ma, come sempre nelle cose umane, non tutto il male nuoce direttamente, spesso costituendo invece la strada per reperire rimedi.
    Lo scandalo Lega ha costretto tutti gli autonomisti o indipendentisti o padanisti a guardare fin nel fondo l’abisso di vergognoso fallimento in cui gli pseudo-dirigenti leghisti, in realtà nel loro complesso guitti imbroglioni, talora anche ladri, comunque zombies, hanno gettato la dignità dei nostri popoli, senza neppur vergognarsene. Moralmente e collettivamente, dei veri banditi. Fra loro Maroni, certamente, senza giudizi personali per lui come per gli altri. Maroni che, però, a differenza degli altri, proni al capo e curanti soltanto i loro spesso sporchi interessi, quando già si era arrivati ad avere una ramificata struttura para-mafiosa interna, ha detto basta!. Tardissimo, ma almeno l’ha detto, pur se ha dato l’impressione di sostituire con un suo “cerchio” a base irpino-calabra, che si era nel frattempo costruito, forse per necessità, il mefitico e malefico cerchio magico avente come perno la famiglia imperiale (a proposito: il nuovo giornale “la lingua padana” sarà scritto in pugliese e avrà come direttrice tuttofare la signorina Rosy Mauro?).
    Ma, mentre guardano l’abisso e le macerie, anche gli pseudo-patrioti padani, autonomisti o indipendentisti o altro, debbono pur chiedersi dove abbiano tenuto chiuso il cervello durante tutti questi anni: sono pochi coloro che possono vantarsi di aver avuto il coraggio di rimanere leghisti in quanto testimoni di un’idea che è in sé avanzata e vincente pur dicendo apertamente in faccia alla cosiddetta dirigenza e ai suoi servili scagnozzi – vedi il noto caso Curno – (e ai funzionari e dipendenti sottostanti collusi) che si sentivano da loro traditi, in quanto i comportamenti messi in atto erano in perfetto stile para-mafioso, e che l’idea-base stessa era stata da loro tradita, seppellita dai loro triti e ritriti slogan (uso il termine “tradimento” perché vedo che proprio Bossi, indecorosamente, nella sua ormai celebre intervista lo usa senza parsimonia…).
    Ma a tal punto, che dovrebbe essere di disperazione, memore dell’opzione culturale condivisa con l’architetto Oneto, credo che il “trivio” di Marchi offra una concreta speranza di uscita da tale cupo sentimento: qualcuno di capace e dai comportamenti onesti in Lega è rimasto, anzi, più di qualcuno. La cosiddetta base è generalmente onesta e sana, pur se terribilmente impreparata nonostante quasi trent’anni di pretesa rivoluzione ideale di pensiero politico. Gli uni e l’altra, di fronte alle macerie, cessino di piagnucolare e si assumano la personale e collettiva responsabilità dell’accaduto: si riparta con quel che c’è, che basta e avanza se si pensa da dove e quando siamo partiti, si attuino controlli effettivi, si eliminino le sacche e i metodi mafiosi, si valorizzino le persone oneste e capaci. Si apra alla cultura e all’intelligenza, chè, quest’ultima, non si misura con le lauree (io in politica credo di poter vantare la sola e indispensabile scuola dell’obbligo statale). Si studi, nelle sezioni si faccia scuola, anche di comunicazione e d’immagine. Si può vincere. Si deve vincere. Non praevalebunt.

  14. Giuseppe says:

    Ha ragione @Riccardo S.. Ma, come sempre nelle cose umane, non tutto il male nuoce direttamente, spesso costituendo invece la strada per reperire rimedi.
    Lo scandalo Lega ha costretto tutti gli autonomisti o indipendentisti o padanisti a guardare fin nel fondo l’abisso di vergognoso fallimento in cui gli pseudo-dirigenti leghisti, in realtà nel loro complesso guitti imbroglioni, talora anche ladri, comunque zombies, hanno gettato la dignità dei nostri popoli, senza neppur vergognarsene. Moralmente e collettivamente, dei veri banditi. Fra loro Maroni, certamente, senza giudizi personali per lui come per gli altri. Maroni che, però, a differenza degli altri, proni al capo e curanti soltanto i loro spesso sporchi interessi, quando già si era arrivati ad avere una ramificata struttura para-mafiosa interna, ha detto basta!. Tardissimo, ma almeno l’ha detto, pur se ha dato l’impressione di sostituire con un suo “cerchio” a base irpino-calabra, che si era nel frattempo costruito, forse per necessità, il mefitico e malefico cerchio magico avente come perno la famiglia imperiale (a proposito: il nuovo giornale “la lingua padana” sarà scritto in pugliese e avrà come direttrice tuttofare la signorina Rosy Mauro?).
    Ma, mentre guardano l’abisso e le macerie, anche gli pseudo-patrioti padani, autonomisti o indipendentisti o altro, debbono pur chiedersi dove abbiano tenuto chiuso il cervello durante tutti questi anni: sono pochi coloro che possono vantarsi di aver avuto il coraggio di rimanere leghisti in quanto testimoni di un’idea che è in sé avanzata e vincente pur dicendo apertamente in faccia alla cosiddetta dirigenza e ai suoi servili scagnozzi – vedi il noto caso Curno – (e ai funzionari e dipendenti sottostanti collusi) che si sentivano da loro traditi, in quanto i comportamenti messi in atto erano in perfetto stile para-mafioso, e che l’idea-base stessa era stata da loro tradita, seppellita dai loro triti e ritriti slogan (uso il termine “tradimento” perché vedo che proprio Bossi, indecorosamente, nella sua ormai celebre intervista lo usa senza parsimonia…).
    Ma a tal punto, che dovrebbe essere di disperazione, memore dell’opzione culturale condivisa con l’architetto Oneto, credo che il “trivio” di Marchi offra una concreta speranza di uscita da tale cupo sentimento: qualcuno di capace e dai comportamenti onesti in Lega è rimasto, anzi, più di qualcuno. La cosiddetta base è generalmente onesta e sana, pur se terribilmente impreparata do quasi trent’anni. Gli uni e l’altra, di fronte alle macerie, cessino di si assumano la collettiva responsabilità dell’accaduto

  15. Riccardo S. says:

    E’ con grande amarezza e con un tocco di disgusto che guardo ai tristi eventi di questi giorni.

    Lo zombie è tornato, è ufficiale. La colpa però non è da imputare a lui, il dittatore, ma bensì alla compagnia maroniana.
    Gli errori fatti da Maroni sono stati sostanzialmente due: il primo è il non aver affondato il colpo dopo i vari scandali, eliminando definitivamente Bossi e tutta la sua combriccola dalla scena politica italiana.
    Il secondo, ben più grave, è quello di aver guidato così male il movimento da creare uno spazio politico per il ritorno della mummia in canotta.

    Cosa succederà ora?
    Come scrive Marchi, anche io credo che l’intento di Bossi sia quello di riconquistare le redini del partito, operazione però molto complicata al momento e che dubito gli riuscirà.
    Non ci resta quindi che aspettare, se il disastro della Lega 2.0 continuerà (vedi semplicemente una sconfitta ai ballottaggi tra pochi giorni), probabilmente potremmo assistere alla nascita di un nuovo partito guidato da Bossi e sostenuto dai suoi fedelissimi.
    Conoscendo l’ignoranza dell’elettore medio, questa nuova Lega targata Bossi potrebbe avere un ottimo successo e sicuramente farà confluire la maggioranza dei voti padani nelle sue liste.

    Ciò potrebbe portare ad una certa parità tra Lega 2.0 e Lega Bossi, con due nuovi possibili scenari.
    Una concorrenza spietata tra i due (tipica dello scenario padano) o una fusione dei due partiti con nuovi equilibri interni (ovviamente pro Bossi).

    Per quanto riguarda il possibile rilancio della Lega Nord invece, non la ritengo un’opzione probabile.

    In conclusione qualsiasi cosa accadrà, sarà comunque negativa e dannosa alla nostra causa.

    • elisa uberi says:

      credo invece che sia positiva la presenza di 2 leghe. sarebbero dovute esserci già da anni.. e la possibilità di scegliere avrebbe spinto entrambe a fare qualcosa in più delle idiote e indecenti calderolate.

      • Riccardo S. says:

        La storia ci ha insegnato che i partiti indipendentisti/autonomisti non fanno mai delle campagne elettorali costruttive ma cercano solo di sottrarsi i voti a vicenda.

        Divisi non raggiungeremo mai il nostro obbiettivo.

  16. Donciccio says:

    Sono tutti indecenti.
    Non hanno scampo, sono destinati a scomparire dopo essersi arricchiti sulle spalle dei padani.
    Vergogna, vergogna, vergogna….

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