Le imprese del Nord: stop ai sussidi per 30 miliardi e si abbassino le tasse

di GIANLUCA MARCHI

Gli Stati generali del Nord, in corso da ieri al Lingotto di Torino, voluti dalla nuova Lega Nord di Roberto Maroni, hanno sollevato diverse battute ironiche e non poche critiche, anche e soprattutto dai lettori usuali commentatori di questo giornale, dove abbiamo ospitato proprio oggi le valutazioni quantomeno perplesse di Luigi Pandolfi, che ha “liquidato” l’iniziativa come il tentativo del Carroccio di accreditarsi presso i poteri forti. Il passare dalle corna verdi di Pontida a una platea di imprenditori e di uomini di finanza evidentemente non poteva che esporre il movimento a tali perplessità. E anche il parterre dei protagonisti di domani, a cominciare dal ministro Corrado Passera, per passare attraverso il segretario della Cisl Raffaele Bonanni e il presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, arrivando al presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, offre il destro a chi intravvede un tentativo di flirtare con i cosiddetti “poteri forti”. E tuttavia mi permetto di osservare che la giornata più significativa di questo appuntamento è da ritenersi quella di ieri:  infatti, attraverso diversi tavoli di lavoro, la Lega ha potuto ascoltare le valutazioni, le critiche e le proposte di quasi un centinaio fra professionisti, docenti, piccoli e medi imprenditori del Nord, alcuni dei quali esponenti di aziende di tutto rispetto, tutti o quasi con la testa rivolta ad operare sui mercati esteri. Alcuni nomi? Foppa Pedretti, Lavazza, Pininfarina e il presidente dei costruttori veneti Luigi Schiavo. Tutti riunioni intorno a un tavole nel nome della “Questione settentrionale”.

Quello andato in scena fino a sera è stato un confronto quantomeno “insolito” per le tradizioni leghiste: il Carroccio bossiano è stato nel corso degli anni il partito di riferimento di commercianti e artigiani, molto meno dell’imprenditoria di un certo livello, senza per questo sconfinare nella mega industria, che poi in Italia conta su poche realtà. Imprenditori brianzoli, trevigiani, piemontesi, emiliani e altri ancora si sono invece seduti intorno a vari tavoli, dove si è parlato di infrastutture materiali e immateriali, di welfare, di fiscalità, di giovani, di futuro, di identità e cultura: la partecipazione di tali personaggi non era così scontata e la cosa ha permesso a Roberto Maroni di dichiarare la propria soddisfazione per un “passaggio importante della Lega che, nel suo percorso di rinnovamento, intende continuare nel dialogo con il mondo delle imprese del Nord”.

Certo, i primi risultati di tale confronto li vedremo solo oggi quando il segretario leghista illustrerà il “manifesto per il Nord”, che verrà elaborato durante la notte e che dovrebbe raccogliere i punti qualificanti emersi dai vari tavoli di lavoro. Il manifesto dovrebbe costituire il decalogo di alcune proposte chiare sulle quali Maroni intende impegnare la Lega nei prossimi mesi. Durante la conferenza stampa del tardo pomeriggio, a lavori ancora aperti, al segretario è stato chiesto se erano già stati messi giù i punti fondamentali del manifesto: “No – ha risposto Maroni – i lavori sono ancora in corso e solo a tarda serà faremo la sintesi di quanto emerso durante questa intensa giornata e metteremo insieme i punti qualificanti. Una cosa posso però anticiparla in quanto è una costante che sta emergendo da tutti i gruppi di lavoro: le imprese del Nord, quelle sane e produttive, sono concordi nel sostenere che il governo dovrebbe azzerare i circa 30 miliardi annui che attualmente distribuisce come sussidi e incentivi alle imprese. Meglio cancellare questi fondi che finiscono per tenere in piedi aziende decotte e, con il risparmio ottenuto, abbassare la pressione fiscale su tutte le imprese”.

Alla domanda, inevitabile e un po’ maliziosa, se avesse qualche nostalgia del rito dell’ampolla, Maroni ha così replicato: “Ho partecipato alle varie fasi della Lega e non rinnego nulla di ciò che è stata. Nessuno di noi, oggi, si vergogna del nome Lega. Si tratta però di capire che il mondo cambia e bisogna intraprendere una nuova fase. Un tempo rappresentavamo il nuovo, oggi c’è qualcuno più nuovo di noi, e tuttavia sono certo che la Lega abbia ancora un suo ruolo importante, i sondaggi ci danno in crescita e al Nord c’è un enorme bacino potenziale. La novità è rappresentata dal fatto che anche imprese importanti vedono nella Lega un interlocutore credibile. Nel nostro movimento, dunque, c’è il cuore, cioè Pontida, c’è la pancia, ma ci deve essere anche il cervello ed è su questo aspetto che io mi sto impegnando e sto investendo”.

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19 Comments

  1. paolo cintolesi says:

    Ma la Lega, i lorsignori, quando erano al governo non lo sapevano che la Marcegaglia in primis, se ne prendeva milioni e milioni di contributi per le sue imprese, da noi contribuenti tramite il Leviatano. Mi chiedo: ma dove erano? Che schifo!!!!

  2. Piero says:

    Divers battute ironiche enon poche critiche? DIciamo pure che una fragorosa risata vi ha seppelliti…’a maroniti

  3. riffesel says:

    Come si diceva una volta…..i dirigenti leghisti sono SPUTTANATI A LIVELLO DI MASSA! Adesso prendono pure consigli da industriali antichi come Noè, cioè gente che ha più o meno 70 anni come me…….

  4. nick says:

    Non riesco ad apprezzare il tono e il contenuto di molti dei commenti agli articoli di questo sito: mi sembrano troppo spesso improntati a una certa malevolenza dovuta, chissà?, a qualche conto privato da regolare, o, peggio ancora, a un atteggiamento di tipo giovanilistico- goliardico, che francamente trovo del tutto fuori luogo.
    Certo ci sono osservazioni sensate, anche se a volte non condivisibili, ma è difficile e faticoso trovarle in mezzo a tanta spazzatura.
    E se ci fosse un minimo di censura, almeno per certe evidenti assurdità?
    Cosa ne pensano il lettori?

    • merlino morgan says:

      nick sei furbo… ma sappi che qui, tra quell che sembran battute o scherzi, si celano sotto il velo del sarcasmo e dell’ironia, tante e tante notizie di primissima che poi si rivelano veri scopp…leggi bene e leggi per mesi…

  5. elveno baruffi says:

    Caro direttore, mi permetta una considerazione che a lei, giornalista di razza e di fiuto, non sarà certo sfuggita anche se per la sua estrema gentilezza glissa….A Torino i protagonisti sono gli ospiti e non la Lega. E qui, per chi vuol intendere, il mio intervento è concluso. Ma aggiungo: qualcuno potrebbe dire che la nuova Lega così si sta costruendo un huovo gruppo di interlocutori..e poi si apre al territorio…e poi percorre vie nuove…Tutte inutile chicchiere, altro che lo slogan meno chiacchiere stampato dai leghisti qui a Torino e sul meravoiglioso giornaletto Padania.com!!!!! Da morire dal ridere, manco nei supermercati per la pubblicità usano schifezze del genere. Senza dignità, senza orgoglio di bandiera, senza idee, senza stile: ecco che cosa comunica oggi la Lega. Ma del resto è nelle mani di comunicatori di primo pelo o di vecchio e fallimentare pelo. Comunica solo la propria inutilità e disperazione, la nuova Lega, in cerca di padri o padroni. Saluti fraterni Elveno Baruffi Soardi.

  6. Piero says:

    Dal partito contro i marocchini al partito contro le tasse. Chiamatemi quando ci sarà un partito autonomista.

    • Se non si capisce che le tasse oggi servono solo a mantenere lo stato centralista ed i suoi milioni di parassiti non andremo da nessuna parte.
      Il fisco centralista è il primo obiettivo da colpire per chi si dichiara indipendentista.

  7. Unione Cisalpina says:

    ahahahahahahahahahahahahah … a m’è piaciuto il rikiamo … la lega del nord xò, dei tosi taliani Maroni & C. non mi rappresenta + …

  8. terunicus says:

    mi sembra solo un teatro dell’assurdo. oggi ho visto le hostess a servire il rinfresco, la Votino onnipresente, e mi sembra proprio ridicolo che questo partito voglia essere cosa nuova. Può anche asscoltare imprenditori e teste pensnanti, ma se a tirare le conclusioni sono i vari maroni, claderoli, cota, allora stiamo a posto.

    • Ferruccio says:

      Dopo aver ascoltato le interviste ai vari Cota, Calderolo, Fava, Maroni,………….. se non sapessi chi fossero…. potrei anche plaudire alle loro dichiarazioni, ma la classe dirigente leghista attuale la conosco come le mie tasche, pertanto il loro misero tentativo di rifarsi una verginita’ cercando di recuperare qualche voto a destra e a manca, per dirla con parole del “VECCHIO SENATUR” puzza di FOGNA lontano qualche chilometro………….

  9. Trasea Peto says:

    Incredibile! Meno Stato badante che da il ciuccio alle imprese e meno tasse. Incredibile!

  10. lory says:

    quanto vogliono l’industriali (in cambio) per rinunciare a 30 miliardi di euro ?

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