Le frontiere contro le invasioni 1/ Il Vallo di Adriano in Britannia

vallo adriano

di ALDO MOLTIFIORI – Nel mio recente viaggio in Inghilterra, che mi ha dato l’opportunità di scrivere a proposito della Brexit, ho voluto trascorrere un week-end in Scozia e precisamente a Sterling e a Edimburgo. Nel mito di Wallace e al culmine del Royal Mile di Edimburgo ho ancora una volta respirato il nobile alito della libertà e della potestà personale e collettiva sul proprio destino. Avendo ben presente la tanto stupida quanto vergognosa cagnara scatenata contro l’Austria e la sua volontà popolare di erigere un muro contro l’invasione aliena di nemici della nostra civiltà, ho voluto rivisitare il vallo di Adriano che per secoli ha protetto la Britannia dai barbari pitti e scoti. Oggi intorno a quel vallo, o a quello che ne resta, tutto appare prosperoso e sereno sia dal lato inglese che da quello scozzese. Non era così però circa 1900 anni orsono. Nel 122 A.D.  l’Imperatore Adriano esasperato dalle continue e predatorie incursioni delle tribù provenienti dalla Scozia ordinò la costruzione di un vallo della lunghezza di 150 km e della altezza di 6 metri, con scopo di proteggere la civilizzazione romana in Britannia dalle barbariche orde del nord. Quale similitudine con la ancora più imponente muraglia cinese fatta erigere dagli Imperatori della dinastia Ming.

Oggi i tanti curatori del potere pubblico, in perfetto sincretismo con la gerarchia vaticana, considerano con isterica ironia quando non con autolesionistica condanna quel vallo e quella muraglia. Spesso, troppo spesso, si sente ripetere quello stupido e insensato ritornello che recita “Erigere ponti e non muri”.  I tanti, i troppi giullari di corte che animano luoghi dove si decide del nostro destino sghignazzano sui muri e sui confini fortificati dismettendoli come retrograda anticaglia senza alcun senso e senza alcuna speranza di utilità. L’altra idiozia che ritorna con insolente pervicacia ci recita: “Le migrazioni sono, da sempre, un fenomeno di massa e come tali non possono essere fermate” L’ultimo di quei “soloni” che si è esercitato ad un tale esercizio di fellonia e di fallacia è proprio il sig. Giorgio Manzi. Sul settimanale “Lettura” del Corriere della Sera ha pasticciato di storia, di antropologia, di demografia e di economia non avendo chiaro nessuno di quei concetti e per giunta confondendo Migrazione con Invasione o peggio non avendo alcuna percezione dei due fenomeni. La sua conclusione poi lascia letteralmente atterriti per lo scenario che immagina. Quello è il veleno che ci viene somministrato dalla nostra classe politica.

(1 – segue)

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