Le favole dell’Islam “moderato”

di ALDO MOLTIFIORIstrage-turisti-tunisia-535x300

Dal Corano;  Sura 3, versetto 28:

Si guardino bene i credenti (musulmani n.d.a), dal prendere come amici i Kafiruna (cristiani, infedeli, atei n.d.a.) invece di altri credenti. Coloro che commettono questo sbaglio, non  sono più in rapporto con Dio; a meno che non siano sempre vigilanti, i credenti, prendendo le dovute precauzioni.

Passata la sbornia greca dobbiamo tornare ad occuparci di una delle due questioni che minacciano il nostro destino, ma, più ancora quello dei nostri figli.

Di quella che ci pone questo Stato “Italiano”,-  alieno alla nostra storia e identità, dispotico e nichilista della nostra coscienza- tornerò a parlarne come seguito di “Parliamo di indipendenza della Lombardia” già presentato  su queste colonne qualche tempo fa.

Dell’altra minaccia, quella Islamica, ancora più distruttiva e sempre più incombente, dovremmo occuparcene sempre e con assidua attenzione anche perché stolidamente e con atteggiamento da (in)consapevole complicità  tutta la classe dirigente occidentale sembra portarci ad un suicidio collettivo quale non si è mai visto nella storia del genere umano.

Ne avevo già parlato a proposito di quello che prescrive il Corano nei confronti di chi non si sottomette alla volontà di Allah, ovvero cristiani, infedeli o atei, torno ora con qualche considerazione più specifica sul tema: può un islamico convivere pacificamente da pari a pari in pace ed in amici zia con chi non è musulmano?

Tre sono gli accadimenti, fra quelli avvenuti nel solo mese di giugno, che mi hanno offerto la base  per sviluppare la spiacevole analisi sul tema proposto qui sopra . Brevissimamente ve li riassumo.

  1. Il massacro di 39 turisti, per la gran parte britannici, perpetrato in tutta tranquillità su una spiaggia tunisina.
  2. Il massacro di 5 soldati americani perpetrato, anche qui in tutta tranquillità, nel loro centro di reclutamento di Chattanooga, Tennesse, USA.
  3. Ad avvenuta conquista della città siriana di Hassakè, da parte dei tagliagole dell’ISIS, l’appoggio dato da parte della sua popolazione musulmana nel costringere con le buone e le cattive i loro concittadini cristiani, con i quali da secoli convivevano amichevolmente (?), ad abbandonare i loro averi e beni pena la morte.

Proprio quest’ultimo ed ennesimo episodio di improvvisa aggressione, fra i tre che ho citato e gli innumerevoli che li hanno preceduti,   mi ha offerto la chiave di lettura per decifrare, o meglio per comprendere, il vero, quasi sempre dissimulato,  atteggiamento del musulmano di fronte a chi musulmano non è. In quella cittadina siriana erano secoli che la maggioranza musulmana conviveva pacificamente con la minoranza cristiana. Generazioni e generazioni di uomini, donne, bambini hanno condiviso la stessa terra, gli stessi frutti e anche gli stessi affetti. Eppure, e all’improvviso, quello che per secoli è stato  un amico, tutto all’improvviso per il mutare delle circostanze, si è trasformato in un acerrimo nemico.

Il quale nel caso della Tunisia e di Chattanooga uccide e in quello di Hassakè oltre ad uccidere si impossessa di tutto ciò che apparteneva ai suoi “fraterni amici” cristiani. Si tratta di un copione che solo in alcuni casi ha visto la variante della guerra dichiarata, come nel caso ISIS, ma che nella quale totalità dei casi a partire dalle stesse Torri Gemelle, si chiama “Latenza dormiente” (vedi nota 1 in calce). Si tratta di musulmani, impropriamente chiamati “Moderati, che semplicemente aspettano il manifestarsi delle circostanze favorevoli all’Islam, di modo che possano unirsi al Jihad (la guerra santa contro gli infedeli). Musulmani che vivono in  latenza, in attesa cioè che i benefici del Jihad siano più grandi dei rischi.

Si tratta di un comportamento più che previsto dal Corano, si tratta di un precetto al quale ogni buon musulmano deve attenersi. Naturalmente di questo nessuno parla, né i media, né i politici che pure hanno le maggiori responsabilità sul nostro fato. Ricordate quell’episodio di musulmani che buttarono a mare 12 dei loro sventurati compagni di viaggio perché cristiani? E’ successo solo qualche mese fa! Nessuno ne parla più, nemmeno la fantomatica Giustizia. La spiegazione è in quel precetto del Corano cari amici. Di fronte al massacro dei marines, peraltro sciaguratamente indifesi, sapete cosa ha dichiarato l’uomo più potente di questo pianeta, ovvero Barak Obama Hussein? Secondo Lui la causa di quel massacro è “Imperscrutabile”. Tutto qui!

Secondo i leader occidentali,  quelli italiani in quanto a chiusura della mente come sempre sono in prima fila, si tratta di casi isolati di imperscrutabile devianza da trattare come casi di comune delinquenza. Di più non si deve cadere nella “trappola” di considerare l’Islam una religione ostile all’Occidente. Anzi tutti dobbiamo convincerci che l’Islam è una religione che porta la pace! E, mentre il Presidente Americano sosteneva una impossibile tesi, sentite cosa scriveva nel suo manifesto il massacratore di Chattanooga:

La rappresentazione che vuole che i compagni del Profeta Maometto fossero dei preti dediti alla vita di monastero non è vera. Essi erano in verità tutti dei comandanti militari sul fronte della guerra … molto coinvolti nella conquista del mondo all’Islam. Ciascuno di essi combatteva il Jihad per il trionfo di Allah. Ciascuno di essi era perfettamente consapevole  di dover sacrificare la loro vita!  

Altro che alienazione da periferia, altro che stress da mancata integrazione, altro che islamofobia, altro che maggiore sensibilità e rispetto verso il diverso. Semplicemente tutte stupidaggini di chi non vuole vedere per non dover assumersi la responsabilità di dire la verità, ossia che l’Islam è un progetto politico a base teocratica per la conquista del mondo, con molti strumenti: dalla latenza alla dissimulazione alla minaccia e infine alla guerra. Ricordate Ulisse e il cavallo di Troia? Ho fatto quell’esempio a proposito del debito pubblico Greco. Esso a maggior ragione vale per l’Islam. I milioni di musulmani scaraventati in occidente non sono un accidente imperscrutabile o una piaga migratoria della povertà. No! Sono militari in latenza in attesa delle circostanze favorevoli per conquistare il potere e con esso  tutti i nostri beni ed averi.

Cari amici alla prossima puntata perché vi è ancora molto da dire nella speranza di aprire qualche mente alla realtà

Nota 1 – LATENZA: il suo aggettivo è latente e  deriva dal latino; latens-entis, participio presente del verbo latere, ossia “restare, essere nascosto”. Nel linguaggio corrente sta ad indicare: nascosto, potenziale, in particolare; odio latente, significato latente ovvero di qualcosa o qualcuno che aspetta l’occasione propizia per manifestare le sue vere intenzioni di antagonismo violento.

(1 – segue)

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