Le fanfaronate di Renzi, finirà che aumenterà solo le tasse

di MATTEO CORSINI

Nel profluvio di dichiarazioni di Matteo Renzi, mi preme segnalare questa: “Se non passa non è che mi dimetto da presidente, lascio proprio la politica. Perché sono qui non per interesse personale, ma, come diceva La Pira, per fare gli interessi della povera gente”.

Così il presidente del Consiglio ha risposto a chi gli chiedeva cosa avrebbe fatto se non fosse passata la riforma del Senato. In questi giorni la loquacità di Matteo Renzi è più incontenibile del solito e la mia impressione è che all’aumentare della quantità di parole pronunciate aumenti in misura esponenziale anche la quantità di stupidaggini che gli escono di bocca.

Una delle cose più scontate e banali che qualunque politico ripete più o meno spesso è la sua professione di altruismo e disinteresse per se stesso. Anche Renzi, che pure vorrebbe passare per “nuovo” – dove con ogni probabilità la novità è ritenuta dall’innovatore anche un miglioramento rispetto al passato e alla concorrenza – non ci ha risparmiato la retorica del “fare gli interessi della povera gente”.

Ora, è evidente che nessuno ammetterà mai che il potere gli piace e che è in primo luogo per se stesso e per le proprie ambizioni che fa politica in generale e il presidente del Consiglio in particolare (quanto meno Giulio Andreotti ebbe l’onestà di dire che “il potere logora chi non ce l’ha”); tuttavia il silenzio sull’argomento sarebbe già un second best rispetto alla sincerità, la quale è evidentemente incompatibile con l’ascesa al potere e il consenso popolare, soprattutto in politica. Ma è altrettanto evidente che per Renzi moderare la sua incontinenza verbale sarebbe più difficile che essere sincero.

Staremo a vedere come andrà con il Senato e tutte le altre cose che sta promettendo di fare. Non vorrei che gli riuscisse bene solo l’aumento della tassazione sulle cosiddette rendite finanziarie. In ogni caso, considerando che fa politica da quando era un ragazzino ma che ha ancora 39 anni, dubito che dopo un eventuale fallimento si dedicherebbe ad altro. Chi è animato da spirito missionario non è disposto a lasciare la povera gente al proprio destino solo perché non è stato capace di mantenere una delle tante promesse fatte.

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