Il voto non serve se l’Italia non diventa federale

calabria

di Mario di Maio – Come d’abitudine, nel corso della campagna elettorale si sono evidenziati gli effetti negativi più recenti del sistema nato cresciuto e “perfezionato”in più di 150 anni di storia. Si e’ fatta propaganda infatti in una delle regioni ricche del Nord e in Calabria, fanalino di coda di quelle del Sud. E, come d’abitudine, è emerso che negli ultimi 5 anni l’Emilia ha progredito, mentre la Calabria, forse, è anche peggiorata.
In pratica l’assetto istituzionale italiano non è in grado di risolvere la questione meridionale e ” l’intollerabile divario” aumenta a dispetto dei ministeri “per il Mezzogiorno” e del permanente stanziamento di risorse “straordinarie” per risolvere “una volta per tutte” la situazione. E non è un mistero per nessuno che il sistema regionale, che dovrebbe essere il motore dello sviluppo dei vari territori nella pratica si è sostanzialmente risolto in una moltiplicazione di posti di lavoro pubblici che pesano non poco nel bilancio dello Stato.
Ma come può il Molise, o la Lucania, o qualsiasi altra Regione essere utile ai propri cittadini se le competenze relative alle materie dei settori “chiave” rimangono tutte concentrate a Roma, che, comunque gestisce a piacimento i soldi di tutti noi “sudditi”?
Ma non sarebbe meglio coinvolgere e responsabilizzare i territori? Guai, però, a parlare di federalismo e di federalismo fiscale!

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1 Comment

  1. La mala fede di molti politici è evidente a tutti penso.
    E’ acclarato è sotto gli occhi di tutti che il sistema centralistico romano ha fallito e continua a fallire qualsiasi siano i governi che lo rappresentano. Eppure nessun partito vuole cambiare sistema.
    E’ evidente che si tratta solo del vile potere che si vuole mantenere lontano dai cittadini al fine di fare e disfare a piacimento e possibilmente non dover subire controlli o critiche di sorta.
    Lo abbiamo visto e lo vediamo ogni qual volta i signori politici di turno, o meglio specialmente coloro che ne hanno fatto un mestiere…, si votano leggi truffaldine, aumenti di stipendi che nessun cittadino italiano ha autorizzato, pensioni o vitalizi che hanno l’odore e l’aspetto di vere e proprie ruberie e si potrebbe continuare.
    Il federalismo che Carlo Cattaneo predicava e sollecitava a suo tempo era la via maestra da seguire….ma il comunismo queste cose non le sopporta….e tutt’ora anche il M5S ne è refrattario.
    Se il Veneto fosse stato autonomo come l’Alto Adige sicuramente non avrebbe avuto il VAJONT, come molte altre regioni avrebbero potuto essere più efficienti nei casi di calamità naturali e di ricostruzione in cado di terremoti, ma la lista potrebbe essere lunga e ne sono sicuro l’italia non sarebbe quella che vediamo oggi.
    Mi chiedo e vi chiedo come possano pensare i politici di oggi come quelli di ieri che l’Italia possa andare avanti con un sistema fallimentare e fallito e non si proceda con un decentramento federale assolutamente necessario.
    Ma qui torniamo alla mala fede di cui sopra. Infatti loro sanno molto bene che molte regioni, specie del Sud
    non sarebbero amministrate bene come quelle del Nord proprio a causa della mentalità dei politici meridionali che tendono a tenere il Sud vincolato a loro stessi per i loro interessi personali.
    Così facendo porteranno anche il Nord al disastro collettivo dandosi una martellata in testa. Pur immaginando che possa andare così non mollano la prese. Avremo solo l’amara soddisfazione che costoro passeranno alla storia per coloro che portarono l’Italia al disastro finanziario e sociale.
    Se ciò accadrà, e accadrà senza un vero federalismo noi VENETI, pur nel disastro generale, ne verremo finalmente fuori e ci risolleveremo sicuramente avendo questa volta piena libertà d’azione con uno Stato sovrano ed indipendente senza condizionamenti burocratici imbecilli e fuorvianti e con risorse finanziarie sufficienti per rendere il Veneto magari ancor migliore della stessa Svizzera.
    Il tempo lavora per noi Veneti e non per l’Italia.
    WSM

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